Redazione

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Frida Karlsson continua a sorprendere dentro e fuori le piste di sci di fondo. La giovane svedese sta impressionando anche durante l’estate sia con gli skiroll che con le scarpe da corsa. Sul proprio profilo instagram, Frida ha pubblicato un’immagine di sé in compagnia di Jenny Solin, accompagnata dalla frase “Legati alle tradizioni con Hallstatest! Ora il record è mio”.
    
L’Hallstatestet è un test di fitness molto importante tra gli sciatori di fondo, una corsa di 1800 metri su una salita ripida, con pendenza media al 12%, nella Hallstabacken di Sollefteå. Il record precedente apparteneva a un’altra giovane fondista svedese, Ebba Andersson, che aveva fissato il tempo a 8’’56”. Ora la ’99 Frida Karlsson ha cancellato il tempo della compagna. Il Comune di Sollefteå ha comunicato che i tempi non sono ufficiali, ma ha riferito che il record dovrebbe essere stato battuto di buon margine. Anche dall’entourage di Ebba Andersson non hanno risparmiato commenti: «Impressionante».  

Si era quasi preoccupato alcune settimane fa perché sentiva di essere troppo in forma per essere primavera. Così Sjur Røthe ha deciso di rallentare un po’ nel corso della preparazione, preferendo ritrovarsi a fine giugno nello stato di forma abituale per il periodo. «Sono riuscito a riportare le cose alla normalità – ha affermato Røthe a TV2 – sono tornato al classico stile “Sjur-forma estiva”. Ora mi sento al punto dove devo essere. Ero preoccupato di essere in buona forma così presto, perché non lo ero mai stato prima, era una cosa inusuale. Ora sono però tornato in una condizione normale. Come ho fatto? Non ho utilizzato un freno d’emergenza, semplicemente ho messo un po’ da parte di lavori duri. Questo ha aiutato. Non ho fatto niente di speciale. Ho solo calmato un po’ le cose».

L’importante sarà essere in forma nel periodo invernale, quando conterà per la Coppa del Mondo e il Mondiale di Oberstdorf. Una stagione incerta, come è ovvio, a causa dell’emergenza covid-19, ma Røthe non si distrae e mantiene le motivazioni alte. «Finora la preparazione sta andando bene e non vedo l’ora di scoprire cosa faremo in inverno. Al momento il 90% di ciò che facciamo è volto a raggiungere il top della forma, poi l’ultimo 10 per cento servirà a perfezionare una certa distanza. Per esempio se vuoi allenarti per una 15km in classico».

L’esempio è ovviamente casuale, in quanto il format non sarà presente al Mondiale di Oberstdorf. Røthe, che a Seefeld vinse l’oro nello skiathlon e nella staffetta maschile, oltre al bronzo nella 50km in skating, punta a prepararsi al meglio in vista dell’evento iridato tedesco. Il suo programma originale era quello di utilizzare il Tour de Ski nella marcia di avvicinamento a Oberstdorf, ma è troppo presto, oggi, per avere certezze: «Vedremo cosa farò ora. Prima dovremo capire cosa succederà con le gare. Se (il calendario, ndr) diventerà più piccolo o breve, bisognerà fare degli aggiustamenti al programma».

Soltanto in autunno si avrà infatti qualche certezza sul calendario della Coppa del Mondo. Ciò che è certo, oggi, è soltanto che Røthe è diventato il più anziano all’interno della squadra norvegese dopo l’esclusione di Sundby: «Era fantastico qui in gruppo confrontato a molti di noi – ha affermato Røthe riferendosi al collega più anziano – così sto provando a mettermi nei suoi panni e aiutare i giovani a fare uno sforzo in più. Proviamo ad alternarci, ma abbiamo bisogno della figura trainante nel gruppo. Ci piacerebbe averlo ancora qui con noi».

Predazzo sempre più protagonista dei raduni delle squadre azzurre di salto e combinata nordica. Nella località che a gennaio ospiterà la tappa della Coppa del Mondo di combinata nordica sono presenti oggi e domani ben otto atleti, quattro uomini e altrettante donne della Squadra A. La bella notizia è il ritorno con i compagni di Alessandro Pittin, assente in precedenza, e soprattutto Aaron Kostner, che torna finalmente a lavorare con la squadra azzurra dopo il grave infortunio subito a dicembre. Ad accompagnarli ci sono i tecnici Danny Winkelmann e Ivan Lunardi. Stessa data e medesima località anche per le ragazze della squadra femminile con Daniela Dejori, Annika Sieff, Veronica Gianmoena e Lena Prinoth, seguite dai tecnici Ivo Pertile, Francesco Benetti e Veronika Broll.

Sempre sui trampolini di Predazzo sono presenti le squadre maschile e femminile di salto. Il gruppo composto da Manuela Malsiner, Lara Malsiner, Jessica Malsiner, Martina Ambrosi e Giada Tomaselli, seguite da Andreas Felder e Sebastian Colloredo, si allenerà fino al 30 giugno. Invece, raduno fino al 1 luglio per gli uomini, con il gruppo che insieme ad Alex Insam, vede presenti anche i giovani Daniel Moroder, Francesco Cecon, Mattia Galiani e Andrea Campregher. In loro compagnia l'allenatore Zeno di Lenardo.

Nonostante i tanti dubbi sulla stagione internazionale, la FISI non si è dimenticata della nazionale di skiroll, che ha comunque iniziato la preparazione. Gli azzurri, che l'anno scorso si sono tolti tantissime soddisfazioni con la vittoria della classifica generale di Coppa del Mondo da parte di Matteo Tanel tra i senior e Laura Mortagna tra le Junior, oltre alle medaglie mondiali, si alleneranno tra Anterselva e Dobbiaco da lunedì 29 giutno a sabato 4 luglio.

Il direttore tecnico Michel Rainer ha convocato sette atleti: Jacopo Giardina, Emanuele Becchis, Luca Curti, Riccardo Lorenzo Masiero, Giulia Cozzi, Elisa Sordello e Laura Mortagna. Altri, compreso il detentore della Coppa del Mondo Matteo Tanel, dovrebbero aggregarsi al gruppo nei prossimi giorni. A seguire gli atleti è presente l'allenatore responsabile Emanuele Sbabo, insieme a Solange Chabloz, allenatrice delle donne, e il fisioterapista Ruggiero Antonio. Gli azzurri lavorano con la consueta attenzione e determinazione per farsi trovare pronti se e quando inizierà la stagione.

Non solo sci di fondo: Helene Marie Fossesholm, talentuosa classe 2001 entrata nel gruppo della Squadra A norvegese, continua a brillare anche in mountain bike. Sabato si è aggiudicata l'apertura della stagione a Lillehammer, sbaragliando la concorrenza nonostante fosse al suo debutto tra le senior.

Grandi attenzioni mediatiche, in Norvegia, sulla giovane atleta, considerata il più grande talento da Junior dai tempi di Johaug. 

La notizia è stata riportata dai siti specializzati Nordic Mag e Laagendalsposten.

La FISI ha voluto fornire le sue precisazioni circa la notizia di un caso di positività al Covid-19 nel gruppo che sta lavorando allo Stelvio.

Si tratta effettivamente di "un tecnico, appena salito sul ghiacciaio che mostrava deboli sintomi influenzali".

La situazione resta monitorata e sotto controllo: l’ATS di Sondrio ha sottoposto a tampone tutti coloro che si trovano presso l’hotel Livrio, dove alloggia la comitiva azzurra e l’ATS di Bolzano, competente territorialmente, effettuerà un nuovo tampone.

Il comunicato FISI

In relazione ad alcune informazioni filtrate in maniera distorta attraverso alcuni siti internet, la Federazione Italiana Sport Invernali precisa che grazie alla rigida applicazione dei protocolli sanitari stilati per la gestione del raduno sciistico dello Stelvio è stato possibile identificare che un tecnico, appena salito sul ghiacciaio, mostrava deboli sintomi influenzali. È stato quindi immediatamente condotto presso l’ospedale di Sondalo dove è risultato positivo al test sierologico e, di conseguenza, per il protocollo dell’ATS di Sondrio, sottoposto ad un tampone. Per lo stesso protocollo la stessa ATS ha sottoposto a tampone tutti coloro che si trovano in questi giorni presso l’hotel Livrio. Oggi si è attivata anche l’ATS di Bolzano, essendo il Livrio in territorio altoatesino, che effettuerà un nuovo tampone. La situazione complessiva è costantemente monitorata dalla Commissione medica FISI, in continuo contatto con ATS, che provvederà immediatamente ad isolare eventuali casi di positività. Il tecnico ora sta bene e gli esami non hanno evidenziato ulteriori sintomi di nessun tipo.

Nel corso degli anni hanno avuto alcune divergenze sull’allenamento, ma questa volta l’allenatore norvegese Ole Morten Iversen e Ingvild Flugstad Østberg sono sulla stessa lunghezza d’onda. Il responsabile della squadra femminile ha indicato alla sua atleta, appena rientrata in gruppo dopo la frattura da stress accusata nel finale della passata stagione, la strada per un 2020/21 vincente, in particolare ai Mondiali.

Obiettivo Oberstdorf, infatti, nella testa dell’allenatore norvegese, nonostante la sua atleta non possa allenarsi alla stessa intensità del passato: «Sono sicuro al cento per cento – ha affermato Iversen a Nettavisenche nel prossimo inverno Ingvild andrà più veloce di quanto abbia mai fatto se continuerà a fare le cose per bene anche in futuro. La difficoltà per lei sarà accettare di non poter andare sempre al massimo dal 1 dicembre al 1 aprile, ma rendersi conto che dovrà limitarsi ad avere un grande periodo di forma in un particolare momento della stagione. Concentrarsi più sul Mondiale. Penso che questa sarà la più grande sfida, convincerla di ciò. Se lo farà, sono sicuro al cento per cento, che andrà molto veloce nelle gare più importanti della stagione. Nulla fa credere che abbia perso qualcosa, nonostante negli ultimi mesi non abbia avuto una preparazione normale. Ma sarà abbastanza per andare veloce in inverno».

Østberg è apparsa accettare le idee dell’allenatore: «Se c’è un Mondiale in stagione, ovviamente a quell’appuntamento voglio arrivare al massimo. Quindi ho un po’ di tempo davanti». L’atleta ha poi parlato delle difficoltà che sta incontrando in questo periodo di preparazione: «Sto facendo del mio meglio, ma è una sfida perché è difficile fare le cose sempre correttamente al cento per cento. Provo a fare tutto quello che posso, ma non sempre le cose vanno abbastanza bene».

Iversen la incoraggia: «È una fantastica sciatrice, con un potenziale che in realtà non è stato ancora espresso fino in fondo»

Ha ripreso la preparazione insieme ai compagni di squadra, con tanta voglia di migliorare nel salto per poter riuscire a guadagnare posizioni ed essere competitivo anche in Coppa del Mondo. Raffaele Buzzi si sta allenando con concentrazione e determinazione, non si preoccupa delle incertezze sul prossimo Grand Prix e la Coppa del Mondo, pensa solo a migliorare. L’azzurro ha anche avuto un impatto molto positivo con il nuovo allenatore, Danny Winkelmann, e ha tantissimi stimoli, forse anche legati al lungo periodo di lockdown che ha insegnato a tutti che nulla è scontato o dovuto.

Con il friulano del Centro Sportivo Carabinieri abbiamo quindi affrontato tutti questi argomenti nell’intervista che segue.

Ciao Raffaele. Com’è stato tornare ad allenarsi con i compagni di squadra?
«È stato veramente bello ritrovarsi, perché abbiamo dovuto aspettare tanto, essendo stati costretti a passare un lungo periodo a casa, nel quale ognuno ha cercato di lavorare anche da solo. Tornare ad allenarsi assieme è stato quindi bello e diverso dagli altri anni. Prima davamo per scontato lo stare insieme ad allenarci, ora invece è stato quasi una liberazione farlo. Ce lo siamo gustato di più, si è percepito moltissimo il piacere dello stare tutti assieme. Sapete, dopo tanti anni, ritrovarsi per i primi raduni in primavera, passare tanto tempo insieme diventa quasi una routine, quanto è accaduto ci ha permesso di vederlo sotto un altro aspetto, in qualche modo è come se fosse la prima volta».
    
Il salto sarà curato da Danny Winkelmann; qual è stato il primo impatto con il nuovo allenatore?
«Molto positivo. Ha un modo di lavorare diverso rispetto agli altri allenatori. Mi ha fatto subito un’ottima impressione, anche perché si mette in gioco in prima persona, addirittura si allena anche con noi, viene a correre e fa gli esercizi di stretching. Devo ammettere che tante cose le fa anche meglio di noi e sotto questo aspetto riesce a stimolarci ancora di più nel migliorare, visto che siamo degli atleti professionisti. È una bella sensazione avere un allenatore che fa tutto in prima persona».

Per quanto riguarda il salto? Che impressioni hai avuto delle sue idee?
«Già nel passato raduno abbiamo potuto apprezzarlo anche sotto questo aspetto. Mi piace molto il suo modo di vedere le cose e spiegare. Ha un’idea diversa su come deve essere un salto e vuole trasmettercela. L’inizio è stato molto positivo. Con lui stiamo comunicando in inglese, soprattutto io, gli altri parlano con lui anche in tedesco».

Qual è stato il primo consiglio che ti ha dato sul salto?
«Mi ha fatto notare che sono troppo rigido e devo fare più stretching, ma soprattutto farlo meglio. Mi ha detto che se miglioro in quel particolare, tutto diventerà più facile. Insomma il focus principale sarà una maggior mobilità».

L’obiettivo per te è quindi lavorare molto sul salto?
«Certamente vorrei focalizzarmi sul salto, perché negli ultimi anni ho visto che sugli sci stretti ci sono, quindi sono anche pronto a rischiare di perdere qualcosina sul fondo ma migliorare molto nel salto. Anche perché se non riesco a partire più avanti nell’inseguimento, diventa tutto molto complicato».

Torniamo alla passata stagione; qual è il tuo bilancio?
«Sono soddisfatto per la parte fondo e per il fatto che il mio corpo mi ha sostenuto per tutto il corso della stagione, tranne un piccolo infortunio che ho accusato negli USA in Continental Cup. Mi sono tolto qualche soddisfazione in questo circuito, mentre in Coppa del Mondo ho fatto bene purtroppo solo a Seefeld. Nel salto ho fatto molta fatica, probabilmente è stato anche un problema mentale, mi buttavo già con troppa facilità se le cose andavano male. Quindi ora voglio crescere nel salto, anche per avere una maggiore consapevolezza in gara».

Le tante incertezze sul regolare svolgimento del Grand Prix estivo e anche della Coppa del Mondo possono condizionarti togliendoti qualche stimolo?
«L’incertezza non mi condiziona. Anche perché il Grand Prix l’abbiamo sempre considerato come qualcosa in più di un allenamento, per vedere a che punto eravamo con la preparazione, non lo prendevamo come una competizione normale. Da una parte, non avere oggi una data certa per l’inizio, mi toglie anche un po’ di stress, mi fa concentrare unicamente sul lavoro che devo fare. Ecco, solitamente penso comunque molto alla gara, ora, invece, questa situazione mi spinge a focalizzarmi solo sull’inverno e a dedicare l’estate soltanto all’allenamento per migliorare. Anche i dubbi sulla stagione invernale non mi condizionano, in quanto non posso controllare queste cose, ma soltanto lavorare per arrivare pronto alle gare di novembre. Rispetto al passato ho iniziato a pensare soltanto al lavoro, a migliorare e fare tutto al massimo, senza dare già oggi troppo peso alle gare. Sono meravigliato anch’io, ma forse questo ultimo periodo mi ha insegnato anche a gestire le situazioni di incertezza. Spero di riuscire a farlo anche in gara».

Tornando al periodo di lockdown. Come ho chiesto anche a tanti tuoi colleghi: hai scoperto qualche hobby particolare?
«Sicuramente il “fai da te” (ride, ndr). Ho comprato casa e avevo tanti lavori da fare, che mi hanno quindi portato via molto tempo. Per quanto riguarda il resto, mi piace disegnare e ogni tanto mi ci sono dedicato».  

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