Redazione

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Cresce l’attesa per la Coppa del Mondo 2019/20, che inizierà il prossimo 29 novembre a Ruka con la sprint in tecnica classica. Nella passata stagione la prima gara della stagione lanciò un bel segnale per la squadra femminile con le belle prestazioni di Lucia Scardoni, giunta settima, e Greta Laurent, quattordicesima. La valdostana chiuse però con un po’ di amaro in bocca, eliminata di un soffio nella batteria dei quarti di finale, nonostante una prestazione molto positiva in una gara sempre ostica per le “non scandinavi”.

Concluso il raduno di Davos, nel quale le azzurre hanno avuto anche la possibilità di sfidare Van der Graaff, a pochi giorni dalla partenza per Ruka, abbiamo sentito la fondista valdostana, molto determinata alla vigilia dell’esordio.

Ciao Greta. Avete appena concluso il raduno di Davos; com’è andata? Quali sono le tue sensazioni?
«Al termine del precedente raduno, che avevamo svolto a Livigno, ero abbastanza stanca ma niente affatto preoccupata, in quanto sarebbe stato negativo se dopo tutto quel carico di lavoro mi fossi sentita ancora fresca, avrebbe significato non aver lavorato bene. Dopo i cinque giorni di scarico a casa, sono partita per il nuovo raduno a Davos e mi sono sentita subito in buone condizioni fisiche. Abbiamo fatto dei bei lavori e organizzato alcuni test. Nella distance, forse, mi sarei aspettata qualcosa di più, non tanto nel risultato quanto nelle sensazioni. Nella sprint, invece, le ho trovate e ho anche avuto un ottimo passo. Mi è mancato ancora un po’ il cambio di ritmo, ma confido che nei prossimi dieci giorni il lavoro programmato con Simone (Paredi, ndr) mi aiuterà a trovarlo. Sono contenta di quanto abbiamo fatto perché abbiamo anche usato molto la testa, cercando di ascoltare ogni segnale inviato dal nostro corpo. Non vedo l’ora di iniziare la stagione ufficiale, confrontarmi con le altre e capire a che punto sono, perché allenamenti e test sono una cosa, ma quando infili il pettorale cambia tutto, inevitabilmente ci metti quel qualcosa in più».

Durante la preparazione hai avuto diversi confronti importanti. Oltre che con Lucia Scardoni, tua compagna di squadra, anche con Lampic e Van der Graaff.
«Si, con Lucia ci siamo allenate insieme tutta l’estate, lo facciamo ormai da anni e ci sproniamo a vicenda. A Davos ho avuto questo confronto con Van der Graff ed eravamo molto vicine nella sprint. Lei mi ha dato un secondo nella qualificazione, ma nella batteria sono riuscita sempre a rispondere ai suoi attacchi e di questo sono contenta. Con Lampic abbiamo invece avuto un test particolare a Livigno, dove ci siamo sfidate praticamente facendo quattro volte la qualificazione. Diciamo poco veritiero rispetto al confronto con Van der Graff a Davos, anche a causa degli sci. In ogni caso con lei abbiamo svolto diversi lavori nel corso della preparazione, si è spesso allenata con noi e sono contenta della sua presenza, perché per esempio, in Norvegia, nelle prove da tre minuti si metteva davanti e ci faceva soffrire, quindi era molto allenante».

Arriva la prima sprint di Coppa del Mondo, nella quale lo scorso anno tu e Lucia Scardoni vi comportaste piuttosto bene. Con quale spirito arrivi in Finlandia?
«Vado a Kuusamo ogni anno con la certezza che la pista mi piace e questa volta anche con il ricordo del risultato ottenuto lo scorso anno. Dall’altra parte, però, sono consapevole che è una gara sempre molto difficile, in quanto le atlete del nord hanno già disputato diverse gare a bassa quota. Nonostante ciò, in questa località mi sono sempre comportata bene. Tutti dicono sia molto complicata per noi e ciò è vero, ma forse proprio questo mi dà uno stimolo in più, mi mette la voglia di dimostrare che posso farcela. Poi mi piace la pista della sprint, in particolare la salita finale».

Che ricordo hai della gara della passata stagione?
«Ho imparato tanto dalla gara dello scorso anno, quando mancai la semifinale per un centimetro. Quel giorno attaccai a metà salita ed ero in semifinale fino pochissimo dal traguardo, ma crollai all’ultimo. Ho capito quindi che quel rettilineo finale è lungo e una volta passata la qualificazione dovrò ricordarmene in vista delle batterie. Ricordo la vigilia dello scorso anno, quando io e Lucia eravamo da sole in Finlandia con il resto della squadra in Italia; la riunione pre gara telefonica con Simone, la carica, lo spronarci a vicenda con Lucia. Volevamo superare la qualificazione, poi una volta fatto Lucia ha passato la quarta batteria andando in semifinale, così mi è scattato qualcosa e sono scesa in pista ancora più carica nella quinta, mancando di un soffio il passaggio del turno. L’augurio è di ripeterci, significherebbe essere a buon punto. Spero sempre di partire bene a inizio stagione, per me è importante. Lo scorso anno ci sono riuscita e voglio farlo ancora».

Durante il raduno di Livigno abbiamo visto un bel video nel quale Chicco Pellegrino scattava in salita e tu riuscivi a tenere un ottimo passo inseguendolo. Quanto è importante per te allenarti con un campione come lui?
«Quest’anno per la prima volta, grazie a Simone e Steo (Saracco, ndr), abbiamo avuto spesso identici lavori durante il periodo in cui stavamo a casa. Così sugli skiroll, lui con i lenti e io i veloci, ci siamo allenati insieme e sono uscite delle belle cose. Per quanto riguarda il video a cui ti riferisci, nel corso di quell'allenamento sugli sci a Livigno, quando è passato al mio fianco, gli ho chiesto di tirarmi uno scatto. Abbiamo fatto diversi allenamenti simili in estate, mi servono tanto perché ho davanti a me una persona che va molto forte e di conseguenza riesco a tirare fuori quel qualcosa in più. Anche perché lui dà sempre tutto, lo conoscete, è competitivo, se mi avvicinassi troppo non sarebbe molto contento (ride, ndr). È stato molto bello allenarsi assieme, anche lui è contento di questo».

L’ultima domanda è sulla Coppa del Mondo: pensi che sia già assegnata a Johaug, oppure c’è chi può batterla?
«Ovviamente Johaug è la grande favorita ed è sempre molto agguerrita. Credo, però, che quest’anno Stina Nilsson possa avvicinarsi tanto. Ci sono due grandi tour, più quello sprint che assegnerà 200 punti, quindi non credo che la vittoria di Johaug sia così scontata. Stina potrebbe sfruttare il calendario e vincere anche la generale, perché ha già dimostrato il suo valore in passato, è una fondista completa. Mi auguro comunque ci sia una bella lotta, sarebbe utile per tutto il movimento».

La Francia ha annunciato la selezione che si presenterà al via dell’Opening di Ruka, in Finlandia. In programma dal 29 novembre al 1 dicembre, ci sono una sprint in classico e due distance, la prima in classico e la seconda a inseguimento in skating.

I tecnici francesi hanno deciso di presentarsi in Finlandia con sette uomini e nessuna donna. Per la giovane squadra femminile, infatti, si è deciso di aspettare ancora un po’, forse Lillehammer o addirittura la vicina Davos.

La squadra maschile sarà composta da Adrien Backscheider, Lucas Chanavat, Valentin Chauvin, Baptiste Gros, Richard Jouve, Maurice Manificat e Clement Parisse.

Il portale ski nordique ha sottolineato che Jean-Marc Gaillard non prenderà parte a tutte le tappe, mentre Jules Lapierre è ancora fermo per infortunio. 

Paesaggio fiabesco e neve da record a Livigno, con la coltre bianca a raggiungere il metro in paese e il metro e mezzo circa in quota, una manna dal cielo in vista dei prestigiosi eventi di sci di fondo in programma a fine mese, a partire dal 30 novembre alle ore 11 con la “Sgambeda” – giunta al trentennale – che coinvolgerà amatori ed appassionati, mentre i piccoli della “Minisgambeda” potranno divertirsi nel pomeriggio alle ore 17. Lo spettacolo è garantito e il comitato organizzatore ha potuto iniziare i lavori di allestimento del percorso di 30 km in tecnica libera, ricordando che le iscrizioni sono ancora aperte alla cifra di 60 euro comprensiva di felpa, prodotti tipici e medaglia artigianale al traguardo.
 
La “Sgambeda” di sabato 30 novembre riserva numerosi ed allettanti premi nel pacco gara ma anche al traguardo, celebrando i primi dieci classificati assoluti maschi e femmine, i primi tre di ogni categoria (Seniores, Master 1, Master 2, Master 3, Master 4), il primo valtellinese (Trofeo Fiorelli), il primo pioniere (Trofeo Paolo Donadoni), i meno giovani maschi e femmine, il primo over 50 maschio e femmina (Trofeo Enzo Savio), i restanti pionieri ad aver svolto tutte e trenta le edizioni, con infine 100 premi ad estrazione al fine di festeggiare al meglio l’anniversario, consegnati direttamente all’arrivo ai più fortunati. E, viste le abbondanti nevicate, perché non assicurarsi un’esperienza completa a Livigno godendosi relax e benessere grazie ai pacchetti vacanza abbinati alla trentesima “Sgambeda”?
 
Per tutto il resto c’è Visma Ski Classics (venerdì 29 novembre e domenica 1° dicembre), il circuito più importante al mondo in materia di lunghe distanze dello sci di fondo. Farne parte e darne ufficialmente il via significa - per la comunità livignasca - avere ampia visibilità mediatica in tutta Europa, mostrando al mondo cosa il “Piccolo Tibet” è in grado di offrire e quanta neve naturale è presente in zona a fine novembre, garantendo una stagione fantastica dal punto di vista del divertimento su pista e della qualità di quest’ultima. I primi a scendere in campo venerdì 29 a Livigno saranno i Pro Team Tempo lungo 15 km - tre giri di 5 chilometri che fungeranno da sfilata di apertura -, mentre l’appuntamento domenicale sarà con una scoppiettante Mass Start di 35 km.

A due settimane dal via del Visma Ski Classics, che partirà da Livigno venerdì 29 novembre, i fondisti delle grandi distanze stanno rifinendo la preparazione in vista della nuova stagione.

A Grönklitt, in Svezia, si è disputata nel weekend una gara di 39km in tecnica classica, che ha visto i successi di Oskar Kardin (Team Ragde Eiendom) tra gli uomini e Britta Johansson Norgren (Lager 157 Ski Team) tra le donne.

Equilibrata la gara maschile, nella quale Kardin si è imposto con un vantaggio di dieci secondi su Max Novak (Team Ramudden), capace di tenere di un soffio alle sue spalle Öyvind Moen Fjled (Lager 157 Ski Team).

Tra le donne vittoria nettissima di Britta Johansson Norgren, che si è imposta con 2’01” di margine su Lina Korsgren (Team Ramudden) e 4’58” su Laila Kveli (Team Encom).

In occasione delle due sprint, che si sono disputate a Tyumen sabato e domenica, valide come selezione per la prima fase di Coppa del Mondo e IBU Cup, ha ottenuto un nono e un secondo posto. Ekaterina Glazyrina, appena rientrata dalla squalifica di due anni, seguita perché coinvolta nello scandalo doping legato al Rapporto McLaren sulla manipolazione delle provette degli atleti russi in occasione delle Olimpiadi di Sochi, era convinta di tornare a gareggiare in ambito internazionale. Anche perché questi risultati si sommavano all’oro e il bronzo conquistati in occasione dei Mondiali di Summer Biathlon della scorsa estate.

Invece Glazyrina è andata su tutte le furie quando ha scoperto di non essere stata selezionata né per la Coppa del Mondo né per l’IBU Cup. Tante le polemiche generate in Russia da questa scelta, tanto da costringere all’intervento lo stesso presidente della Federazione Russa di Biathlon, Vladimir Drachev, che ha puntato il dito nei confronti dell’atleta: «Glazyrina ha fatto di testa sua e si è presentata soltanto alla selezione di Tyumen, non soddisfacendo in questo modo le condizioni che avevamo prescritto. Inoltre l’atleta ha già due avvertimenti per controlli antidoping saltati. Avendo avuto già un’amara esperienza con Margarita Vasilieva, potete capire perché non vogliamo correre rischi. A dicembre analizzeremo ulteriormente la situazione».

L’atleta ha risposto sui social: «Sono arrivata direttamente alla selezione, se non ho partecipato al precedente raduno di due giorni avevo le mie buone ragioni. E alcuni atleti con due avvertimenti hanno partecipato alle Olimpiadi».

Insomma la polemica è destinata a continuare.  

Dopo le gare di Sjusjøen la Norvegia ha annunciato la composizione della squadra per la tappa d’apertura di Coppa del Mondo, che inizierà il prossimo 30 novembre a Östersund. La squadra norvegese ha sei pettorali sia per gli uomini che per le donne, ma la sesta atleta sarà scelta soltanto dopo la sprint di IBU Cup in programma proprio a Sjusjøen il 28 novembre.

La squadra femminile è composta da Marte Olsbu Røiseland, Tiril Eckhoff, Karoline Knotten, Ingrid Tandrevold ed Emilie Kalkenberg. A giocarsi l’ultimo posto a disposizione saranno Synnøve Solemdal e Thekla Brun-Lie.

Per quanto riguarda gli uomini, invece, saranno al via Johannes Thingnes Bø, Tarjei Bø, Lars Helge Bikerland, Erlend Øvereng Bjøntegaard, Vetle Sjåstad Christiansen e Johannes Dale. Due le riserve: Endre Strømsheim e Aleksander Fjeld Andersen.

Johannes Bø sperava probabilmente di ottenere qualcosa in più nel weekend di Sjusjøen, nel quale è giunto quarto nella sprint con un errore al tiro (come Kühn e Fourcade, giunti primo e terzo, ndr) e sesto nella mass start con ben quattro bersagli mancati.

Se i risultati non l’hanno soddisfatto, a sollevare il detentore della Coppa del Mondo è stata l’ottima prestazione sugli sci in occasione della mass start, che ha indicato una buona condizione fisica, al contrario di quanto si era percepito sabato, forse a causa della fitta nevicata.

Per questo motivo Johannes Bø è apparso molto tranquillo nell’intervista rilasciata a NTB dopo la gara: «Le sensazioni nella mass start sono stare assai migliori rispetto alla sprint, anche se sono finito più indietro in classifica. Sono sollevato oggi, nonostante gli errori commessi al tiro, perché so che è possibile fare meglio. Ora devo solo allenarmi di più nelle prossime due settimane per aumentare il mio livello al tiro».

Il vincitore dell’ultima Coppa del Mondo ha ammesso quindi di aver avuto dei dubbi sul suo stato di forma dopo la sprint: «La prestazione di sabato era un po’ preoccupante, anche se essendoci ancora due settimane prima del via della Coppa del Mondo, non ero così preoccupato. Ma va molto meglio oggi, sono sollevato. Alle gare di Östersund devo arrivare in buona forma, altrimenti significherebbe che non mi sono allenato abbastanza».

Il norvegese ha concluso commentando la prestazione di Fourcade: «Nella passata stagione sparava bene ma non andava sugli sci. In questo weekend ha confermato di essere competitivo al tiro e sembra molto forte anche sugli sci. È sicuramente tornato, sarà difficile batterlo».

La stagione è ormai alle porte e bisogna rifinire la preparazione per farsi trovare in condizione già per le prime uscite stagionali, che saranno molto preziose, visto che nel corso della stagione bisognerà anche conquistare il pass per il Mondiale Juniores di Oberwiesenthal.

La nazionale Under 20 maschile e femminile, dopo il raduno che si è concluso a Livigno nei primi giorni di novembre, ha raggiunto sabato Riale, in Val Formazza, per un nuovo raduno che si concluderà il 24 febbraio.

Il direttore tecnico Marco Selle ha convocato: Matteo Ferrari, Michele Gasperi, Riccardo Bernardi, Francesco Manzoni, Luca Sclisizzo, Giovanni Ticcò, Anna Rossi, Nicole Monsorno, Martina Di Centa, Valentina Maj ed Emilie Jeantet. Gli azzurrini saranno seguiti dagli Francesco Semenzato e Paolo Rivero, coadiuvati da Tommaso Tamburro.

Nella località piemontese arriveranno oggi anche i giovani fondisti del Gruppo Atleti di Interesse Nazionale. Parteciperanno al raduno Fabrizio Poli, Davide Mazzocchi, Ivan Mariani, Andrea Restano, Pietro Pomari, Nicolò Cusino, Alessandro Ciocchetti, Andrea Gartner, Riccardo Lorenzo Masiero, Simone Mastrobattista, Elia Barp, Luca Kerer, Federica Cassol, Giorgia Rigoni, Giulia Facen, Sara Hutter, Denis Dedei, Giulia Cozzi, Silvia Campione, Beatrice Bastrentaz, Francesca Cola, Mauro Belmetti, Lorenzo Moizi, Andrea Gradizzi, Veronica Silvestri e Aline Ollier. In contatto continuo con il responsabile Stefano Corradini, seguiranno il gruppo gli allenatori Manuel Tovagliari, Alberto Pertile, Daniele Compagnoni, Nicola Selenati, Daniel Hackhofer e Matteo Betta.

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