Redazione

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Alle 12.30 italiane inizieranno le batterie di finale delle sprint. Ecco la loro composizione.

SPRINT FEMMINILE
Partiranno rispettivamente nella terza e quinta batteria dei quarti di finale le due azzurre che hanno sorpreso tutti nelle qualificazioni alla sprint di Ruka.
Lucia Scardoni sarà in terza dove dovrà affrontare la più forte del circuito, Stina Nilsson. La svedese non è apparsa al meglio in qualificazione, ma siamo certi che nelle batterie tirerà fuori il meglio di sé. Nella stessa batteria l’azzurra avrà anche l’esperta Jacobsen, il bronzo mondiale Mari Eide, la finlandese Anne Kylloenen e la svizzera Nadine Faehndrich, capace di vincere la scorsa settimana in Svezia.

Greta Laurent dovrà invece vedersela con la tedesca Laura Gimmler, la finlandese Kerttu Niskanen, le due pericolose under 23 svedesi Johanna Hagstroem ed Emma Ribom, più la forte ed esperta slovena Katja Visnar. Insomma una batteria sulla carta alla portata ma che nasconde pericoli.

Per quanto riguarda il resto, nella prima batteria ci sarà Johaug, con Tiril Udnes Weng, Falla, Parmakoski, Settlin e Bjornsen. Nella seconda batteria la statunitense Caldwell dovrà vedersela con le norvegesi Stenseth e Svendsen, ma anche Van der Graaff, Roennlund e Hennig.  Infine molto interessante la quinta batteria con Lampic, Diggins, Sundling, Nepryaeva, Brennan e Lylynpera.

SPRINT MASCHILE
Federico Pellegrino ha scelto la seconda batteria dove troverà diversi avversari davvero pericolosi. Con l’azzurro, infatti, ci saranno Pal Golberg, Alexander Bolshunov e Lucas Chanavat, tutti atleti che possono dire la loro soprattutto se la gara dovesse giocarsi sul rettilineo finale. Attenzione anche a Maltsev, apparso in grandi condizioni nelle ultime settimane ma non uno sprint, mentre a chiudere sarà il finlandese Mikkonen.

Rastelli ha scelto la terza batteria, che appare veramente alla sua portata. L’azzurro avrà infatti Maeki, Chauvin, Vuorinen, Peterson e Semikov. Si può sperare. Interessante anche la batteria di De Fabiani, che nella quarta avrà con sé Haggstroem, Kilp, Niskanen, Jouve e Lepisto.

Tanti big nella prima batteria, dove con Klæbo sarà al via proprio con Valnes, insieme al finlandese Hakola e il russo Ustiugov. Ci si aspetta in questo caso un tempo molto basso. A chiudere il gruppo ci saranno lo sloveno Lampic e lo svedese Svensson. Infine nella quinta batteria avremo alcuni atleti molto interessanti come Emil Iversen, Halfvarsson, Retivykh e Skar che se la vedranno anche con Hediger e Haarala. 

Se si aspettavano conferme circa la condizione di Klæbo, dopo la deludente prestazione nella sprint di Beitostølen seguita però da una bella prova nella distance, la qualificazione alla sprint di Ruka ha sicuramente lanciato un primo segnale importante: il norvegese c’è e fa veramente tanta paura. Klæbo ha dominato la qualificazione facendo registrare la miglior prestazione assoluta con un tempo pazzesco di 2’37”42, che gli ha permesso di rifilare degli ampi distacchi. Alle sue spalle soltanto Erik Valnes è riuscito a limitare i danni, confermando la bella impressione già fatta la scorsa settimana a Beitostølen, chiudendo con 1”52 di svantaggio.

Dietro di loro un ottimo Federico Pellegrino, capace di fare la differenza nella seconda parte del percorso, dove è riuscito a far registrare un tempo addirittura migliore rispetto al norvegese, al punto da scalare diverse posizioni e chiudere a 2”92. Un bellissimo segnale sulla condizione fisica dell’azzurro e una conferma del buonissimo lavoro fatto dai tecnici italiani.

Poi il vuoto. Golberg ha chiuso quarto a 3”89, quindi si sono piazzati in ottime posizioni i finlandesi Maeki, Hakola e Niskanen, rispettivamente, sesto, settimo e decimo, preceduti dallo svedese Hagstroem. Ottava piazza per Ustiugov, che ha subito un distacco di 5”52 da Klæbo. Ancora più alto di il ritardo di Bolshunov, giunto a 6”18. Sorprendente il nono posto dell’estone Kilp, una bella notizia per la sua nazionale.

Molto bene Maicol Rastelli che ha comodamente superato il taglio della qualificazione concludendo quattordicesimo a 6”92. Anche il lombardo dell’Esercito si è ben comportato soprattutto nella seconda parte di gara-

Dentro anche un buon Francesco De Fabiani che ha chiuso in ventiseiesima posizione, riuscendo così a comportarsi molto bene anche in una sprint in classico. L’azzurro ha chiuso non distante rispetto a uno Chanavat dato in ottima forma. 

Non hanno superato il taglio, invece, Stefan Zelger e Giandomenico Salvadori.

Meglio non poteva iniziare la stagione della squadra femminile italiana. Nella qualificazione alla sprint in classico di Ruka, infatti, le azzurre sono state protagoniste di una prestazione che ha impressionato tutti. Lucia Scardoni è stata addirittura capace di far registrare il miglior tempo assoluto, mentre Greta Laurent ha chiuso in terza piazza. Segno che l’Italia al femminile ha preparato benissimo questo appuntamento ma anche che gli skiman devono aver fatto veramente un ottimo lavoro.

La veneta delle Fiamme Gialle ha chiuso addirittura in prima piazza con oltre un secondo di vantaggio sulla statunitense Sadje Bjornsen. Scardoni è stata protagonista soprattutto di un’ottima seconda parte di qualificazione, nella quale ha scalato tante posizioni, dimostrando uno stato di forma invidiabile.

Alle sue spalle grandissima anche la prestazione di Greta Laurent, apparsa pure lei in ottima forma. La valdostana ha chiuso in terza piazza, dando dimostrazione di reggere un alto ritmo per tutto il corso della qualificazione, facendo registrare il solito ottimo intermedio per poi addirittura far meglio di Falla nella seconda parte.
Nel mezzo tra le azzurre la statunitense Sadie Bjornsen, mentre quarta è giunta Sophie Caldwell, la cui prova dimostra che probabilmente la squadra statunitense aveva a disposizione degli ottimi sci.

Quinta piazza per la norvegese Ane Appelkvist Stenseth, che ha confermato l’ottima condizione mostrata a Beitostølen, davanti a Falla giunta sesta. Ottima anche la prova di Lampic, che in estate si è allenata con le azzurre e ha chiuso al settimo posto. Molto bene anche Pärmäkoski, giunta ottava.

Un po’ più indietro Stina Nilsson, che ha saltato le gare FIS di Gällivare della scorsa settimana a causa di un problema alla spalla. Probabilmente la svedese aveva bisogno di rompere il ghiaccio con una gara ufficiale e ha concluso al decimo posto. Ne sapremo di più tra poco con le finali.

Se si voleva una conferma della voglia di Johaug di prendersi la Coppa del Mondo, probabilmente può bastare il fatto che sia riuscita a superare il taglio della qualificazione con il 27° tempo, a differenza di una Karlsson in difficoltà. In difficicoltà, se si considerano i risultati della passata stagione, la squadra svedese, che in ogni caso è riuscita a qualificare sei atlete. Probabilmente, però, è stato commesso qualche errore nella preparazione dei materiali.

A un passo dalla qualificazione Caterina Ganz, non una sprinter, ma capace di rompere il ghiaccio nel modo giusto ed evidenziare miglioramenti anche nella velocità. Chissà, che non possa essere un bel segnale anche questo in vista delle prossime due gare. Più indietro Anna Comarella, che non ha certo in questo il format più amato. La aspettiamo domani.  

Ore 10:45:15, parte la Coppa del Mondo maschile 2019/20. Ad aprirla non sarà uno sprinter, bensì un fondista che si candiderà spesso a vincere le distance nel corso della stagione, Sjur Røthe. A seguirlo un altro atleta molto competitivo nelle distance, Simen Krüger. Numero 4 per l’amatissimo Dario Cologna, mentre con il 5 uno degli atleti da tenere d’occhio anche per la generale, Emil Iversen.

Tra il 7 e l’11 tre sicuri protagonisti della stagione. Alexander Bolshunov, uno dei principali contender della generale, sarà in gara con il numero 7, seguito da un atleta con cui bisognerà fare i conti nella gara di domani, Sindre Bjørnestad Skar. Pettorale numero 9 per Sergey Ustiugov, altro atleta che potrebbe addirittura lottare per la Coppa del Mondo. Quindi con il 10 toccherà all’uomo da battere, Johannes Klæbo, che non aveva però fatto una buona impressione nella sprint della scorsa settimana. Quindi il primo italiano al cancelletto, un attesissimo Federico Pellegrino, in pista alle 10:47:45. A seguire Calle Halfvarsson e con il 14 l’atleta più atteso dai tifosi di casa, Iivo Niskanen, uno dei favoriti per le gare dei due giorni successivi.

Attenzione con il 18 a Lucas Chanavat, apparso in ottime condizioni fisiche nelle ultime settimane. C’è curiosità, poi, di vedere all’opera Francesco De Fabiani, che fin qui ha sempre fatto maggiore fatica nelle sprint in classico rispetto a quelle in skating. Attenzione con il 21 al bronzo mondiale Gleb Retivykh che ha mandato ottimi segnali due settimane fa a Rovaniemi. Nel secondo gruppo, con il pettorale 25 ci sarà un pericolosissimo Erik Valnes, vincitore una settimana fa a Beitostølen, mentre con il 27 sarà altrettanto competitivo anche il connazionale Pal Golberg.

Attenzione, soprattutto per i prossimi giorni, al numero 30 Artem Maltsev, apparso in ottime condizioni fisiche nelle ultime settimane. Il secondo azzurro al via, con il numero 40, sarà Stefan Zelger, seguito immediatamente da un altro sprinter, Maicol Rastelli. Entrambi proveranno a qualificarsi, anche se il sudtirolese non è ancora apparso nella miglior condizione. L’ultimo italiano al via avrà il pettorale 69, Giandomenico Salvadori, che ha un cartellino giallo, raccolto clamorosamente nella sprint casalinga estiva di Forni Avoltri. In totale saranno 106 gli atleti al cancelletto di partenza, a chiudere sarà infatti il finlandese Perttu Hyvarinen alle 11:11:30.

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Sarà l’idolo di casa Krista Pärmäkoski ad aprire la Coppa del Mondo di sci di fondo 2019/20. La finlandese scenderà infatti in pista con il pettorale numero 1 nella qualificazione della sprint in classico di domani mattina, partendo alle 10:00:15 italiane, le 11:00:15 in Finlandia. Con il pettorale numero 2 toccherà subito a una delle grandi favorite per la generale, Natalia Nepryaeva, mentre Stina Nilsson scenderà in pista con il 6 alle 10:01:30. Trenta secondi dopo, con il numero 8, partirà Maiken Caspersen Falla, un delle fondiste più attese. Da seguire ovviamente con l’11 Maja Dahlqvist e il 16 Heidi Weng. Pettorale numero 19 per Jessica Diggins, mentre con il 21 toccherà alla grande favorita per la Coppa del Mondo, Therese Johaug. Alle 11:05:45 toccherà alla prima italiana, Greta Laurent, con il pettorale 23, che partirà tra Visnar e Van Der Graaff. Attenzione alla numero 27 Ane Appelkvist Stenseth, che la scorsa settimana a Beitostølen vinse ai danni di Falla.

La seconda italiana al via sarà Lucia Scardoni che qui sfiorò la finale lo scorso anno. La veneta delle Fiamme Gialle avrà il pettorale numero 31. Soltanto con il numero 47 scenderà in pista un’altra attesissima atleta, Frida Karlsson, che nella sprint deve cogliere punti per avvantaggiarsi nei confronti di Johaug. A seguirla sarà Caterina Ganz, in pista con il pettorale 48 alle 11:12. Ultima azzurra al via sarà Anna Comarella, pettorale numero 66. In totale saranno 92 le atlete in pista, con la sudcoreana Jin Eui Lee che sarà l’ultima al via. 

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La passata stagione l'ha definitivamente lanciata tra le big del biathlon internazionale. Quest'anno Lisa Vittozzi vuole proseguire nella sua costante crescita e togliersi altre soddisfazione. La sappadina è pronta a farlo sin dall'esordio di Östersund, località dove lo scorso anno colse due medaglie mondiali e vinse anche la coppa di specialità individuale.

Vittozzi ne ha parlato sul sito ufficiale della FISI: «Siamo stati accolti dal tipico meteo di questa località. Le condizioni sono abbastanza buone, anche se nevica. Per quanto mi riguarda mi sento bene e non vedo l'ora di presentarmi in gara. La staffetta di sabato sarà un bel test per cominciare, ma il vero esordio sarà la sprint di domenica».

L'azzurra è quindi ritornata sul Mondiale dello scorso anno, che si è disputato proprio  a Östersund: «Conservo dei buoni ricordi di questa località, dove lo scorso mese di marzo, durante i Mondiali, feci buone prestazioni come il secondo posto nell'individuale e il terzo nella staffetta mista. Tuttavia spero di ottenere qualcosa di più, soprattutto nella stessa sprint che mi lasciò parecchio amaro in bocca».

Vittozzi ha quindi fatto il punto della situazione al termine della preparazione e dopo la bella vittoria nella sprint di Sjusjøen: «Mi sento bene, i test che abbiamo fatto nelle scorse settimane in Norvegia hanno dato dei riscontri soddisfacenti. Penso di crescere ulteriormente e soprattutto la forma migliore deve ancora arrivare. Sinceramente non voglio pormi limiti in questa stagione, se non quello di gettare in pista tutto ciò che posso dare in ogni occasione».

Scatterà con l’Opening di Ruka la Coppa del Mondo di sci di fondo. Il primo Triple della stagione, nel quale in campo femminile Therese Johaug sembra quasi imbattibile, soprattutto dopo le gare di Beitostølen, nelle quali ha mostrato una condizione invidiabile. Dall’altra parte, però, a Gällivare anche Frida Karlsson ha mostrato di essere in ottime condizioni e tanti la considerano una reale contender della norvegese per questo fine settimana, soprattutto considerando che la giovane svedese è più competitiva nella sprint.

La stessa Johaug, come riportato da SportExpressen, crede che Karlsson abbia carte da giocare per batterla: «Penso possa fare molto bene. Lei è forte nella sprint e ha fatto molto bene nelle distance di Gällivare dello scorso weekend. È possibile che possa unirsi alla battaglia per la vittoria a Ruka. Se ha un vantaggio rispetto a me nella sprint? Non ho mai gareggiato con lei in uno sprint, ma l’ho vista andare molto forte, forse soprattutto in classico. Quindi sicuramente si»

Si riparte da Östersund. La località svedese, chiusi i fasti della rassegna iridata 2019, torna a proporsi come primo atto della nuova stagione di Coppa del Mondo, un cammino che si apre sabato con le due staffette miste, seguite domenica dai primi impegni individuali, a base di sprint.

 

Si riparte da Östersund con l’Italia padrona del movimento femminile.

Il trionfo di Doro Wierer davanti a Lisa Vittozzi nella scorsa Coppa del Mondo vorrebbe restare solo un ricordo nella mente delle dirette interessante (“si riparte tutte da zero” professava solo ieri la stessa Dorothea) ma inevitabilmente è il dato da cui partire per entrare nel vivo di un nuovo inverno, dopo aver salutato tra le altre Kuzmina, Dahlmeier e - definitivamente - Koukalova.

 

Si riparte dunque dal possibile (e auspicato, al di qua delle Alpi) nuovo confronto tra la ventinovenne finanziera suditirolese di casa a Castello di Fiemme e la ventiquattrenne carabiniera di Sappada, nella consapevolezza che le altre non staranno di certo a guardare. Herrmann, Røiseland, Öberg, l'elenco è lungo.

 

Restando in casa Italia, il marzo scorso ha avuto un ruolo fondamentale per Doro & Lisa. Wierer ha potuto saldare ancor più quel killer instinct prezioso nei momento caldi a dispetto della innata sua insicurezza; Lisa dal suo canto ha avuto l’occasione di imparare e conoscere sulla propria pelle quanto possa diventare pesante la carabina in quei delicati frangenti che valgono una stagione, persino una carriera.

 

Un pieno di consapevolezza per entrambe che a partire da sabato - o meglio, da domenica in ottica sfide individuali - dovrà essere rimesso in pista, per provare a difendere quanto raccolto nei mesi passati o per tentare il sorpasso nei confronti della leader, a seconda dei punti di vista.

 

Doro & Lisa rispecchiano diversi canoni sia sul fronte tecnico che su quello del talento, ma possono di nuovo battagliare per regalare un’altra stagione da sogno agli appassionati italiani. Di certo i primi riscontri arrivati da Sjusjøen (a Vittozzi la sprint, a Wierer la mass start) hanno alzato il livello di italica adrenalina, ma da domenica si farà sul serio e si dovrà fare i conti anche con le altre.

 

Ecco, le altre. A cominciare da Denise Herrmann, l’indiziata numero uno per rivestire il ruolo di guastafeste azzurra. Indiscutibile o quasi sugli sci, sull’ex sprinter tedesca pende la consueta spada di Damocle del poligono, in progressivo miglioramento. Proprio su questi progressi e soprattutto sulla loro costanza si giocherà la stagione, perchè se la quasi trentunenne sassone sarà in grado di crescere di qualche punto percentuale al tiro, potrebbe diventare cliente davvero poco digeribile.

 

Gli altri due nomi da tenere in grossa considerazione sono inevitabilmente quello della norvegese Marte Olsbu Røiseland e della svedese Hanna Öberg. Proprio ad Östersund, la prossima settimana, la vichinga di Lillehammer spegnerà le 29 candeline e si presenta alla nuova stagione dopo un inverno che le ha consentito di tenere vive fino all’ultimo le speranze di coppone. Ragazza di costanza, più che di acuti, chiamata a confermare la dimensione mostrata nella passata stagione, una dimensione che se si rinnoverà le consentirà ancora una volta di essere lì, pronta per dire la sua.

 

Discorso diverso, invece, sul fronte svedese di Öberg: a ventiquattro anni ha già in bacheca un titolo iridato ed una coppetta ed è stata protagonista nelle ultime tre annate di un costante e significativo progresso che ne fanno oggi una delle big del circuito. Sarà già abbastanza matura per reggere un’intera stagione? E’ una delle questioni più intriganti di questi giorni di vigilia, insieme alla curiosità di seguire la curva di crescita della ceca Marketa Davidova, esplosa l’anno scorso con una vittoria e tre podi ed ora a caccia di preziose conferme.

 

E poi c’è ancora Kaisa Mäkäräinen: l’anagrafe parla sempre più a proprio sfavore - saranno presto 37 le primavere - ma la finnica ha tutta l’esperienza per vivere un altro inverno da protagonista. Forse più da cacciatrice di tappa, che non da grandi giri, per usare una metafora ciclistica: la sensazione è che ad Anterselva, a febbraio, sarà da tenere in grossa considerazione. Ma attenti, il biathlon è imprevedibile e non bisogna mai vendere in anticipo la pelle dell’orso….

 

Infine due parole sul team francese. L’inverno scorso le transalpine hanno vissuto una sorta di annus horribilis: urge ricostruire certezze e cementare risultati importanti, specie per Justine Braisaz.

Difficile pensare che non possa tornare - scegliendo lei come simbolo dell’intero team - a livelli più consoni al talento a disposizione della squadra.

Ed a proposito di talento, cosa dire di Tiril Eckhoff? L'elfo di Oslo è capace di tutto e del suo contrario, sa incantare quanto deludere. E' lecito sulla soglia dei trent'anni attendersi un colpo di coda

verso una vera elite stagionale?

 

Detto delle leader, il team di Fabrizio Curtaz si attende molto anche da Federica Sanfilippo e Nicole Gontier che nella passata stagione hanno lasciato intravvedere buone cose, non solo in staffetta. Farsi largo davanti non è semplice, ma entrambe ci sono già riuscite. Interessante poi vedere come evolverà la stagione di Alexia Runggaldier, impegnata oggi in IBU Cup: la poliziotta gardenese è rientrata nei ranghi delle Fiamme Oro dopo l’esperienza non troppo fortunata dello scorso anno nel team azzurro. Le impressioni che giungono dalla scuola alpina di Moena sembrano incoraggianti, staremo a vedere. Con lei nel circuito cadetto anche le giovani Michela Carrara ed Irene Lardschneider: l’obiettivo è crescere per trovare la giusta maturità per salire prossimamente sul treno azzurro.

 

Ecco dunque alcuni cenni e spunti di riflessione a pochi giorni dal via delle competizioni. Semplici indicazioni che non possono (nè vogliono) essere esaustive, anzi: il fascino del biathlon è il saper andar oltre al prevedibile, ai copioni, agli spartiti. 

Forza ragazze, siamo pronti per essere stupiti di nuovo.

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