Redazione

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Martin Fourcade guida la Rivoluzione Francese: il team transalpino ha dominato l'individuale di Östersund con il pirenaico ad imporsi - 14imo successo sulle nevi svedesi per lui - dopo un anno di digiuno. Fourcade si è concesso un errore al tiro solamente nell'ultimo poligono, per poi ingranare le marce alte nel giro conclusivo e raggiungere il traguardo con un vantaggio di 11"6 sul connazionale Simon Desthieux (anche per lui un errore in piedi, ma nella seconda sessione) ed 1'50"8 su Quentin Fillon Maillet (2 errori in apertura ed 1 in chiusura per lui) con Emilien Jacquelin inseritosi ai piedi del podio (a 2'17"8 con 2 errori, uno in ciascuna delle due sessioni in piedi).

Giornata grigia, per non dire nera, invece per Johnnes Bø che complici forse problemi ai materiali non è mai riuscito a raggiungere la velocità di crociera sugli sci, appesantito anche da due errori al tiro e si è dovuto accontentare del decimo posto preceduto anche dallo svizzero Weger, dal fratello maggiore Tarjei, dal quinto transalpino di giornata Claude (che mercoledì per il team di Patrick Favre!) e dai due russi Eliseev (confermatissimo dopo il podio nella sprint) e Loginov. Appena fuori dalla top ten, ecco Garanichev che porta a tre i russi tra i migliori 11, non male.

Troppi errori al tiro per il team azzurro: 5 per Lukas Hofer che ha comunque difeso una lusinghiera 19ima piazza grazie ad una sontuosa performance nel fondo con il terzo tempo di giornata, ad un nulla da Fourcade (al vertice) e Fillon Maillet; due fatali imprecisioni invece per un Thomas Bormolini (28imo) che fino a tre quarti di gara era in lizza per ripetere un ottimo piazzamento dopo la sprint di domenica; cinquina di errori anche per Dominik Windisch, scivolato al 48imo posto, mentre il giovane Daniele Cappellari con 2 penalità si è affacciato in 79ima posizione.

Insomma, Re Martin non ha nessuna intenzione di lasciare il trono, anzi. Il duello tra titani è finalmente servito: dopo due gare individuali, Fourcade e Johannes Bø vantano un successo a testa, con il francese che guida la generale a quota 100 davanti ai due fratelli Bø, con Tarjei (92) momentaneamente in seconda posizione con una lunghezza di margine sul detentore del coppone.

Con il successo odierno il trentunenne transalpino vincitore di sette Coppe del Mondo generali (consecutive) sale a 77 successi individuali (altri 11 con le staffette) e ritrova la leadership nella giornata di gloria del biathlon transalpino, in una giornata in cui tutti hanno saputo fare al meglio la propria parte, atleti in primis, ma anche i tecnici in grado di fornire a Martin e compagni degli sci memorabili.

 

Qui la classifica completa di giornata

Oggi, alla sede Sky di Milano, la Marcialonga numero 47 si è presentata ufficialmente ancora una volta con i tradizionali 70 km da Moena a Cavalese e 7500 concorrenti al via. L’evento che per due anni ha conquistato il titolo di miglior gara al mondo Visma Ski Classics, grazie soprattutto al lavoro e all’impegno degli oltre 1300 volontari, ha scelto non a caso la sede Sky perché Marcialonga – il 26 gennaio 2020 – verrà trasmessa per la prima volta su Sky Sport.

Il direttore di Sky Sport, Federico Ferri, si è detto onorato della nuova partnership: “Ci impegneremo a dare la miglior immagine possibile ad un evento così prestigioso”. Il presidente di Marcialonga, Angelo Corradini, gestisce un vero e proprio brand che comprende numerosi eventi come Craft (ciclismo) e Coop (corsa) che si svolgono in estate: “L’evoluzione di Marcialonga da gara ‘paesana’ a prodotto televisivo ricercato ed ambito a livello internazionale è incredibile – ha affermato il presidente, - abbiamo 18 reti collegate in diretta e Sky sarà la ciliegina sulla torta, con anche spot realizzati ad hoc in avvicinamento all’evento. Grazie anche a Rai per questi 40 anni. Valbusa e Paruzzi in passato hanno vinto la Marcialonga, ma i ‘bisonti’ l’hanno fatta per il piacere di farla e noi abbiamo tantissimo rispetto per queste persone”.

Quest’anno Marcialonga ha due grandi testimonial, la ciclista Letizia Paternoster: “Sono onoratissima di essere ambassador di Marcialonga, il Trentino è la mia terra e il tracciato Craft di ciclismo l’ho percorso varie volte”, e il motociclista Marco Melandri che si impegnerà invece alla Light di 45 km. Era presente inoltre la ‘Soreghina’ - ovvero la madrina di Marcialonga - Michela Croce, una ragazza preparata che rappresenta le Valli di Fiemme e Fassa.

Il prossimo anno la Marcialonga partirà da… venerdì con la “Supersprint – World Tour Championship”, parte del circuito World Sprint Series. Una gara in formula Sprint ad eliminazione che si correrà venerdì 24 gennaio 2020 sui 100 metri del celebre rettilineo finale di Viale Mendini, nel cuore di Cavalese dove la 47ª edizione della Marcialonga di Fiemme e Fassa avrà termine. Dopodiché largo agli eventi di contorno come Marcialonga Story, la ‘macchina del tempo’ di Marcialonga, sabato 25 gennaio a Lago di Tesero, così come Marcialonga Stars spendendosi nell’aiutare il prossimo sostenendo la LILT Lega Italiana per la lotta contro i tumori, una collaborazione che dal 2000 ha raccolto più di 400.000 euro, e le varie Marcialonga Baby, Minimarcialonga e Marcialonga Young.

Evidenziato anche il gemellaggio con i polacchi della Bieg Piastow che porterà 100 pettorali in più a Marcialonga, e l’unione con altri eventi come lo Skiri Trophy dedicato ai piccoli dal quale uscirà la fruttuosa collaborazione “Skirilonga”, un lavoro di preparazione che porterà man mano a festeggiare le Olimpiadi invernali 2026, con molte delle gare previste a disputarsi in Trentino.

Il campione olimpico e mondiale Marco Albarello ha evidenziato le doti di chi utilizza il double poling: “I primi cento atleti di Marcialonga sono davvero fenomenali”. Anche Fulvio Valbusa ha elogiato l’evento trentino: “Marcialonga è una gara a sé, respiri l’aria dei paesi, è unica per chi corre ma anche per chi guarda. Non ti senti mai da solo”, così come Gabriella Paruzzi: “Grazie a Marcialonga ho vinto la Coppa del Mondo”. I grandi nomi dello sci di fondo italiano hanno voluto così celebrare la manifestazione, per l’occasione assieme ai team italiani Visma Ski Classics: Team Trentino Robinson e SottoZero Gold Team.

Marcialonga annuncia un nuovo format di “Combinata” per dare il meritato risalto anche agli altri eventi di ciclismo e corsa: Craft sotto l’egida ACSI (31 maggio) ritornata nel circuito Alé Challenge con quattro passi dolomitici da affrontare, e Coop (6 settembre), con Moena e Cavalese come località di partenza e arrivo, le stesse della ski-marathon che il 26 gennaio avrà ancora qualcosa da raccontare. Natura, boschi, paesaggio incontaminato, impatto zero, la Marcialonga numero 47 aspetta tutti, campioni e appassionati fondisti.

Con l'individuale maschile di biathlon, che partirà tra due ore a Östersund, inizierà una settimana ricca di appuntamenti tra oggi e domenica. Il biathlon, oltre alla Coppa del Mondo, vedrà anche in programma le prime gare di Coppa Italia e Alpen Cup. Nel fondo, oltre alla Coppa del Mondo, si gareggerà anche OPA Cup. Nel salto prenderanno il via Coppa del Mondo femminile e Continental Cup. Infine la combinata nordica vedrà gli atleti impegnati sempre a Lillehammer, dove si gareggerà anche nel fondo e nel salto femminile.

Di seguito programma e orari

Mercoledì 4 Dicembre 2019
16.15 - Biathlon, Coppa del Mondo M – Östersund (SWE): Individuale

Giovedì 5 Dicembre 2019
16.20 - Biathlon, Coppa del Mondo F – Östersund (SWE): Individuale

Venerdì 6 Dicembre 2019
15.30 - Salto, Coppa del Mondo M – Nizhny Tagil (RUS): Qual HS134
16.30 - Combinata, Coppa del Mondo M – Lillehammer (NOR): PCR HS140
19.00 - Salto, Coppa del Mondo F – Lillehammer (NOR): Qual HS140

Sabato 7 Dicembre 2019
9.00 - Fondo, OPA Cup M/F Senior e Junior – Pokljuka (SLO): Sprint TL (Qualificazioni)
10.00 - Combinata, Coppa del Mondo M – Lillehammer (NOR): Team HS140/4x5km (Salto)
10.00 - Biathlon, Coppa Italia – Val Martello: Sprint (Senior, U22, U19, U17)
10.00 - Biathlon, Alpen Cup M/F – Obertilliach (AUT): Sprint
11.00 - Fondo, Coppa del Mondo F – Lillehammer (NOR): Skiathlon 15km
12.30 - Fondo, Coppa del Mondo M – Lillehammer (NOR): Skiathlon 30km
12.45 - Salto, Coppa del Mondo F – Lillehammer (NOR): Gara HS140
13.00 - Salto, Continental Cup M – Vikersund (NOR): Gara HS117
14.30 - Combinata, Coppa del Mondo M – Lillehammer (NOR): Team HS140/4x5km (Pursuit)
15.30 - Salto, Coppa del Mondo M – Nizhny Tagil (RUS): Gara HS134
17.30 - Biathlon, Coppa del Mondo M – Östersund (SWE): Staffetta

Domenica 8 Dicembre 2019
9.00 - Fondo, OPA Cup M/F Senior e U20 – Pokljuka (SLO): 15, 10, 5km TL (4 gare a seguire)
9.15 - Combinata, Coppa del Mondo M – Lillehammer (NOR): Gara HS140/10km (Salto)
9.30 - Biathlon, Coppa Italia – Val Martello: Pursuit (Senior, U22, U19)
10.00 - Biathlon, Alpen Cup M/F – Obertilliach (AUT): Short Individual
10.15 - Fondo, Coppa del Mondo F – Lillehammer (NOR): Staffetta
11.00 - Salto, Continental Cup M – Vikersund (NOR): Gara HS117
11.45 - Fondo, Coppa del Mondo M – Lillehammer (NOR): Staffetta
12.15 - Biathlon, Coppa Italia – Val Martello: Pursuit (U17)
13.30 - Combinata, Coppa del Mondo M – Lillehammer (NOR): Gara HS140/10km (Pursuit)
14.00 - Salto, Coppa del Mondo F – Lillehammer (NOR): Gara HS140
15.30 - Biathlon, Coppa del Mondo F – Östersund (SWE): Staffetta
15.30 - Salto, Coppa del Mondo M – Nizhny Tagil (RUS): Gara HS134

Il 18 e 19 gennaio lo sci di fondo internazionale tornerà a Pragelato, località che ha ospitato gli indimenticabili Giochi Olimpici del 2006, regalando anche all'Italia numerose soddisfazioni. In programma ci saranno una mass start in tecnica classica il sabato, su una distanza di 30km per gli uomini e 15 per le donne, e una gara a cronometro in skating la domenica, 10km per gli uomini e 5 per le donne.

Queste le parole di Giorgio Merlo, sindaco di Pragelato: «Con l'apertura ufficiale delle piste olimpiche e turistiche del fondo, e con neve naturale tra i 30 e gli 80 cm, si inaugura la stagione invernale di Pragelato. Appena le temperature lo permetteranno, inizierà anche la produzione di neve artificiale per garantire l'atteso evento del 18/19 gennaio di Coppa Europa e una lunga stagione sciistica. La macchina organizzativa, al riguardo, funziona ormai a pieno regime. Un evento, quello della prossima Coppa Europa, che segna definitivamente il ritorno di Pragelato come sede di gara di livello nazionale ed europeo dopo molti anni, purtroppo, di ristagno e di immobilismo. Un evento che, se ben organizzato sul versante logistico e sportivo, può essere il preludio per una prossima gara di Coppa del mondo. Oltre a riproporre Pragelato come "paese olimpico" agli occhi della opinione pubblica. E non solo di settore. Al riguardo non posso non fare un plauso al lavoro del Comune e di Pragelato Races per organizzare dignitosamente il prossimo evento europeo. E questo perché, oltre al fantastico territorio, non possiamo dimenticare le grandi competenze che ci sono nel settore dello sci di fondo che culminarono con le Olimpiadi di Torino 2006. Non posso nascondere, infine, che ci sono un grande fermento, collaborazione e volontà per ritornare ai livelli che la località e le piste meritano. Perché a Pragelato non c'è solo il fondo. L' escursionismo sulla neve conta diverse specialità, dalle ciaspole alle biciclette al freeride e molto altro. E il prossimo evento europeo può essere il volano per far ripartire la bicicletta. Noi ci crediamo e lavoriamo per centrare questo obiettivo».

Ricordiamo qui i principali eventi che si svolgeranno sulle piste di fondo:

22 dicembre 2019: 27ª PRADZALUNGA
5/6 gennaio 2020: Memorial Pierino Peyrot
12 gennaio 2020: Campionato Regionale FISI AOC - Test Event OPA - Memorial L. Francescato
18/19 gennaio 2020: OPA Cup - Coppa Italia - Trofeo ESSE
25/ gennaio 2020: Pragelato SNOW RUN 2019
01/03/2019: Ciaspolata degli ESCARTON

La prima tappa della Coppa del Mondo non ha regalato molte soddisfazioni alla Russia, nella quale, rispetto alle abitudini, diversi atleti sono apparsi un po’ indietro di condizione, in particolare Bolshunov, che ha confermato le difficoltà già palesate nelle gare FIS di Muonio.

A Lillehammer ci si aspetta quindi il riscatto da parte dell’armata in rosso, anche se dovrà fronteggiare lo squadrone norvegese sulla pista di casa a Lillehammer. La gara skiathlon presenta i russi con diverse armi da giocarsi in campo maschile e la solita Nepryaeva tra le donne, anche se probabilmente lì si gareggerà per il secondo posto.

Sarà l’esordio stagionale per Denis Spitsov, che non era presente alle gare di Ruka.
I 7 UOMINI: Alexander Bolshunov, Andrey Larkov, Evgeny Belov, Denis Spitsov, Sergey Ustiugov, Ivan Yakimushkin, Ilya Poroshkin.
LE 7 DONNE: Diana Golovan, Lidia Durkina, Alisa Zhambalova, Anna Nechaevskaya, Yana Kirpichenko, Natalia Nepryaeva, Olga Tsareva.

Sarà una vera e propria armata quella norvegese che si presenterà al cancelletto di partenza delle due gare di Lillehammer, lo skiathlon di sabato e la staffetta di domenica. In totale saranno 33 gli atleti norvegesi che scenderanno in pista nel weekend, 17 donne e 16 uomini.

Tra loro non ci saranno degli assenti importanti. Innanzitutto Østberg, che ancora non ha ottenuto la certificazione necessaria per gareggiare. «È in costante dialogo con i dottori» è scritto sul sito della federazione. Al momento non è ancora chiaro quando la detentrice della Coppa del Mondo potrà tornare a gareggiare, né i motivi che hanno portato a questo stop forzato. Non sarà della partita nemmeno Didrik Tønseth, che parteciperà ai Campionati Europei di corsa campestre in programma in Portogallo.

Tra gli uomini sarà invece in gara Sundby, nonostante le difficoltà palesate anche nel weekend di Ruka, dove è comunque apparso in netta crescita rispetto Beitostølen.

In campo femminile cresce l’attesa per la presenza della giovanissima Helene Marie Fossesholm. La classe 2001 norvegese ha fatto una grande impressione in occasione delle gare FIS di Beitostølen, cogliendo ben due terzi posti alle spalle di Johaug e non distante da Weng.

LE DONNE AL VIA: Therese Johaug, Heidi Weng, Maiken Caspersen Falla, Ragnhild Haga, Astrid Uhrenholdt Jacobsen, Lotta Udnes Weng, Tiril Udnes Weng, Anna Svensden, Kari Øyre Slind, Helene Marie Fossesholm, Anne Kjersti Kalvå, Kathrine Harsem, Silky Ear Swelling, Marte Skaanes, Tiril Liverud Knudsen, Magni Smedås, Karoline Simpson-Larsen.
GLI UOMINI AL VIA: Johannes Høsflot Klæbo, Emil Iversen, Martin Johnsrud Sundby, Sjur Røthe, Hans Christer Holund, Simen Hegsted Krüger, Niklas Dyrhaug, Find Hägen Krogh, Mattis Stenshagen, Pål Golberg, Harald Østberg Amundsen, Martin Løwstrøm Nyenget, Eirik Svedrup Augdal, Vebjørn Turtveit, Gaute Kvåle, Ole Jørgen Bruvoll. 

La tappa di apertura della Coppa del Mondo 2019/20 ha incoronato a Ruka soprattutto Johannes Klæbo e Therese Johaug, vincitori di due gare a testa, ma anche Niskanen e Falla. Tanti i temi offerti dal weekend finlandese, che oltre al dominio norvegese ha visto anche una Svezia in grande difficoltà e un Bolshunov ancora lontano dalla condizione. Per l’Italia, dopo l’illusione dei bellissimi risultati ottenuti nella qualificazione della sprint, le difficoltà delle batterie a causa degli sci, seguita da due distance al di sotto delle aspettative, nelle quali però si è raccolto un bel risultato di Pellegrino in classico. Di tutto questo abbiamo parlato con Stefania Belmondo, la grande campionessa del fondo italiano.

Ciao Stefania. Partiamo dalla Coppa del Mondo femminile: per tutta l'estate si è parlato di Svezia vicinissima alla Norvegia, ma alla fine abbiamo avuto il solito dominio di Johaug. È imbattibile?
«Lei è veramente fortissima, perché scia molto bene ed è sempre molto determinata, ha una grinta che ammiro. Devo però dire che forse il livello generale non è altissimo rispetto al passato. Ricordo che un tempo ci trovavamo a fronteggiare tantissime atlete, avevamo dei veri e propri squadroni norvegesi o sovietici. Ma non voglio togliere alcun merito a Johaug, perché è fortissima e mi sarebbe tanto piaciuto sfidarla. Qualcuno dice anche che come atlete siamo simili».

Pensi che la giovane Karlsson possa essere la sua principale avversaria per la Coppa del Mondo?
«Difficile. Frida è una bravissima atleta, ha grande talento, come si è visto a Seefeld, ma bisogna avere pazienza perché ha appena vent’anni. Nel nostro sport ci vuole esperienza, le altre atlete non staranno certo a guardare. Insomma non è semplice porsi subito ai vertici».

In estate c’è stato un autentico terremoto all’interno della squadra svedese con diversi cambi di guida tecnica. Ritieni che questo possa condizionare gli atleti?
«Credo proprio di si, soprattutto quando si cambiano gli allenatori. Un atleta ha sempre bisogno di tempo per adattarsi a un nuovo allenatore, alle sue idee e deve saper assorbire in modo giusto il lavoro da lui proposto. Al di là di questo, ha anche bisogno di tranquillità attorno a sé, deve concentrarsi solo sul lavoro da fare senza essere condizionato da pensieri sulle cose che non vanno».

Nella sprint di venerdì abbiamo visto gli atleti italiani avere chiare difficoltà con gli sci; immagino sia accaduto spesso anche a te: come ci si sente in queste situazioni?
«Mi è capitato diverse volte. Purtroppo anche questo fa parte del nostro sport, come capita in Formula 1 o nel motociclismo, dove a volte i team possono sbagliare la scelta delle gomme o la messa a punto. Personalmente ho sempre ammirato il duro lavoro degli skiman, è sempre molto difficile fare la scelta giusta in quanto le condizioni possono cambiare in modo repentino. Magari arriva d’improvviso il sole che scalda la neve e la tua sciolina va a farsi benedire. A volte va bene, in altre occasioni meno. Noi italiani, però, dobbiamo ritenerci fortunati perché i nostri skiman sono molto bravi e non a caso sono ricercati dalle altre nazioni. Poi la giornata sfortunata può capitare a tutti».

Parliamo delle atlete italiane: come le hai viste?
«Intanto premetto che le ammiro e faccio il tifo per loro, spero tanto riescano a riportare dei buoni risultati. Negli ultimi anni abbiamo un po’ sofferto, ma credo sia anche normale in quanto nello sport ci sono sempre dei cicli. Sono sicura sapranno faranno bene, perché le ho viste molto determinate e nessuna meglio di me può capire quanto lavoro avranno fatto per prepararsi. Probabilmente nelle distance hanno un po’ pagato l’alto carico di lavoro, ma credo anche che quanto visto in qualificazione non sia stato casuale. Se anche hai buoni materiali, non fai prima e terza se non hai altro. Quindi fiducia».

Tra gli uomini abbiamo visto ancora un fenomenale Klæbo, mentre Bolshunov è apparso non al meglio.
«Klæbo è stato come al solito dominatore nella sprint ma ha disputato anche due ottime distance. È evidente che deve aver lavorato molto bene anche su questo. Sul fatto che abbia classe credo non ci fossero dubbi, l’abbiamo visto più di una volta. Bolshunov è sembrato indietro ma tendo a non dare mai troppa importanza all’inizio di stagione, in quanto molto dipende da come un atleta si sia preparato nel corso dell’ultimo mese. Se fai un grande carico di lavoro, hai bisogno di più tempo per smaltirlo. Insomma credo che questa gara faccia testo fino a un certo punto».

A emozionare il pubblico di casa ci ha pensato Niskanen.
«È stato proprio bravo, ma anche lui non è una novità soprattutto nelle 15 in classico, dove negli anni ha mostrato di poter dire spesso la sua. Quando ha tagliato il traguardo è partita la bellissima festa dei tifosi finlandesi, che ha confermato quanto sia sentito lo sci di fondo in queste nazioni dove è sport nazionale».

Passiamo agli azzurri. È mancata la grande prestazione nella sprint per i problemi sopracitati, ma Pellegrino ha fatto una buona impressione anche nella distance in classico.
«Io sono una grande tifosa di Federico e degli altri azzurri. Mi ha fatto veramente una bella impressione nella distance in classico dove è migliorato molto. Sono convinta, poi, che lui e gli altri azzurri, come già detto in precedenza riguardo Bolshunov, debbano ancora smaltire i carichi di lavoro effettuati. La stagione è lunghissima, siamo ancora all’inizio e sono convinta che anche quest’anno arriveranno tante belle soddisfazioni da lui».

De Fabiani non è ancora apparso al meglio. Pensi che l’infortunio accusato a Rovaniemi possa averlo condizionato?
«Non ho alcun dubbio sul fatto che anche lui uscirà fuori nell’arco della stagione. Se non è stato bene, devo solo avere pazienza e pensare innanzitutto a recuperare al meglio perché la stagione è lunga. Ho letto che si è posto l’obiettivo di entrare nei primi cinque posti della classifica generale. Credo sia molto positivo che abbia voglia di alzare ulteriormente l’asticella. Alla fine già lo scorso anno non ci è andato lontano, quindi è normale che voglia migliorarsi e credo non sia impossibile farcela, anche perché a volte autoconvincersi aiuta tantissimo».

In estate Pellegrino ha criticato spesso il calendario della Coppa del Mondo, affermando che troppe gare e trasferte portano gli atleti a fare delle scelte rinunciando ad alcuni competizioni, con la conseguenza che a perderci è lo spettacolo. Sei d’accordo?
«Certamente. Pensate soltanto ai mille spostamenti, alle giornate di allenamento perse per viaggiare, ma anche alla stanchezza fisica e mentale che ne deriva. Per non parlare di quanto si complica il lavoro degli skiman o dei costi della trasferta che vanno a pesare sulle federazioni. Non tutti possono permettersi di essere sempre presenti. Mettiamoci poi lo sforzo fisico per un atleta, che a quel punto sceglie dove gareggiare magari optando per le tappe che più si addicono alle sua caratteristiche. Ne va di mezzo lo spettacolo perché non è bello vedere una gara senza Klæbo, Pellegrino, i big russi o Niskanen. Ma poi, al di là dello spettacolo televisivo, in parte lo trovo brutto anche per gli atleti che partecipano. Ricordo che una volta vinsi una gara di Coppa del Mondo ma era assente Välbe; ovviamente ero contenta del risultato ma non ero felice fino in fondo, avevo sempre in testa il dubbio se sarei riuscita ugualmente a ottenere quel risultato con lei presente. Insomma ogni fondista vuole vincere contro i suoi migliori avversari».

Grazie mille Stefania.
«Grazie a voi. Posso però aggiungere una cosa?».

Certamente.
«Volevo dire che ho provato una grande emozione per la vittoria ottenuta sabato da Marta Bassino. Avrei tanto voluto essere lì vicino lei ed abbracciarla forte. Sono veramente felice per lei, la sua famiglia, gli allenatori e tutti coloro che l’hanno aiutata. È stato un momento bellissimo. Al termine della gara mi sono commossa e le ho subito scritto, ricevendo anche la sua risposta. Da cuneese mi emoziono per gli atleti della mia zona. Mi capitò lo stesso quando vidi in tv la gara di Elisa Rigaudo alle Olimpiadi, quando vinse il bronzo mi misi a piangere. Le guardo e penso a quanto vorrei essere lì anch’io. In ogni caso, brava Marta, sei stata una grande»

Ha sognato per larghi tratti la vittoria nella sprint di Östersund che ha aperto la Coppa del Mondo di biathlon. Martin Fourcade ha perso però la gara mancando due bersagli nella serie in piedi, chiudendo così al quinto posto assoluto a 28” da Johannes Bø.

Al di là di questo, però, la prestazione nella sprint svedese è stata molto positiva, perché il sette volte vincitore della Coppa del Mondo ha mostrato di aver ritrovato la miglior condizione fisica dopo un anno di grande difficoltà. Quel secondo tempo sugli sci ad appena un secondo e mezzo da Johannes Bø significa tanto per il campione francese.

«Il poligono in piedi è stato da dimenticare – ha ammesso Fourcade a L’Equipe al termine della gara – non sono riuscito a concentrarmi su me stesso. Prima di tutto un po’ di vento ha interferito. Anche Johannes, che era vicino a me, si è fermato. Lui è stato in grado di riprendere la serie, mentre io ho sbagliato. Sapevo di essere in lotta per la vittoria, pertanto ero deluso».

Fourcade aveva più volte dichiarato di voler innanzitutto ritrovare la condizione e il piacere di stare sugli sci. Da questo punto di vista può essere soltanto soddisfatto. «È stato fantastico, sono soddisfatto del fatto che nonostante il doppio errore abbia combattuto come una bestia nel corso dell’ultimo giro. Sono orgoglioso di essere stato dinamico per tutta la gara. Mi è piaciuto e sento di poter anche fare di più. Diciamo che questa sprint è stata più un sollievo che una delusione. Finalmente sto tornando, sento di poter competere con gli altri sulla pista. Non sto più soffrendo come lo scorso anno».   

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