Redazione

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È sicuramente iniziata nel modo migliore l'OPA Cup 2019/20 per l'Italia. Nella sprint in skating di Pokljuka, infatti, sono arrivate ben tre vittorie grazie a Nicole Monsorno, Michael Hellweger e Francesco Manzoni.

Nella gara Junior maschile, però, a completare il podio erano presenti con il lombardo anche altri due azzurri, Davide Graz e Riccardo Bernardi. Da sottolineare però la giornata positiva anche di tutta la squadra junior femminile, che ha piazzato ben sei atlete nelle prime quattordici posizioni, così come quella junior maschile. Bella anche la festa di Hellweger, al suo primo successo internazionale da senior.

Riviviamo le emozioni della giornata grazie a questa piccola fotogallery 

È stata un'altra giornata da ricordare per la nazionale italiana di biathlon, che a sorpresa è riuscita a salire sul podio nella staffetta maschile, alle spalle delle irraggiungibili Norvegia e Francia. Un risultato straordinario, se si considera che gli azzurri schieravano anche un giovane, Daniele Cappellari, autore di un'ottima terza frazione, nella quale ha dimostrato di essere molto competitivo al poligono, ma soprattutto ha saputo mantenere la calma nonostante la giovane età.

È tanta la soddisfazione del dt Fabrizio Curtaz, come riportato dal sito FISI: «Sono stati molto bravi, soprattutto Cappellari ha mostrato i nervi saldi, tenendo bene al poligono. Chiaramente deve crescere sugli sci, ma il tempo è dalla sua parte. Gli altri hanno dimostrato di avere una buona condizione, compreso Bormolini che credo abbia disputato la sua migliore tappa di sempre in Coppa del mondo».

Ha quindi preso la parola il primo frazionista, Lukas Hofer, che ha voluto fare una dedica speciale: «Quella di lancio non è normalmente la mia frazione, però mi diverte molto: tutti vanno molto veloce perchè cercano di dare il cambio al compagno nella migliore posizione possibile. Io sono riuscito a fare una bella partenza per dare continuità ai miei compagni. Dedichiamo il terzo posto a Montello che non è potuto essere qui con noi».

Quindi Thomas Bormolini, autore di una grande tappa, come affermato anche da Curtaz: «Sono molto contento. Sapevo che Hofer poteva darmi il cambio nelle prime posizioni. Non era una gara facile al poligono perchè il vento cambiava direzione. A terra sono andato molto bene, mentre in piedi ho avuto qualche problema in più ma sono riuscito a mettere Cappellari nelle condizioni di fare la sua parte, senza troppe problematiche. Windisch ha chiuso con due belle serie, diciamo che è stata una prestazione solida del gruppo».

Ha poi parlato il terzo frazionista, un sorprendente Daniele Cappellari: «Siamo tutti molto contenti, non ce l'aspettavamo. Venivo da giorni in cui non stavo benissimo dal punto di vista della condizione. Sono molto soddisfatto del mio comportamento al poligono e mi sono difeso discretamente sugli sci. Ringrazio i miei compagni per avermi fatto sentire subito parte del gruppo».

Infine Dominik Windisch, che ormai ci ha quasi fatto l'abitudine nell'esultare sul rettilineo conclusivo di Östersund: «Mi ritengo molto soddisfatto per tutta la squadra. È stato molto bello fare un ultimo cambio con un cuscinetto di una decina di secondi di vantaggio da gestire. Sentivo bene la gambe e ciò mi ha consentito di arrivare al traguardo senza affanno. Faccio i complimenti a Cappellari perchè ha mantenuto sangue freddo, non era facile mantenere la calma in uno scenario così importante».

Il Dio del biathlon ha strane vie e riesce sempre a regalare sorprese. Oggi è uno di quei giorni, perchè in pochi - forse nemmeno gli addetti ai lavori azzurri - avrebbero mai pensato di poter salire sul podio della staffetta maschile di Östersund.

Lukas Hofer, Thomas Bormolini, Daniele Cappellari e Dominik Windisch hanno invece confezionato l'impresa, chiudendo alle spalle della Norvegia e della Francia, al termine di una gara da montagne russe, con continui ribaltamenti.

Un terzo posto da urlo, che regala la soddisfazione del primo podio al giovane Cappellari, eccellente nella sua frazione nel reggere il confronto con avversari di rango superiore ed in un momento decisamente complicato come una terza frazione giocata nei quartieri alta della classifica. Bravi tutti, davvero, gli azzurri. Ancora una volta in staffetta hanno saputo dare il meglio - anzi, qualcosa in più - di quanto nelle loro corde.

Bene Luki Hofer al lancio, pronto a controllare le altre nazioni principali per dare il cambio a Bormolini in seconda posizione, a 5"9 dalla Germania dopo aver utilizzato due sole ricariche. 

La seconda frazione vede i padroni di casa prendere le redini delle operazioni, con il livignasco che raggiunge la zona cambio in quarta posizione, a 20" dalla vetta e preceduto anche dalla Norvegia e dalla Francia, con Quentin Fillon Maillet incappato in un giro di penalità. Tre le ricariche utilizzate dall'azzurro, pronto ad offrire il terzo importante segnale di crescita di questa prima tappa svedese. E se è vero che tre indizi fanno una prova... ci siamo.

Ma la vera sorpresa di giornata è stata Cappellari: poteva risentire il peso della responsabilità, invece non ha tremato. Sapendo di non avere il passo dei migliori sugli sci, il ventiduenne friulano di Forni di Sopra ha saputo gestire al meglio lo sforzo, per poi dare riprova del proprio talento al poligono. Ricorrendo ad una sola ricarica, Cappellari ha visto da un lato fuggire la Norvegia di Tarjei Bø e la Francia di Simon Desthieux, ma dall'altro ha completato il sorpasso con la Svezia, passando il testimone a Dominik Windisch al terzo posto con una manciata di secondi di vantaggio sui padroni di casa (affidati a Samuelsson) e sulla Russia che in ultima frazione proponeva Alexander Loginov.

L'ultimo atto della staffetta di Östersund si è ben presto trasformato in un doppio testa a testa, con davanti a tutti Johannes Bø e Martin Fourcade separati da una decina di secondi, gli stessi - più o meno - che dopo il settimo poligono separavano Windisch e Loginov (1 ricarica a testa, a terra) nel duello per il terzo posto.

Bø più brillante sugli sci, Fourcade più incisivo al poligono: situazione che non ha portato a nessuno scossone, con il transalpino che nel giro conclusivo ha preferito risparmiare energie mentre il norvegese andata a regalare il successo al team composto anche da Bjontegaard e Dale, con la Francia ancora una volta seconda.

Ma dietro la festa azzurra prendeva già forma: anche nel poligono conclusivo Windisch e Loginov uscivano con la medesima statistica (ancora 1 ricarica ciascuno) ma il russo non ne aveva per riportarsi sull'altoatesino, che così si è potuto godere ancora una volta un arrivo trionfale.

Incredibile, grande Italia: la prima tappa stagionale ha già saputo regalare tre podi (con due vittorie) e domani il quartetto delle ragazze potrà rimpinguare ancora una volta il bottino. Ma che giornata, ragazzi: l'Italia si è confermata grande e ha saputo proporre due nuovi grandi protagonisti, con Thomas Bormolini ormai pronto per ruoli importanti e con Cappellari che ha lanciato segnali davvero interessanti. I due tenori non sono più soli, davvero.

Tornando all'ordine d'arrivo, in quinta posizione ecco la Svezia, seguita da Ucraina e Slovenia, con la Germania (addirittura 4 giri per i tedeschi) fuori dai giochi già in seconda frazione e ottava al traguardo.

Successo del giapponese Yukiya Sato nella terza tappa di Coppa del Mondo di salto con gli sci maschile.

A Nizhny Tagil, in Russia, dopo una prima serie molto equilibrata, Sato recupera sei posizioni e si impone con 251.6 punti sul tedesco Geiger (250.1) e sull'austriaco Aschenwald (249.4). Ai piedi del podio un altro austriaco, Gregor Schlierenzauer, il migliore nel secondo salto.

Quinto il polacco  Kubacki, davanti a Kobayashi e all'austriaco Kraft. Completano la top ten, nella quale non figurano atleti norvegesi, lo sloveno Prevc (in testa dopo la prima serie), il polacco Stoch ed il tedesco Leyhe.

Solo ventunesimo Daniel Andre Tande, vincitore delle prime due gare stagionali e protagonista in qualificazione, preceduto solo dal connazionale Johann Andre Forfang.

Eliminati in qualificazione gli sloveni Timi Zajc e Anze Semenic, così come Alex Insam.

 

CLASSIFICA FINALE TOP TEN

1° Y. Sato (JPN) 251.6 (123.6 - 128.0)

2° K. Geiger (GER) 250.1 (124.5 - 125.6)

3° P. Aschenwald (AUT) 249.4 (125 - 124.4)

4° G. Schlierenzauer (AUT) 249.0 (118.5 - 130.5)

5° D. Kubacki (POL) 245.0 (117.5 - 127.5)

6° R. Kobayashi (JPN) 244.6 (120.5 - 124.1)

7° S. Kraft (AUT) 244.4 (123.8 - 120.6)

8° P. Prevc (SLO) 240.6 (128.6 - 112.0)

9° K. Stoch (POL) 237.0 (113.0 - 124.0)

10° S. Leyhe (GER) 234.9 (114.3 - 120.6)

QUI LA CLASSIFICA COMPLETA

Dopo il turno di salto, l'unico motivo di interesse sull'ennesima vittoria di Jarl Magnus Riiber era quanto ci avrebbe impiegato per raggiungere il traguardo della Gundersen di Lillehammer: la risposta è 25'45"5. Con una gara in tutta solitudine, il norvegese ha così raggiunto la vittoria numero 17, confermando l'attuale strapotere di questa prima fase di stagione.

Gara più interessante alle sue spalle, anche se ancora di marca norvegese: Jens Oftebro - secondo dopo il segmento di salto - si è visto raggiunto dagli inseguitori praticamente in vista del traguardo, con lo sprint finale ad aprire la via all'altro vichingo Jorgen Graabak che ha così completato la doppietta Norge.

Dietro ai due scandinavi, ecco la Germania con Fabian Riisle terzo a precedere Vinzenz Geiger, finito ai piedi del podio davanti allo stesso Oftebro.

Il finnico Mika Herola, il pluricampione Eric Frenzel e l'austriaco Martin Fritz hanno quindi preceduto al traguardo il gardenese Samuel Costa. Il poliziotto azzurro dopo l'ottimo salto mattutino ha difeso in sostanza la propria posizione nei successivi 10 chilometri, fluttuando tra le sesta e la nona piazza del traguardo finale. Una ventina invece le posizioni risalite dal finanziere Alessandro Pittin che dalla 33ima piazza mattutina si è ben presto ritrovato tra i top 20 per poi approdare al 14imo posto: visti i distacchi, era di fatto impossibile chiedere di più al ventinovenne friulano di casa a Predazzo. Appena fuori dalla zona punti il più giovane del gruppo azzurro, Aaron Kostner (33imo dopo il 30imo punteggio nel salto), con Lukas Runggaldier al 44imo posto.

Domani si replica.

Maren Lundby rispetta il pronostico e domina, a Lillehammer, nella prima gara stagionale di Coppa del Mondo di Salto con gli sci femminile. La norvegese, già davanti a tutte in qualificazione, si impone con 280.8 punti. 

Sul podio le austriache Pinkelnig e Hoelzl, rispettivamente seconda e terza (256.4 contro 255.3). Quarta piazza ex aequo per la giapponese Ito e la slovena Klinec.

Solo una tedesca nella top ten: Katharina Althaus è sesta con 247.4. Precede l'austriaca Seifriedsberger, la norvegese Opseth e la grande giapponese Sara Takanashi. Decima l'austriaca Kramer. 

Per quanto riguarda le azzurre in gara Laura Malsiner chiude al ventesimo posto, migliorando di quattro posizioni dopo il secondo salto e chiudendo con il punteggio di 206.2. Squalifica al secondo salto per Elena Rungalddier mentre Manuela Malsiner non si è qualificata per la seconda manche. 

CLASSIFICA TOP 10

1^ M.Lundby (NOR) 280.8 (141.8 - 139.0)

2^ E. Pinkelnig (AUT) 256.4 (126.6 - 129.8)

3^ C. Hoelzl (AUT) 255.3 (130.4 - 124.9)

4^ Y. Ito (JPN) 250.6 (125 - 125.6)

4^ E. Klinec (SLO) 250.6 (122 - 128.6)

6^ K. Althaus (GER) 247.4 (120.9 - 126.5)

7^ J. Seifriedsberger (AUT) 239.6 (119.1 - 120.5)

8^ S. Opseth (NOR) 238.7 (119.9 - 118.8)

9^ S. Takanashi (JPN) 237.7 (119.2 - 118.5)

10^ M. Kramer (AUT) 231.5 (115.4 - 116.1)

LE ITALIANE:

20^ L.Malsiner 206.2 (96.9 - 109.3)

30^ E.Runggaldier 90.5 (90.5)

Non qualificata al final round:

M Malsiner (72.3)

QUI LA CLASSIFICA FINALE

Michael Hellweger difficilmente dimenticherà il momento in cui si è accorto di aver conquistato il primo successo internazionale, liberando all’aria un fortissimo urlo a braccia alzate. Un momento bellissimo per il sudtirolese della Val Sarentino, capace di vincere la sprint in skating che ha aperto l’OPA Cup a Pokljuka.

Un successo arrivato di potenza, di fronte ad avversari di Coppa del Mondo, come Renaud Jay costretto ad accontentarsi della seconda piazza. Sul terzo gradino del podio un altro francese, Arnaud Chautemps, bravo però a prendersi il podio. Sicuramente delusi Mancini e Riebli, che avrebbero sperato di ottenere qualcosa in più. E chissà se dopo questo successo vedremo Hellweger in Coppa del Mondo la prossima settimana a Davos.

Eliminato in semifinale Stefano Dellagiacoma. Il trentino del CS Carabinieri ha chiuso al sesto posto una semifinale di alto livello, dominata dai francesi Jay, Mancini e Chautemps. Per lui una buona prova se si considera che era la sua prima gara di OPA Cup senior in carriera.

Fuori nei quarti di finale gli altri azzurri che avevano passato il taglio della qualificazione. Peccato in particolare per Giacomo Gabrielli, uscito per pochi centesimi alle spalle dei francesi Jay e Chautemps. Out anche Bertolina, Abram, Mocellini, Nizzi e Serra.

CLASSIFICA FINALE
1° M. Helleweger (ITA)
2° R. Jay (FRA)
3° A. Chautemps (FRA)
4° B. Tritscher (AUT)
5° T. Mancini (FRA)
6° J. Riebli (SUI)
7° L. Matossi (SUI)
8° T. Schely (FRA)
9° B. Moser (AUT)
10° T. Habenicht (AUT)
Gli altri italiani
11° S. Dellagiacoma
15° G. Gabrielli
17° E. Nizzi
20° M. Bertolina
22° D. Serra
23° M. Abram
27° S. Mocellini

Inizio da sogno per l’Italia in OPA Cup Junior maschile. Nella sprint in skating di Pokljuka è arrivata infatti una fantastica tripletta per gli azzurri. A conquistare il successo uno straordinario Francesco Manzoni, che sta affrontando questa stagione con grandissime motivazioni. Il lombardo è riuscito nell’impresa di battere di un soffio il favoritissimo Davide Graz, sconfitto di appena 14 centesimi al termine di una volata mozzafiato. A completare la festa azzurra ci ha pensato Riccardo Bernardi, che due secondi dopo ha tagliato il traguardo beffando di un soffio lo svizzero Grond. Bellissimo.

Oltre ai tre azzurri sul podio, complessivamente molto positiva anche la gara degli altri azzurri al via. Sono infatti usciti soltanto in semifinale, entrando così in top ten, Michele Gasperi, Giovanni Ticcò e Ivan Mariani, con quest’ultimo uscito di un soffio in una semifinale velocissima. Fuori nei quarti di finale gli altri azzurri qualificati: Fabrizio Poli, Luca Sclisizzo, Matteo Ferrari e Alessandro Chiocchetti.

CLASSIFICA FINALE
1° F. Manzoni (ITA)
2° D. Graz (ITA)
3° R. Bernardi (ITA)
4° V. Grond (SUI)
5° J. Pueyo (ESP)
6° A. Sossau (GER)
7° M. Jam (SLO)
8° M. Gasperi (ITA)
9° G. Ticcò (ITA)
10° I. Mariani (ITA)
Gli altri italiani
16° F. Poli
21° M. Ferrari
23° L. Sclisizzo
27° A. Chiocchetti

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