Davide Bragagna

Davide Bragagna

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4^ vittoria consecutiva, 81^ in carriera. Martin Fourcade è ufficialmente tornato e attende il rientro di Johannes Thingnes Bø per una sfida a quote celestiali di agonismo. Il duello fra il dominatore del decennio appena concluso e il fenomeno attuale il confronto di più alto livello nella storia del biathlon, ma il norvegese aspetterà i Mondiali di Anterselva per rientrare o sarà al via in buona condizione già nella tappa slovena di Pokljuka?

Venendo alla prestazione odierna, Fourcade ha dominato più mentalmente che fisicamente il connazionale Quentin Fillon Maillet, autore di una gara sontuosa ma condizionata da un errore nel terzo poligono che gli ha fatto perdere la scia del "capitano", che da gran signore gli ha pure sganciato gli sci dopo il traguardo. I francesi continuano a dominare per densità di squadra, ma le parole in libertà del battuto, che mettevano in discussione la leadership dell'odierno vincitore, sono state rispedite al mittente. Fourcade è tornato e il suo rivale non è certo in casa.

Francia soverchiante certo, però la tripletta non è riuscita. Ci ha pensato il norvegese Vetle Sjåstad Christiansen a frapporsi nel monologo dei galletti, bruciando al photofinish un ottimo Simon Desthieux, quarto, e battendo il tedesco Benedikt Doll, quinto, che si era arreso poco prima. Tutti e tre hanno commesso un errore al tiro e si sono ritrovati assieme nel giro finale dopo aver inseguito assieme i battistrada in avvio.

Francia che domina anche sugli sci con Emilien Jacquelin, il quale ha ottenuto il miglior tempo di giornata per un sesto posto di altissimo livello in conseguenza dei tre errori commessi al tiro. Il peggiore transalpino al traguardo è Fabien Claude, quindicesimo, battuto da un Antonin Guigonnat in ripresa all'ottava piazza con un errore.

La Norvegia si è comunque ben difesa in assenza del suo leader. Oltre a Christiansen, hanno terminato alti in classifica anche Tarjei Bø, settimo, e Johannes Dale, nono. Entrambi hanno percorso una sola volta l'anello delle penalità. Decima posizione per il russo Alexander Loginov con due errori.

Il difficile weekend degli italiani si è concluso con un'incolore prestazione di Dominik Windisch, trentatreesimo con quattro penalità, e Thomas Bormolini, quarantaduesimo con tre.

In classifica generale, Fourcade rafforza la sua leadership con 507 punti. In assenza di Bø, sceso in 7^ posizione a 374, ha massimizzato il risultato in termini di punteggio. Bø potrà scartare tre gare, ma dovrà rientrare assolutamente a Pokljuka nel corso della prossima settimana per provare a contendere la Coppa del Mondo. Sul podio parziale seguono Fillon Maillet a 436 e Desthiuex a 435.

La cronaca della gara

Le precipitazioni nevose danno finalmente tregua e nel corso del primo giro Fillon Maillet si porta subito sulle code di Fourcade, creando un tandem di lusso essendo uno il leader della classifica proprio della gara in atto e l'altro l'attuale leader della classifica generale in seguito alle ripetute assenze di queste settimane per Bø, diventato papà del piccolo Gustav. Dietro sono in cinque a seguire a circa 20".

I due francesi sono puliti nella prima fermata a terra. Rimangono in tre a inseguire sempre a poco meno o poco più di 20" con Doll davanti a Desthieux e Christiansen. Gira una volta Windisch (26°), mentre Bormolini (28°) parte bene.

Nel corso del giro Fillon Maillet e Fourcade portano il vantaggio a quasi 30". Dietro sembra esserci la possibilità che si ricompattino in molti nel duello per il terzo posto. Windisch recupera posizioni.

Al secondo poligono è Fillon Maillet più veloce mentre il leader della generale si rialza subito dopo. Non sbaglia nessuno dei primi cinque. Un errore a testa per Windisch (30°) e Bormolini (32°) che perdono alcune posizioni.

Cambi regolari nel corso del terzo giro per i due transalpini in testa, mentre si fa interessante la lotta per il terzo posto con Johannes Kühn e Felix Nawrath in grado di avvicinarsi a Doll, Desthieux e Christiansen. Il distacco degli inseguitori supera i 30".

Terzo poligono di gara, prima serie in pied. Fillon Maillet sbaglia l'ultimo, mentre Fourcade se ne va in solitaria di gran classe. Diventano tre i francesi in testa con Desthieux inseguito da Christiansen, nessun errore per entrambi. Disastro dei tedeschi con il solo Doll a limitare i danni con un giro di penalità. Sono due per Nawrath, addirittura cinque per Kühn. Ancora un errore per Windisch, mentre Bormolini ne manca due.

Fourcade allunga nel quarto giro e porta a 24"7 il vantaggio su Fillon Maillet. E' Christiansen a inseguire a 45"4 con Desthieux che gli lascia fare l'andatura nella seconda parte dell'anello.

Poligono decisivo. Fourcade è gelido e alza il pugno: venti su venti. Fillon Maillet non sbaglia e si assicura il secondo posto. In seguito agli errori di Desthieux e Christiansen, si ricompatta il terzetto iniziale con Doll che è perfetto. 

Nel giro finale non cambia nulla per i primi due. Attendismo nella lotta per il terzo posto con Doll che rompe pure un bastoncino ma ha tempo di cambiarlo senza che gli altri si avvantaggino. La volata vede vincente Christiansen sul filo con Desthieux. Doll si arrende poco prima.

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Tiril Eckhoff non si ferma più. La norvegese dopo anni pieni di idiosincrasie sembra aver finalmente trovato la stabilità che le sta permettendo di furoreggiare come solo le più grandi fuoriclasse in passato hanno saputo fare.

Nell'inseguimento di Ruhpolding è arrivato il 6° successo stagionale, il 12° della carriera. Quello visto oggi, sotto la fitta nevicata caduta sulle Alpi bavaresi, è stato un dominio senza concessioni, esercitato attraverso un pieno controllo della gara tanto che dopo l'ultimo poligono il vantaggio su tutte le avversarie ha superato il minuto.

E' arrivato il primo podio di stagione per Paulina Fialkova. La slovacca, giunta seconda, ha mancato in totale due bersagli risalendo dalla quinta posizione di partenza. Terza Hanna Öberg con altrettanti bersagli mancati, brava a confermare il podio della sprint nonostante una condizione non particolarmente brillante sugli sci. 

Grandiosa giornata per tutta la squadra svedese completata dal quarto posto di Jessica Skottheim con un giro di penalità, miglior risultato in carriera, e il quinto di Linn Persson, risalita spettacolarmente dal ventisettesimo posto d'avvio.

Sulle nevi di casa la Germania non è riuscita a riscattare la delusione della staffetta. Denise Herrmann non ha saputo essere precisa nel momento decisivo al poligono e ha terminato sesta con una grande rimonta nel giro finale davanti alla polacca Monika Hojnisz, settima, e l'ucraina Vita Semerenko, ottava, unica capace di prendere tutti i venti bersagli nella prova odierna. Hanno chiuso nelle prime dieci posizioni anche Marte Olsbu Røiseland, nona, e una buona Susan Dunklee, decima.

Giornata molto deludente rispetto ai fasti recenti per la squadra azzurra. Dorothea Wierer è incappata in una prestazione negativa sia al tiro che sugli sci e dopo una buona partenza al poligono è piano piano scivolata indietro fino alla ventesima piazza finale. Subito fuori gara Lisa Vittozzi che ha concluso poi quarantunesima con sei errori totali. Subito dietro di lei Federica Sanfilippo che si era ben battuta nelle fasi di avvio, ma ha intrapreso l'anello delle penalità troppe volte nei poligoni in piedi. Cinquantottesima con sei errori Michela Carrara, per la prima volta impegnata in un inseguimento di Coppa del Mondo.

In classifica generale, Eckhoff scappa a 501 seguita da Wierer a quota 459 e Öberg più lontana a 342.

La cronaca della gara

La fitta nevicata che si è abbattuta su Ruhpolding non sembra scalfire le certezze acquisite da Eckhoff al tiro nelle ultime settimane. La nuova leader di Coppa del Mondo, per la prima volta al via con il pettorale giallo (giallorosso in realtà, essendo leader delle gare inseguimento), aggredisce il primo poligono con piena sicurezza senza lasciare spazio alla rimonta delle avversarie. Wierer è perfetta e raggiunge Öberg, altrettanto precisa, partita poco avanti. Purtroppo Lisa Vittozzi sprofonda immediatamente con quattro errori senza dare seguito alla stratosferica prestazione nella staffetta di venerdì, mentre Sanfilippo rimane alla soglia delle prime venti posizioni senza sbagliare. La gara è ancora lunga.

Il secondo poligono permette invece alla norvegese di portare il vantaggio a quasi un minuto. Wierer e Öberg girano una volta e trovano una precisa Fialkova quale nuova compagna di viaggio. La slovacca riscatta l'errore della prima serie e nel giro stacca l'azzurra e la svedese. Sanfilippo sbaglia una volta, Vittozzi è pulita ma fuori dalla zona punti, Carrara spara bene dopo i tre errori in avvio.

A metà gara tutto ancora può succedere. Eckhoff è audace e fortunata ed esce dal poligono con una sola penalità, ma almeno altri due bersagli si sono chiusi colpiti ai margini. Wierer, prima di raggiungere il poligono si riporta in scia a Fialkova, ma la strategia non paga e prende la strada delle penalità per due volte. Fialkova e Öberg non concedono errori, ma devono respingere la rimonta di Røiseland.

Eckhoff dimostra ancora pieno controllo del suo nuovo status e domina alla maniera di Johannes Bø con una prestazione degna della migliore Laura Dahlmeier. L'ultimo poligono lo chiude senza errori e rispedisce tutte le avversarie a oltre un minuto di distanza. Sono precise entrambe Fialkova e Öberg, ma la slovacca nell'ultimo giro cambia passo e stacca la svedese.

Wierer manca altri due bersagli per un totale di cinque. Nell'ultimo giro fatica enormemente retrocedendo dal tredicesimo al ventesimo posto. Decisamente la gara più brutta della finora splendida stagione. L'altoatesina non può recriminarsi nulla perché la media punti non è molto differente rispetto allo scorso anno. Semplicemente Eckhoff in questo momento è di un'altra categoria, quella che separa i campioni dai fenomeni.

Alle 14.30 si concluderà il weekend principe della Coppa del Mondo di biathlon con l'inseguimento maschile.

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Monumentale Therese Johaug. Si fatica a individuare un aggettivo più calzante di questo per descrivere la stella dello sci di fondo norvegese, ancora una volta vittoriosa sulle nevi di Nove Mesto, in Repubblica Ceca.

Dopo il successo di ieri nella 10 chilometri a tecnica libera, la leader della Coppa del Mondo domina anche la pursuit 10 chilometri a tecnica classica, conquistando il dodicesimo podio stagionale e il trionfo individuale numero 71, considerando anche gli ori Mondiali (7). 71, proprio come quelli ottenuti da… Mikaela Shiffrin, sciatrice alpina statunitense, che per raggiungere tale cifra deve però includere nel computo anche le affermazioni olimpiche.

Sul podio, staccate di oltre un minuto, Natalia Nepryaeva (Russia) e Ingvild Flugstad Oestberg (Norvegia), con quest'ultima che sopravanza al fotofinish la connazionale Heidi Weng, centrando così il suo quinto piazzamento di stagione fra le prime tre.

Quinta classificata la finlandese Krista Parmakoski, protagonista di una buona prestazione e capace di chiudere davanti alla talentuosa svedese Ebba Andersson, l'unica under 23 a entrare nella top ten.

Sorridono anche Kerttu Niskanen (Finlandia) e Katerina Razymova (Repubblica Ceca), rispettivamente settima e ottava. Quattro le posizioni recuperate dalla scandinava (partiva con l'undicesimo tempo), due, invece, dalla ceca. 

Chiudono il novero delle prime dieci la campionessa olimpica Ragnhild Haga (Norvegia) e l'americana Jessica Diggins, senza dubbio deluse per una svolta stagionale che stenta ad arrivare. Umore non dei migliori anche per la svedese Charlotte Kalla, dodicesima con un distacco di 2:34.7 da Johaug.

Giornata difficile in chiave azzurra: Anna Comarella non riesce a mantenere fede ai pronostici della vigilia, possibilisti in merito a una sua rimonta nella pursuit, e conclude in 23ª posizione, dopo la 21ª rimediata ventiquattr'ore prima. Trentanovesima e fuori dalla zona punti Ilaria Debertolis. Gli ultimi trionfi italiani a Nove Mesto risalgono al 2004 (Gabriella Paruzzi nella 10 chilometri a tecnica classica) e al 2009 (vittoria di tappa di Arianna Follis al Tour de Ski).

LA GARA

Dopo 1,1 chilometri distacchi sostanzialmente invariati rispetto alla 10 chilometri a tecnica libera di ieri. Da segnalare la partenza a razzo di Krista Parmakoski (Finlandia), che si porta in quarta posizione a trainare il gruppo delle inseguitrici. Comarella prende 12 secondi da Johaug, che imprime da subito un ritmo forsennato. Sulle sue tracce la russa Natalia Nepryaeva, che contiene lo svantaggio, al pari della norvegese Heidi Weng.

Ai 2,5 chilometri Anna Comarella accusa un ritardo di 2:04: fatica a ingranare la cortinese, per ragioni tutte da chiarire (possibili difficoltà connesse alla scelta dei materiali per l'azzurra). Heidi Weng poco prima dei 3,6 metri aggancia Nepryaeva, sopravanzandola, ma scivolando a quasi 51 secondi di ritardo da un'imprendibile Johaug. Ingvild Flugstad Oestberg (Norvegia) si stacca dal gruppo delle inseguitrici e si avvicina sensibilmente al duo Nepryaeva-Weng. 

A metà gara, detto del monologo di Johaug, è di 2:22 il ritardo per Comarella, che perde ancora posizioni. Sempre trentaduesima l'altra italiana, Ilaria Debertolis, scivolata oltre i tre minuti da Johaug.

Ai 7,5 chilometri Johaug vanta più di un minuto di vantaggio sul terzetto delle inseguitrici Oestberg-Weng-Nepryaeva. Ebba Andersson (Svezia) recupera alcune posizioni e viaggia davanti a Parmakoski. Più staccate Ragnhild Haga (Norvegia) e Jessica Diggins (USA). Comarella ventitreesima con più di 3 minuti di ritardo, Debertolis 37ª a quasi quattro minuti.

Finisce con Johaug che taglia il traguardo a braccia alzate e in solitaria. Nepryaeva scatta a sorpresa e conquista la seconda piazza. Terza al fotofinish Weng, che beffa Oestberg.

CLASSIFICA FINALE

1ª T. Johaug (NOR) 26:49.7

2ª N. Nepryaeva (RUS) +1:04.8

3ª I.F. Oestberg (NOR) +1:06.0

4ª H. Weng (NOR) +1:06.0

5ª K. Parmakoski (FIN) +1:49.1

6ª E. Andersson (SWE) +1:49.4

7ª K. Niskanen (FIN) +1:56.7

8ª K. Razymova (CZE) +1:59.9 

9ª R. Haga (NOR) +2:06.8

10ª J. Diggins (USA) +2:12.0

Le italiane

23ª A. Comarella +3:33.4

39ª I. Debertolis +4:34.2

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Lucas Chanavat si conferma, almeno a skating, il possibile anti-Klæbo nella sprint di Dresda. Il francese dopo aver dominato le qualificazioni e aver gestito a piacimento tutti i turni fino alla finale, si è dimostrato nettamente superiore alla concorrenza nell'atto conclusivo della sprint cittadina sulle rive del fiume Elba. 

Sbloccatosi con la vittoria di Planica, il ventiseienne transalpino può gioire per aver recuperato la leadership della classifica delle sprint dopo la defezione dolorosa per un malanno al Tour de Ski, che gli ha impedito di gareggiare sia nella gara di Lenzerheide sia in quella in Val di Fiemme.

Alla piazza d'onore si è classificato il norvegese Sindre Bjørnstad Skar, arrivato a nove podi in carriera dei quali otto nelle gare veloci. Primo podio in carriera per lo svedese Johan Häggström, terzo, che ha migliorato il recente quinto posto di Lenzerheide.

Hanno raggiunto la finale anche Pål Trøan Aune, quarto, il francese Renaud Jay, quinto, e Håvard Solås Taugbøl, sesto.

Si sono fermati ai quarti di finale Maicol Rastelli e Federico Pellegrino. Il primo può essere soddisfatto della prestazione, una delle migliori nelle sprint in tecnica libera della carriera, che gli è valsa.

Grande delusione per il valdostano che è stato buttato per terra da un maldestro tentativo di Richard Jouve di sorpassarlo in curva quando era in lizza per il passaggio del turno. Pellegrino, comprensibilmente amareggiato dopo la caduta, si è sfogato verbalmente nei confronti del transalpino. Dopo la vittoria del 2018 davanti a Klæbo, la città in riva al fiume Elba porta male per il secondo anno consecutivo: lo scorso anno fu penalizzato dalla giuria per un contatto e retrocesso al trentesimo posto. La team sprint di domani sarà l'occasione per tirare fuori tutto il furore agonistico del quale è capace.

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In Germania a Dresda, è Linn Svahn a confermarsi quale nome nuovo dello sci di fondo femminile. La sprinter svedese classe '99 si è imposta con intelligenza in una finale resa difficile da un percorso senza particolari asperità, pieno di insedie dovute alla scarsa neve artificiale e la tracciatura stretta che ha prodotto diverse cadute. Dopo il risultato a sorpresa di Davos, l'emergente svedese ha conquistato la seconda vittoria in carriera in seguito alla rinuncia al Tour de Ski.

Battuta forse per un'indecisione tattica, si è confermata comunque sul podio la slovena Anamarija Lampic che  ha strappato così a Jonna Sundling, oggi assente, il pettorale rosso di leader delle sprint.

Ha completato il podio Maja Dahlqvist, in ripresa dopo un tentennante avvio di stagione. Giunte in finale, rispettivamente in quarta, quinta e sesta posizione Sophie Caldwell, Linn Sömskar Laurien Van Der Graaff.

Si sono fermate ai quarti di finale Greta Laurent e Alice Canclini. La valdostana, ventiduesima, è stata scoperta per tutta la sua batteria per poi venire riassorbita e chiudere il turno al quinto posto, mentre la bormina ha confermato il punto conquistato a Planica, ultima della prima batteria ma autrice di un buon tempo in scia ad atlete di livello superiore.

Domani le rivedremo impegnate nella team sprint.

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Lucas Chanavat, dopo la sfortunata defezione per malanno al Tour de Ski che gli ha impedito di proseguire oltre la prima tappa, si conferma lo sprinter più in forma del momento e punta a saltare Johannes Høsflot Klæbo in classifica sprint dopo la rinuncia in seguito ad un lieve malanno.

Il francese ha vinto le qualificazioni della sprint in skating di Dresda davanti alla pattuglia norvegese guidata da Håvard Solås Taugbøl davanti a Gjøran Tefre e il veterano Eirik Brandsdal. Lo squadrone scandinavo mette nelle prime posizioni anche Kasper Stadås, ottavo, Pål Trøan Aune, nono, Sindre Bjørnstad Skar, decimo, e Harald Astrup Arnesen, dodicesimo.

Nei dieci si qualificano il bronzo mondiale Gleb Retiviykh, quinto, Teodor Peterson, sesto, e lo scozzese Andrew Young, settimo. 

Meno brillante del solito la qualificazione del leader azzurro Federico Pellegrino, partito come al solito controllato e risalito nel secondo giro fino all'undicesima posizione. Non sarà facile impensierire Chanavat per la vittoria. 

E' riuscito a rimanere nei trenta che danno il passaggio ai quarti di finale anche il valtellinese Maicol Rastelli come trentesimo. Passo indietro per gli altoatesini Michael Hellweger, quarantunesimo, e Stefan Zelger, quarantanovesimo. Da capire se siano stati i materiali a non essere ottimali o se gli azzurri, Zelger in particolare, abbiano subito le fatiche del Tour de Ski.

Oltre Klæbo, assenti fra i top sprinter Valnes, Bolshunov, Golberg, Ustiugov e Iversen.

Si riparte dalle 13.30 con i quarti di finale. Come consuetudine, prima le donne poi gli uomini.

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Anamarija Lampic è ormai salita al piano superiore. Le avvisaglie si erano già avute in occasione della splendida medaglia d'argento nella team sprint di Seefeld 2019, ormai la slovena sembra sempre più padrona e consapevole del proprio talento sbocciato.

Nella sprint cittadina di Dresda sono velocissime anche le svizzere Laurien Van Der Graaff e Nadine Fähndrich, rispettivamente seconda e terza. Dietro di loro l'americana Sophie Caldwell e la sorprendente norvegese Julie Myhre, per la prima volta a punti in carriera.

La Svezia, trascinata dal rientro dell'enfant prodige Linn Svahn che è sesta parziale, piazza anche Maja Dahlqvist, settima, Evelina Settlin, nona, ed Linn Sömskar, undicesima.

Prestazioni alterne in seno alla pattuglia azzurra con Greta Laurent a qualificarsi come tredicesima dietro alla campionessa olimpica di Sochi 2014 Maiken Caspersen FallaAlice Canclini ripete l'exploit di Planica e rimane dentro come ventinovesima. Nettamente eliminate Lucia Scardoni, quarantaduesima, e Ilaria Debertolis, quarantottesima.

Fra defezioni post Tour de Ski, infortuni e malanni, la gara non ha visto al via la leader sprint Sundling, Nepryaeva, Nilsson, Bjornsen, Diggins e T.U. Weng.

E' in corso la qualificazione maschile con Federico Pellegrino in cerca del primo successo stagionale.

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Alexander Bolshunov, contro ogni pronostico, vince l'edizione 2019/20 del Tour de Ski, conquistando anche il terzo posto di tappa dietro agli scatenati norvegesi Simen Hegstad Krüger e Sjur Røthe che si invertono in classifica rispetto all'ultima tappa dello scorso anno.

Il ventitreenne russo, che nella passata edizione aveva faticato tantissimo nell'arrampicarsi sul Cermis, questo giro ha dimostrato grande agilità nel finale quando ha dovuto respingere le ambizioni del compagno di squadra Sergey Ustiugov, il quale doveva recuperargli 13".

Era prevedibile la difficoltà di Johannes Høsflot Klæbo nell'affrontare una tappa simile, ma l'exploit del coetaneo rivale ha trasformato la sua sconfitta in un tonfo pesantissimo. Se non altro il norvegese, ventunesimo di giornata, è riuscito a salvare il podio dall'assalto del connazionale Røthe.

Bolshunov segue proprio Klæbo nell'albo d'oro e firma oggi il 10° successo della carriera. Il formidabile bottino di 400 punti (più i 44 accumulati con il podio di tappa), gli consente anche di salire in cima alla classifica di Coppa del Mondo.

La cronaca della gara

Dopo il giro d'avvio attorno allo stadio di Lago di Tesero in Val di Fiemme e l'intermedio per la classifica a punti vinto da Klæbo, sono i russi che cominciano a menare le danze nel trasferimento verso l'ascesa al Cermis con il gruppo in fila indiana lungo la porzione di tracciato combaciante quello della Marcialonga. 

Dopo aver sacrificato come pedina lo sprinter Gleb Retivykh, è Ustiugov a prendere in mano il controllo delle operazioni. La quiete prosegue mentre le pendenze cominciano a inasprirsi.

Al chilometro 8, Klæbo perde posizioni pur rimanendo nel gruppo di testa. Si fa vedere davanti Røthe prima Krüger poi, che prova ad andare in fuga. Bolshunov e Ustiugov continuano a marcarsi.

Røthe con un'elegantissima azione d'agilità va a prendere il connazionale e lancia la caccia all'impresa da podio. Ustiugov deve recuperare 14" al più giovane compagno di squadra Bolshunov per vincere il Tour de Ski.

Dopo il 9km, è ormai chiaro che il successo se lo vanno a giocare i due norvegesi davanti ma Krüger appena si abbassa la pendenza allunga con un grande doppio e vede il traguardo. Intanto, Bolshunov lascia sul posto Ustiugov e spegne le ambizioni da podio di giornata del piccolo Denis Spitsov che chiuderà quarto.

E' quindi il campione olimpico dello skiathlon Krüger (quinto in classifica finale) che arriva primo sul Cermis dimostrando di essere adattissimo a queste pendenze. A 13"9 arriva Røthe (quarto in classifica finale) con Bolshunov, terzo, a 22"3 davanti ai compagni Spitsov e Ustiugov.

Buono il sesto posto di Dario Cologna che precede Andrey Melnichenko, il terzo di tappa dello scorso anno. Migliore risultato in carriera per il ventitreenne andorrano Irineu Esteve Altimiras, ottavo, davanti all'ennesimo russo Andrey Larkov, nono, e il giovanissimo francese Hugo Lapalus, decimo, rivale di Davide Graz e Luca Del Fabbro nell'Alpen Cup giovanile fino allo scorso anno. Da sottolineare la mancata partenza del campione mondiale in carica della 50km Hans Christer Holund, che dopo un grande avvio di stagione è un po' calato durante il Tour de Ski.

Giornata non felice per i colori azzurri. Dopo i bei segnali lanciati in classico, ci si aspettava molto di più da Giandomenico Salvadori (ventonesimo finale nella corsa a tappe) che conferma la scarsa attitudine col Cermis chiudendo quarantunesimo. Più indietro Mikael Abram cinquantunesimo e Maicol Rastelli cinquantaquattresimo. Non partito Stefan Zelger che starà probabilmente già guardando alla successiva tappa di Coppa del Mondo.

Come da tradizione sarà proprio la città tedesca di Dresda ad accogliere il circo del fondo il fine settimana prossimo. Era invece annunciata la defezione di Federico Pellegrino che è già concentrato su quell'appuntamento per puntare al primo successo stagionale.

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