Redazione

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La nazionale svizzera di fondo fa un importante acquisto in Russia. Si tratta di Ilia Chernousov, classe 1986, che il prossimo agosto compirà 34 anni. Il fondista russo si è tolto tante soddisfazioni in carriera, vincendo un bronzo nello skiathlon dei Mondiali del 2011 e anche un bronzo olimpico a Sochi, nella 50km. Addirittura, dopo le squalifiche di Legkov e Vylegzhanin, giunti rispettivamente primo e secondo, gli venne assegnato l’oro, ma la decisione fu poi cancellata dal TAS.

In Coppa del Mondo il russo ha vinto due gare, entrambe nella stagione 2010/11, lo skiathlon da 20km di Rybinsk e la 3,3km in classico di Falun. Ormai da diversi anni Chernousov è rimasto fuori dalla nazionale russa, così ha deciso di gareggiare nelle lunghe distanze, togliendosi anche diverse soddisfazioni, come la vittoria alla sua prima Marcialonga nel 2018.

Ora la decisione di passare alla nazionale svizzera di fondo, prendendo il passaporto grazie al matrimonio con la biatleta Selina Gasparin. La FIS ha approvato il suo passaggio alla squadra elvetica.

«La Svizzera non ci ha comunicato nulla – ha affermato Välbe, presidente della Federazione Russa di sci di fondo – ma non possiamo lamentarci, perché il suo passaggio è stato completato in conformità a tutte le regole. Lasciamolo correre. Se la squadra svizzera lo accetterà, non avrò nulla in contrario. Forse otterrà anche dei buoni risultati».

Come vi avevamo anticipato alcuni giorni fa, nel corso del meeting FIS è stato ufficializzato il Piano A del calendario della Coppa del Mondo 2020/21 di sci di fondo, che dovrà però essere confermato nei prossimi mesi. Non ci sono novità rispetto a quanto vi avevamo già scritto nei giorni scorsi.


Si partirà il 27 novembre da Ruka con una sprint in classico e due distance. Il weekend successivo si dovrebbe andare a Lillehammer per una tappa che si aprirebbe il venerdì con una sprint in classico, non i pattinato quindi, come quando vinse Pellegrino due anni fa, skiathlon e staffetta. La tappa è a forte rischio, legata a una decisione che il governo norvegese prenderà il prossimo 12 giugno. Successivamente gare a Davos e Dresda, prima della pausa natalizia. Il 1 gennaio quindi via al Tour de Ski in Val Müstair. In realtà al momento la prima gara svizzera deve essere confermata e non se ne conosce nemmeno il format, così come accade per la mass start del 3 gennaio, sempre sulla pista svizzera. Quindi Dobbiaco e Val Di Fiemme.

Poi pausa post Tour de Ski, dal momento che la cancellazione della tappa di Premanon, dovrebbe consentire lo spostamento di quella in programma a Ulricehamn, originariamente il 16 e 17 gennaio, al 6 e 7 febbraio. La località dovrà confermare. Dopo il Tour de Ski, quindi si ripartirà il 23 gennaio da Lahti con uno skiathlon, anche se pure in questo caso il programma potrebbe cambiare, perché gli organizzatori hanno chiesto di fare uno scambio con Falun e ospitare loro un’individuale a cronometro in classico. Quindi Falun, Ulricehamn, poi una settimana di pausa, prima di andare a Nove Mesto, per la prova generale in vista del Mondiale. Una tappa nella quale non mancheranno le assenze.

Dopo il Mondiale si riprenderà da Drammen il 10 marzo, quindi la due giorni di Oslo. In questo caso le donne dovrebbero gareggiare nuovamente il sabato per vivere la giornata più importante, con l'augurio che nel 2021 le porte saranno aperte. In programma, però, c’è anche la possibilità di recuperare una gara, se necessario, proprio in Norvegia. Infine le finali, che si svolgeranno a Pechino dal 19 al 21 marzo. Curiosamente sarà in programma anche uno skiathlon che anche degli uomini dovrebbe svolgersi sui 15km (7,5 + 7,5).

Calendario Provvisorio

27/11 – Triple, Ruka (Finlandia): Sprint TC M/F
28/11 – Triple, Ruka (Finlandia): 10/15km TC F/M
29/11 – Triple, Ruka (Finlandia): 10/15km TL F/M
04/12 – Lillehammer (Norvegia): Sprint TC F/M
05/12 – Lillehammer (Norvegia): Skiathlon F/M
06/12 – Lillehammer (Norvegia): Staffetta F/M
12/12 – Davos (Svizzera): Sprint TL F/M
13/12 – Davos (Svizzera): 10/15km F/M
19/12 – Dresda (Germania): Sprint TL F/M
20/12 – Dresda (Germania): Team Sprint TL F/M
01/01 – TDS, Val Müstair (Svizzera): Da definire
02/01 – TDS, Val Müstair (Svizzera): Sprint TL F/M
03/01 – TDS, Val Müstair (Svizzera): Mass Start da definire
05/01 – TDS, Dobbiaco (Italia): 10/15km TL F/M
06/01 – TDS, Dobbiaco (Italia): 10/15km TC Pursuit F/M
08/01 – TDS, Val di Fiemme (Italia): 10/15km TC Mass Start F/M
09/01 – TDS, Val di Fiemme (Italia): Sprint TC F/M
10/01 – TDS, Val di Fiemme (Italia): Final Climb TL F/M
23/01 – Lahti (Finlandia): Skiathlon F/M
24/01 – Lahti (Finlandia): Staffetta F/M
30/01 – Falun (Svezia): 10/15km TC F/M
31/01 – Falun (Svezia): Sprint TC F/M
06/02 – Ulricehamn (Svezia): Sprint TL F/M
07/02 – Ulricehamn (Svezia): Team Sprint TL F/M
20/02 – Nove Mesto (Rep. Ceca): Sprint TC F/M
21/02 – Nove Mesto (Rep. Ceca): 10/15km TL F/M
24/02 – Mondiali, Oberstdorf (Germania): 5/10km TL F/M Qualificazione
25/02 – Mondiali, Oberstdorf (Germania): Sprint TC F/M
27/02 – Mondiali, Oberstdorf (Germania): Skiathlon F/M
28/02 – Mondiali, Oberstdorf (Germania): Team Sprint TL F/M
02/03 – Mondiali, Oberstdorf (Germania): 10km TL F
03/03 – Mondiali, Oberstdorf (Germania): 15km TL M
04/03 – Mondiali, Oberstdorf (Germania): Staffetta F
05/03 – Mondiali, Oberstdorf (Germania): Staffetta M
06/03 – Mondiali, Oberstdorf (Germania): 30km TC Mass Start F
07/03 – Mondiali, Oberstdorf (Germania): 50km TC Mass Start M
10/03 – Drammen (Norvegia): Sprint TC F/M
13/03 – Oslo (Norvegia): 30km TL Mass Start F
14/03 – Oslo (Norvegia): 50km TL Mass Start M
19/03 – Finali, Pechino (Cina): Sprint TL F/M
20/03 – Finali, Pechino (Cina): Skiathlon 7,5/7,5 F/M
21/03 – Finali, Pechino (Cina): 10/15km TC Pursuit F/M

Dal sito FIS: clicca qui

Sarà graduale l'introduzione del divieto sui prodotti fluorurati nelle gare organizzate dalla FIS. L'International Ski Federation (FIS) ha l'obiettivo di arrivare ad una tolleranza zero totale dalla stagione 2022/23.

Questo quanto stabilito dal consiglio della FIS che si è tenuto via video lunedì. La decisione di vietare l'utilizzo dei prodotti fluorurati, anche privi del PFOA, era stata annunciata dalla FIS lo scorso autunno. La federazione ritiene però difficile riuscire a inserire un limite zero già a partire dalla prossima stagione.

I controlli circa la presenza di prodotto fluorurati sugli sci nelle aree di partenza e arrivo saranno introdotti già a novembre di quest'anno. L'obiettivo è quindi di abbassare gradualmente il limite tollerato, con l'obiettivo di arrivare allo zero nella stagione 2022/23.

Nel frattempo a breve dovrebbero svolgersi i primi test sul dispositivo in grado di controllare la presenza o meno di prodotti contente fluoro sugli sci.

Questo il comunicato della FIS

"Il consiglio ha deciso a novembre del 2019, che l'uso dei prodotti fluorurati sarà vietato in tutte le discipline della FIS a partire dalla stagione 2020/21, in quanto è mostrato scientificamente che hanno un impatto negativo sull'ambiente e la salute. Delle leggi in merito sono già state stabile negli Stati Uniti e anche nell'Unione Europea a partire dal luglio 2020.

La Kompass ha sviluppato dei dispositivi di prova portatili per rilevare la presenza di flioro, che saranno certificati dal Frauenhof Institute e testati durante i mesi estivi. Successivamente saranno disponibili anche per l'industria e i team. Soggetti alla riuscita del collaudo sui prototipi dei test, i controlli verranno implementati a partire dal novembre 2020, con test che saranno effettuati nelle aree di partenza e arrivo.

Per la stagione 2020-21 sarà stabilito un limite di fluoro consentito per dare la possibilità alle aziende produttrici, i tecnici e le squadre di adattarsi alla nuova situazione. Il limite di misurazione sarà fissato in base all'esperienza fatta con i test estivi. A partire dalla stagione 2021-22, dopo aver valutato i risultati della prima stagione, sarà fissato un limite ancora più basso, con l'obiettivo zero da raggiungere a partire dalla stagione 2022-23".

Una precisazione. Il divieto l'UE non vieta i prodotti fluorurati, ma soltanto quelli contenenti PFOA. Inoltre, sarebbe stato sicuramente più corretto stabilire già ora il limite di fluoro consentito, anziché comunicarlo soltanto alla vigilia della prossima stagione. Avrebbe sicuramente aiutato team e aziende. Anche perché al momento tutto è legato alla buona riuscita dei test sul dispositivo di controllo. Insomma si arriverà alla vigilia della stagione 2020/21 in una situazione ancora più confusa. Rimandare tutto di un anno sarebbe stato probabilmente più sensato.

Sono passati tre mesi dal termine dei Mondiali di biathlon Anterselva 2020. Domenica 23 febbraio calava il sipario su una manifestazione di enorme successo, sia dal punto di vista organizzativo che dello spettacolo offerto da atlete e atleti.

Risultati eccellenti che gli organizzatori hanno potuto constatare sebbene il post Mondiale sia stato segnato dall'emergenza coronavirus che ha catalizzato qualsiasi attenzione mediatica, mettendo in secondo piano ogni evento sportivo. 

Un freno, forse, alla popolarità della kermesse, come detto molto apprezzata nei giorni delle gare (con tante persone che hanno conosciuto per la prima volta e subito amato il biathlon grazie alla copertura RAI) ma risucchiata nel vortice della questione sanitaria.

Tre mesi sono volati, in un contesto italiano e mondiale particolarmente sofferto. Ma il successo di Anterselva 2020 rimane scolpito nella storia degli sport invernali e non solo.

Günther Leitgeb si è occupato in prima persona di relazioni pubbliche e social media, oltre a fare lo speaker durante gare e premiazioni: "Abbiamo avuto riscontri molto positivi. L'emergenza sanitaria, purtroppo, ha segnato il periodo immediatamente successivo alla fine del Mondiale. Sui nostri canali social abbiamo cercato di rivivere giorno per giorno la manifestazione, le gare, le premiazioni, le serate di festa. E' stato anche un modo per proporre un'alternativa alle notizie su contagi e decessi di quei giorni. Anterselva 2020 è stato come un sogno per noi ed è stata apprezzata tanto dagli italiani, oltre che dai tedeschi. I successi degli azzurri, Dorothea in primis, hanno favorito tutto questo. Lo abbiamo percepito dai commenti positivi, sono stati tutti molto contenti. Ora pensiamo a ripartire, l'allenamento delle squadre nazionali nella nostra struttura rappresenta una buona occasione per tentare di tornare alla normalità."

Il futuro dell'attività agonistica è ancora da definire nelle sue modalità di svolgimento, motivo per cui rimane complicato avere punti fermi in vista della prossima stagione.

Anche il Comitato FISI Liguria, presieduto da Michele Torini, lavora attraverso videoconferenze e telefonate per orientarsi in questo momento, ancora caratterizzato da incertezze.

Si attendono linee guida precise che possano fare chiarezza sui numerosi aspetti relative a gare, spostamenti, allenamenti.

Michele Torini, presidente Comitato Fisi Liguria: "L'attività del nostro comitato non si è mai fermata, a tal proposito voglio ringraziare tutto il Consiglio per la disponibilità offerta in questo periodo. La nostra parte l'abbiamo fatta, ora siamo in attesa del via. Ci siamo mossi in anticipo rispetto alla passata stagione, anche dal punto di vista dei tesseramenti per i quali nella scorsa annata abbiamo registrato un incremento del 5%. Qualche sci club freme già per riprendere, qualcuno si sta preparando per andare sui ghiacciai ma l'organizzazione dell'attività agonistica ci spaventa un po' dal momento che non è ancora chiaro come si dovranno organizzare le gare. La nostra programmazione può dirsi completata, tuttavia dobbiamo sapere come si svolgerà l'attività, soprattutto a livello giovanile. Parlo di gare, allenamenti, spostamenti. Fino a metà giugno sarà tutto abbastanza fermo, di lì in poi attendiamo indicazioni più precise."

Il presidente Torini annuncia pure, con orgoglio, una interessante notizia per lo sci di fondo: "L'anno scorso avevamo organizzato un progetto sul fondo con un istituto superiore di Genova fino a quando l'emergenza coronavirus non ha bloccato tutto. Ma abbiamo ridefinito il programma in modo che, verso settembre, con la riapertura delle scuole, potremo dare via a questi corsi di fondo per i ragazzi. Ringrazio per il lavoro svolto la collega Alessandra Giovana, responsabile Fondo, Snowboard e Freestyle."

Fuori dalla nazionale e dai corpi sportivi, a ventitre anni, non molti avrebbero avuto la forza di affrontare un’altra sfida, allenarsi senza una squadra, per mettersi ancora in gioco e provare fino alla fine a realizzare i propri sogni. Ci vuole carattere e tanto coraggio, doti che non mancano a Michael Hellweger, classe ’96 dalla Val Sarentino, capace lo scorso anno di vincere la sua prima gara internazionale, la sprint di OPA Cup a Pokljuka, prima di conquistare addirittura un bellissimo 15° posto in Coppa del Mondo, nella sprint in skating di Planica. Successivamente ha anche concluso al 20° posto nella sprint di Lenzerheide, seconda gara del Tour de Ski. Non male per un ragazzo che la scorsa estate era praticamente fuori da tutto, ma non ha mai mollato credendo tantissimo in se stesso.

Tanta determinazione è stata premiata. Hellweger ha avuto venerdì l’ufficialità di essere entrato in squadra italiana della stagione 2020/21, nel gruppo Milano Cortina 2026, riservato ad atleti nati dal ’95 al 2000. Una bella occasione, che il giovane sudtirolese vuole sfruttare: «Sono veramente contento – ha affermato alla nostra redazione – perché significa che il lavoro fatto lo scorso anno ha funzionato. È stato difficile andare avanti stando fuori da un gruppo sportivo e dalla squadra nazionale, ma non ho mollato e alla fine sono riuscito a conquistare un posto nel gruppo azzurro».

Una stagione bellissima quella passata per il ’96 azzurro: «È stato l’anno più bello, il migliore che abbia mai fatto fin qui. Sono riuscito a vincere la mia prima gara internazionale, ma il mio obiettivo era tornare in Coppa del Mondo, il mio sogno è da sempre quello di competere lì. Così il 15° posto di Planica è stato ancora più bello del successo di Pokljuka».

L’ingresso nella squadra azzurra è reso ancora più speciale dal nome assegnato al team, “Milano Cortina 2026”, un chiaro segnale della volontà da parte della FISI e dello staff tecnico azzurro di puntare su questi atleti in vista del grande appuntamento italiano: «È una bella possibilità per tutti noi – ha riconosciuto Hellwegerrappresentiamo il futuro del fondo italiano, quindi ci è stata data questa grande opportunità per fare bene e dobbiamo sfruttarla per arrivare fino lì. È un bel progetto. Se mi dà una motivazione in più? La vedo più come un’occasione, perché io sono sempre motivato al massimo».

Hellweger e i suoi compagni saranno allenati da Fulvio Scola, che nella sua carriera da fondista colse due podi in Coppa del Mondo, uno individuale nella sprint di Düsseldorf nel 2010, quando giunse secondo alle spalle di Emil Joensson, l’altro nella team sprint di Milano del 2012, quando chiuse terzo in coppia con David Hofer. «Il fatto che Scola sia stato uno sprinter di livello internazionale – ha affermato l’azzurro – è una cosa per me molto positiva, perché saprà darmi qualcosa in più grazie alla sua grande esperienza. Sarà bello lavorare con lui, sono convinto saprà anche darmi anche qualche bel consiglio tattico».

Il sudtirolese del ’96 entra in un gruppo competitivo e molto folto: «Non vedo l’ora di mettermi alla prova con delle nuove sfide. Troverò tutti ragazzi forti e motivati, sono convinto che ciò mi aiuterà ad andare ancora più veloce. Cosa porterò al gruppo? La mia testa da mulo, sono uno molto tosto, veloce e sempre tanto motivato. Non ho mai paura di faticare, non mi tiro indietro e spero che queste mie doti possano essere utili a tutta la squadra».

L’esperienza in Coppa del Mondo è servita tanto a Hellweger, che ha imparato cose molto utili in vista futura: «Nella passata stagione ho imparato a stare più tranquillo in partenza e ragionare di più nel corso della batteria. Ho capito che è importante pensare, essere più tattici, senza mettersi in testa a tirare dall’inizio. Inoltre ho capito di dover lavorare sempre più duramente, perché ho visto che ciò paga. Infine spero di migliorare nel corso delle batterie, riuscire a non calare mai fisicamente e mentalmente dai quarti fino alla finale».

Un pensiero conclusivo, Hellweger ha voluto dedicarlo a Daniel Hackhofer, ex allenatore del Comitato FISI Südtirol, oggi nello staff tecnico della nazionale svizzera di biathlon, che l’ha allenato lo scorso anno. «Sono contento per lui, ha una grande occasione allenando la nazionale svizzera di biathlon. Lo merita, perché mi ha aiutato tantissimo lo scorso anno, organizzando la mia preparazione e allenandomi. Lo ringrazio tantissimo, così come dico grazie al Comitato FISI Südtirol per l’aiuto e a Gabriel Koehl, che si è allenato con me».

La FISI Private Room di mercoledì 27 maggio, a partire dalle 15, sulla pagina Facebook della Federazione, vedrà come protagonista il Presidente Flavio Roda, in un meeting virtuale intitolato "FISI, la ripartenza".

Sarà l'occasione per sentire dal Presidente quale è la situazione attuale in cui opera la Federazione, quali sono le modalità e le tempistiche per la ripartenza dell'attività sportiva. Si parlerà della prossima stagione: sia per quanto riguarda l'alto livello, sia per l'attività di base degli sci club. E poi di molti altri temi che il Presidente sta affrontando in questa primavera, resa complessa dalla coda della pandemia.

Ci sarà anche uno spazio per le domande degli addetti ai lavori e del pubblico degli appassionati, che sicuramente attende indicazioni e chirimenti su ciò che si potrà o non si potrà fare nel prossimo futuro, per quanto riguarda l'attività degli sport invernali.

L'appuntamento è quindi di quelli da non perdere: mercoledì 27 maggio, a partire dalle 15 sulla pagina Facebook della FISI.

Non sono mancate le polemiche al termine del meeting FIS che si è svolto via video. Al di là dello scandalo staffetta, sul quale temiamo di dover ritornare ancora più pesantemente in autunno, alcune richieste e bocciature hanno fatto molto discutere.

In Norvegia, dopo aver incassato a malincuore il colpo della riduzione dei contingenti ai paesi ospitanti (in realtà la proposta originale era di 8+2 Under 23, quindi arrivando a 10+2 i norvegesi hanno trovato una buona mediazione, ndr), hanno pesantemente attaccato la Russia per la proposta, poi bocciata, di ridurre da 60” a 30” i secondi bonus assegnati ai vincitori delle sprint nei grandi tour, come Tour de Ski e Tour Scandinavo”. Ovviamente i norvegesi puntano il dito contro i russi perché ritengono che la richiesta fosse un tentativo di ridurre le possibilità di Klæbo di imporsi, a vantaggio di Bolshunov o Ustiugov.

La risposta russa non si è fatta attendere, attraverso ovviamente le parole di Elena Välbe, presidente della Federazione Russa di fondo, apparsa molto arrabbiata dopo il meeting nell'intervista rilasciata a "Sport Express". «Non abbiamo proposto di ridurre il bonus solo nel Tour de Ski ma anche dei mini tour – ha subito chiarito l’ex campionessa – dopo tutto mi sembra che per le sprint ci sia un premio di un minuto, mentre chi vince una distance non riceve nulla. Che razza di discriminazione è questa? Non è stata accettata. In ogni caso non importa, ogni anno tutte le federazioni inviano i loro suggerimenti o commenti, a volte qualcosa viene accettato, altre, anche quando sembra una proposta molto logica, no».

Välbe però ha svelato un’altra richiesta che a quanto pare la Russia starebbe ormai proponendo da diversi anni e che farebbe certamente felici tantissimi appassionati di sci di fondo: la reintroduzione almeno di una 50/30 km a stagione con partenza a intervalli. «Un’altra nostra proposta era di far disputare la 50 e la 30km di Holmenkollen con partenza a intervalli. È stata bocciata. Ogni anno scriviamo che in ogni stagione dovrebbe esserci almeno una gara di lunga distanza a cronometro, ma probabilmente è utopia. Perché? Eppure anche in Norvegia molti atleti vorrebbero si tornasse a quel format di gara, lo stesso Sundby l'ha affermato. Invece, credono che avrebbe un riscontro negativo per le televisioni. Non sono d’accordo con questo. Chi ama veramente il nostro sport si divertirebbe nel guardarla. Stiamo soffocando lo sci di fondo, lo stiamo trascinando all’interno di alcuni nuovi format. Pensate che i tedeschi hanno suggerito di inserire in calendario una sprint da 100 metri. Fa ridere? In Norvegia arrivavano centinaia di miglia di persone, che riempivano un anello da venticinque chilometri. Questo non disturbava nessuno. Un’altra strana tendenza è quella di far disputare gare individuali in anelli piccoli. Per questo motivo si trasformano in delle mass start»

Välbe ha poi contestato anche la scelta del 10+2 nei contingenti delle nazioni ospitanti. «In Norvegia si disputeranno tre tappe, in Russia o Polonia nessuna. I giovani di queste nazioni non meritano possibilità? Inizialmente era stato proposto un contingente di otto».

Il leader del movimento russo ha poi sposato anche una proposta della Finlandia: «I finlandesi hanno proposto di cambiare il programma delle gare di Lahti. Al posto dello skiathlon avrebbero voluto inserire un 15km in classico, ovviamente per Niskanen. Avevano ragione, il pubblico viene lì per lui. Falun ospiterà una 15km la settimana successiva, perchè non cambiare i due format? Tanto agli svedesi non fa differenza. Invece niente da fare. Se vogliamo aiutare lo sci di fondo, perché non sostenere una nazione come la Finlandia che dopo anni si sta rilanciando?».

In conclusione Välbe ha rincarato la dose attaccando la Norvegia: «Se c'è una lobby norvegese? Non lo so. Ma se i leader sono i norvegesi si può presumere che ascoltino prima i propri connazionali. Qui Vegard Ulvang ha insistito perchè si riducesse l'anello della sprint dei Mondiali di Oberstdorf. Si è battuto tanto. Ha fatto l'esempio, portando i dati dello scorso anno, di quanto fossero ampi i distacchi tra i primi dodici. Bene, quindi ci preoccupiamo dei distacchi? Allora perché non ci interessiamo al fatto che Therese Johaug stacca tutte di un minuto e mezzo? Facciamo qualcosa anche per questo».

Insomma, da atleta a dirigente, è sempre una Välbe molto grintosa.

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