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Fondo: La FIS deve intervenire per salvare la tecnica classica

08 Gennaio 2015
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Stiamo vivendo un momento simile a quello vissuto a metà degli anni '80, quando la tecnica di pattinaggio stava per cancellare la più antica, elegante e tradizionale tecncia classica. Vi furono un paio di stagioni durante le quali si gareggiò soltanto in pattinaggio, poi l'introduzione di tratti all'interno dei quali era consentito l'uso della tecnica libera ed altri in cui era vietato. Successivamente la nascita di 2 tecniche distinte adottate dello sci di fondo ma non più da biathlon e combinata. L'Italia ne trasse giovamento e proprio da quel momento iniziarono ad arrivare i successi per gli azzurri.

Quello che sta accadendo in questa prima parte di stagione è similare. Gli atleti più forti usano soltanto uno dei passi della tecnica classica: la scivolata spinta, snaturando e svilendo l'armonia di un gesto nato migliaia di anni fa. E' successo aDavos prima di Natale con Northug, Halvfarsson e Cologna che hanno affrontato la 15 Km in "classico" vinta (almeno lì) da Sundby con la vera tecnica classica ed anche oggi a Dobbiaco dove il Kazaco Poltoranin ha prevalso su tutti gli altri con la sciolina di tenuta sotto ai propri sci.

Sono stati gli specialisti delle granfondo in classico i primi a specializzarsi e a capire che si potevano fare gare che fino a 10 anni fa era perfino impensabile affrontare soltanto a spinta. La Vasaloppet (ormai sono centinaia e centinaia i concorrenti che non sciolinano più), Poi la Marcialonga con la Cascata che sembrava un muro inattaccabile. Ma poi anche la Birkebeiner Rennet a Lillehammer, con 15 Km di salita iniziali da spaventare anche i più arditi.

Gli specialisti sono diventati sempre di più e sempre più forti ed hanno iniziato a fare le gare sui percorsi classici soltanto a spinta. Aukland per primo, ma poi Kjolstad e anche qualche specilista italiano. Molti appassionati, ogni anno di livello più basso, abbandonano il passo alternato, il passo spinta per allenarsi e sciare soltanto a spinta. Difficile da comprendere, almeno per chi scrive sia per un discorso di resa agonistica, sia per il piacere che dovrebbe essere alla base dei veri appassionati.

Già da alcuni anni anche le gare brevi della coppa del Mondo hanno iniziato ad essere a rischio. Molte sprint sono affrontate a spinta, snaturandole e portando la tecnica troppo spesso a sfociare in quella vietata dal regolamento.

Ma la tecnica classica corre un rischio superiore a quello corso 30 anni fa.. perchè è attaccata da se stessa; da uno dei passi che la compone, forse il meno bello anche se più tecnico e complesso di quanto si crede.

LA FIS DEVE INTERVENIRE ED IN FRETTA ma la sensazione è che non sappia da che parte affrontare il problema. Quali sono i possibili interventi a disposizione della federazione internazionale?

-) Intervenire sul materiale imponendo a tutti di sciolinare o usare attrezzatura da classico? Difficilissimo perchè è possibile sciolinare 10 cm con la verde special per dire che ho messo la sciolina di tenuta e sopra lo sci cerato sparisce dopo pochi metri.. Lo sci da classico si differenzia da quello da pattinaggio perchè è più lungo? perchè ha le punte più accentuate? Per il tipo di ponte? Fa poca differenza e non risolverebbe il problema ma ne creerebbe altri ai circuiti minori soprattutto. Vietare le scarpe da skating? userebbero le combi da skiathlon come fanno gli specialisti..

-) Intervenire sui percorsi rendendoli ancora più selettivi? La specializzazione degi atleti di alto livello nell'arco di pochissime stagioni consentirebbe loro di affrontare a spinta qualsiasi percorso, anche il più duro di coppa del Mondo se la neve è consistente e la spinta ha una risposta completa. Si stanno sviluppando nuovi passi o nuovi adattamenti al passo base che, una volta adottati dai più forti, consentirebbe loro di abbassare ancora i tempi di percorrenza. Anche questa proposta trova dei limiti visto che non si possono ricostruire tutte le piste e perchè calarlo nei circuiti minori vorrebbe dire impedire ai "comuni mortali" di sciare e non trascinarsi..

-) Intervenire a livello regolamentare: e qui il discorso è più sempice e l'unico a nostro avviso da mettere in campo, ma ci vuole fermezza e rapidità:

1) Controlli più severi sulla tecnica. Troppo spesso i giudici non sanzionano gli atleti che pattinano quando non è consentito. La spina di pesce senza siolina è quasi impossibile farla senza scivolata e quindi senza pattinare. Il metro di musura fra atleti dal nome altisonante (vedi l'attuale leader del tour) o di nazioni dominanti (non serve citarla) hanno trattamenti diversi dalle altre. Basti vedere cos'ha potuto fare Sundby nel prologo andando nella pista sbagliata senza nemmeno essere sanzionato..

2) Applicare la stessa regola che vige nel rettilineo finale: si può cambiare corsia (in questo caso binario) solo per superare. Continuare a cambiare binario è continuare ad inserire 2 pattinate spinta; una per uscire e l'altra per entrare nel binario. Quando si prende un binario, fino a quando questo è tracciato si deve rimanere all'interno di quello scelto in avvio del tratto fino a quando (in discesa o in curva) il binario viene tolto.

3) Un solo binario e diritto di pista: Semplificando quanto riportato prima, quando la gara lo consente, fare un solo binario e reintrodurre il vecchio "OPP" che veniva gridato a chi doveva dare strada e quindi uscire dal binario quando veniva superato. Superare è uno stratagemma per pattinare.

4) In presenza del binario è vietato sciare esternamente: Non importa se sia più lento. E' uguale per tutti, ma stare all'esterno del binario, sia in curva che su di un rettilineo, una leggera pattinata nel momento di pressione sullo sci viene esercitata sforando quindi nella tecnica non regolamentare. 

Sono punti che andrebbero sicuramente ragionati con più calma ed integrati con altre norme regolamentari.

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