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Abolizione del fluoro - Dalla Norvegia: "La FIS non è vicina all'avere un dispositivo di controllo adeguato"

18 Marzo 2021
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Dopo quanto scritto pochi giorni fa dal sito svedese SportExpressen, con le rivelazioni del responsabile dei materiali della nazionale svedese, Petter Myhlback, riguardo dei test sul nuovo dispositivo per rilevare la presenza del fluoro sotto gli sci, che si sono svolti a Falun a febbraio senza dare l’esito sperato, anche il responsabile degli skiman della nazionale norvegese, Stein Olav Snesrud, ha parlato, in questo caso su NRK, dei fallimentari test del dispositivo costruito in Germania.

Una spiegazione molto dettagliata quella di Snesrud sullo svolgimento di questi test sui materiali della squadra norvegese. Il capo skiman ha svelato che sono stati presi sedici sci, otto paia, sui quali è stata applicata più volte la polvere di fluorurata.
Alcuni di questi sci sono stati puliti con un detergente, poi sono state applicate delle scioline prive di fluoro per due, quattro o sei volte. Sono stati anche utilizzati degli spray privi di fluoro. In totale, quindi, c’erano otto diversi tipi di lavorazione.

Snesrud ha quindi raccontato di essere rimasto piuttosto sorpreso quando ha ricevuto i risultati dei test di Falun, rendendosi conto che il macchinario di controllo è tutt’altro che pronto: «Devo ammettere che sono lontani – ha affermato a NRKsulla base dei test che hanno fatto a Falun, (quelli della FIS, ndr) non sono nemmeno lontanamente dotati di un dispositivo funzionante».

Il capo skiman ha svelato i dati di un test fallimentare: «Cinque degli sci che sono stati giudicati senza fluoro, sono in realtà degli sci a cui era stato dato solo uno strato di glider sopra la polvere fuorurata. Su due sci dello stesso paio, che hanno quindi ricevuto lo stesso trattamento, l’esito è stato diverso: uno è risultato con floruro e l’altro senza. Poi quattro sci su sedici non hanno ricevuto una risposta chiara. Inoltre alcuni sci privi di fluorurati sono invece stati contrassegnati come positivi».

Insomma un autentico caos. Cosa vorrà fare la FIS? Portare nuovamente tutti fino a ottobre o novembre prima di decidere, come accadde già lo scorso anno, oppure accettare il fallimento, lavorare con maggiore calma e proporre il divieto di utilizzo del fluoro a partire dalla stagione 2022/23, regalandoci così delle Olimpiadi eque? Veniamo già da una stagione fortemente condizionata da fattori esterni, cerchiamo per favore di viverne una normale, almeno quella olimpica.