Tanti i campioni intervenuti a Cibiana di Cadore per il libro di Osvaldo Da Col dedicato all’epopea del salto con gli sci tra le Dolomiti Bellunesi. L’autore: «Un libro che racconta del passato ma che guarda al futuro».
Cibiana di Cadore (Dolomiti Bellunesi), 15 settembre 2014 – Tutto esaurito, domenica 14 settembre, al Taulà dei Bos, il centro culturale di Cibiana di Cadore (Dolomiti Bellunesi) che ha accolto la presentazione di “Quei ragazzi nati sotto I spighe de Roan”, libro edito a cura di Grafica Sanvitese e il cui autore è da Osvaldo Da Col. Si tratta di una pubblicazione che in 200 pagine e oltre 250 fotografie fa rivivere l’epopea del salto con gli sci: Cibiana, infatti, per due decenni è stata uno dei grandi centri italiani della specialità, sfornando atleti che costituivano l’ossatura della nazionale azzurra e che in campo internazionale ottenevano risultati fenomenali.
E a Cibiana sono arrivati in tanti, campioni del salto e non solo, per la vernice del libro: da quel Nilo Zandanel che nel 1964 nella tedesca Oberstdorf stabilì il record mondiale di salto dal trampolino con 144 metri, ad Agostino De Zordo, da Dino De Zordo a Giovanni Valle, direttore tecnico della nazionale azzurra di salto negli anni ’80, a Bruno Alberti, campione ampezzano dello sci alpino.
Non solo passato: a onorare le imprese dei campioni degli anni Cinquanta e Sessanta, c’era anche una delle giovani speranze dello sci alpino, l’azzurro di Sappada Emanuele Buzzi, nipote di una delle glorie maggiori del salto cibianese, Bruno De Zordo. E al Taulà dei Bos c’erano anche il sindaco di Cibiana, Luciana Furlanis, il senatore Giovanni Piccoli e il presidente del Comitato veneto della federazione italiana sport invernali, Roberto Bortoluzzi.
C’era, soprattutto, tanta gente, arrivata da luoghi anche lontani. La presentazione è cominciata con un minuto di silenzio in omaggio alla memoria di un atleta di Cibiana scomparso la scorsa primavera, Nevio De Zordo, il più grande pilota italiano d bob dopo Eugenio Monti, atleta capace di vincere, tra le altre cose, due medaglie d'oro ai Campionati del mondo (nel due a Lake Placid 1969 e nel quattro a Sankt Moritz 1970) e una medaglia d’argento alle Olimpiadi giapponesi di Sapporo 1972.
Poi, accompagnato dalle immagini curate da Chiara Zandanel e dalle musiche di Oliviero De Zordo, Osvaldo Da Col ha ripercorso le pagine del libro, una fatica costata tre anni di ricerche e lavoro.
Con passione, quella passione che emerge con forza anche alla lettura del libro, Da Col ha raccontato degli esordi dello sci a Cibiana, della fondazione dello sci club nel 1927, dei primi salti fatti per le vie e sui tetti delle case, dei pionieri Italo De Zordo e Bruno Da Col, il primo italiano a superare la soglia dei 100 metri nel salto. E poi della missione di Amerigo De Zordo, il “padre” di quella “valanga cibianese” che negli anni Cinquanta e Sessanta partecipò a Mondiali e Olimpiadi, vincendo gare internazionali a ripetizione. Ancora, la descrizione della costruzione dei trampolini a Cibiana, una vera e propria opera corale del paese, opera che fu inaugurata nel marzo del 1952 e che risplendette fino al 1966, quando l’alluvione si portò via tutto.
Ma nel racconto di Osvaldo Da Col c’è stato spazio anche per i successi nel bob di Nevio De Zordo, per quelli nel nuoto di Bruno Bianchi. E per tanto altro ancora. Soprattutto, l’autore ha voluto raccontare «la vita di una piccola comunità delle Dolomiti bellunesi e dei suoi abitanti che hanno saputo arricchire il senso della loro vita anche con lo sport. E lo hanno fatto con tanta passione e con tanto impegno da far rimbalzare il nome di Cibiana di Cadore sulle più prestigiose cronache sportive nazionali e non solo».
Ragazzi, uomini, che, come ha sottolineato il sindaco Luciana Furlanis, «hanno saputo trasformare il problema neve in risorsa neve».
«Questo è un libro che racconta del passato ma che guarda al futuro – ha aggiunto Osvaldo Da Col -. Un futuro di sviluppo della montagna attraverso lo sport che per realizzarsi può trovare proprio nell’esempio dei nostri ragazzi di un tempo un formidabile input».