Østberg sta recuperando dalla frattura: "Ma ci vorrà ancora pazienza"

16 Maggio 2020
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La stagione passata è stata molto travagliata per Østberg. A novembre non è riuscita a ottenere il certificato medico necessario per gareggiare, rientrando soltanto per il Tour de Ski, poi alla vigilia della 30km di Holmenkollen, si è presentata in stampelle per anunciare di aver subito un infortunio al tallone, una frattura da stress.

A distanza di due mesi, la sciatrice norvegese, che compirà trent’anni a novembre, ha dichiarato a NRK di dover avere ancora tanta pazienza prima di poter tornare ad allenarsi. «È un po’ diverso da come avevo immaginato – ha ammesso Østbergci vorrà ancora del tempo prima che le cose tornino completamente a posto. Le cose sembrano migliorare. Ancora non posso salire le scale, oppure correre per tre ore. Ma questo i medici me l’avevano detto già dall’inizio, ci sarebbe voluto del tempo. Il recupero è lento, toccherà fare un passo alla volta. Ci vuole pazienza».

Al momento Østberg non sa quando potrà tornare quindi ad allenarsi in condizioni normali. «Non ho una risposta a questa domanda, nessuno attorno a me conosce la data. Potrebbe essere giugno, luglio o agosto, ma non è così semplice».

La norvegese ha imparato tanto dalle difficoltà avute nella passata stagione. La frattura da stress a marzo ha infatti fatto seguito al mancato certificato medico di novembre, arrivato per non essere stata abbastanza attenta a bilanciare nel modo giusto l’assunzione di energie e la quantità di esercizio fisico effettuato: «Ho capito che devo imparare a trovare il giusto equilibrio tra esercizio fisico, assunzione ed equilibrio energetico. Non è facile. Spero di riuscire a trovare un buon metodo per farlo. Voglio andare a sciare, quindi è qualcosa su cui devo assolutamente lavorare». In questi mesi la vincitrice della Coppa del Mondo 2018/19 ha valutato quanto accaduto nell’ultima stagione: «Devi prima ragionare su cosa è stato fatto per evitare che accada di nuovo».

Infine la quasi trentenne di Giøvik ha parlato anche dell’impatto che l’emergenza coronavirus potrebbe avere sulla prossima Coppa del Mondo: «Penso che dovremo prepararci a due o tre scenari differenti. Potrebbe essere necessario prepararsi al peggio e tutto il resto considerarlo un bonus»

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