Fondo - L'emergenza coronavirus manda in difficoltà lo sport norvegese

21 Marzo 2020
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L’emergenza causata dalla diffusione del nuovo coronavirus, Covid-19, sta causando notevoli problemi anche sull’economia e di riflesso sul mondo dello sport. A risentirne immediatamente è stata la nazionale più ricca nelle discipline invernali, la Norvegia, la cui federazione ha riscontrato una perdita immediata di 27 milioni di corone, pari a oltre due milioni di euro. Perdite dovute alla cancellazione di eventi che avrebbero attratto molto pubblico, come il Raw Air di salto, ma anche allo svolgimento a porte chiuse della tre giorni di Holmenkollen e alla cancellazione di tutti i Campionati Nazionali.

La Federazione Norvegese di Sci, però, teme di poter subire un contraccolpo ancora peggiore. La Norvegia è infatti in piena crisi economica, tanto che la Banca Centrale Norvegese ha tagliato per ben due volte in due settimane i tassi d’interesse, portandoli a un minimo storico. Una misura necessaria per aiutare l’economia norvegese che sta continuando a peggiorare. Come in Italia, per l’emergenza coronavirus, tante aziende hanno chiuso o ridotto l’attività, ci sono stati licenziamenti e la disoccupazione è aumentata. Senza dimenticare il crollo del prezzo del petrolio, che ha avuto un forte impatto, se si considera che grazie ai giacimenti petroliferi del Mare del Nord la Norvegia è il maggior produttore di petrolio nell’Europa Occidentale, tanto che questo rappresenta il 52% delle esportazioni nazionali e il 25% del PIL. Ovviamente è crollata anche la corona norvegese, che si è fortemente deprezzata.

Tanti sponsor, quindi, potrebbero allontanarsi e non investire il prossimo anno sugli sport invernali. Al momento, per esempio, è in scadenza il contratto con Sparebank1, sponsor principale delle nazionali, il cui rinnovo non sembra certo.

Insomma, in Norvegia stanno ragionando come muoversi, tenendo anche d’occhio l’attuale situazione. Sono già saltati i raduni primaverili, quindi ogni atleta si allenerà da solo, almeno all’inizio, ma sono in forte dubbio anche quelli estivi. Ma soprattutto bisognerà fronteggiare un pesante abbassamento dei costi, che potrebbe portare anche a squadre meno numerose, come ammesso da Espen Bjervig, responsabile dello sci di fondo, a NRK: «Ovviamente questa situazione economica ci costringerà a cambiare qualcosa nel numero di atleti e tecnici. La cosa più importante, però, sarà avere una squadra e un’organizzazione abbastanza buone per permetterci di vincere ancora la Coppa del Mondo e tante medaglie mondiali. Uno o due atleti in meno oppure anche di più? Non so, tutto è possibile, vediamo cosa accadrà perché qui le cose cambiano molto velocemente. Gli investimenti fatti dalla Federazione Norvegese di Sci riflettono la situazione economica del paese. Dipendiamo dai nostri partner economici, quindi ci auguriamo che le cose andranno bene e possano continuare a supportarci».

Già precedentemente all’emergenza coronavirus la Federazione Norvegese sembrava intenzionata a tagliare il numero di componenti della propria squadra èlite di fondo (12 donne e 15 uomini), ora è inevitabile e forse sarà un taglio anche pesante. L’allenatore della squadra femminile, Ole Morten Iversen, ha dichiarato a Dagbladet che i tagli “potrebbero essere uno o cinque, forse anche di più. Ridurre il numero degli atleti è una logica conseguenza dell’abbassamento del budget”.

Se ne saprà forse di più a fine aprile, quando dovrebbero essere annunciate le squadre.

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