Redazione

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Nel corso degli anni hanno avuto alcune divergenze sull’allenamento, ma questa volta l’allenatore norvegese Ole Morten Iversen e Ingvild Flugstad Østberg sono sulla stessa lunghezza d’onda. Il responsabile della squadra femminile ha indicato alla sua atleta, appena rientrata in gruppo dopo la frattura da stress accusata nel finale della passata stagione, la strada per un 2020/21 vincente, in particolare ai Mondiali.

Obiettivo Oberstdorf, infatti, nella testa dell’allenatore norvegese, nonostante la sua atleta non possa allenarsi alla stessa intensità del passato: «Sono sicuro al cento per cento – ha affermato Iversen a Nettavisenche nel prossimo inverno Ingvild andrà più veloce di quanto abbia mai fatto se continuerà a fare le cose per bene anche in futuro. La difficoltà per lei sarà accettare di non poter andare sempre al massimo dal 1 dicembre al 1 aprile, ma rendersi conto che dovrà limitarsi ad avere un grande periodo di forma in un particolare momento della stagione. Concentrarsi più sul Mondiale. Penso che questa sarà la più grande sfida, convincerla di ciò. Se lo farà, sono sicuro al cento per cento, che andrà molto veloce nelle gare più importanti della stagione. Nulla fa credere che abbia perso qualcosa, nonostante negli ultimi mesi non abbia avuto una preparazione normale. Ma sarà abbastanza per andare veloce in inverno».

Østberg è apparsa accettare le idee dell’allenatore: «Se c’è un Mondiale in stagione, ovviamente a quell’appuntamento voglio arrivare al massimo. Quindi ho un po’ di tempo davanti». L’atleta ha poi parlato delle difficoltà che sta incontrando in questo periodo di preparazione: «Sto facendo del mio meglio, ma è una sfida perché è difficile fare le cose sempre correttamente al cento per cento. Provo a fare tutto quello che posso, ma non sempre le cose vanno abbastanza bene».

Iversen la incoraggia: «È una fantastica sciatrice, con un potenziale che in realtà non è stato ancora espresso fino in fondo»

Ha ripreso la preparazione insieme ai compagni di squadra, con tanta voglia di migliorare nel salto per poter riuscire a guadagnare posizioni ed essere competitivo anche in Coppa del Mondo. Raffaele Buzzi si sta allenando con concentrazione e determinazione, non si preoccupa delle incertezze sul prossimo Grand Prix e la Coppa del Mondo, pensa solo a migliorare. L’azzurro ha anche avuto un impatto molto positivo con il nuovo allenatore, Danny Winkelmann, e ha tantissimi stimoli, forse anche legati al lungo periodo di lockdown che ha insegnato a tutti che nulla è scontato o dovuto.

Con il friulano del Centro Sportivo Carabinieri abbiamo quindi affrontato tutti questi argomenti nell’intervista che segue.

Ciao Raffaele. Com’è stato tornare ad allenarsi con i compagni di squadra?
«È stato veramente bello ritrovarsi, perché abbiamo dovuto aspettare tanto, essendo stati costretti a passare un lungo periodo a casa, nel quale ognuno ha cercato di lavorare anche da solo. Tornare ad allenarsi assieme è stato quindi bello e diverso dagli altri anni. Prima davamo per scontato lo stare insieme ad allenarci, ora invece è stato quasi una liberazione farlo. Ce lo siamo gustato di più, si è percepito moltissimo il piacere dello stare tutti assieme. Sapete, dopo tanti anni, ritrovarsi per i primi raduni in primavera, passare tanto tempo insieme diventa quasi una routine, quanto è accaduto ci ha permesso di vederlo sotto un altro aspetto, in qualche modo è come se fosse la prima volta».
    
Il salto sarà curato da Danny Winkelmann; qual è stato il primo impatto con il nuovo allenatore?
«Molto positivo. Ha un modo di lavorare diverso rispetto agli altri allenatori. Mi ha fatto subito un’ottima impressione, anche perché si mette in gioco in prima persona, addirittura si allena anche con noi, viene a correre e fa gli esercizi di stretching. Devo ammettere che tante cose le fa anche meglio di noi e sotto questo aspetto riesce a stimolarci ancora di più nel migliorare, visto che siamo degli atleti professionisti. È una bella sensazione avere un allenatore che fa tutto in prima persona».

Per quanto riguarda il salto? Che impressioni hai avuto delle sue idee?
«Già nel passato raduno abbiamo potuto apprezzarlo anche sotto questo aspetto. Mi piace molto il suo modo di vedere le cose e spiegare. Ha un’idea diversa su come deve essere un salto e vuole trasmettercela. L’inizio è stato molto positivo. Con lui stiamo comunicando in inglese, soprattutto io, gli altri parlano con lui anche in tedesco».

Qual è stato il primo consiglio che ti ha dato sul salto?
«Mi ha fatto notare che sono troppo rigido e devo fare più stretching, ma soprattutto farlo meglio. Mi ha detto che se miglioro in quel particolare, tutto diventerà più facile. Insomma il focus principale sarà una maggior mobilità».

L’obiettivo per te è quindi lavorare molto sul salto?
«Certamente vorrei focalizzarmi sul salto, perché negli ultimi anni ho visto che sugli sci stretti ci sono, quindi sono anche pronto a rischiare di perdere qualcosina sul fondo ma migliorare molto nel salto. Anche perché se non riesco a partire più avanti nell’inseguimento, diventa tutto molto complicato».

Torniamo alla passata stagione; qual è il tuo bilancio?
«Sono soddisfatto per la parte fondo e per il fatto che il mio corpo mi ha sostenuto per tutto il corso della stagione, tranne un piccolo infortunio che ho accusato negli USA in Continental Cup. Mi sono tolto qualche soddisfazione in questo circuito, mentre in Coppa del Mondo ho fatto bene purtroppo solo a Seefeld. Nel salto ho fatto molta fatica, probabilmente è stato anche un problema mentale, mi buttavo già con troppa facilità se le cose andavano male. Quindi ora voglio crescere nel salto, anche per avere una maggiore consapevolezza in gara».

Le tante incertezze sul regolare svolgimento del Grand Prix estivo e anche della Coppa del Mondo possono condizionarti togliendoti qualche stimolo?
«L’incertezza non mi condiziona. Anche perché il Grand Prix l’abbiamo sempre considerato come qualcosa in più di un allenamento, per vedere a che punto eravamo con la preparazione, non lo prendevamo come una competizione normale. Da una parte, non avere oggi una data certa per l’inizio, mi toglie anche un po’ di stress, mi fa concentrare unicamente sul lavoro che devo fare. Ecco, solitamente penso comunque molto alla gara, ora, invece, questa situazione mi spinge a focalizzarmi solo sull’inverno e a dedicare l’estate soltanto all’allenamento per migliorare. Anche i dubbi sulla stagione invernale non mi condizionano, in quanto non posso controllare queste cose, ma soltanto lavorare per arrivare pronto alle gare di novembre. Rispetto al passato ho iniziato a pensare soltanto al lavoro, a migliorare e fare tutto al massimo, senza dare già oggi troppo peso alle gare. Sono meravigliato anch’io, ma forse questo ultimo periodo mi ha insegnato anche a gestire le situazioni di incertezza. Spero di riuscire a farlo anche in gara».

Tornando al periodo di lockdown. Come ho chiesto anche a tanti tuoi colleghi: hai scoperto qualche hobby particolare?
«Sicuramente il “fai da te” (ride, ndr). Ho comprato casa e avevo tanti lavori da fare, che mi hanno quindi portato via molto tempo. Per quanto riguarda il resto, mi piace disegnare e ogni tanto mi ci sono dedicato».  

Sospiro di sollievo per Greta Laurent, dopo il brutto spavento che si è presa nell'ultimo giorno di raduno sullo Stelvio, quando è caduta nel corso dell'allenamento prendendo una brutta botta al gomito.

L'atleta valdostana è stata sottoposta ad una TAC a Milano dalla Commissione Medica FISI, che ha confermato la frattura del capitello radiale del gomito sinistro, scongiurando però altre complicazione. Una buona notizie perchè a questo punto appaiono più chiari i tempi di recupero. L'atleta delle Fiamme Gialle dovrà mantenere una doccia gessata per dodici giorni, poi, una volta tolta, aspettare circa altre due settimane per tornare a disposizione dello staff tecnico. Si prevede, quindi, uno stop totale di venticinque giorni, ma in questo periodo l'atleta non si fermerà lavorando sulla parte bassa del corpo.

L'azzurra è apparsa più tranquilla in un messaggio che ha diffuso sui suoi social: «Sono state le due giornate più difficili della mia carriera, ma adesso grazie allo staff FISI sappiamo quale strada percorrere. Ti prego Capitello Radiale guarisci presto». Un intoppo, quindi, che però non pregiudica la preparazione di Greta apparsa molto determinata nell'ultimo periodo. La continuità nelle sprint della passata stagione e quella finale sfiorata ad Åre, le hanno dato una maggiore consapevolezza dei propri mezzi.

Laurent sembra sempre più sicura di sè e sta lavorando per presentarsi al meglio al via della prossima stagione, determinata a mostrare le proprie qualità. A 29 anni, poi, la finanziera valdostana ha capito anche come affrontare al meglio il periodo di preparazione, come dosare le energie fisiche e mentali, per arrivare al massimo quando più conta. L'importante è ora liberare la mente dagli inevitabili brutti pensieri degli ultimi giorni e tornare a guardare avanti con grande fiducia. La strada verso la prossima Coppa del Mondo è ancora lunga.

È arrivato un altro addio nello sci di fondo, quello della sprinter slovena Vesna Fabjan, che ha deciso di ritirarsi a 35 anni, mettendo fine a una carriera nella quale si è tolta sicuramente le sue soddisfazioni. «La Fine! È stata una decisione difficile – ha scritto sul proprio profilo instagram – ma so che è il momento giusto per dire addio, con questo speciale giorno olimpico. È stato un lungo viaggio, ho imparato tanto e non dimenticherò mai tutte le esperienze avute lungo la strada. Grazie dal profondo del mio cuore per tutte le incredibili opportunità e il supporto».

Fabjan ha pubblicato alcune immagini della sua carriera a partire dal podio della sprint alle Olimpiadi di Sochi del 2014, quando vinse la medaglia di bronzo alle spalle di Falla e Østberg. Ovviamente quello è stato il momento più alto della sua carriera, insieme ai due successi in Coppa del mondo, arrivati entrambi a Rybinsk, in Russia, nel 2010 e 2011, più gli altri tre podi individuali conquistati. La slovena, quindi, non prenderà parte alla sua quinta olimpiade, dopo aver partecipato a Torino 2006, Vancouver 2010, Sochi 2014 e Pyeongchang 2018, e nemmeno al suo settimo mondiale. 

Quando lunedì al raduno della squadra norvegese femminile sono arrivate le tre coppe di cristallo, dopo aver consegnato a Therese Johaug i due globi per le vittorie della Coppa del Mondo generale e distance, le atlete e lo staff tecnico norvegese hanno deciso di consegnare a Ingvild Flugstad Østberg quello della Coppa per Nazioni, che l’atleta ha ricevuto dalle mani del dt Espen Bjervig.

Un gesto significativo, fortemente voluto anche dalla stessa Johaug, per dimostrare vicinanza a un’atleta che ha vissuto un anno davvero molto particolare. Un modo anche per dare alla vincitrice della Coppa del Mondo 2018/19 il bentornata all’interno della squadra.  

Østberg, infatti, ha ripreso ad allenarsi con le compagne per la prima volta dall’infortunio che l’aveva fermata sul finale della passata stagione, alla vigilia della tappa di Holmenkollen. Una frattura da stress al tallone, che ancora non le permette di correre insieme alle altre fondiste norvegesi, ma non le vieta di andare sugli skiroll insieme a loro.  

Proprio a Holmenkollen, quindi, pur non essendo guarita al cento per cento, Østberg è tornata in squadra e ha rilasciato le sue prime dichiarazioni a Nettavisen. «Avevo programmato tutto per recuperare velocemente dall’infortunio – ha affermato la norvegese parlando della riabilitazione – poi ho dovuto elaborare un nuovo programma, perché a causa dell’emergenza covid era tutto chiuso. All’inizio ho pensato che avrei finito per camminare sul muro. Alla fine in un certo senso le cose sono andate bene, ho svolto tanti esercizi a casa, facendo quello che era possibile. Non ero mai stata tanto tempo a casa prima d’ora».  

Da poco ha ripreso quindi a fare skiroll. «Mi sono allenata per così tanti anni, pensando a come farlo e a cosa fare. Ora ho dovuto cambiare completamente, fare delle cose nuove e allenarmi meno rispetto a quanto vorrei. È qualcosa di impegnativo. Devo fare gli allenamenti che posso, prendendomi cura di me e della mia salute. Sto ricevendo un ottimo aiuto dalle persone attorno a me. Sono molto felice di essere tornata qui con la squadra e spero che tutto andrà bene».

 

Si chiude nel modo peggiore il primo raduno della nazionale azzurra di sci di fondo, che si è svolto da lunedì 15 a martedì 23 giugno presso il Passo dello Stelvio. Greta Laurent è caduta nel corso dell'ultimo allenamento effettuato questa mattina, prendendo una brutta botta al braccio. Accompagnata immediatamente all'ospedale di Sondalo, la valdostana delle Fiamme Gialle è stata sottoposta a tutti gli accertamenti del caso, che hanno portato alla diagnosi di frattura del capitello radiale del gomito sinistro. Il braccio è stato quindi subito ingessato.

Nella giornata di domani, mercoledì 24 giugno, l'atleta effettuerà una TAC a Milano dal cui esito si deciderà la strada da percorrere per il percorso riabilitativo. Se la diagnosi dovesse essere confermata, solitamente per questo genere di infortunio ci si ferma poco più di un mese. Una tegola che frena la preparazione della valdostana, apparsa negli scorsi mesi più determinata che mai a voler fare il salto di qualità per vivere una stagione da protagonista. Auguri di pronta guarigione!

Oltre tre mesi dopo aver vinto la Coppa del Mondo, Therese Johaug ha finalmente ricevuto le sfere di cristallo per la vittoria della classifica generale e distance. È avvenuto ieri nel corso dell’allenamento della squadra norvegese, con tutta la squadra presente ad applaudire la compagna, autentica dominatrice della stagione. Bello poi il gesto dei tecnici quando si è deciso di consegnare a Østberg, appena tornata ad allenarsi, la coppa di cristallo per la classifica delle nazioni.

Felice Johaug, che ha parlato al microfono di TV2. «Questa coppa ha un grande valore ed è stata una fantastica stagione invernale. Quindi ovviamente è bello avere ora questa coppa tra le mani. Per me è stata una stagione fantastica e sono contenta di ciò che sono riuscita a realizzare dall’inizio alla fine».

Soprattutto in Scandinavia si continua a parlare moltissimo di Stina Nilsson. C’è grande curiosità di vederla all’opera nel Campionato Svedese che si disputerà il prossimo 28 agosto sugli skiroll. Sarà il suo debutto competitivo nel biathlon e molti vorranno finalmente vederla all’opera per capire come se la cava al tiro, dopo essersi allenata veramente tanto. Sicuramente quel giorno saranno molti a seguire l’evento svedese, che avrà grande interesse in Svezia ma anche all’estero.

«Potrebbe esserci grande interesse attorno all’evento – ha affermato Stina Nilsson a NRK – ma è fantastico per il biathlon svedese. In ogni caso non sono nervosa. Sono abituata a vivere nel presente e ad affrontare le situazioni quando si verificano».

Sempre a NRK ha parlato Tiril Eckhoff, che ha ammesso di non essere preoccupata della popolarità dell’ex fondista svedese, non ha paura di perdere attenzioni, ma teme di più la competitività di Nilsson. «Che si goda in pace la sua attenzione mediatica – ha affermato la norvegese, seconda classificata in Coppa del Mondo – io farò il mio solito lavoro. A volte è anche bello essere anonimi e non sempre una persona pubblica».

Eckhoff, in realtà, ha ammesso di non voler essere al posto della svedese, per via delle tante aspettative e pressioni che ci saranno. «Avrà tanta pressione addosso. Ora è piuttosto fresca, quindi non le importa molto, ma non la invidio».

La norvegese ha quindi aggiunto che teme Stina Nilsson possa subito essere competitiva: «Se provi a fare una cosa e vedi che ti viene bene, sei ancora più motivata. Quindi scommetto che ha un buon talento. Ci sono ottime possibilità che sia una delle mie concorrenti più pericolose nella prossima stagione».

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