La tattica di gara

Nel nostro sport, la tattica, la strategia e la distribuzione dello sforzo, sono argomenti che non sempre trovano lo spazio che meritano e spesso non vengono presi in considerazione essendo ritenuti scarsamente importanti.
 
Ma è davvero così ???
 
Sempre più spesso le gare si corrono sull'uomo (in tutte le gran fondo), sempre più spesso la gara si decide in volata e le gare sprint stanno prendendo sempre più campo. Oltretutto si viaggia ad una velocità sempre più elevata e l'aerodinamica diventa sempre più importante....
Al di là di queste considerazioni, proviamo ad analizzare alcuni principi pensando all'importanza che tali aspetti potrebbero avere in termini di risultato:
 
 
LA GESTIONE DELLA GARA:
In tutti gli sport di resistenza, ma soprattutto negli sport come lo sci di fondo ad alta componente tecnica, abbiamo la necessità di gestire la gara distribuendo al meglio le forze. Il problema diventa molto più complesso considerando l'andamento del terreno e le condizioni esterne.
Dobbiamo fare i conti con l'acido lattico, sostanza che pone un limite fisiologico alla performance. La famosa soglia anaerobica (vedi la pagina dedicata all'allenamento), è il limite oltre il quale se ci spingiamo, produciamo più lattato di quanto siamo in grado di smaltire. Pur considerando che un atleta ben allenato compie lunghi tratti di gara al di sopra di tale limite, dobbiamo evitare che il permanervi comprometta irrimediabilmente la prestazione.
Gestirsi, significa riuscire ad ottimizzare il risultato impiegando il minor tempo possibile dalla linea di partenza a quella d'arrivo !  Banale ??
Quanti atleti però riescono a farlo e quanti invece partono troppo forte ed hanno un sensibile calo a fine gara oppure non riescono a sfruttare pienamente le proprie potenzialità ??
Molto spesso la gara viene compromessa da questi e da altri errori.
Risulta fondamentale però, applicare lo stesso ragionamento anche ai singoli tratti di pista; infatti, la lunghezza (durata) e la pendenza (difficoltà) del singolo tratto e soprattutto del tratto che lo seguirà, ci vincolano inderogabilmente. Regolare la velocità per evitare quindi di andare in debito a metà salita, per esempio, pagando poi a caro prezzo sia in termini di tempo che di fatica la seconda parte ed ancor più il tratto successivo. Non è affatto facile però essere lucidi e ragionare sotto sforzo, ma è necessario per evitare di faticare ancora di più....
 
 
IL LIMITE TECNICO:
Consideriamo ora un altro aspetto fondamentale; lo sci di fondo è uno sport ad alta componente tecnica. Sappiamo benissimo che la corretta esecuzione del movimento dipende molto dalla condizione fisica.  Superato il limite tecnico, assistiamo ad un evidente decadimento della prestazione e, soprattutto nei soggetti tecnicamente più carenti, escono molto chiaramente i vecchi problemi che, con grosse difficoltà, si pensavano corretti.
Compromettere l'aspetto tecnico, significa perdere efficacia, perdere cioè la capacità di sfruttare pienamente la forza impressa.
 
 
GLI ASPETTI TECNICO-TATTICI
 
Tattica e tecnica, sono legati a doppio filo e normalmente un'atleta ben impostato è in grado anche di gestire tatticamente la gara al meglio.
Cerchiamo di esaminarne alcuni:
La corretta scelta del passo in funzione del terreno, non sempre è automatica, ma, spesso va ragionata ( molto meglio se già in ricognizione ).
La capacità di cambiare la direzione di spinta ( lato forte ) consente alla muscolatura di lavorare al meglio e di venir sfruttata uniformemente.
Impostare la traiettoria ( in discesa soprattutto ) in modo tale da frenare il minimo indispensabile.
Utilizzare il passo e gli accorgimenti più opportuni per fare la linea più breve (sfruttando soprattutto l'interno curva).
 
 
AERODINAMICA E SFRUTTAMENTO DELLA SCIA:
Il continuo aumento della velocità ed il crescente numero di gare sull'uomo, ci porta a considerare quest'ulteriore importantissimo aspetto.
A parte la posizione in discesa, dove è fondamentale offrire la minor superficie possibile all'attrito dell'aria ( aspetto che però va contro ad un'altra importantissima funzione della discesa nel nostro sport che è quella del recupero, ) vi è l'importanza dello sfruttare la scia creata dall'avversario o del gruppo che precede soprattutto nei tratti veloci.
Quasi sempre l'irruenza e la foga, ci portano a voler superare chi ci sta davanti ( soprattutto nelle gare a cronometro ) considerando la sua velocità troppo bassa. Spesso però non ci accorgiamo che si fa meno fatica non perché andiamo più piano delle nostre possibilità, ma perché sfruttiamo il lavoro degli altri ( oltre ad un fattore psicologico ). Le forze risparmiate (economia), serviranno sicuramente per lo sprint, per far fronte ad un eventuale scatto, o per tratti in salita dove l'aerodinamica ha poca importanza. Tutto questo si accentua se ci troviamo in presenza di vento o di bufera !
 
 
IL COMPORTAMENTO IN GRUPPO:
Parliamo ora degli aspetti ( alcuni ) del comportamento da tenere nel momento in cui ci si trova inseriti in un gruppo:
Premesso che per correttezza, ( ma nessuno è obbligato... ) ci si dovrebbe avvicendare al comando, diventa importantissimo:
-) Non ostacolare chi ti precede, un suo eventuale rallentamento influenza anche te !
-) Non sorpassare inutilmente (solo per guadagnare una posizione molto distante dal traguardo o da un punto importante che costa soltanto parecchie energie)
-) Non superare in tratti stretti o pericolosi.
-) Evitare di stare troppo distanti da chi ti precede non sfruttando a pieno l'effetto scia.
-) Non prendere troppi metri prima di "scollinare". Uscire di scia in quel tratto potrebbe significare non rientrarci più...
-) Sfruttare in caso di neve fresca la traccia di chi ti precede.
-) Fare molta attenzione al "comportamento" del gruppo, prevenendo così improvvisi scatti, allunghi ecc. ed anticipando i cali di velocità (spesso in corrispondenza di cambi di pendenza), rallentando in anticipo e risparmiando così preziose energie ed inutili frenate.
 
LINK INTERESSANTE:
 
 
Siamo consapevoli che l'argomento è molto ampio, soggettivo e personale. Esistono moltissimi altri aspetti e forse ancor più importanti.
I principi che abbiamo voluto considerare, sono comuni a molti sport di resistenza e non solo allo sci di fondo.
L'intelligenza dell'atleta gioca sicuramente un ruolo fondamentale, ma molto si può fare inserendo nella programmazione delle sedute tecnico-tattiche per abituare l'atleta all'idea di dover pensare anche sotto sforzo.
 
 
Hai qualche cosa da aggiungere delle considerazione da fare oppure delle domande ?  
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