Redazione

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Chi immaginava una Dorothea Wierer meno affamata dopo la vittoria della classifica generale sarà rimasto deluso. La sudtirolese delle Fiamme Gialle, infatti, è troppo affezionata al pettorale giallo di leader della generale per abbandonarlo. Così, dopo averlo indossato già nel corso della prima sprint di Östersund da detentrice, l’ha vestito anche ieri grazie al successo di domenica ed è stata capace di mantenerlo con l’ottimo settimo posto dell’individuale.

L’azzurra si presenterà quindi da leader della classifica generale alla tappa di Coppa del Mondo in programma a Hochfilzen a partire da venerdì 13 dicembre. Questa volta si gareggerà in una sprint e una pursuit per quanto riguarda le gare individuali, mentre sono in programma ancora delle staffette.

lla gara austriaca Wierer si presenterà con 96 punti, frutto del 1° e 7° posto ottenuti in Svezia. Alle sue spalle nella generale troviamo un’ottima Marketa Davidova, capace di chiudere in 3ª e 11ª posizione le due gare disputate, con 78 punti. Quindi ecco Marte Olsbu Røiseland a 76 nonostante diversi errori al poligono. Più indietro in classifica altre favorite per la generale come Denise Herrmann e Hanna Öberg, none a pari merito con 61 punti. Lisa Vittozzi è in ventiduesima posizione con 32 punti dopo la buona prova nell’individuale, che ha fatto seguito a una giornata nera nella sprint, fortunatamente arrivata in un’occasione nella quale non era previsto l’inseguimento. Kaisa Mäkäräinen ha invece 28 punti ed occupa la 24ª piazza. Al momento è presto, ovviamente, per fare calcoli e capire se altre atlete potranno inserirsi nella lotta per la generale. Vedremo se le francesi confermeranno l’ottima forma mostrata a Östersund.

CLASSIFICA FEMMINILE TOP 5
1ª D. Wierer (ITA) 96
2ª M. Davidova (CZE) 78
3ª M. Olsbu Røiseland (NOR) 76
4ª J. Simon (FRA) 72
4ª F. Preuss (GER) 72
4ª L. Haecki (SUI) 72
Le altre italiane
22ª L. Vittozzi 32
27ª F. Sanfilippo 25

“Il pettorale giallo può ora diventare un obiettivo”. Parola di Martin Fourcade tornato con prepotenza ai vertici dopo una stagione difficile come quella vissuta lo scorso anno. Il sette volte vincitore della Coppa del Mondo ha mostrato una grande condizione sugli sci, disputando un’ottima sprint e vincendo l’individuale. Il francese è volato così in testa alla generale con 100 punti e indosserà il pettorale giallo già nella prossima tappa di Hochfilzen.

Alle sue spalle sono molto vicini Tarjei Bø e Johannes Bø, divisi da appena una lunghezza, 92 punti contro 91. C’è grande curiosità di vedere all’opera “Giovannino” in occasione delle gare austriache per comprendere fino in fondo se quello di mercoledì è stato soltanto un incidente di percorso. Bisogna però aggiungere che se davvero, come sembra intenzionato a fare, il detentore della Coppa del Mondo dovesse saltare un paio di tappe a gennaio, si taglierebbe fuori dalla lotta per il successo.

Ovviamente in alto i tanti francesi come Desthieux, Fillon Maillet e Jacquelin, mentre anche i russi sono partiti bene con Eliseev e Loginov. Nonostante le difficoltà al tiro è già ben messo in classifica Lukas Hofer, 12° con 48 punti, mentre è in top venti pure un buonissimo Bormolini.

CLASSIFICA MASCHILE TOP 5
1° M. Fourcade (FRA) 100
2° T. Bø (NOR) 92
3° J.T. Bø (NOR) 91
4° M. Eliseev (RUS) 82
5° S. Desthieux (FRA) 81
Gli italiani
12° L. Hofer 48
15° T. Bormolini 41

Cambio di programma nel weekend di Coppa del Mondo della combinata nordica a Lillehammer, che partirà oggi pomeriggio con il PCR. È saltato infatti il team event, inizialmente inserito in calendario per domenica. Al suo post si disputerà sabato un’altra gara individuale, sempre con inseguimento di 10km.

La scelta è stata presa a causa delle poche iscrizioni. Infatti non sarebbero state molte le nazioni in grado di scendere in pista con quattro atleti. Oltre alla Norvegia, che alla gara di casa si presenterà con una vera e propria armata, avrebbero raggiunto il numero minimo di atleti per partecipare soltanto Germania, Austria, Giappone, Italia, Francia e  Finlandia. Troppo poche, in quanto il numero minimo di squadre è otto.

Ricordiamo che l’Italia sarà al via della gara odierna con Alessandro Pittin, Samuel Costa, Aaron Kostner e Lukas Runggaldier. Dopo gli ottimi risultati di Ruka, gli azzurri sperano di ripetersi. Certo, visto com’è andata in Finlandia, forse alla nazionale italiana non sarebbe dispiaciuto poter affrontare oggi una staffetta con la speranza di cogliere un bel risultato.

Dovrà aspettare ancora un po’ Ebba Andersson prima di tornare in Coppa del Mondo. La svedese, classe 1997, si è infortunata al ginocchio nel corso di un allenamento lo scorso novembre e salterà almeno la prima parte della Coppa del Mondo.

Andersson è tornata a parlare del suo infortunio in una bella intervista rilasciata ad Allehanda, nella quale ha sottolineato quanto fosse alta la sua preoccupazione appena subito l’infortunio: «Ho subito pensato allo scenario peggiore – ha affermato l’atleta – non avevo delle belle sensazioni, ero scioccata, un duro colpo».

Fortunatamente nei giorni successivi la situazione è diventata più tranquilla, anche se ovviamente lo stop pesa alla forte giovane svedese: «Dopo i primi esami mi sono poco a poco tranquillizzata, perché l’infortunio non era grave come avevo immaginato. Per alcuni giorni ho potuto anche sciare, poi il ginocchio si è nuovamente bloccato. Le salite e le discese non sono facili da gestire, quindi devo aspettare. Sto lavorando duramente in palestra in modo che il ginocchio guarisca. Tornerò a gareggiare solo quando sarò al cento per cento».

A questo punto la domanda è: quando Ebba Anderson sarà nuovamente in gara? La risposta dell’atleta lascia intendere che difficilmente la vedremo al Tour de Ski: «È difficile se non impossibile dare una data, ma sicuramente non sarà prima di gennaio nelle migliori circostanze».

A Lillehammer, la sua assenza, sommata a quelle di Karlsson e Nilsson, priverà la Svezia di tre quarti della staffetta che ha vinto l’oro nell’ultimo Mondiale di Seefeld.

Non si è certo abbattuto dopo un weekend d’apertura della Coppa del Mondo un po’ in chiaroscuro, a causa di una condizione non eccelsa a seguito di un problema alla schiena, che l’aveva costretto a fermarsi alcuni giorni a due settimane dal via della stagione. Francesco De Fabiani è determinato a perseguire con tutte le proprie forze l’obiettivo che si è posto: un piazzamento tra i primi cinque della classifica generale.

Il valdostano del Centro Sportivo Esercito è consapevole di quanto sia importante, se vuole seriamente puntare a entrare nella top five della Coppa del Mondo, non perdere posizioni e numerosi punti sulla salita del Cermis nella tappa conclusiva del Tour de Ski, dove i punteggi vengono quadruplicati, che in passato gli è costata molto. L’ha dichiarato più volte nei mesi scorsi e adesso sta seguendo quello che è il suo programma: allenarsi in salita su piste da discesa per migliorare proprio in quella particolare e importantissima gara.

Per questo motivo, dopo aver recuperato le energie a seguito della difficile trasferta di Ruka, De Fabiani è tornato al lavoro proprio in ottica Cermis (e non solo, ndr). L’azzurro si è allenato a Gressoney San Jean, sulla pista Weismatten dedicata al compianto Leonardo David, grande promessa dello sci alpino, scomparso appena ventiquattrenne dopo sei anni di coma, causato da una caduta nel corso delle prove della discesa libera di Lake Placid del 1979, nella quale aveva sbattuto la testa.

La pista, una delle più apprezzate del nord ovest, sede anche della Coppa Europa di sci alpino alcune stagioni or sono, ha un dislivello di 500 metri (1830 – 1350 metri), quindi l’ideale per allenarsi in vista dell’evento trentino del prossimo 5 gennaio.
«Era un allenamento specifico per la salita ripida – ha affermato un De Fabiani apparso molto soddisfatto del lavoro svolto – rivolto quindi in particolare al Cermis. È andato abbastanza bene, mi sono sentito in buone condizioni. Speriamo che ciò mi aiuti a patire meno la salita finale del Tour de Ski. In ogni caso la cosa più importante ora è andare forte nelle gare che lo precederanno, anche perché questo allenamento di forza gambe mi sarà utile anche al di fuori del Cermis».

Non dimentichiamo che nella passata stagione Francesco De Fabiani occupava il quarto posto alla vigilia della tappa del Cermis, dove però chiuse in nona posizione, raccogliendo così 116 punti anziché i 200 che gli sarebbero stati assegnati per il quarto posto. Al termine della stagione l’azzurro chiuse in settima piazza la generale con 815 punti, a -52 da quella top five, che sogna quest’anno. Insomma De Fabiani si è fatto bene i calcoli: oltre ad andare bene nel corso di tutto l’anno, confermando quanto di buono fatto nella passata stagione, sarà fondamentale non perdere troppi punti sulla salita trentina.

Gara pazza, ad Östersund. E dopo ventiquattro ore è ancora la Francia a gioire. D'accordo, non è arrivato un nuovo storico poker come nella prova maschile, ma l'individuale femminile rilancia anche le quotazioni delle transalpine, con Justine Braisaz vincente e la compagna di team Julia Simon al terzo posto; nel mezzo la solita regolarista ucraina Yulia Dzhima, unica capace di uscire indenne da un poligono indigesto a molte. Una doppia presenza francese che arriva probabilmente nel momento più impensabile, viste le difficoltà che accompagnavano le francesi sin dallo scorso anno.

Se ieri a giocare un ruolo determinante era stata la neve, oggi è toccato al vento tirare brutti scherzi alle ragazze, con tanti errori piovuti sin dai primi poligoni. Dopo tre poligoni, gli zeri si potevano contare sulla dita di una mano, almeno nella parte superiore della classifica. Poi l'ultima sessione di tiro ha ricombinato le carte, - Dzhima a parte - proiettando verso il successo Braisaz che sul tracciato che a marzo le aveva regalato il bronzo iridato, proprio in questa gara, ha trovato lo spunto per conquistare la seconda vittoria individuale in carriera. Due errori per lei, gli stessi della più giovane compagna Simon, staccata sul traguardo di 17"7 ma infine fatta scivolare sul gradino più basso del podio per l'inserimento della regolare ucraina (+11"7). Quarto posto quindi per la norvegese Ingrid Tandrevold (+25"2) incappata in un solo errore sul groppone ma una resa sugli sci meno efficace rispetto alle francesi.

Scorrendo la classifica, al quinto posto si inserisce in crescendo la russa Larisa Kuklina (2 errori anche per lei) che va a precedere la svizzera Lena Häcki, in linea per la gara perfetta fino al quarto giro per poi incappare in una triplice penalità nel poligono finale, vedendo così sfuggire la possibilità del primo podio della carriera.

Uno sviluppo di gara che ha invero accomunato diverse atlete, complici condizioni di tiro ballerine, come il vento. Ecco così che anche Dorothea Wierer e Lisa Vittozzi sono cadute in fallo: due errori in apertura e uno subito dopo per l'altoatesina, doppia penalità nel secondo poligono invece per Lisa Vittozzi. Le due azzurre si sono così ritrovate separate da una ventina di secondi sul traguardo, con Dorothea settima e Lisa nona, separate in classifica dalla polacca Hojnisz. Anche oggi c'è del buono in casa Italia: sul fronte Wierer per la conferma di una condizione sugli sci ragguardevole e per non aver perso la bussola dopo i 3 errori a metà gara; dal punto di vista di Lisa l'aver completato un passo avanti importante dopo il grigio debutto con alcuni spunti interessanti al tiro, specie in piedi. E cosa non indifferente, la prossima settimana a Pokljuka il pettorale giallo di leader della generale sarà ancora indossato da Dorothea Wierer

Appaiate in classifica anche Federica Sanfilippo e Nicole Gontier, rispettivamente con 4 e 5 errori che le hanno fatte scalare appena al di fuori della zona punti, 41ima e 42ima.

Domani giornata di riposo, poi sabato e domenica si riprende con le staffette

Prenderà il via venerdì sera, con le qualificazioni dal trampolino HS140 di Lillehammer, la Coppa del Mondo di salto femminile 2019/20. In programma nel weekend ci saranno ben due gare sul trampolino grande norvegese, nelle quali la più attesa è ovviamente Maren Lundby, la super favorita per la vittoria della Coppa del Mondo.

L’hanno confermato anche le tre azzurre della squadra A, che da venerdì battaglieranno sui trampolini di tutto il mondo. Se lo scorso anno la squadra italiana si era presentata ai nastri di partenza della stagione orfana dell’allora infortunata Manuela Malsiner, quest’anno il team italiano allenato da Janko Zwitter e Sebastian Colloredo sarà al gran completo, con l’oro dei Mondiali Juniores del 2017 che completerà la squadra già composta da sua sorella Lara ed Elena Runggaldier.

A pochi giorni dal via della Coppa del Mondo abbiamo posto alle tre azzurre quattro domande identiche. Ecco cosa hanno risposto.

 

In quali condizioni ti presenti al via della stagione?

Elena Runggaldier: «Mi sento in buone condizioni, anche i salti di allenamento a Rovaniemi sono stati buoni e spero di continuare su questa strada. È sempre un po’ complicato al via della stagione dire con certezza a che punto sei, in quanto non ho avuto un confronto diretto con le avversarie. Le sensazioni però sono buone e non vedo l’ora che inizi, perché il periodo di attesa è sempre lungo, ma una volta che si inizia, le gare si susseguono ed è sempre un bel periodo».
Manuela Malsiner: «A pochi giorni dall'inizio mi sento pronta e non vedo l'ora di gareggiare nuovamente. Da quando sono rientrata ho lavorato molto bene. A inizio preparazione non mi sarei aspettata di essere a un livello tale da poter prendere parte già alla prima tappa di Coppa del Mondo».
Lara Malsiner: «Non mi sento ancora prontissima come l'anno scorso e non ho idea di quale sia il mio livello attuale in confronto alle altre concorrenti in Coppa del Mondo. Perciò sfrutto questa prima tappa per rientrare bene nel clima gara e nei ritmi della Coppa del Mondo. Al momento non voglio mettermi in testa un risultato troppo alto per non rischiare di rimanere delusa dopo la prima tappa».
 

Su cosa stai lavorando?

Elena Runggaldier: «In questa fase sto lavorando su cose più semplici, in particolare sto creando la fluidità del salto, senza andare a complicarmi la vita su piccole cose tecniche, un lavoro che si fa d’estate, mentre in inverno ci si allena sul salto in maniera più globale».
Manuela Malsiner: «Attualmente sto lavorando molto sulla posizione e sulla prima parte di volo. Per quanto riguarda la posizione, devo tenerla molto bassa, mentre nella prima fase di volo devo trovare quella fiducia necessaria per continuare a volare».
Lara Malsiner: «Sto lavorando particolarmente sulla fase di volo e l'atterraggio».

 

Al termine della stagione sarai contenta se …

Elena Runggaldier: «Sarò contenta se sarò riuscita a chiudere diverse volte nella top ten. Questo è il mio obiettivo stagionale. Il fatto che siano in programma molte gare sui trampolini grandi è per me un bel vantaggio. Non vedo l’ora di iniziare.
Manuela Malsiner: «Al termine della stagione sarò innanzitutto contenta se l'avrò terminata senza subire un altro infortunio e se avrò vissuto ogni gara con la felicità che ho già provato nelle altre stagioni di Coppa del Mondo».
Lara Malsiner: «Se sarò riuscita a portare a casa un altra medaglia ai Mondiali Junior e se avrò migliorato la mia posizione nella classifica generale di Coppa del Mondo».

 

Chi è la favorita per la classifica generale?

Elena Runggaldier: «Senza dubbio Maren Lundby. Già lo scorso anno la norvegese è stata ad alto livello in maniera costante e anche nel corso dell’estate era in gran forma, evidentemente a lei sembra non calare mai. Sarà la grande favorita».
Manuela Malsiner: «Secondo me, la favorita è ancora Maren Lundby. Ci saranno molte gare sui trampolini grandi, dove lei vola meglio di tutte quante».
Lara Malsiner: «È da tanto che non vedo più saltare le altre avversarie, perciò non so far nomi precisi. In ogni caso ho visto molto bene alcune austriache».

Due assenze pesanti per la nazionale svedese nella trasferta di Lillehammer, dove è in programma lo skiathlon e la staffetta. Frida Karlsson e Calle Halfvarsson, inizialmente inseriti nella lista dei convocati, hanno dato forfait all’ultimo momento e saranno rimpiazzati da Emma Ribom e Marcus Ruus.

La Federazione Svedese ha chiarito nel comunicato stampa, che i due atleti svedesi non parteciperanno alla tappa svedese per i “sintomi di un raffreddore”.
Ricordiamo che nella squadra femminile già erano assenti Ebba Andersson, Stina Nilsson e Maja Dahlqvist, mentre in quella maschile è fuori dai giochi per il momento Viktor Thorn.

Nel negativo weekend di Ruka, Frida Karlsson aveva reso al di sotto delle aspettative, risultando comunque la migliore delle svedesi. Al termine dell’inseguimento aveva espresso così la propria delusione: «Su una scala da uno a dieci, sono delusa dieci. Sono veramente dispiaciuta, so cosa posso fare ma non riesco a tirarlo fuori. Dovremo parlare con il mio allenatore e il mental coach»

Non avrà occasione di rifarsi già a Lillehammer, dove si prospetta un dominio norvegese.

Pochi giorni fa, dopo il bellissimo successo nella sprint, aveva ammesso di non avere più il vantaggio sugli sci, che gli aveva consentito di stravincere nella passata stagione. Johannes Bø era in ogni caso consapevole di avere di più rispetto agli altri, pur costatando di non avere più il netto vantaggio di un anno fa.

Parole che non lasciavano certo presagire quanto accaduto ieri, quando il campione norvegese è incappato in una gara da dimenticare da lui chiusa al dodicesimo posto con due errori al tiro. A colpire, però, è stata in particolare la sua prestazione sugli sci, in quanto ha il detentore della Coppa del Mondo ha chiuso con il sedicesimo tempo sugli sci a 2’22” da Fourcade. Problemi di sci? Sicuramente il fantastico staff tecnico norvegese non ha vissuto una giornata da ricordare in tal senso, almeno rispetto ai francesi che avevano indubbiamente dei materiali perfetti. Dall’altra parte, però, anche la sua condizione non era delle migliori, se si considera che suo fratello Tarjei ha concluso la gara con un tempo sugli sci migliore di un minuto.

Al termine della gara Johannes Bø è apparso ovviamente deluso, ma anche un po’ confuso, non avendo capito del tutto cosa accaduto: «Non sono abituato a essere così passivo sulla pista – ha affermato Bø a NRKè insolito per me non essere in grado di restare a contatto con gli altri. Mi sono sentito impotente. È la prima volta in tanti anni che mi sento così male. Ho provato anche ad andare veloce, a dare maggior forza alla spint, ma nulla».

Molto particolare il fatto che al termine del primo giro Johannes Bø fosse stato il più veloce sugli sci: «Mi sentivo bene nel corso del primo giro, poi all’improvviso niente, mi sentivo impotente. Non capisco bene cosa sia accaduto, cosa mi abbia reso così pesante. Eppure ho fatto la solita preparazione di avvicinamento alla gara. In pista c’erano delle condizioni molto difficili e varabili, i francesi probabilmente avevano i migliori materiali». 

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