Redazione

Redazione

Suspendisse at libero porttitor nisi aliquet vulputate vitae at velit. Aliquam eget arcu magna, vel congue dui. Nunc auctor mauris tempor leo aliquam vel porta ante sodales. Nulla facilisi. In accumsan mattis odio vel luctus.

Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Sulla pagina facebook di FIS Roller Skiing è stato pubblicato il calendario della Coppa del Mondo di skiroll 2020, che è stato finalmente approvato. Ovviamente, però, si tratta ancora di un calendario provvisorio, perché molto dipenderà dall’evolversi della pandemia di Covid-19. Infatti nel messaggio FIS è chiaramente scritto che bisognerà prepararsi ad essere flessibili per sostituire o cancellare alcuni eventi.

La Coppa del Mondo si svolgerà soprattutto nell’Est Europa. L’inizio è stato posticipato al 21 agosto a Otepää. Le prime tre gare quindi in terra estone tra Otepää e Tartu City. La settimana successiva ci si sposterà in Lettonia, dove si svolgeranno altre tre gare.

Poi a metà settembre, dal 17 al 20, appuntamento a Khanty-Mansijsk per la terza tappa di Coppa del Mondo e il Mondiale Juniores. In questo caso saranno quattro le gare in programma. A concludere, a fine ottobre, dal 23 al 25 appuntamento in Cina, per la tre giorni di Pechino.

Come si può vedere tutto è stato spostato di oltre un mese. In particolare il Mondiale di Khanty-Mansijsk, che era orignariamente programmato ad agosto, e la tappa cinese, che addirittura doveva svolgersi a luglio aprendo la Coppa del Mondo. Al momento proprio queste due tappe sono a fortissimo rischio, viste le notizie che arrivano dai due paesi. In Russia molti centri federali sono ancora chiusi, tanto che le squadre di fondo e biathlon stanno trovando difficoltà nello svolgere i raduni. Mentre per quanto riguarda Pechino, basta seguire le brutte notizie che purtroppo stanno arrivando negli ultimi giorni. Ricordiamo che in origine la Coppa del Mondo avrebbe dovuto concludersi in Italia, ma la Val di Fiemme ha preferito giustamente rinunciare per questa stagione, vista la situazione incerta.

L’approvazione del calendario è il chiaro segnale che la FIS vuole provarci, ma in ogni caso non sarà facile svolgere per intero la Coppa del Mondo e soprattutto avere al via tutte le nazioni.

COPPA DEL MONDO SKIROLL 2020

21/08 – Otepää/Tehvandi (Estonia): Sprint TL, 1,3km M/F
22/08 – Tartu City (Estonia): Mass Start TL, 21km M/F
23/08 – Otepää/Tehvandi (Estonia): Interval Start TC, 10km F e 15km M
28/08 – Madona (Lettonia): Sprint TL, 200m M/F
29/08 – Madona (Lettonia): Mass Start TL, 15km F e 20km M
30/08 – Madona (Lettonia): Interval Start TC, 10km F e 15km M
17/09 – Khanty Mansijsk (Russia), CDM e Mondiale Junior: Interval Start TL, 12km F e 16km M
18/09 – Khanty Mansijsk (Russia), CDM e Mondiale Junior: Team Sprint TC F/M
19/09 – Khanty Mansijsk (Russia), CDM e Mondiale Junior: Sprint TL: 200m M/F
20/09 – Khanty Mansijsk (Russia), CDM e Mondiale Junior: Mass Start TL, 15km F e 20km M
23/10 – Pechino (Cina): Sprint TL, 200m M/F
24/10 – Pechino (Cina): Sprint TL, 1,5km M/F
25/10 – Pechino (Cina): Mass Start TL, M/F (Distanza da definire)

Nonostante un meteo non troppo favorevole, tanto da aver accolto gli azzurri lunedì scorso con una fitta nebbia, la nazionale italiana di fondo sta proseguendo il suo lavoro al Passo dello Stelvio, che si concluderà il prossimo 23 giugno. È il primo raduno per la squadra A, che si sta allenando anche insieme a parte degli Under 25 della Milano-Cortina 2026.

All'ufficio stampa della FISI, il dt Marco Selle ha parlato del lavoro svolto in queste prime giornate. «Il tempo muta con regolarità ma non condiziona i nostri programmi - ha affermato - martedì abbiamo sistemato un anello di un paio di chilometri per sciare bene, adesso la pista è stata allungata a 4 km con condizioni molto buone. Le previsioni non sono ottimali ma per noi fondisti rappresenta un problema minore. In questa prima fase sono stati programmati otto giorni di sci, con l'obiettivo di rimanere all'aperto il maggior tempo possibile e mettere tanti chilometri nelle gambe. Normalmente i ragazzi si allenano circa quattro ore al giorno e mettono insieme dai 40 ai 50 chilometri, suddivisi in una sessione mattutina e una pomeridiana. C'è grande voglia di rivalsa in tutti noi dopo un'annata al di sotto delle aspettative. Pellegrino è rimasto in forma per tutto anno ma si è imbattuto in un super Klaebo, De Fabiani ha convissuto a lungo con un problema con tiroide che lo ha fortemente limitato».

La struttura della nazionale azzurra è fortemente cambiata rispetto agli altri anni. Una Squadra A ridotta nel numero, appena sei atleti, quattro uomini e due donne, più il grande gruppo degli Under 25, denominato Milano-Cortina 2026. «I componenti della squadra A, affidata a Stefano Saracco, hanno un'età che varia dai 27 ai 30 anni, con l'obiettivo di puntare a risultati immediati e l'Olimpiade di Pechino 2022 che arriverà al massimo delle loro potenzialità - ha chiarito Selle - appena dietro c'è un altro team che va dai 20 ai 25 anni, puntato direttamente verso Milano-Cortina 2026, destinato a fare esperienza in Coppa del mondo e a raccogliere punti. Alla cui guida ci sono due tecnici giovani come Fulvio Scola e Renato Pasini. Si tratta di 7 ragazzi e 6 ragazze, per loro quando comincerà la stagione varrà il concetto che gareggerà sul circuito maggiore chi lo meriterà. Dobbiamo puntare su questi ragazzi, l'Olimpiade in Italia è un evento enorme, per loro è importante fare esperienza il più possibile, costruire un percorso che gli consenta fra sei anni di arrivare al top della carriera. Ancor più sotto ci sono alcuni under 23 affidati a Simone Paredi, 6 ragazzi e 3 ragazze con l'obbligo di maturare le loro esperienze in Alpen Cup e puntare ai mondiali di categoria».

Nella sua Val Martello è iniziata l’avventura della nuova Squadra A italiana 2020/21. Klaus Höllrigl ha lavorato al fianco del responsabile Andreas Zingerle e gli altri due allenatori, Andrea Zattoni e Nicola Pozzi, nel raduno che ha aperto ufficialmente la preparazione dei dieci componenti della nazionale italiana.

Un appuntamento diverso da quelli abituali, in quanto il primo post Covid-19, con squadra e allenatori molto attenti nel rispettare tutte le misure di sicurezza e prevenzione richieste. Del primo impatto con la nuova squadra azzurra e di come staff tecnico e atleti si siano comportati nella settimana d’allenamento in Val Martello, abbiamo parlato proprio con l’allenatore di casa, Klaus Höllrigl.

Buon pomeriggio Höllrigl. Si è concluso da pochi giorni il primo raduno della nuova Squadra A. Che impressioni ha avuto da questo gruppo piuttosto rinnovato?
«Ho visto tutti molto stimolati. I giovani si sono uniti alla squadra con tanta voglia di fare, sono motivatissimi. Ovviamente i nostri quattro big hanno lavorato ad altissimo livello, come hanno sempre fatto in questi anni, ma a loro si è unita la freschezza e gioventù dei nuovi entrati. Ho visto un bel clima, c’era proprio tanta voglia di far bene. Non so se ciò sia dovuto soltanto a questo, oppure anche al fatto che, a causa della pandemia, sono rimasti più del solito lontano dalle piste».

Crede quindi che la lunga pausa abbia dato loro ancora più stimoli?
«Li ho visti affrontare gli allenamenti con ancora più entusiasmo del solito. Per i nostri big, per esempio, credo sia stato il periodo di riposo più lungo che abbiano fatto da molti anni ad oggi. Oltre ad essersi fermati prima, non hanno nemmeno avuto i tanti impegni extra sportivi che ha portato loro via sempre tanto tempo in questi anni. Sono riusciti a recuperare tutti bene, avevano testa e fisico freschi».

Parliamo dei singoli. Come ha trovato Dorothea Wierer? Dopo le tante vittorie ottenute negli ultimi anni ha sempre le stesse motivazione?
«Ormai la vedo da anni e posso dirvi che Dorothea è ancora più motivata del solito. Credo sia dovuto al fatto che è riuscita a recuperare bene stando tanto tempo a casa. Ha veramente una grande voglia di allenarsi, fare bene e migliorare ancora. Tutto sembra, tranne un’atleta che possa accontentarsi di ciò che ha già ottenuto. È motivatissima. Non l’avevo mai vista così fresca al primo raduno».

Immaginiamo siano molto motivati anche gli altri tre big azzurri, che nella passata stagione, per un motivo o nell’altro, non sono riusciti ad ottenere tutti i risultati che si erano prefissati.
«Sicuramente sono motivatissimi. Lisa (Vittozzi, ndr) è intenzionata a far vedere che lo scorso anno non era la vera Lisa, nonostante in ogni caso qualche buon risultato nel corso della stagione era arrivato. Si vede che ha una gran voglia di ripartire e lavorare su quegli aspetti da migliorare che abbiamo individuato. Stesso discorso anche per Dominik, apparso motivatissimo. Abbiamo già capito su cosa lavorare per migliorare e fargli fare un altro step. Sperando sia più fortunato rispetto allo scorso anno, perché quella caduta ad Oberhof gli ha pregiudicato la fase centrale della stagione. Infine Hofer è il solito Luki, una macchina ricca di motivazioni. Può accadere qualsiasi cosa, lui ha sempre una voglia matta di migliorare. In particolare dopo che nella passata stagione non ha potuto esprimersi al meglio a causa di quei problemi alla schiena. Tutti e tre vogliono tirar fuori il loro vero valore, che nello scorso anno non sono riusciti a mostrare sempre».

Già lo scorso anno ha allenato Daniele Cappellari e Patrick Braunhofer, che alla prima stagione in Squadra A non sono riusciti ad esprimersi al meglio. Cosa si aspetta da loro dopo la conferma?
«Patrick purtroppo si era fatto male al via della preparazione e ne ha risentito. Daniele ha fatto il suo primo anno in Squadra A, un intero inverno in Coppa del Mondo, un passaggio tutt'altro che facile. Purtroppo non ha mai trovato il giusto ritmo gara, anche perché ne ha disputate meno del previsto. Da lui mi aspetto un bel miglioramento, perché spesso, quando sali in squadra A, questo arriva alla seconda stagione. Ora sarà più abituato a determinati carichi di lavoro e credo possa crescere sugli sci. Per Braunhofer vale precisamente lo stesso discorso».

Michela Carrara, Irene Lardschneider, Tommaso Giacomel e Didier Bionaz sono i quattro nuovi ingressi in Squadra A. Per la prima volta si alleneranno con voi, anche se ovviamente già li conoscete bene. Cosa vi aspettate?
«Parto dalle due ragazze, che mi hanno fatto una bella impressione, perché sono arrivate molto motivate e hanno lavorato bene. Ovviamente c’è ancora un bel gap tra loro e le altre due, ma cercheremo piano piano di aiutarle a colmarlo. Per quanto riguarda i due ragazzi, li ho visti già molto forti dal punto di vista fisico, ben preparati. Nel loro caso dobbiamo stare attenti, perché sono giovani e vista la loro età dobbiamo aspettarci degli alti e bassi. Sarà importante non caricarli di eccessive pressioni ed aspettative. Lasciamoli lavorare con tranquillità, le basi ci sono e hanno delle belle capacità, ma non carichiamoli troppo. Per tutti loro ricordiamoci che sono ancora giovani».

Ovviamente è un periodo molto particolare per tutti, anche per voi sportivi. Come vi siete organizzati il lavoro?
«Nei mesi scorsi ci siamo sentiti spessissimo via video, facendo tanti meeting in videochiamata, organizzando così squadre, raduno e programmi. Devo ammettere che l’inizio della preparazione è andato anche meglio del previsto. Quest’anno poi le cose sono un po’ diverse anche in squadra, c’è un solo gruppo di lavoro, non separato come nella passata stagione. Quindi io e Andro (Andreas Zingerle, ndr) lavoriamo al poligono, mentre Nicola (Pozzi, ndr) e Andrea (Zattoni, ndr) si occupano dello sci di fondo. Ovviamente la programmazione la discutiamo assieme, poi per la fase esecutiva del lavoro ci dividiamo. Per quanto riguarda il lavoro sul campo, ovviamente per il covid le cose sono un po’ cambiate. Dobbiamo sempre stare a due metri di distanza tra noi, c’è una piazzola libera tra un atleta e l’altro, inoltre ognuno ha il suo tappeto che deve pulire prima e dopo l’utilizzo. Noi allenatori li osserviamo a distanza con le mascherine. Devo dirvi la verità, dopo tre giorni di allenamento, nemmeno facevo più caso a queste cose, ci si abitua. Inoltre in questa fase della preparazione, dove il tiro viene fatto da fermo, è più facile organizzarsi».

Un’ultima domanda. Che messaggio vuole lanciare agli atleti che sono rimasti fuori dalla squadra, in particolare Thomas Bormolini, Giuseppe Montello, Federica Sanfilippo e Nicole Gontier, che per anni hanno fatto parte della squadra?
«Il messaggio che voglio dare a loro è il seguente: sicuramente c’è delusione e rabbia, è una cosa del tutto naturale, ma bisogna trasformare tutto questo in energia positiva, approcciando questa stagione al cento per cento. Sono quattro atleti di un certo valore, se fanno quei miglioramenti che sono nelle loro corde, possono disputare delle belle gare in Coppa del Mondo. Il mio augurio è che non mollino di testa, ma che questa scelta dia loro un’ulteriore carica nel voler dimostrare di che pasta sono fatti e quali prestazioni possono far vedere»

Ritorno in Norvegia per Siegfried Mazet che ha potuto lasciare la Francia e raggiungere la sua squadra.

Per l'allenatore del tiro della nazionale norvegese non è stata necessaria la quarantena, situazione che gli ha consentito di tornare al lavoro, pur con tutte le precauzioni del caso. 

Johannes Thingnes Boe e compagni ritrovano dunque l'apprezzato tecnico transalpino che nell'ultimo periodo aveva potuto seguire i biatleti solo a distanza.

Lo riporta il giornale specializzato transalpino Nordic Magazine.

473 milioni di euro per le opere pubbliche di Milano Cortina 2026. E' quanto stanziato per la Lombardia in vista delle Olimpiadi Invernali che si svolgeranno in Italia tra meno di sei anni.

Lo ha annunciato l’assessore lombardo alle Infrastrutture, Trasporti e Mobilità sostenibile, Claudia Maria Terzi, al termine della riunione con il ministro Paola de Micheli e i rappresentanti di Regione Lombardia, Regione Veneto, Provincia Autonoma di Trento e Provincia Autonoma di Bolzano.

Lo stanziamento complessivo di fondi annunciato ammonta ad un miliardo di euro.

Terzi ha poi sollecitato il Governo a semplificare le normative: " I tempi sono stretti, non vogliamo rischiare di vedere infrastrutture incompiute”.

Procede bene la riabilitazione di Mara Martini dopo la rottura del crociato subita nello scorso mese di marzo.

Quella che verrà sarà la sua prima stagione di Coppa del mondo nella categoria Senior e la friulana classe '97 del Bachmann Sport College non vuole farsi trovare impreparata.

L'annata agonistica 19\20, bruscamente interrotta a causa dell'emergenza Covid, l'ha vista posizionarsi al quarto posto della classifica generale Espoir (alle spalle di Giulia Murada, Alessandra Schmid ed Emily Harrop), seconda nella specialità Individual e quinta nella Sprint.

Risultati lusinghieri, a maggior ragione se si considera che non ha preso parte alla tappa tedesca di Berchtesgaden. Due le vittorie: la prima assoluta a dicembre nella sprint di Aussois, la seconda nella individual di La Massana (Andorra), a gennaio. 

All'orizzonte nuove sfide ed obiettivi, come detto in squadra Senior, con le compagne ed amiche Alba De Silvestro, Giulia Compagnoni e Ilaria Veronese.

Mara Martini: "Sono davvero molto soddisfatta di quanto sono riuscita a fare nella passata stagione. Ho conquistato due belle vittorie in Coppa del mondo chiudendo quarta in classifica generale Espoir, nonostante abbia saltato la tappa tedesca. Il recupero dall'infortunio procede bene ma so che ci vuole tempo per ripristinare il tono muscolare. Faccio molta bici, il lockdown ha un po' ritardato il lavoro di fisioterapia ma ho potuto contare sui consigli della nostra ottima fisioterapista Lisa Cosi. La prossima stagione sarà la mia prima nella categoria Senior, dunque, considerando pure l'infortunio, non mi pongo obiettivi speciali. Se non quello di confermarmi e migliorare ancora, specialmente nelle sprint che amo particolarmente. Per me è un sogno che si realizza, potrò confrontarmi con le più forti del mondo. Noi siamo una gran bella squadra, non solo per il livello degli atleti ma anche per il rapporto speciale che si è creato tra di noi. C'è amicizia ed affiatamento e questo è uno dei segreti della forza di questo gruppo, sia per quanto riguarda gli uomini che le donne. Ho tanto da imparare, prendendo spunto da tutti e tutte. Sogno olimpico? E' nella testa di ogni atleta, io non faccio eccezione. Sarebbe bellissimo se lo sci alpinismo, come tutti noi speriamo, entrasse a fare parte delle Olimpiadi Milano Cortina e mi piacerebbe tanto esserci. Momenti più belli della scorsa stagione? I due primi posti di Aussois e La Massana."

Come se la caverà al poligono la medagliata olimpica e mondiale di sci di fondo, la svedese Stina Nilsson passata da fine stagione scorsa al biathlon? Le scommesse si sprecano ma tra gli addetti ai lavori c’è chi arriccia il naso e chi invece la da per temibile già nel breve periodo.

Tra di essi anche uno tra i massimi esperti della specialità in Italia, Ubaldo Prucker maestro dello sport e dal 2014 alla guida della nazionale giapponese - ad esclusione della scorsa stagione, vedi articolo “Non è facile rispondere alla domanda che cosa farà la Nilsson nel biathlon ma c’è da scommetterci che visto i trascorsi illustri di una campionessa dal calibro di Stina, lei stessa non tarderà a centrare il suo obiettivo. In quale format? Presumo, anzi senza dubbio, negli sprint; basti vedere alle tante atlete tedesche, ma anche Svedesi, non ultima la pluri medagliata Fosberg, passate con successo dal fondo al biathlon, faticando non poco per “capire” e trovare le condizioni ottimali per il tiro ma dopo qualche anno sono salite sul podio. Non sarà gloria da subito perché all’inizio tutte/i, ed è evidente, faticano  maggiormente nel tiro perché il ritmo è piuttosto intenso e se vuoi sparare bene devi arrivare al poligono ed essere calmo, quindi trovare le pulsazioni adatte per riuscire a tenere ferma la carabina e centrare il bersaglio controllando la corretta respirazione, cosa non facile per un fondista che di questo non si deve preoccupare, basta arrivare allo stremo all’arrivo” 

Movimento teutonico che con Magdalena Neuner in testa, Kathi Wilhelm, ma ultimamente anche con la Denise Herrmann, ha dimostrato che la cosa è fattibile e con successo. 

Tornando alla Nilsson, è sicuro che, seguita da un bravo allenatore di tiro ed allenandosi accuratamente e principalmente cambiando mentalità focalizzandosi sulle combinazioni fondo/tiro,  prima o poi una come Stina ce la farà. Una come lei poi quando si troverà a fare un giro di penalità con le sue doti recupererà buona parte del tempo perso eventualmente al poligono. Più in generale, gli svedesi ultimamente arrivano al biathlon passando dal fondo, tra di essi anche tanti uomini e tra le donne come non citare la leggenda Magdalena Forsberg. Il motivo è semplice. Una volta in Svezia il biathlon era considerato una disciplina secondaria rispetto al fondo. Dato recente in netta controtendenza dove i risultati non così eclatanti da parte dei fondisti sta spingendo sempre più atleti di livello ad emigrare nel biathlon dove intravedono maggiore possibilità di vincere medaglie pesanti. Infine - chiude Prucker tra i vari ruoli ricoperti nella sua lunga e prestigiosa carriera anche quello di Presidente della commissione tecnica IBU - in tema di fondisti passati al biathlon vorrei chiudere con un aneddoto tutto italiano. I più “datati” non avranno di certo dimenticato quel talento dello sci da fondo, Adriano Darioli che passato al biathlon portò la staffetta azzurra al 5° posto ai Giochi Olimpici di Sarajevo 1984.”    

Non ci sono ormai più dubbi sul fatto che il biathlon sia uno sport sempre più in crescita nel nostro paese. I grandi risultati ottenuti dalla nazionale italiana nelle ultime stagioni stanno generando sempre maggiori visibilità a questa disciplina, come dimostra lo spazio crescente sui media, la presenza anche della RAI al Mondiale di Anterselva, nel quale si è notato anche l’aumento delle presenze italiane tra i tifosi. Pure i corpi sportivi militari stanno strizzando l’occhio allo sport che unisce fondo e carabina, come confermano i sei posti a disposizione per i biatleti nei prossimi concorsi di Esercito, Carabinieri, Fiamme Gialle e Fiamme Oro.

Proprio il gruppo sportivo della Polizia di Stato ha deciso di puntare molto forte sul biathlon. Se fino a due anni fa non era nemmeno presente un allenatore di tiro, tanto che Pietro Dutto è stato costretto a fare tutto da solo negli anni in cui si è trovato fuori dalla nazionale, mentre per la preparazione fisica si basava sulla squadra di fondo, così come Alexia Runggaldier, oggi si sta costruendo una vera e propria squadra, che da domenica effettuerà il primo raduno a Moena. Sarà la partenza ufficiale di questo progetto, affidato al direttore tecnico Pierluigi Costantin, ex tecnico della nazionale di sci di fondo, che vedrà Pietro Dutto nella figura di allenatore. Al raduno saranno presenti gli atleti Fiamme Oro che sono oggi nelle nazionali azzurre od osservati, come Daniele Cappellari e Federica Sanfilippo, più sette giovani che sono stati tesserati da aggregati: Marco Barale, Nicolò Betemps, Elia Zeni, Stefan Navillod, Sara Scattolo, Ilaria Scattolo e Fabiana Carpella.

«In questi anni abbiamo sempre avuto degli atleti arruolati – ha chiarito Pierluigi Costantin, contattato da Fondo Italiama non avevamo figure di riferimento presenti al Centro di Addestramento Alpino di Moena. Così gli atleti che tornavano dalla nazionale, dovevano sempre un po’ arrangiarsi, facendosi seguire dagli allenatori del fondo, che potevano anche aiutarli con i materiali in occasione dei Campionati Italiani, ma nessun tecnico al poligono. Quest’anno, però, sono cambiate tante cose. Lo scorso ottobre si è insediato un nuovo Comandante, il Vice Questore Stefano Valeri, che ha dato il via a un profondo cambiamento. Abbiamo due nuovi coordinatori, Luca De Manincor e Diego Dellasega, che hanno deciso di rinnovare parecchio, puntando molto sul biathlon. Mi hanno chiamato e coinvolto, vista anche la mia esperienza e già a gennaio si è deciso di partire. Abbiamo iniziato a girare per tirare su la squadra, decidendo di affidarci a Pietro Dutto come allenatore, mentre io mi occuperò dell’organizzazione, sono una sorta di direttore tecnico. Da Roma abbiamo ricevuto la massima disponibilità, come dimostrano anche i due posti messi a disposizione per gli arruolamenti nel prossimo concorso. Siamo contenti del lavoro che si sta facendo».

Terminati i raduni con le rispettive nazionali, molti atleti hanno già raggiunto Moena, dove domani avrà inizio il primo raduno ufficiale del gruppo sportivo Fiamme Oro. «Sarà quasi una sorta di presentazione ufficiale, gli atleti conosceranno il nostro nuovo comandante, i coordinatori e anche me, visto che i giovani li ho fin qui sentiti solo per telefono. Avremo l’opportunità di conoscerci bene. Ci saranno anche Daniele Cappellari e Federica Sanfilippo, che ci raggiungerà all'inizio della prossima settimana. Tutti vengono da un periodo di carico, quindi non ci saranno allenamenti particolarmente duri».

La squadra ha già preso forma ed è anche competitiva, se si considera che, a parte Sanfilippo e Cappellari, dei sette giovani tesserati, ben cinque sono già in nazionale Juniores e Giovani: «Siamo riusciti a tesserare diversi giovani, mettendo su la nostra sezione giovanile. L’obiettivo è dare un supporto a tutti i nostri atleti, a partire da questi giovani, fino ad arrivare a Daniele Cappellari e Federica Sanfilippo. Con quest’ultima abbiamo già parlato, le daremo tutto ciò che le servirà per essere supportata al meglio nel corso della stagione, sia in preparazione sia quando si disputeranno le gare italiane. Al momento ancora non sappiamo quanti raduni farà con la squadra osservati. Vista l’incertezza dovuta all’emergenza coronavirus, anche la preparazione e il programma dei raduni delle nazionali sono flessibili».

Costantin ha quindi chiarito le motivazioni che hanno spinto le Fiamme Oro a investire tanto sul biathlon: «Nessuno può smentirmi se dico che è uno sport in rapida ascesa. Grazie ai risultati ottenuti negli ultimi anni dai big azzurri, il biathlon ha avuto una visibilità esponenziale. Questo non poteva passare inosservato. Se volevamo diventare anche appetibili ad atleti di livello, dovevamo presentarci in modo diverso, visto che non avevamo un allenatore di riferimento in sede. Ora lo abbiamo, c’è un responsabile, un corpo sportivo che lavora a questo progetto e tanti giovani di valore che stiamo crescendo. L’obiettivo è ovviamente quello di crescere i giovani, arruolare atleti forti e contribuire all’ulteriore crescita della disciplina, sognando di ottenere grandi risultati alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026. Vogliamo dare un aiuto al biathlon italiano».

In questo progetto troverà spazio anche Alexia Runggaldier, che si è appena ritirata dall’attività agonistica? Costantin ovviamente se lo augura. «Certamente potrebbe essere coinvolta. Lei oggi lavora qui in ufficio, quando ci sarà l’opportunità saremo ben contenti di richiedere anche il suo impegno. Ovviamente molto dipenderà anche da quanto lei vorrà investire in questo, dal momento che ha appena smesso, quindi preferiamo lasciarle un po’ di tempo per capire cosa vuole fare. Per ora ci ha dato l’ok per aiutarci in alcune occasioni, poi vedremo se vorrà essere presente con maggiore continuità. Ce lo auguriamo, perché parliamo di una medagliata mondiale, la cui presenza ai raduni darebbe certamente degli stimoli in più ai più giovani. Nelle gare collaboreremo con i tecnici del fondo, che verranno ad aiutarci in queste occasioni, unendosi a me e Pietro Dutto. Inoltre abbiamo anche Alexia Runggaldier, Erica Antoniol e Tarcisio Deflorian, che ci daranno manforte. Insomma stiamo organizzando una bella squadra». 

Pagina 6 di 640
Top