Redazione

Redazione

Suspendisse at libero porttitor nisi aliquet vulputate vitae at velit. Aliquam eget arcu magna, vel congue dui. Nunc auctor mauris tempor leo aliquam vel porta ante sodales. Nulla facilisi. In accumsan mattis odio vel luctus.

Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Non poteva iniziare in un modo migliore la stagione di Thomas Bormolini. Il livignasco ha ottenuto il 13° posto nella sprint di Östersund che ha aperto la Coppa del Mondo, conquistando così il suo miglior risultato in carriera. Prima di oggi, infatti, il ventottenne del Centro Sportivo Esercito, non era mai andato oltre il 19° posto, ottenuto in carriera due volte, sempre su quattro poligoni, nel 2014/15 nell’individuale di Östersund e nel 2018/19 nell’inseguimento di Anterselva.

Ci è riuscito grazie a un’ottima prestazione al tiro, non avendo commesso alcun errore e sparato anche con una discreta velocità, soprattutto a terra, mentre in piedi ha cercato soprattutto la precisione, cosa che gli è perfettamente riuscita. Ma a fare la differenza rispetto al passato è stata in particolare la performance sugli sci. Bormolini è riuscito a non avere la solita crisi dell’ultimo giro, quella che lo faceva spesso crollare in classifica nel corso della passata stagione. Segno che il lavoro svolto nella squadra Èlite sta già portando i suoi frutti.
«Sono molto soddisfatto della gara di oggi – ha affermato il livignasco contattato da Fondoitaliami sono ben comportato al tiro ed è andata abbastanza bene anche dal punto di vista fisico, visto che anche nell’ultimo giro non ho avuto difficoltà. È stata un’ottima prova. Personalmente è stato bello ottenere il mio miglior risultato in carriera già nella prima gara della stagione. Ciò mi rende fiducioso per il resto della stagione, perché ho capito che se faccio bene il mio lavoro al tiro, posso togliermi delle belle soddisfazioni. Avanti così».

Quali sono i margini di miglioramento partendo da questo risultato? Bormolini preferisce non andare troppo in là con il pensiero e concentrarsi soltanto sui fatti: «Oggi sono partito in quinta e non mi piace volare troppo con la fantasia, preferisco restare con i piedi per terra ed essere umile. Sicuramente quello che si è visto oggi è un bel segnale, mi dà lo stimolo e la fiducia per la stagione appena iniziata. Ma prima di tutto devo lavorare e restare concentrato con la consapevolezza che posso fare delle buonissime cose. Insomma devo restare umile ma cosciente del mio livello»

Ha indossato il pettorale giallo di leader della classifica già nella prima gara, dopo le splendide vittorie dello scorso anno. Dorothea Wierer ha fatto di tutto per tenerselo stretto e ci è riuscita conquistando il primo successo stagionale nella sprint di Östersund. «Ero un po' sorpresa quando mi hanno detto di indossarlo - ha affermato sorridendo l'azzurra all'IBU - ho pensato: "Oh mio Dio, ecco la pressione"». 

L'azzurra è tornata seria quando ha successivamente parlato all'ufficio stampa della FISI per commentare il suo splendido successo: «Gli allenatori mi hanno dato i giusti consigli, i nostri skiman hanno fatto un gran lavoro e pure il nostro fisioterapista ha dato il suo contributo, perchè dopo la staffetta di sabato avevo un po' le gambe rigide - ha affermato l'azzurra, prima di riprendere il discorso del pettorale giallo - qualcuno mi ha chiesto se il pettorale di leader mi avesse messa ansia, ma ho dato la risposta sul campo. Sinceramente alla vigilia non pensavo di partire così bene, non sono ancora al cento per cento fisicamente. Oggi ho fatto un pochino fatica nel primo giro, poi mi sono sciolta con l'andare dei chilometri. Adesso mi aspettano un paio di giorni di recupero, poi ci concentreremo sull'individuale di giovedì. Delle avversarie la Røiseland mi ha fatto una buona impressione, ma come al solito non voglio fare pronostici, li lascio fare agli altri».

Dorothea Wierer ha quindi chiuso la sua intervista post gara alla FISI con quella che sembra una dichiarazione d'intenti: «Tanti magari pensavano che forse avessi raggiunto il massimo delle mie possibilità nella passata stagione, invece mi piace sorprendere e vorrei continuare a farlo durante la stagione».

Ci sono solo vittorie in questo avvio di stagione di Dorothea Wierer. Dopo aver contribuito al successo nella staffetta mista di ieri, la ventinovenne delle Fiamme Gialle si è regalata un trionfo anche nella prima prova individuale del nuovo inverno, una sprint di Östersund che l'ha vista eccellente sugli sci e come di consueto veloce e piuttosto precisa (9 su 10, un errore in piedi) al tiro.

Guadagnando su avversarie più specialiste come Denise Herrmann nell'ultimo giro, la detentrice della Coppa del Mondo generale apre il nuovo inverno come meglio non poteva, con una prova di autorità che non può che spaventare le avversarie. Per lei si tratta dell'ottava vittoria individuale in carriera (seconda nelle sprint), il podio numero 29: avanti così.

Ma è stata una sprint che ribadisce come il livello al femminile sia molto alto e con tante pretendenti al successo: Denise Herrmann con un (solo) errore al tiro non riesce a trovare spazio sul podio, vuol dire che tutte le altre vanno forte.

A cominciare dalla norvegese Marte Olsbu Røiseland che ha messo in campo una condizione sugli sci davvero temibile - miglior tempo assoluto con 16"6 su Wierer, terza - che le ha consentito di inserirsi nella scia dell'azzurra nonostante i due errori al tiro commessi in apertura di gara (+8"6 da Wierer). Circoletto rosso attorno al nome della norvegese, apparsa oltretutto in grande spolvero dal punto di vista fisico. A completare il podio di questa prima sprint stagionale, ecco la giovane ceca Marketa Davidova, uscita indenne dalle due sessioni di tiro e staccata al traguardo di 11"9 dalla Wierer.

Ai piedi del podio, ecco la Germania, con la precisa Franziska Preuss a precedere la padrona di casa Lin Persson (1 errore) e la "capitana teutonica" Denise Hermann; il settimo posto di Kathrin Innerhofer consente all'Austria di alzare la testa dopo la difficile scorsa stagione, appena fuori dalla top ten invece l'attesa padrona di casa Hanna Öberg, incappata in due errori nel secondo poligono. Ma le gialloblu possono fronteggiare una performace di squadra di alto profilo a cui partecipa anche la sorellina Elvira Öberg, dodicesima con un errore appena alle spalle di Hanna: tra atlete nelle prime 12, con la Brorsson in 22ima piazza. Crolla invece nella seconda parte di gara la sempre imprevedibile Tiril Eckhoff: in testa prima del secondo poligono, quattro errori in piedi la fanno naufragare nelle retrovie, ma la condizione della norvegese è da tenere in considerazione.

Tornando in casa Italia, la sprint di Östersund ha visto una Lisa Vittozzi non in sintonia con il poligono: i 5 errori complessivi (3+2) la fanno scivolare oltre la 50ina piazza, preceduta dalle altre due azzurre Nicole Gontier e soprattutto da un'ottima Federica Sanfilippo che dopo l'errore a terra ha inserito le marce alte chiudendo al 16imo posto a poco meno di un minuto dall'amica Dorothea.

Ed in casa Italia è ancora tempo di festa: due vittorie in due giorni, l'esperienza ci dice che non si tratta di un sogno. Ma se dovesse esserlo... non svegliateci.

Oggi, nella Livigno “olimpica” che ospiterà le Olimpiadi 2026 Milano-Cortina, si è disputato il secondo ed ultimo appuntamento Visma Ski Classics, vinto dalla solita superlativa Britta Johansson Norgren, ulteriormente “motivata” dalla presenza della figlia al traguardo, e da Emil Persson, completando un weekend memorabile nel “Piccolo Tibet” per il Team Lager 157 che, oltre al Pro Team, conquista anche i titoli individuali. Il Livigno Prologue è una mass start di 35 km in sei giri, con i primi 5 km utilizzati anche nella prova Pro Team Tempo del venerdì a venire percorsi per tre volte, e con il traguardo sprint posizionato nel secondo e terzo giro, rispettivamente al 7° e 12° chilometro. Dopodiché ulteriori tre giri, ma con una salita extra aggiuntiva da percorrere tre volte, e il traguardo Climb al quarto e quinto giro (22° e 28° km).

La decima stagione Visma Ski Classics ha visto così l’aggiunta di un giro sul percorso, alimentando una contesa già di per sé avvincente in quel di Livigno. E sulla salita di Teola c’è stato uno spettacolo nello spettacolo, con il comitato organizzatore livignasco a costruire una mini linea slopestyle con dei salti nel percorso di gara, in cui tre freeskier hanno effettuato dei balzi addirittura sopra gli atleti, celebrando appunto le Olimpiadi 2026 nel “Piccolo Tibet”. È stata così replicata l’iniziativa dello scorso anno, utilizzata come principale highlight di tutta la stagione Visma Ski Classics: “In tutto ciò che facciamo, mettiamo un po' di freestyle" ha affermato il presidente di APT Luca Moretti, con protagonisti la freeskier Elisa Nakab del Livigno Team e della squadra nazionale italiana di freestyle, così come Ian Rocca, e Tobia Silvestri, freeskier locale che ha progettato e costruito l'intera linea di slopestyle.

Le prime a partire sono state le donne e dopo 5 chilometri Britta J. Norgren controlla in seconda posizione, mentre Ingeborg Dahl fa l’andatura, con anche Astrid Slind a seguire più attardata ma sempre a contatto. La svedese e la norvegese si rifanno sotto due chilometri più tardi, e al settimo si staglia la tuta nera campeggiante il numero 157 della squadra e il tradizionale pettorale giallo di campionessa che da molti anni accompagna Britta Johansson Norgren. Tuta rosa invece per un'altra candidata al podio, Katerina Smutna. Norgren si aggiudica anche il traguardo sprint comandando su Korsgren, Fleten e Slind, sesta la Smutna ad un secondo di distanza.

Le atlete rimangono in gruppone riprendendo a correre in prossimità del secondo traguardo sprint, conquistato questa volta da Larsson di un soffio su Norgren la quale recupera una decina di posizioni. E le due hanno persino il tempo di sorridere e scambiare qualche parola, chissà cosa si saranno dette. A tre giri dall’arrivo nessuna “osa”, con la sola Smutna ad azzardare, e il “Livigno Prologue” si deciderà così quando si inizierà a salire. 17 km mancanti e 20 fondiste al comando, ma giunte al traguardo sprint è Astrid Slind con il suo pettorale climb a provare a fare la differenza, tallonata dal double poling della Norgren che si porta a casa anche la prima salita, mentre iniziano le evoluzioni dei freestyler. Slind non molla, ma la svedese sembra fare il bello e il cattivo tempo, accelerando quando “vede” un bonus (15 punti la prima, 12 la seconda, 9 la terza). A dieci km dal traguardo comanda Smutna su Slind, con Norgren sorniona, mentre le atlete si approcciano al secondo climb dove è la campionessa Norgren ad avere la meglio su Slind, portandosi a casa un due su due. Le fondiste vedono l’ultima salita e la contesa si fa sempre più interessante (2.6 km alla finish line). Britta inizia a spingere prendendo il largo sulla scalata finale, lasciando alle altre la lotta per le posizioni rimanenti. La svedese trionfa, abbracciando la figlia al traguardo, mentre una soddisfatta Smutna giunge seconda e una sorpresa Kari Vikhagen Gjeitnes terza.

Tra i maschi, partiti più tardi, è l’argento olimpico Aleksandr Panžinskij del team italiano Trentino Robinson a prendersi il primo traguardo sprint al 7° km su Stian Berg, con anche Gilberto Panisi partito forte, 11° al traguardo sprint. Passati i dieci chilometri di gara della sfida maschile, Andreas Nygaard prende le redini della corsa, ma è presto per i pronostici, e questo “Livigno Prologue” ha dimostrato che bisognerà aspettare oltre metà gara per capire chi potrà fare la differenza. Al secondo sprint (12° km) è Novak a prendersi lo scettro davanti a Kardin e ancora a Berg. Attardati i favoriti di giornata, con Petter Eliassen a preservarsi per la seconda fase di gara. Nygaard pare il più continuo della truppa e al 17° km sono gli atleti del Team Ragde a farsi sotto. Al primo climb è Holmberg a transitare per primo su Jespersen e Kardin, ma è ottima l’andatura di Gilberto Panisi del Team Trentino Robinson, 7° al primo climb. Nel secondo invece il climber Pedersen beffa tutti, con Jespersen ancora secondo e Holmberg terzo. A 5 km dal traguardo è Petter Eliassen a prendere l’iniziativa, ma è un fuoco di paglia, si deciderà tutto all’ultimo metro. E sul fil di lana trionfa Emil Persson – altro atleta del team Lager 157 – su Morten Eide Pedersen che al fotofinish ha la meglio su Stian Hoelgaard e Marcus Johansson. Gjerdalen chiude sesto, letteralmente distrutto, 9° Nygaard, 11° Eliassen. Attardati gli italiani dopo una buona partenza, con Mauro Brigadoi 31° e Gilberto Panisi 32°.

Si chiude così un trittico livignasco spettacolare: ricco di neve, campionissimi e amatori riunitisi a festeggiare il trentennale della “Sgambeda”.

Livigno Prologue 35 km CT– Classifica maschile
1 Emil Persson Lager (157 Ski Team) SWE 01:27:35.0; 2 Morten Eide Pedersen Team (Kaffebryggeriet) NOR 01:27:35.4; 3 Stian Hoelgaard (Team Koteng) NOR 01:27:35.5; 4 Marcus Johansson (Lager 157 Ski Team) SWE 01:27:35.5; 5 Vetle Thyli (Team Kaffebryggeriet) NOR 01:27:36.0; 6 Tord Asle Gjerdalen (Team Ragde Eiendom) NOR 01:27:36.6; 7 Andreas Holmberg Lager (157 Ski Team) SWE 01:27:38.8; 8 Ari Luusua Vltava Fund (Ski Team) FIN 01:27:40.7; 9 Andreas Nygaard (Team Ragde Eiendom) NOR 01:27:43.5; 10 Øyvind Moen Fjeld (Lager 157 Ski Team) NOR 01:27:45.7

Livigno Prologue 35 km CT - Classifica femminile
1 Britta Johansson (Norgren Lager 157 Ski Team) SWE 01:41:33.8; 2 Kateřina Smutná (eD system Bauer Team) CZE 01:41:36.1; 3 Kari Vikhagen Gjeitnes (Team Koteng) NOR 01:41:38.3; 4 Astrid Øyre Slind (Team Koteng) NOR 01:41:40.0; 5 Emilie Fleten (Team Ragde Eiendom) NOR 01:41:41.5; 6 Laila Kveli (Team Engcon) NOR 01:42:01.5; 7 Lina Korsgren (Team Ramudden) SWE 01:42:12.6; 8 Roxane Lacroix (eD system Bauer Team) FRA 01:42:19.8; 9 Anastasia Rygalina (Russian Winter) RUS 01:42:20.0; 10 Thea Krokan Murud (Team Ragde Eiendom) NOR 01:42:34.0

Probabilmente sognava un inizio di stagione diverso Francesco De Fabiani, che alla vigilia della partenza per la Finlandia si sentiva in ottime condizioni di forma, tanto da porsi l'obiettivo ambizioso di chiudere la stagione nella top five della classifica generale. Il valdostano del Centro Sportivo Esercito ha avuto un problema fisico proprio nella fase di rifinitura della preparazione, ha perso alcuni giorni di allenamento e ne ha risentito in questa prima uscita stagionale, dove ha raccolto meno di quanto avrebbe sperato alla vigilia. De Fabiani è giunto 23° nella sprint in classico, suo secondo miglior risultato in questo format di gara, trentesimo nella 15km sempre in alternato e infine 32° nell'inseguimento in skating con il 43° tempo di giornata.

L'azzurro ha parlato del suo weekend nel comunicato stampa inviato dopo l'inseguimento in skating di oggi. «É stato un avvio di stagione difficile, purtroppo non ho ancora la forma dei giorni migliori, ma credo che sia anche normale dopo l’infortunio che è arrivato in un momento cruciale. Se analizziamo la Sprint, mi reputo soddisfatto perché ho passato senza problemi la qualificazio e forse potevo passare anche i quarti, se non avessi commesso qualche errorino. Nella quindici in classico speravo di entrare nei quindici, invece sono arrivato lontano dai primi perché dopo metà gara avevo le gambe vuote e senza energia». Quindi l'inseguimento in skating di oggi, forse quella meno positiva delle tre gare del weekend: «Sicuramente non potevo sperare di ritrovare la forma nella Pursuit, è evidente che l’importante per me era chiudere la tre giorni soprattutto in salute, senza il mal di schiena, cosa che è avvenuta. Il dolore c’è ancora ma non mi ha limitato assolutamente in gara».

Nonostante ciò De Fabiani è molto fiducioso in vista delle prossime gare, convinto che il lavoro svolto sia quello giusto: «Mi sento di dire che a livello fisico non sto per niente male, mi aspettavo di non essere brillante, così è stato, anche perché il problema attuale sono le gambe ad essere decisamente stanche. La condizione è in crescita e credo che con due settimane di allenamento riuscirò a colmare il gap e a ritornare ad essere competitivo per la gara di Coppa del Mondo di Davos, dove lo scorso anno arrivai settimo nella 15 Km in skating».

Terza vittoria ed è già fuga in Coppa del Mondo per Jarl Magnus Riiber. Il detentore della sfera di cristallo ha confermato di essere praticamente imbattibile in questo primo weekend di gara.

Nella gara odierna non c’è stata partita fin dalla mattina, quando è stato cancellato il segmento di salto. Così è stato tenuto in considerazione il PCR di giovedì, nel quale c’era stata una grande selezione. Sicuramente a Riiber non sarebbe servito, visto che già nei due giorni precedenti era partito in testa, riuscendo a gestire il vantaggio a proprio piacimento. Il dominio del norvegese in questo weekend ha ricordato moltissimo quelle gare di Formula 1 nelle quali una vettura è nettamente superiore alle altre e il gran premio è praticamente deciso già prima di iniziare, arrivando quasi ad annoiare. La domanda che ci si pone è la seguente: sarà così per tutta la stagione? Probabilmente su trampolini dove si farà selezione, come quello di Ruka, la risposta può essere solo affermativa, al di là di fattori particolari che quando c’è di mezzo il salto vanno sempre tenuti in considerazione. Più equilibrio ci potrà essere in futuro quando si salterà su trampolini meno selettivi, ma pure in quel caso sarà difficile battere un Riiber che è uno degli atleti più competitivi anche nel fondo.

Per quanto riguarda la gara degli altri, invece, si è vista una bella lotta per le ultime tre posizioni del podio con i norvegesi Graabak e Jens Luraas Oftebro a dar battaglia all’austriaco Franz-Josef Rehrl. L’austriaco ha fatto di tutto per prendersi almeno il terzo posto, ma la competitività sugli sci dei norvegesi ha fatto la differenza nella salita finale, così Graabak ha conquistato il secondo posto, battendo in volata il suo giovanissimo connazionale. Grande soddisfazione anche per Einar Luraas Oftebro, giunto quinto davanti a Bjoernstad. Per la Norvegia, quindi, cinque atleti nelle prime sei posizioni.
Nonostante la sfortuna della cancellazione del segmento mattutino di salto con l’utilizzo del PCR di giovedì, nel quale gli azzurri erano andati piuttosto male, la squadra italiana ha confermato quanto di buono fatto in questi giorni. Aaron Kostner ha chiuso al 27° posto conquistando così altri punti di Coppa del Mondo e confermandosi atleta in crescita continua, mentre Alessandro Pittin con i denti si è preso la zona punti recuperando fino al 29° posto. Buona prova sugli sci anche per Samuel Costa, 35° al traguardo.

CLASSIFICA FINALE TOP 10
1° J.M. Riiber (NOR) 25’36.6
2° J. Graabak (NOR) +2’08.8
3° J.L. Oftebro (NOR) +2’08.9
4° F.J. Rehrl (AUT) +2’11.2
5° E.L. Oftebro (NOR) +2’57.0
6° E. Bjoernstad (NOR) +2’59.6
7° P. Orter (AUT) +3’01.2
8° M. Faisst (GER) +3’03.8
9° R. Yamamoto (JPN) +3’18.9
10° V. Geiger (GER) +3’26.8
Gli italiani
27° A. Kostner +5’10.6
29° A. Pittin +5’29.3
35° S. Costa +7’25.4

Per la classifica finale clicca qui

Johannes Bø non teme il confronto con Martin Fourcade, anzi. E' questo il principale riscontro della prima gara individuale della nuova stagione, una sprint che ad Östersund ha premiato il detentore della Coppa del Mondo, partito 30" prima del rivale francese che l'ha raggiunto dopo il primo poligono (un errore per il norvegese, nessuno per il transalpino) ma non ha poi saputo tenere il ritmo, fisico e mentale, nella sessione di tiro in piedi. Questo il momento cruciale: Bø, pur esitando un paio di secondi, ne è uscito indenne, mentre il pirenaico ha dovuto confrontarsi con due errori che l'hanno fatto scivolare indietro in classifica.

Via libera quindi per "Giovannino" Bø che ha tagliato il traguardo dopo 24'18"3 di gara precedendo il fratello maggiore Tarjei Bø (+19"0, un errore in piedi) che proprio sul traguardo ha visto il russo Matvej Eliseev (implacabile al tiro, sorpresa di giornata) finirgli alle spalle per un nonnulla. Ai piedi del podio, ecco Alexander Loginov, Martin Fourcade ed uno Johannes Kühn che ha preceduto l'altro norvegese Johannes Dale, partito con il pettorale 104 ed a lungo in linea anche per ritagliarsi uno spazio sul podio

In casa Italia, applausi per Thomas Bormolini: il valtellinese si è concesso un doppio zero al tiro che gli ha garantito la miglior prestazione in carriera in una sprint del massimo circuito, facendo capolino tra i top 15 di giornata con un 13imo posto (+52") che vale molto nel percorso di crescita del lombardo, atteso dopo le indicazioni della preparazione estiva ad un riscontro di questo tipo. Poco alle sue spalle, un buon Lukas Hofer (1 errore in piedi, 15imo posto) evidenzia una condizione ancora da rifinire nei dettagli massimali, mentre tre indecisioni al tiro hanno fatto scivolare Dominik Windisch indietro nella graduatoria finale, 49imo posto per lui. Tre errori al tiro anche per Giuseppe Montello (+2'32 da Johannes Bø, 71imo) mentre il più giovane Daniele Cappellari ha gestito bene i due poligoni (1 errore, 103imo posto) e sfruttato l'occasione svedese per accumulare esperienza, fondamentale nel prossimo futuro.

Conferma la sua ottima condizione Davide Graz che si è imposto nella 10km in skating di Santa Caterina, dove ha affrontato molti atleti che sfiderà poi in Opa Cup Junior. Valido come gara FIS, infatti, il Trofeo Dante Canclini ha visto al via numerosi atleti provenienti dalle nazionali europee. Il sappadino delle Fiamme Gialle ha vinto con un discreto margine sui francesi Victor Lovera e Mathieu Goalabre, staccati rispettivamente di 21” e 31”. Si è confermato un buonissimo Riccardo Bernardi, che ha chiuso al quinto posto con un distacco di 50”, mentre alle sue spalle sono giunti Ivan Mariani e Michele Gasperi, che ha gareggiato sulla pista di casa.

Nella 5km femminile ha vinto la ceca Barbora Havlickova, autrice lo scorso anno di una grande stagione e recentemente protagonista anche nei Mondiali di corsa in montagna. Alle sue spalle davvero molto positiva la prestazione di Valentina Maj, staccata di appena 3”6 dalla ceca. Se dovesse confermarsi prossimamente in OPA Cup Junior, potrebbe ritagliarsi un ruolo da protagonista. Terza piazza per un’ottima Nicole Monsorno, staccata di 16”2 dalla vincitrice e sicuramente cresciuta anche in questo format di gara. Ai piedi del podio la francese Kurek, a 20”6 davanti alla polacca Szkurat. Molto buona anche la prestazione di Iris De Martin Pinter, sesta assoluta.

CLASSIFICA FINALE MASCHILE TOP 10
1° D. Graz (ITA) 22’14.0
2° V. Lovera (FRA) +21.3
3° M. Goalabre (FRA) +31.3
4° G. Rousset (FRA) +42.8
5° R. Bernardi (ITA) +50.0
6° I. Mariani (ITA) +1’06.7
7° M. Gasperi (ITA) +1’10.3
8° G. Ticcò (ITA) +1’14.0
9° L. Sclisizzo (ITA) +1’22.3
10° J. Pueyo (ESP) +1’24.7

CLASSIFICA FINALE FEMMINILE TOP 10
1ª B. Havlickova (CZE) 16’35.3
2ª V. Maj (ITA) +3.5
3ª N. Monsorno (ITA) +16.2
4ª T. Kurek (FRA) +20.6
5ª D. Szkurat (POL) +34.0
6ª I. De Martin Pinter (ITA) +39.6
7ª E. Jeantet (ITA) +40.2
8ª L. Reynaud (FRA) +41.1
9ª G. Rigoni (ITA) +42.2
10ª S. Campione (ITA) +57.0

Pagina 9 di 554
Top