Davide Bragagna

Davide Bragagna

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In attesa che venga ufficializzata la cancellazione della tappa conclusiva di Coppa del Mondo, dopo la rinuncia di Oslo-Holmenkollen in seguito alle restrizioni a tutela della salute nel prevenire i contagi da Covid-19, il circuito del biathlon ha continuato a proseguire. La cancellazione ufficiale è arrivata a gara in corso.

Nella sprint di KontiolahtiJohannes Thingnes Bø ha esercitato la consueta superiorità, dominando la gara sugli sci e riflettendo parecchio al poligono per non mancare alcun bersaglio. E' così arrivato il quarantottesimo successo in carriera tutto incluso.

C'è voluto un Martin Fourcade di grande cuore per tenere aperta, almeno parzialmente, la Coppa del Mondo con 19 punti di distacco. Il transalpino è stato preciso su tutti i bersagli, ma è soprattutto stato capace di recuperare due posizioni nel finale per concludere alla piazza d'onore a 21"1.

Doppio podio francese con terzo il campione del mondo dell'inseguimento Emilien Jacquelin che è sparato perfettamente, terminando a 22"3.

Impressionanti le percentuali di tiro con soli due atleti (Benedikt Doll 6° e Antonin Guigonnat 15°) che hanno commesso un errore. La perfezione fra tiro a terra e in piedi per tutti gli altri.

Ai piedi del podio, quarto, Vetle Sjåstad Christiansen, quinto Tarjei Bø, settimo Quentin Fillon Maillet, ottavo Simon Desthieux, nono Arnd Peiffer e decimo il sorprendente norvegese Sturla Holm Lagreid, già competitivo ai vertici fra l'esordio a Nove Mesto e la gara odierna.

Prova di squadra soddisfacente per gli azzurri pur senza un risultato apicale. In ripresa, Lukas Hofer è ventiquattresimo con due errori al tiro, Thomas Bormolini ventiseiesimo con doppio zero, Dominik Windisch quarantesimo con due, gli junior Didier Bionaz e Tommaso Giacomel rispettivamente quarantottesimo e cinquantanovesimo con zero e due errori. Tutti gli italiani saranno in gara nella prova pursuit di sabato.

Domani toccherà a Dorothea Wierer che sarà impegnata nella sprint con Tiril Eckhoff e Hanna Öberg che cercheranno di toglierle la soddisfazione di vincere la seconda Coppa del Mondo consecutiva. 

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Dominatrice fra atlete più grandi fino a tre anni, Anna Gandler, figlia del fondista Markus argento olimpico a Nagano 1998, si è impadronita di un'altra prestigiosa medaglia d'oro giovanile dopo quella iridata nella categoria youth dell'inseguimento iridato di Lenzerheide.

Pur impegnata nella categoria superiore, la ventenne austriaca non si è fatta intimorire e ha conquistato con estrema autorevolezza senza mancare alcun bersaglio la 12,5km individuale degli Europei juniores apertisi oggi a Hochfilzen.

L'argento è andato alla poco conosciuta russa Amina Ivanova, anch'essa atleta ancora youth, in grado di assicurarsi la medaglia d'argento a 1'16"8 con quattro poligoni immacolati nella prova dove ogni errore pesa un macigno pari a un minuto di zavorra sul tempo effettivo. 

Medaglia di bronzo alla polacca Joanna Jakiela, che ha costruito la sua gara sulla prestazione fondistica, la più veloce in giornata, chiudendo con tre errori a 1'27"5.

Quarta la ceca Tereza Vobornikova con tre penalità, quinta la tedesca Juliane Frühwirth con due, sesta la bulgara Maria Zdravkova con uno.

La migliore delle azzurre è stata Rebecca Passler, per nulla intimorita sugli sci e al poligono dal confronto con atlete più grandi. Proprio nella gara dove aveva conquistato l'argento mondiale juniores (Gandler fu terza), l'altoatesina si è dimostrata più che all'altezza sugli sci con l'ottavo tempo di giornata e ha concluso settima pur commettendo tre errori.

E' probabile che molte atlete abbiano deciso di rallentare il passo dopo gli errori iniziali visto che c'è in programma già la sprint domani per la compressione del programma a seguito dei provvedimenti riguardo il COVID-19, ma la prova dell'azzurra è stata interessante, soprattutto a confronto con la bulgara Milena Todorova, rivelazione in Coppa del Mondo capace di chiudere sempre nelle trenta le ultime sei gare del massimo circuito, inclusi i Mondiali di Anterselva dove è riuscita a entrare anche nelle venti una volta. La tre volte medagliata ai Mondiali juniores di Lenzerheide ha però mancato cinque bersagli non andando oltre il diciottesimo posto. 

Buona la prestazione anche di un'altra youth azzurra, Hannah Auchentaller, venticinquesima con quattro minuti di penalità. Ventinovesima Samuela Comola con due, cinquantesima Beatrice Trabucchi con cinque.

Un peccato invece che Linda Zingerle non sia stata bene e abbia dovuto saltare le gare di IBU Cup junior della scorsa settimana ad Arber in Germania. La campionessa mondiale youth della sprint, che proprio con Gandler aveva duellato intensamente a Lenzerheide, ha fatto molta fatica sugli sci e gli otto bersagli mancati l'hanno classificata in basso al cinquantaseiesimo posto.

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Pur in assenza dei classe 2000 Tommaso Giacomel e Didier Bionaz, aggregati dalla scorsa settimana con profitto alla squadra di Coppa del Mondo, è arrivata una bella medaglia di bronzo nell'apertura degli Europei juniores di Hochfilzen in Austria.

Nell'ultima settimana di impegni internazionali prima di passare definitivamente in categoria senior, l'altoatesino del 1998 Patrick Braunhofer è riuscito a conquistare la sua prima medaglia individuale giovanile. Lo ha fatto nella 15km che ha aperto stamane la rassegna.

Per riuscirci è dovuto ricorrere a una perfetta prova sui quattro poligoni sostenuta da un valido ultimo giro, che ha impedito ad avversari più rapidi sugli sci e allo stesso tempo più fallosi al tiro di insidiarlo.

Per salire sul podio è stato quindi necessario non sbagliare nulla visto che sia il ceco Vitezslav Hornig, medaglia d'oro, e lo sloveno Alex Cisar, argento e già bronzo ai recenti Mondiali juniores di Lenzerheide nell'inseguimento, non hanno dato diritto di replica agli avversari.

Inarrivabili i primi due, un ottimo Braunhofer ha terminato la gara a 1'14"2 dalla vetta, mettendosi alle spalle il più giovane dei fratelli Claude, Emilien, che complici due errori, nonostante un ottimo tempo sugli sci, ha terminato quarto. Ancora più rapido, secondo tempo nel fondo, ma con tre errori il bronzo della sprint iridata Dzmitry Lazouski. Il bielorusso ha concluso quinto. 

Superati quindi anche altri validi protagonisti delle categorie giovanili come l'elvetico Sebastian Stalder (1), sesto, e lo youth diciottenne sloveno Lovro Planko (2) settimo. Ottavo l'estone Kristo Siimer (3), nono il terzo sloveno Anton Vidmar (0), decimo il ceco Jakub Kocian (1).

In gara erano presenti altri quattro atleti azzurri. Cedric Christille ha concluso quarantesimo con due errori, Iacopo Leonesio quarantatreesimo sempre con due, Michele Molinari quarantanovesimo con quattro, Daniele Fauner ottantunesimo con sette.

Alle 13.30 arriverà il turno delle donne, impegnate nella prova sui 12,5km, con in gara le promettenti youth azzurre Linda Zingerle, Rebecca Passler e Hannah Auchentaller che tanto hanno ben fatto nella loro categoria a Lenzerheide, oltre a Samuela Comola e Beatrice Trabucchi.

Intanto, il programma degli Europei juniores è stato modificato per venire incontro ai timori e alle esigenze preventive nei confronti del COVID-19.

 

 

Se alla 30km femminile di ieri aveva giovato un buon meteo e un'esaltante battaglia fra Frida Karlsson e Therese Johaug, non si può dire altrettanto della 50km maschile in tecnica classica con partenza in linea, andata in scena oggi senza pubblico allo stadio e una bassa nebbia che ha limitato la visibilità durante tutta la competizione. I veri vincitori sono stati i tifosi accorsi lungo il tracciato.

Ci sono voluti 40km per aspettare il primo vero sussulto di una gara estremamente tattica fino a quel punto, quando il leader di Coppa del Mondo Alexander Bolshunov si è incaricato di fare il ritmo e ha cominciato a scremare il gruppo di una ventina di atleti che procedeva più o meno compatto, salvo cambio sci, dal ventunesimo chilometro.

E' stato poi il campione mondiale 2019 della prova analoga ma in skating Hans Christer Holund, a rilanciare poco prima del quarantacinquestimo. La mossa ha fatto vittime eccellentissime quali Iivo Niskanen e Johannes Høsflot Klæbo.

All'intermedio dei 46.3km sono rimasti così solo in dieci a giocarsi il successo: sette norvegesi, un elvetico, un russo e uno svedese.

Un'altra significativa selezione con quattro a prendere l'abbrivio si è verificata un chilometro dopo in virtù del forcing di Simen Hegstad Krüger marcato da Bolshunov, mentre Dario Cologna e Sjur Røthe sono stati riassorbiti dagli inseguitori.

Il campione olimpico dello skiathlon ha cercato di tenere il ritmo elevato conscio della superiorità di Bolshunov in volata, ma sul rettilineo finale non c'è stata partita. Sedicesimo successo in carriera per il matematico vincitore della Coppa del Mondo 2019/20, secondo a Oslo-Holmenkollen dopo quello dello scorso anno.

Nel gruppo che si giocava il gradino più basso del podio è stato Emil Iversen a sfruttare la sua punta di velocità per assicurarsi il terzo posto davanti al sorprendente connazionale Eirik Sverdrup Augdal, un ex campione mondiale junior dello skiathlon (Fiemme 2014) del quale si erano perse le tracce. Quinto posto per Holund, sesto a Cologna, settimo a Røthe, ottavo Martin Løwstrøm Nyenget, nono Jens Burman, decimo ma con distacco Didrik Tønseth.

Cattiva giornata per i fondisti italiani che sono rimasti immediatamente staccati per problemi di materiali. Giandomenico Salvadori ha dimostrato di essere in condizione comunque, chiudendo trentesimo. Ritirato Francesco De Fabiani, quarantesimo Stefano Gardener, quarantaquattresimo Gilberto Panisi, cinquantunesimo Paolo Ventura.

Il circuito di Coppa del Mondo ora dovrebbe spostarsi per la chiusura stagionale in Nordamerica per lo Sprint Tour, salvo decisione avverse in relazione all'emergenza Coronavirus.

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Ventuno. Settantaquattro. Ottantuno con i sette titoli mondiali individuali.

Questi erano i numeri delle vittorie di Therese Johaug già aggiornati dopo il ventesimo chilometro della 30km (31 ufficialmente) classica con partenza in linea di Oslo-Holmenkollen. Invece, contro ogni previsione, l'acume strategico e l'enorme talento di Frida Karlsson ha ribaltato incredibilmente la situazione, "costringendomi" a cancellare un articolo già scritto.

La norvegese aveva deciso di scappare in fuga già intorno al quinto chilometro e sembrava aver chiuso la contesa.

L'attenzione si era così ben presto spostata sulla lotta per il podio nella quale rimanevano coinvolte ancora diciannove atlete al ventesimo chilometro. L'azione decisiva è arrivata intorno all'intermedio del 22.5km  quando si sono mosse Ebba Andersson e appunto Karlsson dopo aver scelto di cambiare gli sci all'inizio del giro.

Tutto è cambiato quando le due svedesi si sono riportate addirittura a 34" dalla battistrada all'inizio della tornata conclusiva, facendo vacillare le certezze della dominatrice di Coppa del Mondo. Nel disperato tentativo di rimonta, Andersson ha dovuto cedere il passo e gestire il vantaggio sulle inseguitrici per assicurarsi il terzo posto.

Una motivatissima Karlsson ha puntato con grinta Johaug e l'ha ripresa a un chilometro dal traguardo per infilarla in volata nel rettilineo finale. Egregia la strategia delle svedesi, quanto sciagurata la scelta di forzare troppo in avvio e non cambiare gli sci della norvegese.

La ventunenne di Sollefteå, che veniva da una stagione difficile dopo essere esplosa con le medaglie dei Mondiali di Seefeld 2019, ha scelto il tempio dello sci nordico, reso spettrale dall'assenza di pubblico per misure di prevenzione contro il Coronavirus, per salire sul gradino più alto del podio per la prima volta. Era dal 2010 che la Norvegia vinceva la più gara simbolo dello sci di fondo al femminile, mentre la Svezia non ci era mai riuscita.

Svedesi in grande spolvero con la miglior Charlotte Kalla della stagione a conservare il quarto posto, resistendo al ritorno del gruppone regolato da Natalia Nepryaeva, quinta, davanti a Katharina Hennig, sesta, Kerttu Niskanen, settima, Anamarija Lampic, ottava, Anne Kyllönen, nona, e Nadine Fähndrich, decima. Nessuna delle altre norvegesi nelle prime posizioni.

Per nulla soddisfacente la prestazione delle due azzurre impegnate in gara. Caterina Ganz, la quale bisogna assolutamente recuperare, ha chiuso quarantesima. Sara Pellegrini ha terminato quarantatreesima senza riuscire a tradurre i buoni risultati di Opa Cup in una gara da prime trenta posizioni nel circuito di vertice.

Domani scenderanno in pista gli uomini impegnati nella classicissima 50km.

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"Se l'Italia va sul podio nella staffetta, nevica!"

La frase calza a pennello visto che di neve a Lahti fino a oggi se n'è vista ben poca in questo inverno. Confermiamo, oggi è nevicato, l'Italia non è andata sul podio ma è arrivata a giocarsi il successo.

Nella staffetta 4x7,5km, la squadra messa in campo dallo staff tecnico, supportata da un formidabile lavoro degli skimen, ha saputo andare oltre i pronostici con una prestazione d'orgoglio che ha fatto infiammare finalmente i cuori degli appassionati.

Il successo è andato alla Norvegia con l'ausilio del solito spunto in volata di Johannes Høsflot Klæbo davanti a una sorprendente Svizzera e la co-favorita Russia.

Al lancio viene schierato il primierotto Giandomenico Salvadori, solido in classico nelle ultime uscite e capace di entrare nei primi venti ieri, reattivo nel rispondere agli attacchi dei forti russi Ilia Semikov e Andrey Sobakarev, e del norvegese Pål Golberg. Al cambio sono assieme in sei con altre squadre staccate.

In seconda frazione viene schierato dalla Finlandia l'idolo di casa e vincitore di ieri Iivo Niskanen, ma gli sci non lo supportano e deve giocare di rimessa nel rispondere agli attacchi. Francesco De Fabiani sa soffrire in salita e nel finale si riporta praticamente davanti cambiando terzo ex aequo dietro i padroni di casa e Russia II di Alexey Chervotkin, appaiato a Russia I di Alexander Bessmertnykh, ma davanti alla Norvegia di Hans Christer Holund. Le altre squadre rientrano inizialmente ma poi si staccano verso il finale.

Dopo il cambio di tecnica, davanti si passeggia e rientrano diverse squadre creando un effetto elastico quando i battistrada decidono di accelerare. Il fiemmese Stefano Gardener riesce finalmente a tradurre le sue migliori prestazioni in Opa Cup in una gara di alto profilo in Coppa del Mondo. E' straordinario vedere la tenacia di un fondista capace di andare a punti una sola volta in carriera rispondere alle azioni di mostri come Denis SpitsovIvan Yakimushkin e Sjur Røthe. Le due Russie cambiano davanti alla Norvegia, la Germania è lì con Lucas Bögl dopo le frazioni di Thomas Bing e Florian Notz. Gardener cambia quinto a 2"5 reggendo all'azione finale. Persino la Svizzera, vittima delle azioni ad elastico durante le frazioni precedenti non è lontana a 6"8 con un ottimo Jason Rüesch dopo Beda Klee e capitan Dario Cologna.

In ultima frazione l'Italia si affida a Stefan Zelger, unico degli azzurri a non scendere in pista ieri, ma anche Russia I può annoverare Andrey Melnichenko, tenuto a riposo per provare a battere la Norvegia di Klæbo. La frazione è molto tattica e sono sette le squadre che si ricompattano con il rientro anche della Finlandia dopo le sofferenze patite in terza frazione. L'altoatesino interpreta bene la gara e sull'ultima salita, quando Russia II va in difficoltà con Artem Maltsev, si fa trovare pronto. Sembrano andare via in tre, ma gli elvetici si riaccodano con Roman Furger. Klæbo va a vincere in scioltezza, Zelger viene passato da Furger e sembra poter attaccare Melnichenko, ma il rettilineo è finito. Il podio non c'è però il risultato è di quelli che possono dare fiducia all'ambiente dopo una stagione difficile.

Strategia, carattere, capacità di soffrire. Le assenze? E' vero, la Francia non c'era e la Svezia schierava una formazione senza Calle Halfvarsson e Jens Burman, però gli azzurri sono arrivati a giocarsi il successo, quindi ciò non ha rilevanza sul giudizio e la competitivà della gara. 

Quinta Russia II a 15"2, sesta la Germania che precede la Finlandia in volata, ottava la Svezia mai in gara con la formazione rimaneggiata.

Ora lo sci di fondo punta le gare di Drammen, ma la stracittadina in alternato non ci sarà quest'anno, si gareggerà in skating sulle vere e proprie piste da fondo periferiche. Poi a tutta verso la 30 e la 50km di Oslo-Holmenkollen.

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Tutto come previsto nella staffetta 4x5km femminile di Coppa del Mondo a Lahti. La Norvegia, quasi in formazione ideale, trova un'agevole vittoria davanti alle padrone di casa della Finlandia.

Il pronostico era abbastanza scontato visto che la Svezia si presentava al via senza la sua attuale leader Ebba Andersson, già proiettata sulle gare distance dei Mondiali U23 di Oberwiesenthal.

C'è stata più battaglia per il terzo gradino del podio con la Russia guidata da Natalia Nepryaeva al lancio, ancora limitata nel potenziale dalle numerose assenze stagionali per gravidanza. La Svezia, partita all'arrembaggio nelle prime due frazioni in classico, e una sfortunata Germania, messa fuori dai giochi dalla caduta di Sophie Krehl in ultima frazione, hanno combattuto ostinatamente.

In realtà la Norvegia ha avuto bisogno proprio di Therese Johaug per disegnare il volto del proprio successo.

In prima frazione sono state le finniche a prendere un leggero vantaggio con la promettente Johanna Matintalo che ha staccato di una manciata di secondi Tiril Udnes WengCharlotte Kalla e la seconda squadra di casa che metteva in pista l'esperta Anne Kyllönen. La Germania ha sorprendentemente pagato 24" con Laura Gimmler, nettamente battuta anche dalla Cina che ha cambiato a 13".

La seconda frazione ha visto salire in cattedra Frida Karlsson per la Svezia, marcata come un'ombra da Kerttu Niskanen, mentre la Norvegia rimaneva per tutta la frazione alla stessa distanza del cambio con Ingvild Flugstad Østberg.

Il podio sembrava così definito, ma dopo il cambio di tecnica la Svezia ha pagato l'inesperienza di Rebecca Öhrn. Davanti, Johaug prendeva il comando rifilando alla Finlandia di Laura Mononen 29". La Russia cambiava terza a 1'09 proprio in compagnia delle Svezia con la tedesca Victoria Carl a pochi secondi dopo la buona frazione di Katharina Hennig.

In ultima frazione, Heidi Weng ha dovuto amministrare su Krista Pärmäkoski e al traguardo il divario è rimasto circa lo stesso. Detto della caduta delle tedesca, il terzo posto se lo sono disputato in volata la russa Yana Kirpichenko e Maja Dahlqvist. La svedese ha fatto valere le sue qualità da sprinter sorpassando l'avversaria a pochi metri dal traguardo.

Germania quinta, Finlandia II sesta, Russia II settima, Cina ottava e Kazakistan nono a chiudere una staffetta poco affollata. I dubbi sul calendario così strutturato dalla FIS persistono.

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Nella combattutissima 15km in classico di Lahti, Iivo Niskanen, acclamatissimo dal pubblico di casa, non ha tradito.

Il campione mondiale della 15km classica proprio a Lahti nel 2017, nonché oro della 50km olimpica di PyeongChang 2018, si è confermato il miglior interprete in tecnica classica del circuito insieme ad Alexander Bolshunov.

Difatti, il leader di Coppa del Mondo è stato l'unico a saper tenere la scia intermedio dopo intermedio del padrone di casa, perdendo tempo solo nell'ultimo terzo di gara. Niskanen, al 5° successo in Coppa del Mondo oltre ai due titoli in rassegne di apice internazionale (5 dei quali ottenuti in casa fra Kuusamo e Lahti), ha avuto ragione del russo alla fine di 10"1.

I norvegesi, battuti dopo il dominio totale dello Ski Tour 2020, si sono consolati con il terzo posto di Hans Christer Holund, mai stato in gioco per il successo ma bravo a tenere la posizione per tutta la seconda metà di gara.

Dominio comunque generalizzato per i vichingi assieme ai russi che hanno monopolizzato le prime dieci posizioni: quarto l'outsider Ilia Semikov davanti al poker norge guidato da Sjur Røthe, quinto, Simen Hegstad Krüger, sesto, un opaco Johannes Høsflot Klæbo, settimo, e il vincitore a sorpresa dello Ski Tour 2020 Pål Golberg, ottavo; poi i russi con nono Alexander Bessmertnykh, decimo Ivan Yakimushkin e undicesimo il redivivo Alexey Chervotkin.

Non è arrivato il risultato a sensazione, ma si può sorridere anche in seno alla squadra italiana per una prova consistente con tre italiani a punti.

Il migliore è stato un po' a sorpresa Giandomenico Salvadori diciassettesimo. Il primierotto ha confermato l'ottima prova in rimonta della 30km gundersen della settimana scorsa a Trondheim.

Meno bene Francesco De Fabiani, il quale era atteso a un riscatto sulla pista che lo vide vincere anni addietro per la prima e unica volta in Coppa del Mondo. Il valdostano è calato nel finale, terminando ventesimo.

La notizia più positiva è però quella relativa al venticinquesimo posto di Paolo Ventura. Il ventitreenne dell'Esercito ha confermato i primi punti ottenuti una settimana fa in Norvegia, ma questa volta la gara è stata "vera", non un inseguimento dove le dinamiche dei tempi effettivi vengono influenzate da diverse variabili.

Non sono andati lontani dalle prime trenta posizioni che assegnano punti neanche il fiemmese Stefano Gardener, trentaquattresimo, e l'altoatesino Dietmar Nöckler, trentasettesimo.

La rinascita del fondo azzurro è lontana, ma finalmente c'è soddisfazione nell'aver visto in una gara distance ben cinque azzurri in grado di combattere per entrare fra i primi trenta. Il tanto giustamente celebrato biathlon azzurro, al maschile, non sta vivendo tempi migliori in questa stagione.

Domani c'è un'altra occasione per ben figurare in staffetta.

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