Redazione

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Ha iniziato la stagione con una top ten che gli mancava ormai da due anni e mezzo. Il nono posto della prima Gundersen di Ruka ha soddisfatto Samuel Costa, che era uscito con le ossa rotte, un po’ come tutti gli azzurri, dal PCR di giovedì, per poi riscattarsi oggi.

Già in mattinata Costa si è ben difeso sul trampolino, per poi fare la differenza sugli sci, confermando l’ottima condizione mostrata già in estate nel Summer Grand Prix: «Rispetto alla giornata difficile di ieri – ha affermato Costa, contattato da Fondoitaliaquesta mattina sono riuscito a saltare dal trampolino più sciolto e libero. Ciò mi ha permesso di piazzarmi in una discreta posizione e non tanto indietro. Il salto di stamane era certamente migliore rispetto a quello di giovedì, anche se forse ancora un po’ macchinoso. Nel segmento di fondo, invece, avevo degli ottimi sci. Sono riuscito così a risparmiare un po’ di energie nel corso del primo giro, mentre nel secondo sono riuscito ad attaccare. Avevo ancora qualcosa da spendere nel finale, così ho affrontato l’ultima salita a tutta e ho fatto un bello sprint finale. Sono veramente contento di questa gara, anche perché il mio miglior piazzamento qui era un ventiseiesimo posto. Spero di continuare così». 

È stata ufficializzata la composizione delle due staffette azzurre che scenderanno in pista domani a Östersund nella giornata d’apertura della Coppa del Mondo.

Nella single mixed relay l’Italia si presenterà con la coppia formata da Federica Sanfilippo e Thomas Bormolini, apparso quest’ultimo in ottime condizioni due settimane fa a Sjusjøen.

La staffetta mista, ovviamente, vedrà l’Italia schierarsi con il quartetto delle meraviglie che tante soddisfazioni ha regalato ai colori italiani in Coppa del Mondo, Olimpiadi e Mondiali. Prima frazione quindi per l’infallibile Lisa Vittozzi, seguita in seconda frazione da Dorothea Wierer. Poi in terza toccherà a Lukas Hofer, che si augura di aver ritrovato la miglior condizione fisica dopo le difficoltà alla schiena dell’ultimo periodo. Infine sarà Dominik Windisch a chiudere in quarta frazione, con l’obiettivo di regalare un altro ultimo giro da batticuore. 

Prima di oggi non era mai riuscito a superare il taglio della qualificazione sulla pista di Ruka. Questa mattina l’ha fatto, facendo anche registrare un ottimo quattordicesimo tempo. Per questo motivo Maicol Rastelli è soddisfatto della prestazione odierna, che lo porta a sperare anche in vista della distance di domani, visto che lo scorso anno proprio in Finlandia riuscì ad andare a punti, chiudendo 26° la 15km in classico.

«La gara è andata abbastanza bene – ha affermato l’azzurro – qui a Ruka non ero mai riuscito a qualificarmi ed averlo fatto con il quattordicesimo tempo lo ritengo molto positivo. Merito anche dei materiali che in mattinata erano ottimi, come dimostrano i risultati di tutta la squadra, maschile e femminile, nella qualificazione. Purtroppo non siamo riusciti poi nelle batterie a finalizzare quanto di buono fatto in mattinata. Le ragazze e Pelle hanno avuto qualche problema di tenuta, perché purtroppo le condizioni della neve sono cambiate nel pomeriggio, mentre per quanto mi riguarda io non ho avuto problemi, in salita sono anche andato forte e ho battagliato fino alla fine per passare il turno. Purtroppo nei piani fatico ancora quando bisogna andare a spinta. In ogni caso mi tengo questo risultato, sono soddisfatto. Vediamo se domani nella 15km riuscirò a replicare magari andando a punti. La condizione mi sembra buona»

È stata una giornata dai due volti per Lucia Scardoni. Una mattina da sogno conclusa addirittura con il primo posto in qualificazione, un risultato che l'azzurra non si sarebbe mai aspettata. La veneta delle Fiamme Gialle sognava a quel punto un grande risultato, memore anche della finale sfiorata lo scorso anno. Invece qualcosa non è andata per il verso giusto in gara, probabilmente con i materiali, anche se Scardoni non ne ha fatto accenno quando l'abbiamo contattata al termine della sprint finlandese.

«Non mi sarei mai aspettata di fare il miglior tempo in qualificazione - ha affermato Scardoni a Fondoitalia - per questo motivo sono un po' delusa per il risultato finale. A quel punto, considerato il risultato dell'anno scorso e le sensazioni avute in qualificazione, puntavo ad arrivare in semifinale e magari anche in finale. Ma questo è il gioco, quindi mi prendo il buono della gara e penso già alla sfida di domani. Sarà un altro giorno».

Ha chiuso la qualificazione in ottima terza posizione e probabilmente si sarebbe aspettata a quel punto di poter andare più avanti anche nelle batterie. È una Greta Laurent contenta a metà quella con cui abbiamo parlato al termine della sprint in classico di Ruka, da lei conclusa al 21° posto, eliminata nei quarti di finale.

L'azzurra aveva fatto un'ottima impressione nel corso della batteria fino alla salita finale, quando ha cominciato a scalciare e perdere metri, così come accaduto alla sua compagna di squadra Lucia Scardoni e successivamente anche a Pellegrino.

«Sono ovviamente molto contenta e sorpresa di come sono andate le cose in qualificazione - ha esordito Greta Laurent - c'è da dire che avevamo anche degli ottimi materiali in quella fase di gara, accompagnati da buonissime sensazioni fisiche. Queste ultime non sono mancate nemmeno successivamente nella batteria dei quarti, mi sentivo bene fisicamente, la mia condizione era buona. Purtroppo però, a differenza della qualificazione dove erano ottimi, questa volta non siamo state aiutate moltissimo dai materiali, abbiamo avuto alcuni problemi con una tenuta al limite. Ma anche questo fa parte del gioco. Mi dispiace perché ogni lasciata è persa, ma è solo la prima gara e io non demordo»

Si riparte sulla stessa lunghezza d’onda della passata stagione. Jarl Magnus Riiber ha vinto nettamente la prima gundersen della stagione, praticamente già conclusa dopo la fase di salto, chiuso da lui nettamente in testa.

È stato quindi un gioco da ragazzi per il fenomeno norvegese portare a termine l’opera nell’inseguimento di appena cinque chilometri, da lui vissuto praticamente come un allenamento. Alle sue spalle, come da copione dopo il salto, il connazionale Espen Bjoernstad, mentre sul terzo gradino del podio il giovanissimo Oftebro, classe 2000 che ha così completato una scontatissima tripletta dopo quando visto in mattinata. Il giovane norvegese ha fatto la storia, essendo il primo combinatista nato nel nuovo millennio a salire sul podio in Coppa del Mondo.
A completare la festa norvegese ci ha pensato Graabak, giunto quarto a 1’51”7, dopo aver battuto in volata Riessel, Faisst e Fritz.

Sorride moltissimo l’Italia, che ha piazzato tre atleti nelle prime ventitre posizioni, mostrando un’ottima condizione. Per la prima volta nella storia tre azzurri sono andati in zona punti a Ruka. Samuel Costa, grazie a un ottimo ultimo giro, è riuscito a concludere addirittura in nono posto, abbandonando il gruppetto con cui ha fatto tutta la gara. Per il gardenese è la prima top ten in Coppa del Mondo, dal quinto posto ottenuto a Seefeld nel gennaio 2017. Buona anche la prestazione di Aaron Kostner, giunto al diciassettesimo posto. Il gardenese è stato ancora una volta il miglior italiano nel salto, perdendo qualcosa sugli sci nel finale. Ci può stare a inizio stagione. 23ª posizione per Alessandro Pittin, partito 31° dopo il segmento di salto. Il friulano ha mostrato una buona condizione sugli sci. Unico azzurro fuori dalla zona punti è stato Lukas Runggaldier, giunto 53°. Miglior inizio non si poteva sperare.

CLASSIFICA FINALE TOP 10
1° J.M. Riiber (NOR) 13’30.7
2° E. Bjoernstad (NOR) +53.3
3° J.L. Oftebro (NOR) +1’17.1
4° J. Graabak (NOR) +1’51.7
5° F. Riessle (GER) +1’52.9
6° M. Faisst (GER) +1’53.3
7° M. Fritz (AUT) +1’53.6
8° F.J. Rehrl (AUT) +2’05.1
9° S. Costa (ITA) +2’36.8
10° V. Geiger (GER) +2’38.5
Gli altri italiani
17° A. Kostner +2’57.8
23° A. Pittin +4’21.5

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Grande dominio di Johannes Klæbo nella sprint in classico che ha aperto la Coppa del Mondo di fondo a Ruka. Il campione mondiale in carica è stato di un altro pianeta rispetto a tutta la concorrenza, imbattibile oggi nelle sprint in classico. Nessuno è riuscito nemmeno ad avvicinarsi a lui già a partire dalle qualificazioni, così come nelle batterie dei quarti e di semifinale, infine in una finale senza storia, già chiusa probabilmente prima di iniziare. Bolshunov ha provato a metterlo in difficoltà tirando a tutta nella prima parte della finale insieme a Jouve, ma quando la strada ha cominciato a salire, Klæbo ha tirato fuori un ritmo impossibile per tutti gli altri, andando a vincere con un clamoroso vantaggio.

La gara degli altri è andata a Golberg, autore di un ottimo finale che gli ha permesso di raggiungere e scavalcare Bolshunov, che dopo il rettilineo conclusivo è stato costretto ad accontentarsi addirittura del quarto posto, calato di tono dopo aver probabilmente speso molto. Già perché nel mezzo si è infilato uno splendido Jouve, orgoglio delle Alpi oggi in Finlandia. Il francese ha confermato tutto il suo talento, già messo più volte in evidenza nel corso della passata stagione, impostando una finale coraggiosa, nella quale si è stabilito subito nelle prime posizioni, per poi riuscire a beffare Bolshunov sul rettilineo finale, dando così il via alla festa francese. In quinta piazza un buonissimo Iversen, apparso in condizione, mentre quinto è giunto Oskar Svensson.

Negativa la prestazione della squadra italiana dopo gli ottimi risultati della qualificazione. Tutti fuori nei quarti di finale gli azzurri, molto probabilmente in difficoltà con i materiali. Federico Pellegrino ha chiuso ultimo la propria batteria, andando in evidente difficoltà nei tratti di salita. L’impressione è che probabilmente ci fosse più di un problema con i materiali, soprattutto perché Pellegrino è sembrato stare praticamente fermo ogni volta che si è trovato a salire e in mattinata la sua condizione fisica era apparsa ottima. Un problema già visto anche nelle batterie delle donne.

Fuori da sesto anche Maicol Rastelli, che al contrario di Pellegrino, ha dato l’idea di avere una miglior tenuta in salita, ma ha sofferto molto nei tratti di scorrevolezza, perdendo tanto sul rettilineo conclusivo. Quinta posizione nella sua batteria per Francesco De Fabiani, che si è battuto come sempre, pur non dando l’impressione di poter davvero combattere per il passaggio del turno. In ogni caso con generosità ha catturato un buon 23° posto in quello che fino a oggi non è stato il suo format di gara ideale, se si considera che quello odierno è il suo secondo miglior risultato in carriera in questo tipo di competizione dopo il 14° posto ottenuto lo scorso anno a Otepää.

Incredibilmente fuori nei quarti di finale anche Ustiugov, eliminato dalla batteria a causa di una falsa partenza. Una grande beffa per il russo, che è partito in anticipo dopo che l’aveva già fatto in precedenza Svensson. Quindi essendo la seconda falsa partenza della batteria, è stato eliminato senza partire. Fuori a sorpresa nei quarti di finale anche Valnes, che aveva battuto Klæbo nella gara FIS di Beitostølen. Il norvegese è stato condannato dalla rottura di un bastoncino, che gli ha fatto perdere molto tempo, nonostante sia riuscito subito a cambiarlo. Sarebbe probabilmente stato da podio. Fuori invece in semifinale gli svedesi Halfvarsson, Haeggstroem e Peterson, oltre a Semikov, Maeki e Chanavat, che ha concluso 12°. Sicuramente, considerando anche la prestazione di Jouve, quella francese è stata una gara molto positiva.

CLASSIFICA FINALE
1° J. Klæbo (NOR)
2° P. Golberg (NOR)
3° R. Jouve (FRA)
4° A. Bolshunov (RUS)
5° E. Iversen (NOR)
6° O. Svensson (SWE)
7° J. Haeggstroem (SWE)
8° C. Halfvarsson (SWE)
9° T. Peterson (SWE)
10° I. Semikov (RUS)
Gli Italiani:
23° F. De Fabiani
26° F. Pellegrino
27° M. Rastelli

Grandissima vittoria di Maiken Caspersen Falla che ha ampiamente dominato la sprint in classico femminile, che ha aperto la Coppa del Mondo. La norvegese si è imposta al termine di una finale senza storia, nella quale ha preso la testa insieme alla connazionale Stenseth, per poi andarsene in fuga in salita e vincere con ampio margine di vantaggio su tutte le altre.

Alle sue spalle grande lotta per il podio, con Sundling che è riuscita a strappare il secondo posto nonostante un contatto avuto con Bjornsen nella prima parte di gara, che aveva rallentato entrambe. La svedese, insieme alla statunitense, è tornata sotto fino a conquistare il secondo gradino del podio. Alle sue spalle proprio Bjornsen che in spaccata ha conquistato la terza piazza al fotofinish. Giù dal podio Stenseth, crollata nell’ultima parte di gara, mentre Stina Nilsson d’esperienza è riuscita almeno a prendersi il quinto post ma è parsa evidente che il problema alla spalla l’abbia fortemente condizionata.

Johaug ha confermato quanto di buono fatto vedere già in qualificazione, mostrando dei grandi passi avanti pure nella sprint, tanto da sfiorare addirittura la qualificazione in semifinale. A questo punto sembra sempre più difficile pensare che qualsiasi avversaria possa batterla in Coppa del Mondo, perché con queste prestazioni nelle sprint sarebbe meno attaccabile nei tour. Per lei è arrivato un 20° posto finale. Fuori nei quarti di finale anche Jessie Diggins, per pochissimi centesimi, Anna Svendsen e Krista Pärmäkoski.

Non è riuscita a prendersi il posto per la finale Natalia Nepryaeva, eliminata in semifinale, come Jacobsen, Caldwell, Visnar, Lampic e Ribom.

Dopo aver fatto sognare nelle qualificazioni, sono uscite nei quarti di finale Lucia Scardoni e Greta Laurent. La veneta è stata in testa per buona parte della batteria ma è andata in difficoltà in salita, scollinando in ultima posizione e trovandosi chiusa all’ultima curva. Sul rettilineo finale a spinta l’azzurra è riuscita poi a prendersi almeno il quarto posto, che le vale la 16ª posizione. La valdostana, invece, ha terminato al quinto posto la quinta batteria, anche lei andando in difficoltà nel tratto di salita dopo aver disputato una buona prima parte di gara. Per lei è arrivato quindi un 21° posto. L’impressione, visto anche quanto accaduto nella gara maschile, è che a differenza di questa mattina, probabilmente le azzurre avessero qualche problema di tenuta con i materiali.

CLASSIFICA FINALE TOP 10
1ª M.C. Falla (NOR)
2ª J. Sundling (SWE)
3ª S. Bjornsen (USA)
4ª A. Stenseth (NOR)
5ª S. Nilsson (SWE)
6ª T.U. Weng (NOR)
7ª N. Nepryaeva (RUS)
8ª K. Visnar (SLO)
9ª A. Lampic (SLO)
10ª A. Jacobsen (NOR)
Le italiane:
16ª L. Scardoni
21ª G. Laurent

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