Redazione

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Finalmente un pizzico di normalità. È ufficiale infatti la presenza degli spettatori in occasione dell’unica gara presente nel calendario del Summer Grand Prix maschile di salto. Gli organizzatori dell’evento, che si svolgerà a Wisla dal 21 al 23 agosto, hanno annunciato che a partire dalle ore 10.00 di domani, mercoledì 5 agosto, saranno messi in vendita i tagliandi per le gare, che costeranno da 20 a 180 zloty, al cambio attuale da 4,50 a 41 euro.
    
Per ognuna delle tre giornate di gara saranno 999 le persone ammesse al primo evento della stagione del salto. Come riferito dalla Federazione Polacca di Sci, i biglietti saranno in vendita sul sito www.ebilet.pl. Le gare saranno trasmesse in diretta televisiva dalla tv polacca Telewizja Polska ed Eurosport.

Il programma inizierà venerdì 21 agosto alle 16.00 con l’allenamento ufficiale, seguito alle 18.00 dalla qualificazione. Sabato 22 agosto alle 17.30 la gara, mentre domenica 23 agosto alle 16.15 le qualificazioni e alle 17.30 la gara. 

Nonostante a causa dell’emergenza Covid-19 non vedrà al via i big provenienti da altri paesi, c’è comunque grande attesa per il Blinkfestivalen 2020, un classico della stagione estiva per tutti gli appassionati di fondo e biathlon. Quest’anno, per le limitazioni legate alla pandemia di Covid-19, saranno al via soltanto gli atleti norvegesi e si gareggerà senza pubblico, ma la curiosità di vedere all’opera i grandi campioni degli sport invernali è tanta. Anche perché ci saranno tutti i super big: Therese Johaug e Johannes Klæbo nel fondo, Johannes Bø, Tiril Eckhoff e Marte Olsbu Røiseland nel biathlon. Ovviamente le gare, che si disputeranno a Sandnes, saranno trasmesse dalla tv norvegese NRK.

Ecco il programma

GIOVEDÍ 6 AGOSTO


11.00: Lysebotn Opp, Skiroll 7.5km in salita Femminile
12.00: Lysebotn Opp, Skiroll 7.5km in salita Maschile

VENERDÍ 7 AGOSTO

18.15 – 18.35: Skiroll, Sprint, Ottavi di Finale (F e M)
18.35 – 19.30: Biathlon, Super Sprint, Prologo (F e M)
19.45 – 20.20: Skiroll, Sprint, Quarti di Finale (F e M)
20.20 – 20.40: Biathlon, Super Sprint (F)
20.40 – 21.00: Skiroll, Sprint, Semifinali (F e M)
21.00 – 21.20: Biathlon, Super Sprint (M)
21.20 – 21.30: Skiroll, Sprint, Finali (F e M)

SABATO 8 AGOSTO

17.20 – 18.10: Skiroll, Individuale, 15km (M)
18.10 – 19.00: Biathlon, Shooting Duel (F e M)
19.45 – 20.20: Skiroll, Individuale, 10km (F)
20.20 – 20.55: Biathlon, Mass Start (F)
20.55 – 21.30: Biathlon, Mass Start (M)

DOMENICA 9 AGOSTO

09.00 – 21.00: Blink Classics Team Challenge

Arriva una nuova competizione sugli skiroll, destinata a diventare in futuro una classica del programma autunnale italiano. Il prossimo 10 ottobre, infatti, è in programma la gara di skiroll promozionale Rogno-San Vigilio. Una corsa molto dura, 6,5 km in tecnica classica su una salita dove la pendenza tocca punte anche del 14%.

La gara sarà organizzata dallo Sci Club 13 Clusone in collaborazione con l’US Rogno, Daniele Martinelli e Paolo Carrara. Gli organizzatori hanno deciso di intitolare a Beppe Barzasi il trofeo della gara maschile, a Carlo Babaglioni quello femminile e il premio a squadra e Nardo Carrara.

Alla gara dovrebbero prendere il via tutti i big dello sci di fondo italiano. Se la FISI lo permetterà, ovviamente tenendo in considerazione l’evolversi dell’emergenza Covid-19, nella politica di non esporre gli atleti azzurri ad alcun rischio, saranno infatti presenti le nazionali azzurre, dalla Squadra A a quella Juniores, passando anche per i gruppi Milano-Cortina 2026.  Al via ci saranno anche gli atleti di corpi sportivi e comitati. Oltre al premio senior, saranno assegnati anche quelli Under 20, Under 18, Under 16, Under 14 e Under 12. Questi ultimi due si sfideranno su un percorso di 4km, mentre gli Under 16 dovrebbero gareggiare sulla stessa distanza dei più grandi.

La competizione dovrebbe svolgersi con format partenza in linea, ma anche su questa scelta peserà ovviamente l’evoluzione dell’emergenza Covid-19.

Gli organizzatori del Mondiale di sci nordico, in programma ad Oberstdorf, in Germania, dal 22 febbraio al 7 marzo, proseguono il loro lavoro per preparare un evento memorabile, nonostante l’emergenza Covid-19, che pende come una spada di Damocle sulla testa di questo grande evento. Soltanto poche settimane fa, Moritz Beckers-Schwarz, uno dei componenti più in vista del Comitato Organizzatore del Mondiale, aveva affermato all’Augsburger Allegemeine, che si stava pianificando un Mondiale con gli stand pieni, senza alcuna limitazione. I tedeschi stanno ragionando, per il momento, su un Mondiale normale, con tanti tifosi da accogliere con luoghi adibiti per birra, musica e ovviamente bratwurst. Già venticinque mila i biglietti venduti.

A frenare l’entusiasmo è stato però, attraverso un’intervista ad Aftenposten, Erik Røste, presidente della Federazione Norvegese di sci e membro del consiglio FIS. «Forse prima dell’estate eravamo più ottimisti rispetto ad oggi – ha affermato Røste – dal momento che stanno arrivando notizie costanti di nuovi focolai (da covid-19, ndr). È una situazione difficile da affrontare, dovremo convivere con l’incertezza fino all’inizio della stagione e anche del Mondiale».

Røste è anche uno dei quattro membri del consiglio FIS, inseriti in un gruppo di lavoro specializzato sull’emergenza Covid-19, che deve gestire l’attività in questo momento tanto incerto. «Nel consiglio della FIS non abbiamo discusso sulla decisione di avviare la vendita dei biglietti. Penso che gli Organizzatori comprendano che possono esserci dei rapidi cambiamenti. Bisogna ragionare contemporaneamente su due soluzioni diverse».

In realtà gli organizzatori del Mondiale di Oberstdorf hanno già assicurato che se l’evento dovesse svolgersi senza spettatori, verrebbero rimborsati i biglietti acquistati. Nel frattempo i tagliandi sono nominali ed è stato sviluppato un sistema di controllo delle infezioni per il Mondiale. Secondo il piano degli organizzatori, questo sistema sarà testato durante la tappa della Coppa del Mondo di salto, il prossimo gennaio.

Aftenposten ha poi scritto del Mondiale di Sci Alpino in programma a Cortina, ricordando la richiesta di rinvio da parte della Federazione Italiana, poi respinta, ma anche una situazione dell’epidemia che oggi è nettamente migliore in Italia rispetto ad altri paesi. Fiducioso Alessandro Benetton: «La nostra proposta di rinviare il Mondiale aveva lo scopo di dare più tempo alla famiglia dello sci alpino locale, nazionale e internazionale per organizzare un Campionato Mondiale indimenticabile. Ma ora siamo pronti e vogliamo dimostrare che questo Mondiale può cambiare la storia di una regione, nonostante la difficile situazione attuale».

Alla vigilia del primo raduno con le compagne della nazionale dopo tanto tempo, Krista Pärmäkoski ha vinto il titolo nazionale estivo sugli skiroll, nella 12 km in skating che si è disputata a Vuokatti per il Campionato Finlandese. La ventinovenne si è imposta con un vantaggio poco oltre i 30" su Kerttu Niskanen, giunta alle sue spalle. Sul terzo gradino del podio merita più di un applauso Riitta Liisa Roponen, che a quarantadue anni ha vinto il bronzo chiudendo a 1'05". Da segnalare anche la prestazione della biatleta Mari Eder, Laukkanen nel suo cognome da nubile, giunta settima a due minuti.

Sorpresa, invece, nella gara maschile, che non ha visto trionfare il favoritissimo Iivo Niskanen, già vincitore della sprint di sabato. Nella gara su percorso di 16km, infatti, il leader del movimento finlandese è stato costretto ad accontentarsi del secondo posto, essendo giunto di 7" alle spalle di Joni Mäki, autentica sorpresa di giornata e vincitore della medaglia d'oro. Terza piazza per Ari Luusa, trentaduenne che gareggia nel circuito Visma Ski Classics, arrivato a 11" dal vincitore. Ha provato a gareggiare anche Ristomatti Hakola, assente nella sprint di sabato a causa di un dolore alla spalla, giunto settimo a oltre un minuto.

Si avvia verso la conclusione il secondo raduno della squadra Osservati della nazionale italiana di biathlon. Dopo un lungo allenamento in bicicletta, che ha portato gli azzurri sullo Stelvio, abbiamo contattato ieri pomeriggio Giuseppe Montello, per sapere come sta procedendo la preparazione e conoscere le sue motivazioni in vista di una stagione 2020/21 nella quale il friulano vuole riprendersi un posto in Coppa del Mondo, dopo l’infortunio che lo scorso anno costò al biatleta del Centro Sportivo Esercito praticamente tutta la stagione.

Ciao Giuseppe. Come sta andando la preparazione? La spalla reagisce bene?
«Si, il corpo sta reagendo bene e sono contento. Mi sto allenando al massimo, anche se ovviamente devo stare un po’ attento quando faccio allenamenti sulla forza in palestra, oppure quando spingo con i bastoncini sull’asfalto mentre vado sugli skiroll. Però, per ora, entrambe le spalle non mi stanno dando problemi, speriamo di proseguire così. Purtroppo dopo che per qualche anno, a seguito dell’operazione, ho avuto alcuni problemi alla spalla sinistra, giustamente per bilanciare mi sono fatto male anche alla destra (ride, ndr)».

Il vostro è un gruppo molto variegato, in quanto a quattro atleti di esperienza con l’obiettivo della Coppa del Mondo si aggiungono tre più giovani.
«Si è formato un bel gruppo, perché credo che ci sia il mix giusto tra giovani ed esperti. Anche perché, per esempio, un’atleta come Samuela (Comola, ndr) al tiro è fortissima e, insieme a Mattia Nicase e Saverio Zini, contribuisce nel far si che ci si alleni bene. Avere in gruppo dei giovani che portano freschezza è utile».

L’esclusione dalla Squadra A pensi abbia dato qualche motivazione ulteriore a te, Bormolini, Gontier e Sanfilippo?
«Forse sotto un certo punto di vista si, ci hanno messo un po’ in discussione. Il nostro obiettivo, attraverso i risultati e non a parole, è di dimostrare che meritiamo di essere in Squadra A, cercando di riprenderci il pettorale in Coppa del Mondo. A volte fa anche bene avere la poltrona che scotta, almeno al sottoscritto».

Quanto ti ha fatto male, lo scorso anno, dover in pratica saltare l’intera stagione?
«Moltissimo, perché come tanti sport invernali, anche noi biatleti abbiamo un blocco di preparazione lunghissimo, ben sei mesi solo di allenamenti, per poi concentrare lo sforzo delle gare in appena quattro mesi. Io mi sono ritrovato a saltare l’intera stagione, rientrando solo nel finale quando non avevo chance per fare bene, a seguito di un lungo stop e dopo tanto lavoro per recuperare. Purtroppo fa parte del gioco, siamo atleti e gli infortuni sono parte integrante del nostro mondo. Mi secca, perché lo scorso anno mi ero preparato al meglio, non ero mai stato così bene sia nel fisico che al tiro, sentivo che era giunto il momento di far vedere il mio reale valore. Ancora peggio che sia accaduto proprio al via della stagione, perché se fosse successo a febbraio o marzo, avrei potuto dimostrare il mio lavoro. 
Purtroppo, come sempre mi è capitato nel corso della carriera, è accaduto qualcosa che non doveva succedere. Ho sempre un po’ di sfortuna di troppo, questo fa parte del mio percorso sportivo. Penso che quando un giorno guarderò indietro alla mia carriera, sicuramente la parola sfortuna sarà ben presente. Se cade un pezzo di ghiaccio dal cielo e siamo in cinquanta, probabilmente colpisce me (ride, ndr), per questo motivo cerco sempre di fare attenzione a tutto, ma alla fine qualcosa capita sempre. Sono praticamente due anni che faccio solo preparazione».


Già rientrare nel finale della stagione e disputare poche gare è stato importante.
«Certo, anche se non era il vero Montello, almeno sono riuscito a indossare nuovamente il pettorale e tornare a gareggiare. Per questo motivo ringrazio il Centro Sportivo Esercito che mi ha messo a disposizione tutto quanto necessario e lo staff medico della FISI, che mi è stato sempre vicino. Fino a quando c’è stata speranza di poter recuperare in tempo per i Mondiali, nell’ambiente della nazionale ho sentito tutti con me e ciò mi aveva dato una gran carica. Medici, tecnici e compagni mi sono stati vicini e questo è l’aspetto bello in un periodo di grande sfortuna. Per il resto ci ho messo il cento per cento, ho patito tanto il periodo di riabilitazione, ma era l’unica strada per provarci».
   
Ti stai concentrando su qualcosa di particolare quest’anno?
«Niente di tanto diverso, in quanto lo scorso anno ho trovato un bell’equilibrio. Devo cercare di mantenerlo, spero di fare dei passi avanti rispetto alla passata stagione. Mi andrebbe bene anche ripartire dal punto in cui avevo lasciato lo scorso autunno. Per il resto, non avendo fatto la stagione, è tutto da capire»

Ti spaventerebbe dover iniziare la stagione in IBU Cup?
«No. Innanzitutto mi auguro sia una stagione regolare, visti i problemi che ci sono in questo momento e i dubbi circa lo svolgimento delle gare. Per quanto mi riguarda, sono convinto che se riuscissi a prepararmi bene e raggiungere un buon livello, avrei tutte le carte in regola per tornare subito in Coppa del Mondo. Non è facile farsi trovare subito pronti e andare immediatamente forte nelle prime gare di IBU Cup, che se non dovessero andare bene renderebbero più complicata la rincorsa. Io però sono sereno, nemmeno ci penso a queste cose. Sono convinto che se tutto andasse per il meglio avrei l’opportunità di risalire e se ciò non dovesse accadere, allora significherebbe che non avrei reso come dovrei. Alla fine, però, questi sono tutti bei discorsi e se mi focalizzassi su di essi commetterei un errore. Ciò che devo fare è soltanto arrivare al mio cento per cento per poi vedere dove sono. I risultati diranno dove merito di stare».

Quindi il tuo obiettivo è quest’ultimo?
«Si, l’obiettivo è arrivare al mio miglior biathlon, poi vedremo dove sarò».

In Finlandia sono già stati assegnati i primi titoli nazionali. A Vuokatti, sugli skiroll, i big del fondo finlandese si sono affrontati in una sprint in tecnica classica. Nella gara maschile è arrivata la vittoria di Iivo Niskanen, che ha dominato la gara a partire dalle qualificazioni fino alle finale, vincendo anche le batterie. Alle sue spalle grande equilibrio per le altre posizioni del podio. L’ha spuntata Lauri Mannila, che ha vinto l’argento su Joni Mäki, terzo e bronzo. In finale con loro erano presenti anche Markus Vuorela, Lauri Vuorinen e Verneri Suhonen. Assente invece Ristomatti Hakola, a causa di un lieve infortunio alla spalla.

Tra le donne assente, invece, Krista Pärmäkoski, che non si è iscritta alla competizione odierna. La vittoria è andata a Johanna Matintalo, capace di imporsi dopo una lotta serrata con Maaret Pajunoja. Al terzo posto, felicissima al traguardo, Josefina Böök. Alle loro spalle Vilma Nissinen, Jasmi Joensuu e Kerttu Niskanen. 

Si giocherà tutto in una sola gara il Summer Grand Prix 2020. Infatti, dopo le defezioni di Courchevel, Hinzenbach e Klingenthal, sono state cancellate anche le competizioni in programma a Schuchinsk (Kazakhstan) e Chaikovsky (Russia) nella prima metà di settembre. Tutto conseguenza dell’emergenza covid-19 che ha distrutto l’estate sportiva e si spera non provochi gli stessi problemi anche in inverno. Per la gara russa, addirittura, sembrerebbe che soltanto tre nazioni avevano confermato la propria presenza, quando bisogna essere un minimo di otto per poter far procedere la competizione.

A questo punto il programma si riduce moltissimo. Le donne avranno soltanto la gara di Frenstat, in Repubblica Ceca, che si disputerà il 15 agosto sul trampolino HS106, mentre gli uomini gareggeranno il 22 e 23 agosto nelle due gare dal trampolino HS134 di Wisla, in Polonia. Sicuramente non una bella notizia per i saltatori, anche se rispetto ai combinatisti, avranno almeno l’opportunità di misurarsi in una competizione. 

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