Redazione

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Prenderà il via venerdì sera, con le qualificazioni dal trampolino HS140 di Lillehammer, la Coppa del Mondo di salto femminile 2019/20. In programma nel weekend ci saranno ben due gare sul trampolino grande norvegese, nelle quali la più attesa è ovviamente Maren Lundby, la super favorita per la vittoria della Coppa del Mondo.

L’hanno confermato anche le tre azzurre della squadra A, che da venerdì battaglieranno sui trampolini di tutto il mondo. Se lo scorso anno la squadra italiana si era presentata ai nastri di partenza della stagione orfana dell’allora infortunata Manuela Malsiner, quest’anno il team italiano allenato da Janko Zwitter e Sebastian Colloredo sarà al gran completo, con l’oro dei Mondiali Juniores del 2017 che completerà la squadra già composta da sua sorella Lara ed Elena Runggaldier.

A pochi giorni dal via della Coppa del Mondo abbiamo posto alle tre azzurre quattro domande identiche. Ecco cosa hanno risposto.

 

In quali condizioni ti presenti al via della stagione?

Elena Runggaldier: «Mi sento in buone condizioni, anche i salti di allenamento a Rovaniemi sono stati buoni e spero di continuare su questa strada. È sempre un po’ complicato al via della stagione dire con certezza a che punto sei, in quanto non ho avuto un confronto diretto con le avversarie. Le sensazioni però sono buone e non vedo l’ora che inizi, perché il periodo di attesa è sempre lungo, ma una volta che si inizia, le gare si susseguono ed è sempre un bel periodo».
Manuela Malsiner: «A pochi giorni dall'inizio mi sento pronta e non vedo l'ora di gareggiare nuovamente. Da quando sono rientrata ho lavorato molto bene. A inizio preparazione non mi sarei aspettata di essere a un livello tale da poter prendere parte già alla prima tappa di Coppa del Mondo».
Lara Malsiner: «Non mi sento ancora prontissima come l'anno scorso e non ho idea di quale sia il mio livello attuale in confronto alle altre concorrenti in Coppa del Mondo. Perciò sfrutto questa prima tappa per rientrare bene nel clima gara e nei ritmi della Coppa del Mondo. Al momento non voglio mettermi in testa un risultato troppo alto per non rischiare di rimanere delusa dopo la prima tappa».
 

Su cosa stai lavorando?

Elena Runggaldier: «In questa fase sto lavorando su cose più semplici, in particolare sto creando la fluidità del salto, senza andare a complicarmi la vita su piccole cose tecniche, un lavoro che si fa d’estate, mentre in inverno ci si allena sul salto in maniera più globale».
Manuela Malsiner: «Attualmente sto lavorando molto sulla posizione e sulla prima parte di volo. Per quanto riguarda la posizione, devo tenerla molto bassa, mentre nella prima fase di volo devo trovare quella fiducia necessaria per continuare a volare».
Lara Malsiner: «Sto lavorando particolarmente sulla fase di volo e l'atterraggio».

 

Al termine della stagione sarai contenta se …

Elena Runggaldier: «Sarò contenta se sarò riuscita a chiudere diverse volte nella top ten. Questo è il mio obiettivo stagionale. Il fatto che siano in programma molte gare sui trampolini grandi è per me un bel vantaggio. Non vedo l’ora di iniziare.
Manuela Malsiner: «Al termine della stagione sarò innanzitutto contenta se l'avrò terminata senza subire un altro infortunio e se avrò vissuto ogni gara con la felicità che ho già provato nelle altre stagioni di Coppa del Mondo».
Lara Malsiner: «Se sarò riuscita a portare a casa un altra medaglia ai Mondiali Junior e se avrò migliorato la mia posizione nella classifica generale di Coppa del Mondo».

 

Chi è la favorita per la classifica generale?

Elena Runggaldier: «Senza dubbio Maren Lundby. Già lo scorso anno la norvegese è stata ad alto livello in maniera costante e anche nel corso dell’estate era in gran forma, evidentemente a lei sembra non calare mai. Sarà la grande favorita».
Manuela Malsiner: «Secondo me, la favorita è ancora Maren Lundby. Ci saranno molte gare sui trampolini grandi, dove lei vola meglio di tutte quante».
Lara Malsiner: «È da tanto che non vedo più saltare le altre avversarie, perciò non so far nomi precisi. In ogni caso ho visto molto bene alcune austriache».

Due assenze pesanti per la nazionale svedese nella trasferta di Lillehammer, dove è in programma lo skiathlon e la staffetta. Frida Karlsson e Calle Halfvarsson, inizialmente inseriti nella lista dei convocati, hanno dato forfait all’ultimo momento e saranno rimpiazzati da Emma Ribom e Marcus Ruus.

La Federazione Svedese ha chiarito nel comunicato stampa, che i due atleti svedesi non parteciperanno alla tappa svedese per i “sintomi di un raffreddore”.
Ricordiamo che nella squadra femminile già erano assenti Ebba Andersson, Stina Nilsson e Maja Dahlqvist, mentre in quella maschile è fuori dai giochi per il momento Viktor Thorn.

Nel negativo weekend di Ruka, Frida Karlsson aveva reso al di sotto delle aspettative, risultando comunque la migliore delle svedesi. Al termine dell’inseguimento aveva espresso così la propria delusione: «Su una scala da uno a dieci, sono delusa dieci. Sono veramente dispiaciuta, so cosa posso fare ma non riesco a tirarlo fuori. Dovremo parlare con il mio allenatore e il mental coach»

Non avrà occasione di rifarsi già a Lillehammer, dove si prospetta un dominio norvegese.

Pochi giorni fa, dopo il bellissimo successo nella sprint, aveva ammesso di non avere più il vantaggio sugli sci, che gli aveva consentito di stravincere nella passata stagione. Johannes Bø era in ogni caso consapevole di avere di più rispetto agli altri, pur costatando di non avere più il netto vantaggio di un anno fa.

Parole che non lasciavano certo presagire quanto accaduto ieri, quando il campione norvegese è incappato in una gara da dimenticare da lui chiusa al dodicesimo posto con due errori al tiro. A colpire, però, è stata in particolare la sua prestazione sugli sci, in quanto ha il detentore della Coppa del Mondo ha chiuso con il sedicesimo tempo sugli sci a 2’22” da Fourcade. Problemi di sci? Sicuramente il fantastico staff tecnico norvegese non ha vissuto una giornata da ricordare in tal senso, almeno rispetto ai francesi che avevano indubbiamente dei materiali perfetti. Dall’altra parte, però, anche la sua condizione non era delle migliori, se si considera che suo fratello Tarjei ha concluso la gara con un tempo sugli sci migliore di un minuto.

Al termine della gara Johannes Bø è apparso ovviamente deluso, ma anche un po’ confuso, non avendo capito del tutto cosa accaduto: «Non sono abituato a essere così passivo sulla pista – ha affermato Bø a NRKè insolito per me non essere in grado di restare a contatto con gli altri. Mi sono sentito impotente. È la prima volta in tanti anni che mi sento così male. Ho provato anche ad andare veloce, a dare maggior forza alla spint, ma nulla».

Molto particolare il fatto che al termine del primo giro Johannes Bø fosse stato il più veloce sugli sci: «Mi sentivo bene nel corso del primo giro, poi all’improvviso niente, mi sentivo impotente. Non capisco bene cosa sia accaduto, cosa mi abbia reso così pesante. Eppure ho fatto la solita preparazione di avvicinamento alla gara. In pista c’erano delle condizioni molto difficili e varabili, i francesi probabilmente avevano i migliori materiali». 

Lillehammer, una delle più gloriose pagine legate all'olimpismo, è nota a tutti gli appassionati di sport dello stivale quale liturgico luogo ospitante uno dei più solenni momenti dello sport azzurro.

Nel 1994, l'Italia si impose all'attenzione generale come grande potenza vincendo 20 medaglie (7 ori, 5 argenti, 8 bronzi), terminando il medagliere al quarto posto dietro a Russia, Norvegia e Germania, riportando in patria un bottino quasi degno delle ben più corpose Olimpiadi estive.

Di Centa, Compagnoni, Weißensteiner, le donne d'oro, la staffetta maschile dello short track con Mirko Vuillermin che per un'inezia mancò la doppietta sui 500, la doppietta oro-argento nel doppio dello slittino nel segno dei fratelli Wilfried, con Kurt Brugger, e Norbert Huber, con Hansjörg Raffl, separati da un gradino del podio, uniti nel firmamento a cinque cerchi, e soprattutto Davide che batte Golia: l'oro della staffetta del fondo dell'infinita volata di Fauner che bruciò il quasi imbattibile Dæhlie ammutolendo i 100.000, o come vuole la vulgata 200.000 del Birkebeineren, gonfiando il numero per tributare alla leggenda un'aura ancora più imperitura.

Prima di trasmigrare dalla pura emozione alla fredda statistica, duole sottolineare come nessun azzurro o azzurra sarà al cancelletto di partenza della tappa dello sci di fondo di Coppa del mondo durante il prossimo weekend, nemmeno quel Federico Pellegrino che vinse un anno fa e che non avrebbe comunque avuto la sprint in tecnica libera per provare a ripetersi. Il tricolore verrà, si spera, difeso dai combinatisti azzurri, sopra le aspettative nell'esordio di Kuusamo.

Proprio in Finlandia, l'esordio stagionale degli azzurri del fondo è stato difficile. Dopo una qualificazione della sprint con risultati fiammeggianti al femminile dell'impronosticabile Lucia Scardoni, prima, e Greta Laurent, terza, oltre al solito Chicco, terzo, l'Italia, fra problemi di sci e una condizione perfettibile è stata poca cosa. Pellegrino ha sì ruggito da campione con il miglior risultato in carriera in una distance in classico, Francesco De Fabiani ci ha provato con orgoglio nonostante i recenti problemi alla schiena, però il resto della squadra non ha dato segnali nelle prove sulla distanza.

Una scelta che fa male quella del Direttore Tecnico Marco Selle. Per la storia, il censo di quelle lande, il simbolismo quasi feticista degli appassionati italiani verso questo nostrano Klondike sportivo. In vero, una scelta conservativa, intelligente e ponderata davanti al moloch che sarà questa eterna stagione di Coppa del Mondo senza rassegne iridate.

Lillehammer viene confermata in calendario alla seconda settimana, una continuità che va avanti dalla stagione 2013/14 della Coppa del Mondo. Nelle annate recenti, la sportivamente storica città norvegese sulle rive del lago Mjøsa ha ospitato per tre edizioni il “Triple”, ritornato quest'anno in qualità di “Nordic Opening” nel luogo di origine, Ruka-Kuusamo.

L'esordio fu in occasione delle gare preolimpiche del marzo '93, poi i Giochi Olimpici '94 che assegnavano punti nella corsa alla sfera di cristallo, una tappa tradizionale nel 2000 e la granfondo Birkebeinerrennet elevata a rango di Coppa del Mondo nel 2002. Si è dovuto aspettare appunto il 2013 per rivedere i protagonisti del massimo circuito pattinare e scivolare nelle canalette ispirati dal leggendario passato.

UOMINI

Il più vincente è stato, ovviamente, uno degli eroi di casa. Martin Johnsrud Sundby, alle prese con gli anni che passano, le prospettive e le motivazioni che cambiano, sarà al via ma certamente non ha rubato l'occhio nel trittico finlandese. Il campione del mondo in carica della 15 classica ha vinto 4 volte a Lillehammer, due delle quali pesantissime, soprattutto in termine di punteggio, perché classifiche finali del “Triple”, alle quali va aggiunto un secondo posto per un totale di 5 podi.

Pari e patta con 2 successi e un secondo posto per due leggende, una passata e una corrente, il rosso di Nannestad Bjørn Dæhlie, tutte in sede olimpica, e Johannes Høsflot Klæbo. 2 trionfi anche per Pål Golberg, ritornato arrembante col 4° posto nel mini-tour del weekend appena concluso, un'altra eminenza fondistica, un certo Thomas Alsgaard e Didrik Tønseth, trionfatore del “Triple” 2018 che vanta 4 podi complessivi. Unico non norvegese capace di eguagliarli, il “nemico” Calle Halfvarsson.

DONNE

La regina, neanche a dirlo, è Therese Johaug con 5 vittorie; sorperendentemente non è l'atleta che ha collezionato più podi. Sono addirittura 10 con 2 successi per Heidi Weng, ritornata alla ribalta con il secondo posto nel mini-tour di Ruka-Kuusamo dopo l'amaro successo nella Coppa del Mondo 2017/18, che fu di scarso conforto dopo il disastro olimpico coreano, e l'anonima stagione passata. 3 i successi della russa Ljubov Egorova, grande rivale in quelle giornate norvegesi a cinque cerchi di un'atleta azzurra, ma ne parliamo a brevissimo .

ITALIANI

Si è dovuto attendere più di 24 anni per rivedere un italiano in cima al podio. E' stato Federico Pellegrino con il trionfo nella sprint in tecnica libera del 2018 a dare seguito alle imprese olimpiche del quartetto Maurilio De Zolt, Marco Albarello, Giorgio Vanzetta, Silvio Fauner e di Manuela Di Centa. Quest'ultima, oltre ai 2 ori olimpici e le altre medaglie, due argenti individuali e il bronzo olimpico della staffetta con Bice Vanzetta, Gabriella Paruzzi e Stefania Belmondo, ottenne altri due podi nelle preolimpiche per un totale di 6 individuali. Nel 1994 arrivarono altri tre bronzi con Belmondo, Albarello e Fauner.

NEL 2018

Sprint TL                             
Donne: 1. J. Sundling - 2.S. Nilsson - 3. S. Bjornsen
Uomini: 1. F. Pellegrino - 2. E. Iversen - 3. A. Harvey

10/15km TC                       
Donne: 1. T. Johaug - 2. E. Andersson - 3. C. Kalla
Uomini: 1. S. Røthe - 2. D. Tønseth - 3. D. Spitsov

10/15km TL – Winner of The Day
Donne: 1. T. Johaug - 2. I.F. Østberg - 3. E. Andersson
Uomini: 1. J. Brugger - 2. J.M. Gaillard - 3. E. Bjornsen

Triple
Donne: 1. T. Johaug - 2. E. Andersson - 3. I.F. Østberg
Uomini: 1. D. Tønseth - 2. S. Røthe - 3. E. Iversen

 

Il PROGRAMMA DELLA 2^ TAPPA DI COPPA DEL MONDO

Sabato 7/12/2018      

ore 11:00 - 7,5+7,5km skiathlon donne
ore 12:30 -  15+15km skiathlon uomini 

Domenica  8/12/2018      
ore 10:15 - 4x5km staffetta donne
ore 11:45 - 4x7,5km staffetta uomini

È un Martin Fourcade felicissimo quello che si è presentati ai microfoni dei media presenti a Östersund al termine dell’individuale da lui vinta davanti a tre compagni di squadra.
Un risultato straordinario per lui e per tutta la squadra che certifica definitivamente il ritorno ad altissimo livello del sette volte vincitore della classifica generale.

Il primo pensiero di Fourcade è stato proprio rivolto alla squadra: «È una vittoria che fa bene insieme a una squadra super competitiva, i pianeti erano tutti allineati. Penso che anche Antonin sarà oggi in euforia con tutti noi».

Poi il francese ha parlato della gara vinta in Svezia e di quel pettorale giallo che sfoggerà con orgoglio la prossima settimana: «Sono molto contento di prendere il pettorale giallo. L’inverno passato è stato molto difficile per me, ho sofferto. Sono orgoglioso di essere tornato a questo livello, ritrovare il desiderio di vincere. È stata una sfida enorme, la più difficile della mia vita. La stagione sarà meno facile rispetto a quelle vissute nei miei grandi anni, ne sono cosciente. Con questa vittoria entro a far parte del gioco, ho nuovamente la certezza di poter lottare tra i primi. Sicuramente il livello tra i migliori resta enorme. Il pettorale giallo torna a essere un obiettivo, non voglio perderlo»

Martin Fourcade guida la Rivoluzione Francese: il team transalpino ha dominato l'individuale di Östersund con il pirenaico ad imporsi - 14imo successo sulle nevi svedesi per lui - dopo un anno di digiuno. Fourcade si è concesso un errore al tiro solamente nell'ultimo poligono, per poi ingranare le marce alte nel giro conclusivo e raggiungere il traguardo con un vantaggio di 11"6 sul connazionale Simon Desthieux (anche per lui un errore in piedi, ma nella seconda sessione) ed 1'50"8 su Quentin Fillon Maillet (2 errori in apertura ed 1 in chiusura per lui) con Emilien Jacquelin inseritosi ai piedi del podio (a 2'17"8 con 2 errori, uno in ciascuna delle due sessioni in piedi).

Giornata grigia, per non dire nera, invece per Johnnes Bø che complici forse problemi ai materiali non è mai riuscito a raggiungere la velocità di crociera sugli sci, appesantito anche da due errori al tiro e si è dovuto accontentare del decimo posto preceduto anche dallo svizzero Weger, dal fratello maggiore Tarjei, dal quinto transalpino di giornata Claude (che mercoledì per il team di Patrick Favre!) e dai due russi Eliseev (confermatissimo dopo il podio nella sprint) e Loginov. Appena fuori dalla top ten, ecco Garanichev che porta a tre i russi tra i migliori 11, non male.

Troppi errori al tiro per il team azzurro: 5 per Lukas Hofer che ha comunque difeso una lusinghiera 19ima piazza grazie ad una sontuosa performance nel fondo con il terzo tempo di giornata, ad un nulla da Fourcade (al vertice) e Fillon Maillet; due fatali imprecisioni invece per un Thomas Bormolini (28imo) che fino a tre quarti di gara era in lizza per ripetere un ottimo piazzamento dopo la sprint di domenica; cinquina di errori anche per Dominik Windisch, scivolato al 48imo posto, mentre il giovane Daniele Cappellari con 2 penalità si è affacciato in 79ima posizione.

Insomma, Re Martin non ha nessuna intenzione di lasciare il trono, anzi. Il duello tra titani è finalmente servito: dopo due gare individuali, Fourcade e Johannes Bø vantano un successo a testa, con il francese che guida la generale a quota 100 davanti ai due fratelli Bø, con Tarjei (92) momentaneamente in seconda posizione con una lunghezza di margine sul detentore del coppone.

Con il successo odierno il trentunenne transalpino vincitore di sette Coppe del Mondo generali (consecutive) sale a 77 successi individuali (altri 11 con le staffette) e ritrova la leadership nella giornata di gloria del biathlon transalpino, in una giornata in cui tutti hanno saputo fare al meglio la propria parte, atleti in primis, ma anche i tecnici in grado di fornire a Martin e compagni degli sci memorabili.

 

Qui la classifica completa di giornata

Oggi, alla sede Sky di Milano, la Marcialonga numero 47 si è presentata ufficialmente ancora una volta con i tradizionali 70 km da Moena a Cavalese e 7500 concorrenti al via. L’evento che per due anni ha conquistato il titolo di miglior gara al mondo Visma Ski Classics, grazie soprattutto al lavoro e all’impegno degli oltre 1300 volontari, ha scelto non a caso la sede Sky perché Marcialonga – il 26 gennaio 2020 – verrà trasmessa per la prima volta su Sky Sport.

Il direttore di Sky Sport, Federico Ferri, si è detto onorato della nuova partnership: “Ci impegneremo a dare la miglior immagine possibile ad un evento così prestigioso”. Il presidente di Marcialonga, Angelo Corradini, gestisce un vero e proprio brand che comprende numerosi eventi come Craft (ciclismo) e Coop (corsa) che si svolgono in estate: “L’evoluzione di Marcialonga da gara ‘paesana’ a prodotto televisivo ricercato ed ambito a livello internazionale è incredibile – ha affermato il presidente, - abbiamo 18 reti collegate in diretta e Sky sarà la ciliegina sulla torta, con anche spot realizzati ad hoc in avvicinamento all’evento. Grazie anche a Rai per questi 40 anni. Valbusa e Paruzzi in passato hanno vinto la Marcialonga, ma i ‘bisonti’ l’hanno fatta per il piacere di farla e noi abbiamo tantissimo rispetto per queste persone”.

Quest’anno Marcialonga ha due grandi testimonial, la ciclista Letizia Paternoster: “Sono onoratissima di essere ambassador di Marcialonga, il Trentino è la mia terra e il tracciato Craft di ciclismo l’ho percorso varie volte”, e il motociclista Marco Melandri che si impegnerà invece alla Light di 45 km. Era presente inoltre la ‘Soreghina’ - ovvero la madrina di Marcialonga - Michela Croce, una ragazza preparata che rappresenta le Valli di Fiemme e Fassa.

Il prossimo anno la Marcialonga partirà da… venerdì con la “Supersprint – World Tour Championship”, parte del circuito World Sprint Series. Una gara in formula Sprint ad eliminazione che si correrà venerdì 24 gennaio 2020 sui 100 metri del celebre rettilineo finale di Viale Mendini, nel cuore di Cavalese dove la 47ª edizione della Marcialonga di Fiemme e Fassa avrà termine. Dopodiché largo agli eventi di contorno come Marcialonga Story, la ‘macchina del tempo’ di Marcialonga, sabato 25 gennaio a Lago di Tesero, così come Marcialonga Stars spendendosi nell’aiutare il prossimo sostenendo la LILT Lega Italiana per la lotta contro i tumori, una collaborazione che dal 2000 ha raccolto più di 400.000 euro, e le varie Marcialonga Baby, Minimarcialonga e Marcialonga Young.

Evidenziato anche il gemellaggio con i polacchi della Bieg Piastow che porterà 100 pettorali in più a Marcialonga, e l’unione con altri eventi come lo Skiri Trophy dedicato ai piccoli dal quale uscirà la fruttuosa collaborazione “Skirilonga”, un lavoro di preparazione che porterà man mano a festeggiare le Olimpiadi invernali 2026, con molte delle gare previste a disputarsi in Trentino.

Il campione olimpico e mondiale Marco Albarello ha evidenziato le doti di chi utilizza il double poling: “I primi cento atleti di Marcialonga sono davvero fenomenali”. Anche Fulvio Valbusa ha elogiato l’evento trentino: “Marcialonga è una gara a sé, respiri l’aria dei paesi, è unica per chi corre ma anche per chi guarda. Non ti senti mai da solo”, così come Gabriella Paruzzi: “Grazie a Marcialonga ho vinto la Coppa del Mondo”. I grandi nomi dello sci di fondo italiano hanno voluto così celebrare la manifestazione, per l’occasione assieme ai team italiani Visma Ski Classics: Team Trentino Robinson e SottoZero Gold Team.

Marcialonga annuncia un nuovo format di “Combinata” per dare il meritato risalto anche agli altri eventi di ciclismo e corsa: Craft sotto l’egida ACSI (31 maggio) ritornata nel circuito Alé Challenge con quattro passi dolomitici da affrontare, e Coop (6 settembre), con Moena e Cavalese come località di partenza e arrivo, le stesse della ski-marathon che il 26 gennaio avrà ancora qualcosa da raccontare. Natura, boschi, paesaggio incontaminato, impatto zero, la Marcialonga numero 47 aspetta tutti, campioni e appassionati fondisti.

Con l'individuale maschile di biathlon, che partirà tra due ore a Östersund, inizierà una settimana ricca di appuntamenti tra oggi e domenica. Il biathlon, oltre alla Coppa del Mondo, vedrà anche in programma le prime gare di Coppa Italia e Alpen Cup. Nel fondo, oltre alla Coppa del Mondo, si gareggerà anche OPA Cup. Nel salto prenderanno il via Coppa del Mondo femminile e Continental Cup. Infine la combinata nordica vedrà gli atleti impegnati sempre a Lillehammer, dove si gareggerà anche nel fondo e nel salto femminile.

Di seguito programma e orari

Mercoledì 4 Dicembre 2019
16.15 - Biathlon, Coppa del Mondo M – Östersund (SWE): Individuale

Giovedì 5 Dicembre 2019
16.20 - Biathlon, Coppa del Mondo F – Östersund (SWE): Individuale

Venerdì 6 Dicembre 2019
15.30 - Salto, Coppa del Mondo M – Nizhny Tagil (RUS): Qual HS134
16.30 - Combinata, Coppa del Mondo M – Lillehammer (NOR): PCR HS140
19.00 - Salto, Coppa del Mondo F – Lillehammer (NOR): Qual HS140

Sabato 7 Dicembre 2019
9.00 - Fondo, OPA Cup M/F Senior e Junior – Pokljuka (SLO): Sprint TL (Qualificazioni)
10.00 - Combinata, Coppa del Mondo M – Lillehammer (NOR): Team HS140/4x5km (Salto)
10.00 - Biathlon, Coppa Italia – Val Martello: Sprint (Senior, U22, U19, U17)
10.00 - Biathlon, Alpen Cup M/F – Obertilliach (AUT): Sprint
11.00 - Fondo, Coppa del Mondo F – Lillehammer (NOR): Skiathlon 15km
12.30 - Fondo, Coppa del Mondo M – Lillehammer (NOR): Skiathlon 30km
12.45 - Salto, Coppa del Mondo F – Lillehammer (NOR): Gara HS140
13.00 - Salto, Continental Cup M – Vikersund (NOR): Gara HS117
14.30 - Combinata, Coppa del Mondo M – Lillehammer (NOR): Team HS140/4x5km (Pursuit)
15.30 - Salto, Coppa del Mondo M – Nizhny Tagil (RUS): Gara HS134
17.30 - Biathlon, Coppa del Mondo M – Östersund (SWE): Staffetta

Domenica 8 Dicembre 2019
9.00 - Fondo, OPA Cup M/F Senior e U20 – Pokljuka (SLO): 15, 10, 5km TL (4 gare a seguire)
9.15 - Combinata, Coppa del Mondo M – Lillehammer (NOR): Gara HS140/10km (Salto)
9.30 - Biathlon, Coppa Italia – Val Martello: Pursuit (Senior, U22, U19)
10.00 - Biathlon, Alpen Cup M/F – Obertilliach (AUT): Short Individual
10.15 - Fondo, Coppa del Mondo F – Lillehammer (NOR): Staffetta
11.00 - Salto, Continental Cup M – Vikersund (NOR): Gara HS117
11.45 - Fondo, Coppa del Mondo M – Lillehammer (NOR): Staffetta
12.15 - Biathlon, Coppa Italia – Val Martello: Pursuit (U17)
13.30 - Combinata, Coppa del Mondo M – Lillehammer (NOR): Gara HS140/10km (Pursuit)
14.00 - Salto, Coppa del Mondo F – Lillehammer (NOR): Gara HS140
15.30 - Biathlon, Coppa del Mondo F – Östersund (SWE): Staffetta
15.30 - Salto, Coppa del Mondo M – Nizhny Tagil (RUS): Gara HS134

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