Fondo - Divieto all'utilizzo delle cere: il problema sono i controlli

02 Dicembre 2019
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A Ruka gli addetti ai lavori hanno discusso molto sul comunicato stampa della FIS, che una settimana fa ha annunciato l’abolizione del cere fluorurate a partire dalla stagione 2020/21. Se da un lato tutti concordano sul fatto che sia una decisione giusta da prendere per diversi motivi, dall’altro vogliono anche la certezza che ci siano controlli adeguati per scoprire che nessuno bari.

È stato Erik Röste a tornare sull’argomento interpellato da NTB nel corso del weekend: «Abbiamo deciso per un divieto completo a partire dalla stagione 2020/21. Questo non vale soltanto per le cere con la catena C8, ma per tutti i tipi di fluoro».

Non esiste però al momento un sistema di controllo efficiente per verificare se qualcuno utilizzi o meno cere al fluorurate. L’ha confermato all’Expressen anche Pierre Mignerey, messo dalla FIS alla guida del gruppo di lavoro chiamato rapidamente a trovare una soluzione al problema, dopo il divieto imposto dalla FIS: «Almeno per me è chiaro che se non avremo un sistema di controllo funzionante, sarà difficile fare qualsiasi cosa. Non possiamo introdurre una nuova regola ma non essere in grado di verificare se venga rispettata. Onestamente è troppo presto per dire qualsiasi cosa, perché ci sono ancora troppe domande a cui non abbiamo ancora trovato risposta. Non so quanto ci metteremo a trovare la soluzione al problema, magari un mese o forse sei anni. Non ne ho idea. La mia opinione personale, quindi non ufficialmente della FIS, è che senza un sistema di controllo sia impossibile imporre il divieto. Questo è il grande problema da risolvere e i lavori devono iniziare immediatamente».

Dalla federazione svedese Anders Niemi ha poi chiarito che al momento ci vorrebbe troppo tempo per avere un chiaro responso sull’eventuale irregolarità degli sci: «Il metodo disponibile è un nastro che si mette sul rivestimento degli sci. La cosa difficile è che in questo momento bisognerebbe mandarli in Germania per le analisi e ci vogliono circa dieci giorni per il responso. Se FIS ritiene di non trovare un metodo affidabile, allora questo divieto andrebbe posticipato. Possono volerci anche due o tre anni se vedono che non c’è la certezza di pescare chi ha barato».

Sull’argomento è intervenuta anche la regina assoluta del fondo mondiale, Therese Johaug: “Il sistema di controllo deve essere sicuro al cento per cento. Non voglio che le persona possano approfittarne per imbrogliare»

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