Redazione

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È stata una giornata dai due volti per Lucia Scardoni. Una mattina da sogno conclusa addirittura con il primo posto in qualificazione, un risultato che l'azzurra non si sarebbe mai aspettata. La veneta delle Fiamme Gialle sognava a quel punto un grande risultato, memore anche della finale sfiorata lo scorso anno. Invece qualcosa non è andata per il verso giusto in gara, probabilmente con i materiali, anche se Scardoni non ne ha fatto accenno quando l'abbiamo contattata al termine della sprint finlandese.

«Non mi sarei mai aspettata di fare il miglior tempo in qualificazione - ha affermato Scardoni a Fondoitalia - per questo motivo sono un po' delusa per il risultato finale. A quel punto, considerato il risultato dell'anno scorso e le sensazioni avute in qualificazione, puntavo ad arrivare in semifinale e magari anche in finale. Ma questo è il gioco, quindi mi prendo il buono della gara e penso già alla sfida di domani. Sarà un altro giorno».

Ha chiuso la qualificazione in ottima terza posizione e probabilmente si sarebbe aspettata a quel punto di poter andare più avanti anche nelle batterie. È una Greta Laurent contenta a metà quella con cui abbiamo parlato al termine della sprint in classico di Ruka, da lei conclusa al 21° posto, eliminata nei quarti di finale.

L'azzurra aveva fatto un'ottima impressione nel corso della batteria fino alla salita finale, quando ha cominciato a scalciare e perdere metri, così come accaduto alla sua compagna di squadra Lucia Scardoni e successivamente anche a Pellegrino.

«Sono ovviamente molto contenta e sorpresa di come sono andate le cose in qualificazione - ha esordito Greta Laurent - c'è da dire che avevamo anche degli ottimi materiali in quella fase di gara, accompagnati da buonissime sensazioni fisiche. Queste ultime non sono mancate nemmeno successivamente nella batteria dei quarti, mi sentivo bene fisicamente, la mia condizione era buona. Purtroppo però, a differenza della qualificazione dove erano ottimi, questa volta non siamo state aiutate moltissimo dai materiali, abbiamo avuto alcuni problemi con una tenuta al limite. Ma anche questo fa parte del gioco. Mi dispiace perché ogni lasciata è persa, ma è solo la prima gara e io non demordo»

Si riparte sulla stessa lunghezza d’onda della passata stagione. Jarl Magnus Riiber ha vinto nettamente la prima gundersen della stagione, praticamente già conclusa dopo la fase di salto, chiuso da lui nettamente in testa.

È stato quindi un gioco da ragazzi per il fenomeno norvegese portare a termine l’opera nell’inseguimento di appena cinque chilometri, da lui vissuto praticamente come un allenamento. Alle sue spalle, come da copione dopo il salto, il connazionale Espen Bjoernstad, mentre sul terzo gradino del podio il giovanissimo Oftebro, classe 2000 che ha così completato una scontatissima tripletta dopo quando visto in mattinata. Il giovane norvegese ha fatto la storia, essendo il primo combinatista nato nel nuovo millennio a salire sul podio in Coppa del Mondo.
A completare la festa norvegese ci ha pensato Graabak, giunto quarto a 1’51”7, dopo aver battuto in volata Riessel, Faisst e Fritz.

Sorride moltissimo l’Italia, che ha piazzato tre atleti nelle prime ventitre posizioni, mostrando un’ottima condizione. Per la prima volta nella storia tre azzurri sono andati in zona punti a Ruka. Samuel Costa, grazie a un ottimo ultimo giro, è riuscito a concludere addirittura in nono posto, abbandonando il gruppetto con cui ha fatto tutta la gara. Per il gardenese è la prima top ten in Coppa del Mondo, dal quinto posto ottenuto a Seefeld nel gennaio 2017. Buona anche la prestazione di Aaron Kostner, giunto al diciassettesimo posto. Il gardenese è stato ancora una volta il miglior italiano nel salto, perdendo qualcosa sugli sci nel finale. Ci può stare a inizio stagione. 23ª posizione per Alessandro Pittin, partito 31° dopo il segmento di salto. Il friulano ha mostrato una buona condizione sugli sci. Unico azzurro fuori dalla zona punti è stato Lukas Runggaldier, giunto 53°. Miglior inizio non si poteva sperare.

CLASSIFICA FINALE TOP 10
1° J.M. Riiber (NOR) 13’30.7
2° E. Bjoernstad (NOR) +53.3
3° J.L. Oftebro (NOR) +1’17.1
4° J. Graabak (NOR) +1’51.7
5° F. Riessle (GER) +1’52.9
6° M. Faisst (GER) +1’53.3
7° M. Fritz (AUT) +1’53.6
8° F.J. Rehrl (AUT) +2’05.1
9° S. Costa (ITA) +2’36.8
10° V. Geiger (GER) +2’38.5
Gli altri italiani
17° A. Kostner +2’57.8
23° A. Pittin +4’21.5

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Grande dominio di Johannes Klæbo nella sprint in classico che ha aperto la Coppa del Mondo di fondo a Ruka. Il campione mondiale in carica è stato di un altro pianeta rispetto a tutta la concorrenza, imbattibile oggi nelle sprint in classico. Nessuno è riuscito nemmeno ad avvicinarsi a lui già a partire dalle qualificazioni, così come nelle batterie dei quarti e di semifinale, infine in una finale senza storia, già chiusa probabilmente prima di iniziare. Bolshunov ha provato a metterlo in difficoltà tirando a tutta nella prima parte della finale insieme a Jouve, ma quando la strada ha cominciato a salire, Klæbo ha tirato fuori un ritmo impossibile per tutti gli altri, andando a vincere con un clamoroso vantaggio.

La gara degli altri è andata a Golberg, autore di un ottimo finale che gli ha permesso di raggiungere e scavalcare Bolshunov, che dopo il rettilineo conclusivo è stato costretto ad accontentarsi addirittura del quarto posto, calato di tono dopo aver probabilmente speso molto. Già perché nel mezzo si è infilato uno splendido Jouve, orgoglio delle Alpi oggi in Finlandia. Il francese ha confermato tutto il suo talento, già messo più volte in evidenza nel corso della passata stagione, impostando una finale coraggiosa, nella quale si è stabilito subito nelle prime posizioni, per poi riuscire a beffare Bolshunov sul rettilineo finale, dando così il via alla festa francese. In quinta piazza un buonissimo Iversen, apparso in condizione, mentre quinto è giunto Oskar Svensson.

Negativa la prestazione della squadra italiana dopo gli ottimi risultati della qualificazione. Tutti fuori nei quarti di finale gli azzurri, molto probabilmente in difficoltà con i materiali. Federico Pellegrino ha chiuso ultimo la propria batteria, andando in evidente difficoltà nei tratti di salita. L’impressione è che probabilmente ci fosse più di un problema con i materiali, soprattutto perché Pellegrino è sembrato stare praticamente fermo ogni volta che si è trovato a salire e in mattinata la sua condizione fisica era apparsa ottima. Un problema già visto anche nelle batterie delle donne.

Fuori da sesto anche Maicol Rastelli, che al contrario di Pellegrino, ha dato l’idea di avere una miglior tenuta in salita, ma ha sofferto molto nei tratti di scorrevolezza, perdendo tanto sul rettilineo conclusivo. Quinta posizione nella sua batteria per Francesco De Fabiani, che si è battuto come sempre, pur non dando l’impressione di poter davvero combattere per il passaggio del turno. In ogni caso con generosità ha catturato un buon 23° posto in quello che fino a oggi non è stato il suo format di gara ideale, se si considera che quello odierno è il suo secondo miglior risultato in carriera in questo tipo di competizione dopo il 14° posto ottenuto lo scorso anno a Otepää.

Incredibilmente fuori nei quarti di finale anche Ustiugov, eliminato dalla batteria a causa di una falsa partenza. Una grande beffa per il russo, che è partito in anticipo dopo che l’aveva già fatto in precedenza Svensson. Quindi essendo la seconda falsa partenza della batteria, è stato eliminato senza partire. Fuori a sorpresa nei quarti di finale anche Valnes, che aveva battuto Klæbo nella gara FIS di Beitostølen. Il norvegese è stato condannato dalla rottura di un bastoncino, che gli ha fatto perdere molto tempo, nonostante sia riuscito subito a cambiarlo. Sarebbe probabilmente stato da podio. Fuori invece in semifinale gli svedesi Halfvarsson, Haeggstroem e Peterson, oltre a Semikov, Maeki e Chanavat, che ha concluso 12°. Sicuramente, considerando anche la prestazione di Jouve, quella francese è stata una gara molto positiva.

CLASSIFICA FINALE
1° J. Klæbo (NOR)
2° P. Golberg (NOR)
3° R. Jouve (FRA)
4° A. Bolshunov (RUS)
5° E. Iversen (NOR)
6° O. Svensson (SWE)
7° J. Haeggstroem (SWE)
8° C. Halfvarsson (SWE)
9° T. Peterson (SWE)
10° I. Semikov (RUS)
Gli Italiani:
23° F. De Fabiani
26° F. Pellegrino
27° M. Rastelli

Grandissima vittoria di Maiken Caspersen Falla che ha ampiamente dominato la sprint in classico femminile, che ha aperto la Coppa del Mondo. La norvegese si è imposta al termine di una finale senza storia, nella quale ha preso la testa insieme alla connazionale Stenseth, per poi andarsene in fuga in salita e vincere con ampio margine di vantaggio su tutte le altre.

Alle sue spalle grande lotta per il podio, con Sundling che è riuscita a strappare il secondo posto nonostante un contatto avuto con Bjornsen nella prima parte di gara, che aveva rallentato entrambe. La svedese, insieme alla statunitense, è tornata sotto fino a conquistare il secondo gradino del podio. Alle sue spalle proprio Bjornsen che in spaccata ha conquistato la terza piazza al fotofinish. Giù dal podio Stenseth, crollata nell’ultima parte di gara, mentre Stina Nilsson d’esperienza è riuscita almeno a prendersi il quinto post ma è parsa evidente che il problema alla spalla l’abbia fortemente condizionata.

Johaug ha confermato quanto di buono fatto vedere già in qualificazione, mostrando dei grandi passi avanti pure nella sprint, tanto da sfiorare addirittura la qualificazione in semifinale. A questo punto sembra sempre più difficile pensare che qualsiasi avversaria possa batterla in Coppa del Mondo, perché con queste prestazioni nelle sprint sarebbe meno attaccabile nei tour. Per lei è arrivato un 20° posto finale. Fuori nei quarti di finale anche Jessie Diggins, per pochissimi centesimi, Anna Svendsen e Krista Pärmäkoski.

Non è riuscita a prendersi il posto per la finale Natalia Nepryaeva, eliminata in semifinale, come Jacobsen, Caldwell, Visnar, Lampic e Ribom.

Dopo aver fatto sognare nelle qualificazioni, sono uscite nei quarti di finale Lucia Scardoni e Greta Laurent. La veneta è stata in testa per buona parte della batteria ma è andata in difficoltà in salita, scollinando in ultima posizione e trovandosi chiusa all’ultima curva. Sul rettilineo finale a spinta l’azzurra è riuscita poi a prendersi almeno il quarto posto, che le vale la 16ª posizione. La valdostana, invece, ha terminato al quinto posto la quinta batteria, anche lei andando in difficoltà nel tratto di salita dopo aver disputato una buona prima parte di gara. Per lei è arrivato quindi un 21° posto. L’impressione, visto anche quanto accaduto nella gara maschile, è che a differenza di questa mattina, probabilmente le azzurre avessero qualche problema di tenuta con i materiali.

CLASSIFICA FINALE TOP 10
1ª M.C. Falla (NOR)
2ª J. Sundling (SWE)
3ª S. Bjornsen (USA)
4ª A. Stenseth (NOR)
5ª S. Nilsson (SWE)
6ª T.U. Weng (NOR)
7ª N. Nepryaeva (RUS)
8ª K. Visnar (SLO)
9ª A. Lampic (SLO)
10ª A. Jacobsen (NOR)
Le italiane:
16ª L. Scardoni
21ª G. Laurent

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Alle 12.30 italiane inizieranno le batterie di finale delle sprint. Ecco la loro composizione.

SPRINT FEMMINILE
Partiranno rispettivamente nella terza e quinta batteria dei quarti di finale le due azzurre che hanno sorpreso tutti nelle qualificazioni alla sprint di Ruka.
Lucia Scardoni sarà in terza dove dovrà affrontare la più forte del circuito, Stina Nilsson. La svedese non è apparsa al meglio in qualificazione, ma siamo certi che nelle batterie tirerà fuori il meglio di sé. Nella stessa batteria l’azzurra avrà anche l’esperta Jacobsen, il bronzo mondiale Mari Eide, la finlandese Anne Kylloenen e la svizzera Nadine Faehndrich, capace di vincere la scorsa settimana in Svezia.

Greta Laurent dovrà invece vedersela con la tedesca Laura Gimmler, la finlandese Kerttu Niskanen, le due pericolose under 23 svedesi Johanna Hagstroem ed Emma Ribom, più la forte ed esperta slovena Katja Visnar. Insomma una batteria sulla carta alla portata ma che nasconde pericoli.

Per quanto riguarda il resto, nella prima batteria ci sarà Johaug, con Tiril Udnes Weng, Falla, Parmakoski, Settlin e Bjornsen. Nella seconda batteria la statunitense Caldwell dovrà vedersela con le norvegesi Stenseth e Svendsen, ma anche Van der Graaff, Roennlund e Hennig.  Infine molto interessante la quinta batteria con Lampic, Diggins, Sundling, Nepryaeva, Brennan e Lylynpera.

SPRINT MASCHILE
Federico Pellegrino ha scelto la seconda batteria dove troverà diversi avversari davvero pericolosi. Con l’azzurro, infatti, ci saranno Pal Golberg, Alexander Bolshunov e Lucas Chanavat, tutti atleti che possono dire la loro soprattutto se la gara dovesse giocarsi sul rettilineo finale. Attenzione anche a Maltsev, apparso in grandi condizioni nelle ultime settimane ma non uno sprint, mentre a chiudere sarà il finlandese Mikkonen.

Rastelli ha scelto la terza batteria, che appare veramente alla sua portata. L’azzurro avrà infatti Maeki, Chauvin, Vuorinen, Peterson e Semikov. Si può sperare. Interessante anche la batteria di De Fabiani, che nella quarta avrà con sé Haggstroem, Kilp, Niskanen, Jouve e Lepisto.

Tanti big nella prima batteria, dove con Klæbo sarà al via proprio con Valnes, insieme al finlandese Hakola e il russo Ustiugov. Ci si aspetta in questo caso un tempo molto basso. A chiudere il gruppo ci saranno lo sloveno Lampic e lo svedese Svensson. Infine nella quinta batteria avremo alcuni atleti molto interessanti come Emil Iversen, Halfvarsson, Retivykh e Skar che se la vedranno anche con Hediger e Haarala. 

Se si aspettavano conferme circa la condizione di Klæbo, dopo la deludente prestazione nella sprint di Beitostølen seguita però da una bella prova nella distance, la qualificazione alla sprint di Ruka ha sicuramente lanciato un primo segnale importante: il norvegese c’è e fa veramente tanta paura. Klæbo ha dominato la qualificazione facendo registrare la miglior prestazione assoluta con un tempo pazzesco di 2’37”42, che gli ha permesso di rifilare degli ampi distacchi. Alle sue spalle soltanto Erik Valnes è riuscito a limitare i danni, confermando la bella impressione già fatta la scorsa settimana a Beitostølen, chiudendo con 1”52 di svantaggio.

Dietro di loro un ottimo Federico Pellegrino, capace di fare la differenza nella seconda parte del percorso, dove è riuscito a far registrare un tempo addirittura migliore rispetto al norvegese, al punto da scalare diverse posizioni e chiudere a 2”92. Un bellissimo segnale sulla condizione fisica dell’azzurro e una conferma del buonissimo lavoro fatto dai tecnici italiani.

Poi il vuoto. Golberg ha chiuso quarto a 3”89, quindi si sono piazzati in ottime posizioni i finlandesi Maeki, Hakola e Niskanen, rispettivamente, sesto, settimo e decimo, preceduti dallo svedese Hagstroem. Ottava piazza per Ustiugov, che ha subito un distacco di 5”52 da Klæbo. Ancora più alto di il ritardo di Bolshunov, giunto a 6”18. Sorprendente il nono posto dell’estone Kilp, una bella notizia per la sua nazionale.

Molto bene Maicol Rastelli che ha comodamente superato il taglio della qualificazione concludendo quattordicesimo a 6”92. Anche il lombardo dell’Esercito si è ben comportato soprattutto nella seconda parte di gara-

Dentro anche un buon Francesco De Fabiani che ha chiuso in ventiseiesima posizione, riuscendo così a comportarsi molto bene anche in una sprint in classico. L’azzurro ha chiuso non distante rispetto a uno Chanavat dato in ottima forma. 

Non hanno superato il taglio, invece, Stefan Zelger e Giandomenico Salvadori.

Meglio non poteva iniziare la stagione della squadra femminile italiana. Nella qualificazione alla sprint in classico di Ruka, infatti, le azzurre sono state protagoniste di una prestazione che ha impressionato tutti. Lucia Scardoni è stata addirittura capace di far registrare il miglior tempo assoluto, mentre Greta Laurent ha chiuso in terza piazza. Segno che l’Italia al femminile ha preparato benissimo questo appuntamento ma anche che gli skiman devono aver fatto veramente un ottimo lavoro.

La veneta delle Fiamme Gialle ha chiuso addirittura in prima piazza con oltre un secondo di vantaggio sulla statunitense Sadje Bjornsen. Scardoni è stata protagonista soprattutto di un’ottima seconda parte di qualificazione, nella quale ha scalato tante posizioni, dimostrando uno stato di forma invidiabile.

Alle sue spalle grandissima anche la prestazione di Greta Laurent, apparsa pure lei in ottima forma. La valdostana ha chiuso in terza piazza, dando dimostrazione di reggere un alto ritmo per tutto il corso della qualificazione, facendo registrare il solito ottimo intermedio per poi addirittura far meglio di Falla nella seconda parte.
Nel mezzo tra le azzurre la statunitense Sadie Bjornsen, mentre quarta è giunta Sophie Caldwell, la cui prova dimostra che probabilmente la squadra statunitense aveva a disposizione degli ottimi sci.

Quinta piazza per la norvegese Ane Appelkvist Stenseth, che ha confermato l’ottima condizione mostrata a Beitostølen, davanti a Falla giunta sesta. Ottima anche la prova di Lampic, che in estate si è allenata con le azzurre e ha chiuso al settimo posto. Molto bene anche Pärmäkoski, giunta ottava.

Un po’ più indietro Stina Nilsson, che ha saltato le gare FIS di Gällivare della scorsa settimana a causa di un problema alla spalla. Probabilmente la svedese aveva bisogno di rompere il ghiaccio con una gara ufficiale e ha concluso al decimo posto. Ne sapremo di più tra poco con le finali.

Se si voleva una conferma della voglia di Johaug di prendersi la Coppa del Mondo, probabilmente può bastare il fatto che sia riuscita a superare il taglio della qualificazione con il 27° tempo, a differenza di una Karlsson in difficoltà. In difficicoltà, se si considerano i risultati della passata stagione, la squadra svedese, che in ogni caso è riuscita a qualificare sei atlete. Probabilmente, però, è stato commesso qualche errore nella preparazione dei materiali.

A un passo dalla qualificazione Caterina Ganz, non una sprinter, ma capace di rompere il ghiaccio nel modo giusto ed evidenziare miglioramenti anche nella velocità. Chissà, che non possa essere un bel segnale anche questo in vista delle prossime due gare. Più indietro Anna Comarella, che non ha certo in questo il format più amato. La aspettiamo domani.  

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