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Skitime omaggia la carriera di Pietro Dutto

03 Aprile 2019
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Pietro Dutto/ Fiamme Oro Moena

“Non ho mai pianto cosi tanto per lo sport.” Con queste parole l’amico biatleta Pietro Dutto ha espresso tutta la propria emozione sul finire della serata di domenica, giornata che l’ha visto per l’ultima volta portarsi la carabina sulle spalle dopo ben undici anni di competizioni ad alto livello.

Mi sento in dovere di scrivere queste righe non solo per complimentarmi con Pietro per la sua carriera, ma soprattutto perché se oggi mi ritrovo da semplice appassionato a raccontare con entusiasmo le gare dei weekend invernali, questo lo devo anche a lui che, in un certo senso, mi ha passato il testimone come sta facendo quest’oggi con il nuovo che avanza del biathlon italiano.

Non tutti sanno che un paio di lustri fa, l’allora ventenne neo-poliziotto di Spinetta, piccolo comune della provincia di Cuneo, si dilettava nei periodi liberi dai duri allenamenti a collaborare con Skitime.it, il primo sito in Italia con esplicito riferimento alle discipline nordiche. I futuri passi in avanti nel mondo del professionismo lo hanno allontanato dalle tastiere del pc portandolo a raggiungere significativi traguardi.

I primi risultati da ricordare in campo internazionale riportano ai Mondiali Youth di Ruhpolding, dove, assieme a Lukas Hofer e Dominik Windisch il ragazzo piemontese conquistò una bellissima medaglia di bronzo nella staffetta a 3 cambiando addirittura in prima posizione al termine della propria frazione. Col passare delle stagioni non sono mancate le gare nei grandi teatri della Coppa del Mondo, circuito nel quale ha esordito nella stagione 2012/2013 sfidando i migliori interpreti della disciplina nelle tappe di Oestersund, Hochfilzen, Pokljuka, Oberhof, Ruhpolding e Anterselva prima di prendere parte alla rassegna iridata di Nove Mesto. Un percorso invidiabile e al quale molti giovani del movimento odierno sperano di arrivare.

Lo sport, come la vita di tutti i giorni, riserva non solo capitoli di continua felicità legata al successo, ma presenta nella sua maniera più cruda anche delle notevoli difficoltà. Numerosi sono i sacrifici ai quali un atleta deve soccombere cercando di coadiuvare lo sforzo intenso (sia fisico che mentale) degli allenamenti alla quotidianità, spesso priva di quella libertà tipica dei ragazzi spensierati che non conoscono la parola stress. Su questo punto, caro Pietro, ti sei sempre dimostrato un gran lavoratore pronto a rinunciare a qualsiasi eccesso per il tuo amato sport, un campo dal quale molto difficilmente ti allontanerai.

Riuscendo a tener testa alle difficoltà alle quali mi riferisco, quasi come segno del destino, ecco che queste ti hanno voluto premiare nella tua ultima apparizione con la maglia della nazionale, in quel bellissimo 26 gennaio 2019 che ti ha regalato il tuo primo zero in carriera sui quattro poligoni. Non oso immaginare cosa si prova sapendo già in anticipo che quella sarebbe potuta essere l’ultima occasione disponibile per dimostrare tutto il proprio valore. E’ stato davvero emozionante anche per me, tuo grande tifoso che tanto ha sperato fino all’ultimo di rivederti là dove qualche volta in più avresti meritato di essere.

Skitime.it ti augura il meglio per un futuro ricco di soddisfazioni e ti ringrazia nuovamente per la disponibilità che hai sempre dimostrato. Complimenti Pietro, uomo di valore dentro e fuori dalla pista.