Redazione

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Bentornata sul podio, Lisa.

"In effetti era da molto tempo che non ci salivo...", dice lei in conferenza stampa, ma soprattutto bentornata brillante, puntuale, implacabile. Proprio come quella fuoriclasse capace di duellare per la Coppa del Mondo fino all'ultima gara, una decina di mesi fa.

Un dicembre difficile, molto difficile, ha lasciato spazio ad un 2020 iniziato con sensazioni decisamente migliori: sono arrivati i primi piazzamenti in top10, è arrivato il quarto posto nell'individuale di venerdì, è arrivato oggi il secondo posto nella mass start, ultima gara prima della pausa di avvicinamento ai Mondiali di Anterselva.

"Il quarto posto di venerdì è stato importante. In gara ho ritrovato appieno le sensazioni del passato e non ho potuto non pensare a quello che poteva essere oggi, nella mass start. Ho fatto anche un pensiero alla possibilità di tornare finalmente sul podio, lo ammetto. Ma ho cercato di non darci troppo peso e di stare calma".

Il podio è poi arrivato.

"E' stata una gara perfetta per me: bene al tiro, bene sugli sci. Una gara che ha confermato le sensazioni di venerdì. Ci voleva, di sicuro: dicembre è stato un mese difficile in cui le cose non mi riuscivano, ma nelle difficoltà non ho voluto cambiare nulla. Ho preferito concentrarmi su me stessa, valutando ogni singolo aspetto di ciascuna giornata per andare alla radice del problema e trovare la soluzione migliore. Ora spero di essere uscita definitivamente dal momento difficile: qualche giorno di riposo e poi via verso Anterselva". Lei non lo dice, ma possiamo aggiungere... con tutta la ritrovata fiducia del caso.

Bentornata, Lisa.

Dopo uno skiathlon da dimenticare, nel quale è stato addirittura costretto a ritirarsi, a seguito di una crisi mai avuta in carriera, Johannes Klæbo ha subito ritrovato se stesso vincendo nettamente la sprint in classico sul tracciato di Oberstdorf, che ospiterà il prossimo Mondiale.

La reazione avuta su una pista dura come quella tedesca è una boccata d’aria importante per il fenomeno norvegese, che però è ancora molto colpito dai problemi avuti sabato. A NRK, quindi, al termine della gara, ha svelato di voler effettuare degli esami per capire se la brutta crisi di sabato è stata dovuta a un problema fisico.

«Oggi ho vissuto una giornata migliore – ha spiegato Klæbo ai microfoni di NRKsecondo il mio piano iniziale avrei dovuto essere secondo all’imbocco della discesa, ma le cose sono andate diversamente, allora sono andato a tutta e non mi sono voltato fino al traguardo».

Il campione del mondo e detentore della Coppa del Mondo è tornato quindi sulle difficoltà avute ieri: «Capisco che le persone fossero preoccupate dopo le mie parole di ieri. Andrò a casa per scoprire se ci sono dei problemi. Ho in programma un esame clinico martedì per capire cosa è accaduto, perché delle brutte giornate possono capitare, ma ieri lo è stata come non mai». Le difficoltà dello skiathlon hanno avuto un impatto anche sulla testa di Klæbo, che ha ammesso di aver affrontato la gara con qualche certezza in meno rispetto al solito: «Non ho mai iniziato una gara con tanta insicurezza come oggi. Per tutto il fine settimana, in molti mi hanno detto che ero pallido e che forse sarebbe stato il caso di lasciare la gara. Ciò ovviamente non mi ha certo aggiunto sicurezza, ma fortunatamente tutto ha funzionato e ho preso punti importanti».

Al di là di tutto, quindi, Klæbo vuole vederci chiaro: «Anche se oggi è andato tutto bene, non posso dire che quello di ieri sia stato solo un incidente. Dovrò provare a scoprire cosa non è andato, tornare a casa e fare dei controlli. Voglio solo essere sicuro di sapere cosa è successo. Ho in programma di partecipare ai Campionati Norvegesi, per poi andare a Falun in Coppa del Mondo. Non mi sono ancora arreso»

“Alt for Norge!”. È il motto reale norvegese, usanza di lunga tradizione ma tutti gli ultimi tre regnanti hanno adottato il medesimo, il quale ha assunto maggior importanza contro l’occupazione tedesca durante la seconda guerra mondiale. Ed oggi, alla Marcialonga di Fiemme e Fassa di 70 km da Moena a Cavalese, è stato proprio un “tutti per la Norvegia” con nove sudditi di Harald V nelle prime dieci posizioni di classifica. Il ‘norge’ con i Ray-Ban Tord Asle Gjerdalen puntava a raggiungere Joergen Aukland alla testa degli atleti stranieri più vincenti di sempre alla Marcialonga, toccando le quattro affermazioni personali, ma quando tutto sembrava segnato per il “lieto fine” gli sci del connazionale Tore Bjoerseth Berdal si sono messi a volare sulla salita di Cascata – ogni anno decisiva nel determinare il campione – e l’atleta del Team Koteng gli ha rovinato la festa.

Berdal pare fondista ‘formato grandi classiche’ delle lunghe distanze dello sci di fondo visto che si è imposto anche alla scorsa Vasaloppet, e dopo il 2° posto dietro a Chernousov alla Marcialonga 2018 corona il sogno di una vita: “La Marcialonga è la gara più bella di tutta la stagione”. Ottima anche la strategia di Petter Eliassen, vincitore della passata edizione, ma l’impegno non è bastato e così gli atleti del Team Ragde (Gjerdalen, Eliassen e Nygaard) si sono dovuti ‘accodare’ allo strapotere di Berdal.

Tra le donne altro successo ‘norge’ con una nuova sorpresa, e Kari Vikhagen Gjeitnes ad imporsi sulla connazionale Astrid Oeyre Slind, che pare avere la strada spianata per il successo in Visma Ski Classics, e sulla svedese Lina Korsgren. “Deluse” le due grandi favorite, Britta Johansson Norgren, vincitrice delle ultime due edizioni, chiude in sesta posizione dimostrando di essere ‘umana’, e Katerina Smutna settima. 13.a l’azzurra Sara Pellegrini delle Fiamme Oro, che risolleva il morale della truppa italiana. 

Tra gli uomini 48° Gilberto Panisi del Team Robinson Trentino. Gli atleti di Coppa del Mondo Sjur Roethe (9°) e Dario Cologna (25°) erano reduci dalla prova di Coppa del Mondo ad Oberstdorf: “Questa è una gara molto interessante – afferma lo svizzero - perché si passa per i vari paesi e c'erano tanti tifosi che urlavano il mio nome, è stato molto bello. Mi piace questa valle, ci vengo sempre molto volentieri, qui ho anche vinto i Campionati Mondiali nel 2013”, si sono dimostrati competitivi ma non abbastanza per lottare con i pro long distance. 99° Petter Northug che sul proprio Instagram ha mostrato tutte le difficoltà nel competere in double poling, con evidenti sbucciature sulle mani. Deluso Gjerdalen per il quale – per sua stessa ammissione – sarebbe stato meglio giungere 11° o 12° piuttosto che secondo alla Marcialonga, gara che prepara da una stagione intera.

La contesa è stata incerta fino all’ultimo, l’azione di Runar Skaug Mathisen ha funto da ‘fuoco di paglia’ per lunghi tratti, una gara tattica con Nygaard a fare la parte del leone apripista per il Team Ragde, compito che va al vincitore dell’ultima tappa Visma Ski Classics, Chris Andre Jespersen per il Team Koteng. Addirittura Nikita Kriukov nel lotto di testa a metà gara e Dario Cologna nella pancia del gruppo. Sjur Roethe sembra il più combattivo tra i fondisti di Coppa del Mondo ma “Mr. Marcialonga” è sempre Tord Asle Gjerdalen, e gli altri si muovono in funzione dei suoi scatti. Il ‘norge’ parte forse però troppo presto sulla salita di Cascata, nonostante anche Eliassen avesse ‘lavorato’ per lui, e finisce le energie a scapito di Berdal.

La prima italiana, Sara Pellegrini, è soddisfatta: “Essendo la mia prima Marcialonga sono contenta che sia andata così, è stata dura perché non sono abituata a fare queste gare a spinta. All’inizio sono rimasta nel gruppo fino quasi a Canazei, poi ho perso contatto. Sono stata seguita molto bene tutta la settimana dal GS Fiamme Oro, mi hanno dato tanti consigli. Chissà che l’esperienza non si possa ripetere”.

A Predazzo sono arrivati i concorrenti della Marcialonga Light di 45 km, con vittorie della ceca Tereza Hujerova e del russo Egor Mitroshin. 2536° l’ambassador del Trentino e testimonial di Marcialonga Marco Melandri, dopo 70 km e 5:49:46.55 di gara, “stoico” sulla salita di Cascata: “Durissima, davvero. Mi consola il fatto che tutti abbiano detto che era la neve più dura degli ultimi dieci anni. Non è facile, ma mi sono divertito tantissimo. Ho imparato un sacco di cose: ad esempio che dovrei allenarmi di più. Il punto peggiore non è stato a Cascata, lì alla fine si può camminare e cavarsela, è il giro di boa a Canazei che è difficile”.

Per quanto riguarda i concorrenti di Marcialonga Young, infine, applausi per i vincitori Sabrina Nicolodi - SC Fiavè ASD (Allievi femminile), Giovanni Fanton - Monti Pallidi (Allievi maschile), Gabriella Zanettel - US Primiero ASD (Aspiranti femminile), Tor Ronnestrand - Svezia (Aspiranti maschile), Maria Eugenia Boccardi - Marzola GSD (Junior femminile), Matteo Leso - GS Fiamme Oro (Junior maschile). Ed ora Marcialonga continua, aspettando il tradizionale arrivo dell’ultimo concorrente, accolto come fosse il primo.
 
Marcialonga 70 km - Men
1 Berdal Tore Bjoerseth NOR 3:05:52.01; 2 Gjerdalen Tord Asle NOR 3:05:53.57; 3 Eliassen Petter NOR 3:05:54.80; 4 Nygaard Andreas NOR 3:06:02.03; 5 Pedersen Morten Eide NOR 3:06:09.70; 6 Holmberg Andreas SWE 3:06:14.15; 7 Thyli Vetle NOR 3:06:16.55; 8 Hoelgaard Stian NOR 3:06:17.19; 9 Roethe Sjur NOR 3:06:25.08; 10 Jespersen Chris Andre NOR 3:06:25.41
 
Marcialonga 70 km - Women
1 Gjeitnes Kari Vikhagen NOR 3:21:59.20; 2 Slind Astrid Oeyre NOR 3:22:06.29; 3 Korsgren Lina SWE 3:22:56.66; 4 Dahl Ida SWE 3:25:03.38; 5 Fleten Emilie NOR 3:25:23.86; 6 Norgren Britta SWE 3:26:29.54; 7 Smutna Katerina AUT 3:29:17.86; 8 Elebro Sofie SWE 3:29:29.30; 9 Larsson Jenny SWE 3:31:50.15; 10 Tsareva Olga RUS 3:32:39.12
 
Marcialonga Light - Men
1 Mitroshin Egor RUS 2:04:42.24; 2 Spirin Sergey RUS 2:08:12.14; 3 Cerutti Lorenzo ITA 2:08:15.62; 4 Maenpaa Robin FIN 2:13:35.64; 5 TORESEN Jens Petter NOR 2:14:53.37; 6 Sandoz Daniel SUI 2:16:41.14; 7 Curti Luca ITA 2:17:00.06; 8 Kravchenko Pavel RUS 2:18:56.74; 9 Szczotka Mateusz POL 2:19:19.45; 10 Costantin Davide ITA 2:23:03.90
 
Marcialonga Light - Women
1 Hujerova Tereza CZE 2:22:43.27; 2 Norheim Johanne NOR 2:30:19.41; 3 Piller Caterina ITA 2:33:31.65; 4 Bolzan Lisa ITA 2:38:06.43; 5 Astashkina Iulia RUS 2:41:11.96; 6 Gentile Marta ITA 2:42:23.73; 7 Beri Paola ITA 2:42:32.97; 8 Rosa Deborah ITA 2:44:19.72; 9 Invernizzi Aurora ITA 3:12:03.79; 10 Beumler Tanja SUI 3:13:10.04
 
Marcialonga Young:
Allievi F: 1 Nicolodi Sabrina Sc Fiave' Asd 0:35:13.55; 2 Bernsten Filippa Sweden 0:37:18.75; 3 Bertolini Silvia Fondo Val Sole 0:37:53.20; 4 Broch Arianna Us Primiero Asd 0:38:03.14; 5 Cozzitorto Elisa Marzola Gsd 0:38:30.01
 
Allievi M: 1 Fanton Giovanni Monti Pallidi 0:31:57.58; 2 Romagna Nicola Us Primiero Asd 0:32:00.03; 3 Boccardi Lorenzo Marzola Gsd 0:32:34.83; 4 Leso Christian Us Dolomitica 0:32:36.07; 5 Mazzel Stefano Us Dolomitica 0:32:49.62
 
Apiranti F: 1 Zanetel Gabriella Us Primiero Asd 0:34:15.36; 2 Bonetti Angelica Sc Rabbi 0:35:03.91; 3 Cicolini Michela Sc Rabbi 0:36:41.50; 4 Moser Martina Castello Fiemme 0:36:47.91; 5 Selva Angelica Nordik Ski 0:36:55.53
 
Aspiranti M: 1 Ronnestrand Tor Sweden 0:45:09.13; 2 Varesco Giacomo Castello Fiemme 0:45:45.65; 3 Vanzo Martino Asd Cauriol 0:46:26.13; 4 Doliana Denis Asd Cauriol 0:48:12.95; 5 Iellici Matteo Asd Cauriol 0:49:03.76
 
Junior F: 1 Boccardi Maria Eugenia Marzola Gsd 0:33:27.35; 2 Loss Valentina Us Primiero Asd 0:34:52.03; 3 Farina Anna Sc Fiave' Asd 0:35:38.46; 4 Pradel Anna Us Primiero Asd 0:36:22.51; 5 Tomasini Greta Brentonico 0:36:47.55
 
Junior M: 1 Leso Matteo Gs Fiamme Oro 0:44:36.70; 2 Chiocchetti Alessandro Gs Fiamme Gialle 0:44:59.73; 3 Bernardi Riccardo Us Dolomitica 0:45:23.79; 4 Andrighi Mattia Fondo Val Sole 0:46:09.66; 5 Longo Fabio Cornacci Tesero 0:48:22.24

Lisa Vittozzi c'è e non poteva esserci epilogo migliore per la quasi venticinquenne sappadina nel percorso di avvicinamento ai Campionati Mondiali di Anterselva. Nel giorno della quarta vittoria in carriera della svedese Hanna Öberg l'azzurra ha dimostrato di essersi completamente lasciata alle spalle le difficoltà di inizio stagione, cogliendo un secondo posto che vale l'undicesimo podio in carriera ma soprattutto un pieno di fiducia, perchè nelle due prove sui 4 poligoni disputate a Pokljuka, Vittozzi ha saputo uscire con un 40/40 che si sono trasformati nel quarto posto nell'individuale di venerdì e nella piazza d'onore odierna. 

Bene, benissimo così: i confortanti segnali già emersi nelle prime due tappe del nuovo anno si sono concretizzati al meglio a Pokljuka - la relativa vicinanza con Sappada avrà influito? - e l'Italia ha così ritrovato quella protagonista mancata in apertura di inverno.

Davanti a lei, come si diceva, solo Hanna Öberg (1 errore al terzo poligono): in assenza di Tiril Eckhoff - tornata a casa influenzata - la svedese ha interpretato il ruolo di leader della situazione, un ruolo che sarebbe spettato forse a Dorothea Wierer se i due errori nell'ultimo poligono - dopo quello nella sessione di apertura - non l'avessero limitata a lottare per la nona posizione, non riuscendo a monetizzare al meglio l'assenza della norvegese capolista della generale. Obiettivo invece centrato da Öberg, che torna così prepotentemente in gioco per la coppa di cristallo, non avendo oltretutto più punti da scartare. Rallentata dal mal di schiena, Wierer ha alternato ottimi spezzoni di gara - specie nel tratto centrale - a maggior sofferenza (nel giro finale) e probabilmente non è un caso se 6 dei 7 errori raccolti a Pokljuka siano arrivati nel tiro in piedi.

Il podio di giornata è stato quindi completato dalla francese Anais Bescond, eccellente protagonista di un fine settimana in cui ha saputo salire sul podio in ciascuna delle tre giornate: al pari di Vittozzi, la transalpina non ha sbagliato nulla al tiro, resistendo al ritorno della polacca Monika Hojnisz (1 errore), con l'altra francese Justine Braisaz quinta dopo aver mancato un bersaglio nei tre poligoni finali. A dividerla da Wierer si sono inserite Marte Røiseland, Lisa Hauser e Ingrid Tandrevold, con la top ten completata dalla ceca Marketa Davidova.

E così ora si può iniziare a pensare ai Mondiali di Anterselva che scatteranno il 13 febbraio con la staffetta mista. La Coppa del Mondo femminile ci arriva con Tiril Eckhoff leader in forza dei 524 punti conquistati, 15 in più rispetto a Dorothea Wierer (che al momento paga molto in termini di scarti) e con Hanna Öberg terza a quota 456.

 

La classifica della mass start di Pokljuka

Alla seconda gara del Mondiale Juniores e Giovani di Lenzerheide è arrivata la prima medaglia per l’Italia. Merito di Rebecca Passler, argento nell’individuale femminile Youth. La classe 2001 del Centro Sportivo Carabinieri è stata protagonista di una gara di altissimo livello, andando ad alto ritmo sugli sci, facendo registrare il terzo miglior range time e il sesto di shooting time.

L’azzurra è stata anche in testa nei rilevamenti cronometrici per quasi tutta la gara ed è arrivata all’ultimo poligono con grandi possibilità di vincere addirittura la medaglia d’oro. Purtroppo Passler ha mancato proprio gli ultimi due bersagli, prendendo così 1’30” di penalità che le è costato addirittura l’impresa di chiudere con una medaglia d’oro. Poco male, perché l’atteggiamento e la condotta di gara, la grinta con cui ha affrontato il poligono e la velocità sugli sci hanno confermato le grandi qualità di questa ragazza.

La vittoria è andata alla svizzera Meier, che ha sfruttato al meglio gli appena due errori commessi al tiro, nel secondo e terzo poligono, vicendo con un vantaggio di 12”7 sull’azzurra. Una grande gioia per l’atleta di casa. Terza piazza per l’austriaca Gandler, a parità d’errore con l’italiana, autrice di un ultimo giro impressionante, tanto che dal settimo posto all’uscita del poligono è giunta terza mangiando anche 20” alla prima classificata.Giù dal podio la russa Kalinina a 21” e la finlandese Nikkinen a 24”, sempre a parità d’errore.

L’Italia può sorridere anche all’ottima Hannah Auchentaller, capace di chiudere al nono posto nonostante quattro errori al tiro. Da parte sua un bel segnale anche in ottica staffetta, dove la squadra azzurra potrà dire la sua. Giornata complicata per Linda Zingerle, che ha mancato sei bersagli concludendo al 32° posto in quello che non è il suo format di gara ideale. Infine 51ª Martina Trabucchi, che ha commesso sette errori.

CLASSIFICA FINALE
1ª L. Meier (SUI) 33’52.4 (0+1+1+0)
2ª R. Passler (ITA) +12.7 (0+0+1+2)
3ª A. Gandler (AUT) +16.4 (0+2+0+1)
4ª L. Kalinina (RUS) +21.6 (1+1+0+1)
5ª H. Nikkinen (FIN) +24.2 (1+1+0+1)
6ª T. Aas Straete (NOR) +35.4 (0+0+2+0)
7ª T. Jandova (CZE) +35.6 (0+1+1+0)
8ª C. Coupe (FRA) +52.3 (1+0+0+1)
9ª H. Auchentaller (ITA) +1’03.3 (0+2+1+1)
10ª G. Masarikova (CZE) +1’04.3 (1+0+0+1)

Le altre italiane
32ª L. Zingerle +3'04.4 (1+1+2+2)
51ª M. Trabucchi +4'37.1 (3+3+1+0)

La seconda ed ultima gara del fine settimana di Rasnov, in Romania, step della Coppa del mondo di salto con gli sci 19\20, coincide con la (parziale) battuta d'arresto delle atlete austriache che, dopo sei gare, cedono il primo posto accontentandosi dei due gradini più bassi del podio.

La norvegese Maren Lundby torna a fare la voce grossa e si aggiudica la prova con due salti eccezionali totalizzando 259 punti. Dopo essere scivolata in terza posizione Lundby torna al comando di una combattutissima classifica generale (davanti a Pinkeling e Hoelzl).

Si devono arrendere, questa volta, le austriache Eva Pinkelnig e Chiara Hoelzl, seconda e terza a fine gara così come dopo il primo salto nel quale la norvegese aveva già dimostrato di essere in grande giornata.

Due tedesche ai piedi del podio: Juliane Seyfarth e Katarina Althaus, poi la giapponese Maruyama.

Grande prestazione e settimo posto per l'azzurra Lara Malsiner, alla sua seconda top ten stagionale dopo il decimo posto della scorsa settimana a Zao. Per la gardenese delle Fiamme Gialle si tratta del miglior risultato in stagione, evidente segnale di crescita che fa ben sperare per l'immediato futuro.

Top ten completata dalla norvegese Ospeth, dalla giapponese Takanashi e Iraschzo-Stolz.

Non si sono qualificate per il secondo salto le altre due italiane in gara: Manuela Malsiner e Elena Runggaldier, che chiudono in 32^e 36^ posizione.

 

Classifica finale TOP 10:

1^ M. Lundby (NOR) 259.0 (130.7+128.3)

2^ E. Pinkeling (AUT) 241.1 (118.5+122.6)

3^ C. Hoelzl (AUT) 240.8 (118+122+8)

4^ J. Seifarth (GER) 228.3 (115.9+112.4)

5^ K. Althaus (GER) 227.2 (114.7+112.5)

6^ N. Maruyama (JPN) 225.2 (115.8+109.4)

7^ L. Malsiner (ITA) 225.0 (112.0+113.0)

8^ S. Opseth (NOR) 224.8 (109.4+115.4)

9^ S. Takanashi (JPN) 221.8 (104.8+117)

10^ D. Iraschzo-Stolz (AUT) 220.9 (115.0+105.9)

Le altre italiane:

32^ M. Malsiner 88.2

36^ E. Runggaldier 83.4

QUI LA CLASSIFICA COMPLETA

La tappa di Oberstdorf, sede dei Mondiali della prossima stagione, ha confermato a Francesco De Fabiani di essere in crescita. Il valdostano ha chiuso al diciottesimo posto lo skiathlon di sabato, nel quale ha fatto un'ottima impressione nella prima parte di gara, mentre ha faticato poi nei 15km in skating.

«Sono partito bene, avevo sci che tenevano perfettamente in salita - ha affermato De Fabiani nel comunicato diffuso dal suo ufficio stampa - forse non velocissimi ma certamente all’altezza della situazione. Ho cercato di stare sempre nelle prime posizioni per potermi giocare al meglio le mie chances». Chiusa tra i migliori la metà di gara in classico, l'azzurro ha perso diverse posizioni in skating: «Come ogni anno entro in forma più tardi nello skating, rispetto al classico, quindi posso dire di essere soddisfatto della mia prova, che denota comunque un buon momento di crescita psico-fisica che mi fa ben sperare per il futuro».

Le cose sono andate diversamente oggi nella sprint, quando De Fabiani non è riuscito a superare il taglio della qualificazione. Il valdostano ha così spiegato la sua prestazione: «Purtroppo ho pagato l’affaticamento causato dallo skiathlon e ho dormito male, motivo per cui non sono stato mai in gara».

La prossima settimana il valdostano sarà a Gromo, dove nell'ambito del Bergamo Ski Tour, si svolgeranno i Campionati Italiani Assoluti della sprint in classico e della 15km in skating: «Sarò in gara nella distance di 15 Km TL a cronometro, mentre non sono ancora sicuro di fare la Sprint in classico».

Fra i due litiganti il terzo gode. È andata proprio come recita il celebre proverbio nella mass start maschile di biathlon, disputata quest'oggi sulle nevi di Pokljuka, in Slovenia. Tutti si attendevano un duello all'ultimo sangue tra Johannes Thingnes  e Martin Fourcade, ma ad esultare al traguardo è stato un altro transalpino... Quentin Fillon Maillet.

Impeccabile la prova del francese: un solo errore al poligono e ottima rapidità sugli sci. Giornata no per Fourcade, che, con un'imprecisione nella prima delle due serie di tiro in piedi, interrompe la sua serie di bersagli colpiti consecutivamente (erano 60 prima di oggi) e finisce addirittura quinto, beffato in volata dallo scandinavo Vetle Sjåstad Christiansen.

Completano il podio il tedesco Benedikt Doll, che chiude con un ritardo di 10 secondi dal vincitore, e il norvegese Johannes Thingnes Bø, che si deve accontentare della terza posizione e può recriminare per quello sbaglio all'ultimo poligono che probabilmente gli è costato, se non la vittoria, la possibilità di contendere il successo a Fillon Maillet.

"Soltanto" nono l'altro Bø, Tarjei, attardato di 43.5 secondi e preceduto al traguardo dai connazionali Erlend Bjoentegaard e Johannes Dale e dall'austriaco Simon Eder.

Decima posizione e splendida top ten per Lukas Hofer, perfetto fino a metà gara, poi autore di due errori al tiro che l'hanno estromesso dalla lotta per un piazzamento perlomeno tra i primi cinque. In ogni caso, l'azzurro conferma di aver ritrovato sensazioni positive, come ha rivelato egli stesso nelle scorse ore ai nostri microfoni; una notizia di fondamentale importanza, in vista dei Mondiali di Anterselva in programma fra tre settimane.

Termina 27°, invece, Dominik Windisch, con cinque giri di penalità rimediati.

Cielo velato da nubi a Pokljua, con il vento che, alla partenza, soffiava a 3 chilometri orari in direzione est, e la temperatura esterna che si attestava a 2 gradi centigradi.

LA GARA

Gruppo compatto dopo i primi 1400 metri, con il leader della classifica generale Martin Fourcade a fare da locomotiva. Si arriva al primo poligono da terra con Bø in testa, ma il norvegese manca un bersaglio, Fourcade no, al pari di Desthieux e Fillon Maillet. Si forma dunque un terzetto francese al comando, seguito da Tarjei Bø. Bene anche Lukas Hofer, un errore per Dominik Windisch. Johannes Bø accusa invece 21 secondi di distacco dal primo posto ed è subito costretto a recuperare: all'intermedio successivo lo scandinavo accorcia e si porta a 12.4 secondi da Fourcade. Bene anche Dale e Doll, che mantengono un buon ritmo.

Dopo un terzo di gara, sono soltanto nove i secondi che separano Johannes Bø da Fourcade, che davanti prova a imporre la propria andatura, forte del supporto dei suoi connazionali. Si giunge al secondo poligono, ove si registra un clamoroso triplo errore per Desthieux, mentre risultano impeccabili Fillon Maillet, Fourcade, Johannes Bø e Lukas Hofer, con l'azzurro che si mette, insieme al tedesco Nawrath, sulle code del giovane norge per colmare il gap che li separa dal quartetto di testa, formato da Fourcade, Fillon Maillet, Dale e Christiansen. Un giro di penalità per Doll, due per Dominik Windisch.

Al terzo poligono manca (e questa è una notizia) un bersaglio Fourcade, non Johannes Bø. Un solo sbaglio anche per Hofer, Fillon Maillet, Dale e Bjoentegaard. Vanno in fuga Bø e Christiansen, dietro si forma un terzetto composto da Nawrath, Fillon Maillet e Fourcade che prova a ricucire lo strappo. Ritorna nel gruppo degli inseguitori anche l'azzurro Hofer, protagonista di un'ottima prova fin qui. Fanalino di coda Windisch con quattro errori. Agli 11 chilometri inseguitori attardati di 10 secondi, Hofer, perde terreno e scivola a 20 secondi.

Quarto e ultimo poligono: un errore per la coppia norvegese, perfetti Fourcade e Fillon Maillet che fuggono via, con il secondo in netto vantaggio sul primo. Sbaglia anche Hofer, che riesce comunque a mantenere una preziosa top ten. Incredibilmente, negli ultimi metri Bø riprende e sorpassa Fourcade, mentre Fillon Maillet diventa imprendibile e celebra con ampi gesti il proprio successo, acclamato a gran voce dal pubblico assiepato sulle tribune della pista slovacca. In volata, seconda posizione per il tedesco Benedikt Doll, che anticipa Johannes Bø. Christiansen chiude quarto e beffa Fourcade, quinto.

CLASSIFICA FINALE

1° Q. Fillon Maillet (FRA) 36:21.5 (0+0+1+0)

2° B. Doll (GER) +10.0 (0+1+0+0)

3° J.T. Bø (NOR) +10.3 (1+0+0+1)

4° V.S. Christiansen (NOR) +10.6 (0+0+0+1)

5° M. Fourcade (FRA) +10.8 (0+0+1+0)

6° E. Bjoentegaard (NOR) +21.4 (0+1+0+1)

7° J. Dale (NOR) +39.8 (0+0+1+1)

8° S. Eder (AUT) +42.8 (0+0+0+0)

9° T. Bø (NOR) +43.5 (0+1+0+1)

10° L. Hofer (ITA) +1:05.4 (0+0+1+1)

L'altro italiano

27° D. Windisch +2:43.8 (1+2+1+1)

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