Redazione

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L’emergenza Coronavirus provoca altri problemi agli appassionati degli sport invernali. Lo splendido weekend del Holmenkollen Ski Festival, infatti, si disputerà a porte chiuse.

La decisione del Comune di Oslo, dopo una stretta consultazione e intesa con le autorità nazionali, considerato l’aumento dei contagi in Norvegia, è di annullare tutti gli eventi pubblici collegati al Holmenkollen Ski Festival e di far disputare l’evento a porte chiuse. Il pubblico è invitato anche a non recarsi nelle aree fuori dall’arena, ma ci si aspetta e si teme che diversi tifosi possano ugualmente recarsi nel bosco per seguire la gara a bordopista.

Il direttore municipale Svein Lyngroth ha spiegato: “Siamo particolarmente preoccupati per la situazione con grandi folle in metropolitana, combinata alla precedente esperienza dell’elevato consumo di alcol tra il pubblico. Dobbiamo fare tutto il possibile per rimandare la diffusione dell’infezione il più a lungo possibile”.

Circa trentamila persone erano attese al Festival di Holmenkollen. Un vero peccato soprattutto per le donne, che per la prima volta si trovavano a gareggiare nella giornata principale.

La paura è che il grande assembramento in metropolitana possa aumentare le possibilità di contagio, anche perché le persone ubriache potrebbero non essere nelle condizioni ideali per rispettare le regole. I tifosi, infatti, potrebbero ugualmente recarsi nel bosco a seguire le gare. In questo caso non c'è un divieto, ma un invito a non andare.

L'emergenza Coronavirus provoca grandi danni sull'attività sportiva stagionale, che si fermerà completamente almeno per i più giovani. Seguendo infatti i dettami del Governo, anche la FISI ha deciso di sospendere tutta l'attività sportiva fino al 3 aprile 2020. Il provvedimento comprenderà fino alla categoria Allievi, mentre per quanto riguarda Giovani e Senior le gare in calendario si disputeranno previa applicazione degli accorgimenti previsti dal drecreto pubblicato dalla FISI nel seguente comunicato. A questo punto salteranno i Campionati Italiani Allievi di Fondo a Forni Avoltri, che si sarebbero dovuti svolgere a partire da domani e quelli Under 14 previsti in Val Formazza dal 13 al 15 marzo.

QUESTO IL COMUNICATO FISI


Facendo seguito al Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 4 marzo 2020 che ha ritenuto di individuare ulteriori misure attuative da applicare in modo uniforme sull'intero territorio nazionale e recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell'emergenza da Covid-19 (coronavirus), e che prevede - all'art. 1 punto B) - "sono sospese le manifestazioni, gli eventi e gli spettacoli di qualsiasi natura, ivi inclusi quelli cinematografici e teatrali, svolti in ogni luogo, sia pubblico che privato, che comportano affollamento di persone tale da non consentire il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro".

Lo stesso art. 1, al punto C), prevede "la sospensione altresì degli eventi e delle competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, svolti in ogni luogo, sia pubblico che privato; resta comunque consentito, nei comuni diversi da quelli di cui all'allegato 1 al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 1° marzo 2020, e successive modificazioni, lo svolgimento dei predetti eventi e competizioni, nonché delle sedute di allenamento degli atleti agonisti, all'interno di impianti sportivi utilizzati a porte chiuse, ovvero all'aperto senza la presenza di pubblico: in tutti tali casi, le associazioni e le società sportive, a mezzo del proprio personale medico, sono tenute ad effettuare i controlli idonei a contenere il rischio di diffusione del virus COVID-19 tra gli atleti, i tecnici, i dirigenti e tutti gli accompagnatori che vi partecipano. Lo sport di base e le attività motorie in genere, svolte all'aperto ovvero all'interno di palestre, piscine e centri sportivi di ogni tipo, sono ammessi esclusivamente a condizione che sia possibile consentire il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro".

Di conseguenza, la Federazione Italiana Sport Invernali chiarisce che gli eventi e le competizioni dove sono e saranno presenti atleti agonisti sono autorizzate, sempreché vengano disputate in impianti sportivi utilizzati a porte chiuse e seguendo rigidamente il protocollo di seguito allegato.

Tutte le competizioni e gli eventi sportivi di calendario federale dove invece non è possibile garantire il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale e/o il rischio di assembranti, sono da ritenersi sospese fino al 3 aprile 2020, fermo restando ulteriori indicazioni provenienti dagli organi competenti. In particolare sono sospesi gli eventi sportivi delle seguenti categorie:

SCI ALPINO
- Allievi
- Ragazzi
- Cuccioli
- Baby
- Superbaby
- Gare promozionali

SCI DI FONDO
- Allievi
- Ragazzi
- Cuccioli
- Baby
- Superbaby
- Gare promozionali

SALTO CON GLI SCI E COMBINATA NORDICA
- Under 16
- Under 13
- Under 10
- Under 8
- Gare promozionali

BIATHLON
- Allievi
- Ragazzi
- Cuccioli
- Baby
- Gare promozionali

SNOWBOARD E FREESTYLE
- Allievi
- Ragazzi
- Cuccioli
- Baby
- Gare promozionali

SLITTINO NATURALE E ARTIFICIALE
- Allievi
- Ragazzi
- Cuccioli
- Baby
- Gare promozionali

SCI ALPINISMO
- Cadetti
- Allievi
- Ragazzi
- Gare promozionali

Come prevedibile dal momento in cui ha annunciato a sorpresa la sua partecipazione, Ebba Andersson ha vinto il suo secondo oro ai Mondiali Under 23 di Oberwiesenthal, dominando anche la mass start di 15km in skating, andandosene dopo pochi chilometri e facendo gara a sé, incrementando costantemente il proprio vantaggio sulle inseguitrici, fino a tagliare il traguardo in solitaria.

Un successo che ha regalato alla Svezia il suo quarto oro nel fondo in questo Mondiale, uno juniores e tre Under 23, tutti al femminile. E oggi Ebba abbandonerà Oberwiesenthal per raggiungere Holmenkollen, dove sabato sarà protagonista nell’attesissima 30km.

Ma la mass start in skating è stata un vero e proprio trionfo svedese. Alle spalle di Ebba Andersson sono infatti giunte le sue compegna di squadra Moa Lundgren ed Emma Ribom. Particolarmente emozionata la prima, che soltanto pochi giorni fa aveva avuto una brutta crisi nella 10km in classico, tanto da essere stata aiutata ad abbandonare il campo gara dopo l’arrivo. Per Ribom, invece, è la terza medaglia in altrettante gare. Merita però un applauso anche la francese Flora Dolci, capace di reggere le svedesi per tutta la gara, perdendo il bronzo solo nel finale. In ogni caso una buona notizia per la Francia, che da anni soffre in campo femminile.

Una menzione speciale, invece, deve andare alla ’98 cinese Chunxue Chi, capace di chiudere al quinto posto con un ottimo finale. Per lei una bella conferma, se si considera che dall’inizio del 2020 è riuscita a entrare a punti in Coppa del Mondo in ben otto occasioni. E tra due anni con le Olimpiadi a Pechino, se dovesse continuare a crescere così, potrebbe anche farsi notare per qualche bel piazzamento.

E le italiane? Ottava piazza per Anna Comarella, che ha provato a lottare ma ha visto ben presto allontanarsi la zona medaglie. L’azzurra si è presentata al Mondiale non nelle migliori condizioni fisiche, tormentata ormai da mesi da un problema alla schiena che non le ha consentito di preparare questo evento come avrebbe voluto. Decima posizione per Francesca Franchi, che dopo un inizio complicato, ha trainato le altre nella seconda parte di gara, strappando così una top ten. Probabilmente le più soddisfatte della prestazione odierna possono considerarsi le altre due azzurre, Cristina Pittin e Martina Bellini. Entrambe prediligono la tecnica classica, ma sono ugualmente riuscite a fare bene in skating, restando per buona parte di gara con le compagne, chiudendo rispettivamente 11ª e 13ª. In particolare per la bergamasca è un risultato che certifica la grande crescita fatta dopo le difficoltà della passata stagione. La strada da fare è ancora lunga, ma sicuramente queste prestazioni possono dare grande fiducia ad entrambe, una volta compresa la bontà del lavoro svolto.

LA GARA
Ebba Andersson si è messa in testa a tirare già dal primo metro di gara, tenendo un ritmo piuttosto alto, seguita a ruota dalle sue compagne di squadra. Lentamente il gruppone ha iniziato a sfoltirsi. Al terzo chilometro le quattro azzurre hanno perso contatto con le nove rimaste nel gruppone di testa. Poco dopo la forte atleta svedese è andata all’attacco staccando il resto della concorrenza. Alle sue spalle è rimasto un gruppetto composto da Ribom, Lundgren e la francese Dolci, già a una decina di secondi. Quindi un gruppetto inseguitore con Dubotolkina, Olsson, Knudsen, Amundsen e Harviken, quindi a pochi secondi Anna Comarella con le altre azzurre.

La veneta però ha presto raggiunto le atlete davanti in compagna della cinese Chi, formando così un gruppo di sette elementi, mentre alle spalle di Andersson, le due svedesi e la francese hanno incrementato il proprio vantaggio sulle inseguitrici.
Con grande generosità l’azzurra si è messa a guidare il gruppo con le tre norvegesi, mentre a pochi secondi lo stesso stavano facendo le altre tre italiani presenti, Pittin, Franchi e Bellini, in compagnia di Fraebel.

Al nono chilometro il vantaggio di Andersson, intanto, è aumentato. La svedese ha mostrato un ritmo completamente diverso e nettamente superiore rispetto alle altre. All’inseguimento, a 30”, sempre il terzetto composto da Ribom, Lundgren e Dolci, mentre il gruppetto di Anna Comarella si è avvicinato un po’ grazie all’azione dell’altra svedese, Moa Olsson, che si è fatta sentire, se si considera che con l’azzurra e la svedese sono rimaste solo Amundsen e la sorprendente cinese Chi.

All’inizio dell’ultimo giro il vantaggio di Andersson è salito a 40” sul terzetto composto sempre da Ribom, Lundgren e Dolci, nel quale la francese è rimasta sempre in coda senza farsi mai vedere davanti. Alle loro spalle, intanto, il gruppetto di Anna Comarella è stato raggiunto da quello composto anche da Franchi, Pittin e Bellini, ed è formato ora da undici elementi. Addirittura la trentina ha subito preso la testa, cercando di imporre il proprio ritmo.

La distanza tra Andersson e le altre è salito costantemente fino al traguardo che ha tagliato in solitudine con un vantaggio sulle rivali sceso solo negli ultimi chilometri, conquistando così il suo secondo oro dopo un vero e proprio monologo. Mentre la campionessa svedese già festeggiava, alle sue spalle impazzava la lotta per le altre due medaglie. Lundgren, riscattando le difficoltà avute nella gara in classico, è andata all’attacco sul duro prendendosi l’argento, con Ribom che ha fatto altrettanto con Dolci, regalando alla Svezia la tripletta.

Grande finale anche della cinese Chi, capace di chiudere addirtitura al quinto posto davanti a Moa Olsson e a tutta la squadra norvegese. Anna Comarella ha concluso 8ª a 1’40”, mentre Franchi ha terminato la gara al decimo posto. Buone le prestazioni di Pittin e Bellini, rispettivamente undicesima e tredicesima.

CLASSIFICA FINALE
1ª E. Andersson (SWE) 35’44.4
2ª M. Lundgren (SWE) +37.1
3ª E. Ribom (SWE) +45.2
4ª F. Dolci (FRA) +55.8
5ª C. Chi (CHI) +1’28.7
6ª M. Olsson (SWE) +1’32.9
7ª H. Amundsen (NOR) +1’38.8
8ª A. Comarella (ITA) +1'40.1
9ª N. Dubotolkina (RUS) +1’50.6
10ª F. Franchi (ITA) +1’50.9
Le altre italiane
11ª C. Pittin +1’55.0
13ª M. Bellini +1’58.9

Dopo il bronzo nella sprint e l’argento nella 15km in classico, è arrivata anche la medaglia d’oro per Harald Østberg Amundsen. Il classe ’98 norvegese, 23° nello skiathlon di Coppa del Mondo a Lillehammer lo scorso dicembre, si è imposto nella mass start di 30km in tecnica libera al termine di una bellissima battaglia con il russo Ardashev.

Con interpreti diversi, la gara del Mondiale Under 23 di Oberwiesenthal ha ricordato più o meno quelle dell’attuale Coppa del Mondo, con un russo a battagliare con i norvegesi. Fin dall’inizio, infatti, la squadra norvegese si è messa in testa a fare il passo gara, riuscendo piano piano a far selezione. A resistere all’azione di Amundsen, coadiuvato da Moseby e Bucher-Johannessen, oltre al russo Ardashev, anche un generosissimo Simone Daprà, rimasto in lotta per le medaglie fino a 8 chilometri dall’arrivo, prima di venire staccato sul tratto più duro dell’anello da 5km, purtroppo quello non coperto dalle telecamere.

Nel finale anche gli altri due norvegesi sono stati costretti a mollare, l’azione di Amundsen si è fatta sempre più irresistibile, ma nonostante ciò il russo è riuscito a resistere sino all’ultima salita, quando il norvegese ha accelerato ulteriormente, mettendo tra sé e Ardashev quei pochi metri di vantaggio che hanno di fatto chiuso la gara sullo scollinamento, prima del rettilineo finale. Alle spalle dei duellanti si è piazzato Moseby, capace di tenere le loro code fino alla prima parte dell’ultimo giro, quando è stato poi costretto a desistere. Quarto Bucher-Johannessen, che aveva mollato poco prima, mentre Daprà ha terminato al quinto posto, andando avanti con il suo passo nel finale. Il trentino, che era apparso deluso dopo la 15km in classico, può ritenersi soddisfatto della sua prestazione, anche se sicuramente, conoscendo la sua determinazione, avrebbe sperato di uscire dalla gara odierna con una medaglia che a un certo punto sembrava alla sua portata.

Top ten per Martin Coradazzi, che ha concluso in decima posizione, dopo essere riuscito a fare una buona parte di gara con il norvegese Hope, poi sesto, che l’ha staccato poco prima dell’ultimo giro. Il friulano sta disputando un buonissimo Mondiale, una bella crescita rispetto all’inizio della stagione. 17ª piazza per Lorenzo Romano, che ha perso nel finale di gara dopo aver lottato per un posto nella top ten fino a metà dell’ultimo giro. Il piemontese aveva perso diverse energie nel secondo giro per recuperare a seguito di una brutta caduta.

Chi è uscita delusa dalla gara odierna è sicuramente la Francia, che aveva legittimamente delle alte aspettative, visto quanto fatto dai suoi atleti nel corso della stagione. Il solo Chautemps, autore di un ultimo giro favoloso, è riuscito a rientrare nella top ten chiudendo settimo; 13° Hugo Lapalus, capace già di mostrare ottime cose in Coppa del Mondo, mentre si sono addirittura ritirati Tom Mancini e Jules Chappaz. Certamente si è trattato solo di un incidente di percorso, perché i risultati dei francesi nel corso non soltanto di questi giorni sono sotto gli occhi di tutti e per l'Italia deve essere forse proprio la Francia l'esempio da seguire per il rilancio. Discorso simile anche per la Germania, alla quale è mancato completamente Janosh Brugger, giunto 26°.

LA GARA
Il norvegese Amundsen si è subito messo in testa tenendo un ritmo molto alto e sulla parte più dura del percorso si è fatta già selezione, ma gli azzurri sono rimasti con i migliori. Il passo di Amundsen e Ardashev è risultato tosto per tutti, così in testa si è formato un gruppetto di dieci atleti, tra i quali anche Daprà e Romano, oltre ai francesi Lapalus, Chautemps e Chappaz, i norvegesi Moseby e Bucher-Johannesen e l’austriaco Vermeulen. All’inizio del secondo giro al gruppo si è unito anche il tedesco Brugger.  

Nel duro tratto di salita l’azione di Amundsen ha messo in difficoltà diversi atleti, così il gruppo di testa si è ridotto ad appena sette elementi. Oltre al norvegese erano presenti Ardashev, Moseby, Lapalus, l’azzurro Daprà, Chautemps e Bucher-Johannesen. Si è staccato Romano, finito a terra in discesa, dopo essere stato toccato molto probabilmente da Chautemps. Alle loro spalle il terzetto formato da Hope, Vermeulen e l’italiano Coradazzi. Al termine del giro, in testa sono rimasti in sei, perché anche il francese Chautemps non è riuscito a tenere il ritmo dei primi.

Anche nel terzo giro sono stati sempre Ardashev e Amundsen a fare ritmo e a metà gara il gruppo di sei atleti, comprendente l’azzurro Daprà, è transitato con un vantaggio di 28” sulla coppia formata da Hope e un bravissimo Coradazzi. A un minuto di distacco dalla testa un gruppo comprendente anche Romano. L’azione di Amundsen all’inizio del quarto giro è stata subito pesante per gli altri, mietendo una prima vittima, il francese Lapalus, costretto a staccarsi. Daprà è stato bravo a resistere, passando con il quintetto in testa al ventesimo chilometro, ma nel tratto più duro del quinto giro l’azione dei norvegesi, che si sono messi a tirare ancora più pesantemente, ha mandato in difficoltà Daprà, che si è staccato dagli altri quattro. Situazione simile alla Coppa del Mondo, quindi: un russo e tre norvegesi.

Quando è suonata la campana dell’ultimo giro, in vetta era sempre presente Amundsen, davanti ad Ardashev e Moseby, riuscito in un modo o nell’altro a tenersi a contatto, mentre Bucher-Johannessen si è staccato. Daprà ha chiuso il giro in quinta piazza a 33” dalla vetta, mentre Hope ha lasciato la compagnia di Coradazzi raggiungendo Lapalus. Come prevedibile, osservando il finale del giro precedente, nel tratto più duro Moseby ha perso contatto con Amundsen e Ardashev, rimasti soli a giocarsi l’oro. Spettacolare la battaglia tra i due sull’ultima salita, Amundsen con una grande azione è riuscito a scollinare in testa e presentarsi sul rettilineo finale con un vantaggio tale da permettersi di evitare la volata e vincere un bellissimo oro sul russo, costretto ad accontentarsi dell’argento. Sul terzo gradino del podio Haavard Moseby a regalare un’altra medaglia alla Norvegia, con Bucher-Johannessen quarto. Quinta piazza per l’azzurro Simone Daprà, al termine di una gara molto generosa nella quale ha provato a lottare per la medaglia. Sesto posto per l’ultimo dei norvegesi Hope. Settima posizione per Chautemps, primo dei francesi. Primo degli azzurri un ottimo Coradazzi, che ha chiuso decimo, mentre Romano ha terminato diciassettesimo, dopo aver perso nel finale.

CLASSIFICA FINALE TOP TEN
1° H.O. Amundsen (NOR) 1:12’42.0
2° S. Ardashev (RUS) +7.4
3° H. Moseby (NOR) +40.5
4° T. Bucher-Johannessen (NOR) +1’12.7
5° S. Daprà (ITA) +1’51.5
6° J.R. Hope (NOR) +2’27.6
7° A. Chautemps (FRA) +3’01.5
8° F. Andersson (SWE) +3’04.0
9° R. Vigants (LAT) +3’06.6
10° M. Coradazzi (ITA) +3’07.5

17° L. Romano (ITA) +3’33.4

Arriva dalla combinata nordica femminile la prima medaglia d’oro della Germania ai Mondiali Juniores di Oberwiesenthal. Jenny Nowak si è imposta, infatti, al termine dell’inseguimento di fondo da 5km, che ha fatto seguito al salto mattutino sul trampolino HS105.

La tedesca era già in testa al termine della prova di salto, con un vantaggio di 26” su Gyda Westvold Hansen, la norvegese, classe 2002 come la vincitrice, cugina di Therese Johaug. In gara Nowak è riuscita a incrementare il proprio margine, imponendosi con tranquillità. Alle sue spalle la norvegese ha resistito, piazzandosi seconda a 45” di distacco. Sul terzo gradino del podio l’austriaca Lisa Hirner, classe 2003, che ha recuperato due posizioni nell’inseguimento, tenendosi alle spalle la tedesca Gerboth e la velocissima norvegese Marte Leinan Lund.

Per l’Italia decima piazza di Annika Sieff, che ha concluso con uno svantaggio di 1’47”, più o meno il distacco con cui era partita dopo il segmento di salto. Un buon risultato per la sedicenne azzurra, che potrebbe avere davanti a sé altri tre Mondiali Juniores. Più indietro Daniela Dejori, 23ª, che ha confermato le difficoltà palesate nel corso dell’inverno.

CLASSIFICA FINALE
1ª J. Nowak (GER) 14’12.3
2ª G. Westvold Hansen (NOR) +45.2
3ª L. Hirner (AUT) +51.2
4ª M. Gerboth (GER) +57.9
5ª M. Leinan Lund (NOR) +1’01.7
6ª S. Azegami (JPN) +1’02.1
7ª L. Brocard (FRA) +1’08.3
8ª A. Miyazaki (JPN) +1’26.7
9ª A. Nakamura (JPN) +1’35.8
10ª A. Sieff (ITA) +1’47.6
L’altra Italiana
23ª D. Dejori +5’17.2

Per la classifica completa clicca qui

Nessuno aveva alcun dubbio sul nome dell’atleta che avrebbe vinto la medaglia d’oro nella Gundersen HS104/10km del Mondiale Juniores di Oberwiesenthal. Ovviamente c’era un solo indiziato per il successo finale ed a trionfare alla fine è stato proprio lui: Jens Luraas Oftebro. Il fortissimo norvegese, grande protagonista anche in Coppa del Mondo, ha vinto la gara già nel segmento di salto come ovvio che fosse.

Nell’inseguimento è infatti partito con 52” di vantaggio sul giapponese Daimatsu Takehana, che è stato però squalificato per essere partito in anticipo. Così quello del norvegese è stato ancora più un monologo, una passeggiata da lui conclusa con 1’14” di vantaggio sull’austriaco Johannes Lamparter, il migliore sugli sci stretti.

Sul terzo gradino del podio, grazie a una grande rimonta nel segmento di fondo, il francese Gael Blondeau, capace di recuperare dalla 13ª posizione e concludere sul podio beffando al fotofinish lo sloveno Rok Jelen, al termine di una volata a tre che ha coinvolto anche il tedesco Christian Frank, partito terzo dopo il salto.

Bel decimo posto per l’azzurro Stefano Radovan, del GS Monte Giner, capace di recuperare dal 10° posto del salto, grazie alla quinta miglior prestazione sugli sci stretti. Dodicesimo, invece, l’atleta dell’US Dolomitica, Iacopo Bortolas, giunto di un soffio alle spalle del connazionale. 25ª piazza per Domenico Mariotti e 49ª per Manuel Facchini

CLASSIFICA FINALE
1° J.L. Oftebro (NOR) 24’00.1
2° J. Lamparter (AUT) +1’14.1
3° G. Blondeau (FRA) +2’05.8
4° R. Jelen (SLO) +2’05.8
5° C. Frank (GER) 2’07.3
6° S. Rettenberg (AUT) +2’17.1
7° S. Oestvold (NOR) +2’39.6
8° M. Baud (FRA) +2’42.7
9° A. Kettunen (FIN) 2’45.3
10° S. Radovan (ITA) 2’45.9
Gli altri italiani
12° I. Bortolas +2’48.9
25° D. Mariotti +4’39.4
49° M. Facchini +9’19.7

Viaggiano verso Oslo gli azzurri del fondo, dove sabato 7 e domenica 8 marzo, limitazioni da "Coronavirus" permettendo, saranno protagonisti della bellissima due giorni di Holmenkollen, con la speranza che l'emergenza Covid-19 non faccia decidere agli organizzatori di far disputare le gare senza pubblico, sarebbe un vero peccato.

Per la mass start in classico da 30km femminile, che si disputerà nella giornata principale della manifestazione, quella di sabato, il dt Selle ha convocato due atlete: Sara Pellegrini e Caterina Ganz, che torna in Coppa del Mondo a due mesi di distanza dall'inseguimento di Dobbiaco del Tour de Ski. 

Nella gara maschile della domenica, invece, saranno cinque gli italiani al via. Oltre a Francesco De Fabiani, Giandomenico Salvadori e Stefano Gardener, grandissimi protagonisti domenica scorsa nella staffetta azzurra che ha sfiorato il podio, ci saranno anche Paolo Ventura e Gilberto Panisi, che torna quindi in azzurro per disputare una gara da lunghe distanze, dopo essere stato il miglior italiano nell'ultima Marcialonga.

Imbattibile. Johannes Klæbo ha vinto a Konnerud la sua ottava sprint stagionale, su altrettante partecipazioni, conquistando così la sua diciassettesima vittoria consecutiva in questo format di gara, se si comprende anche il successo di Seefeld.

Nessuno riesce a batterlo dalla sprint di Lillehammer del 30 novembre 2018, quando si impose Pellegrino. Con questa vittoria il fenomeno norvegese ha anche ipotecato il successo nella coppa di specialità, quando al termine della stagione mancano solo le tre sprint da 50 punti dello Sprint Tour americano. Ancora pochi punti e Klæbo sarà il primo atleta nella storia a vincere quattro volte la Coppa del Mondo Sprint, facendolo addirittura in quattro stagioni consecutive. Immenso!

Solo Valnes ha tenuto ancora aperta per pochissimi punti la coppa di specialità giungendo sesto in una finale che Klæbo ha vinto senza nemmeno soffrire troppo, gestendo al meglio la situazione essendo consapevole della propria grande superiorità sul rettilineo finale. Così in volata il fenomeno ha battuto tutti, tagliando il traguardo a braccia alzate, mentre alle sue spalle Taugboel è stato bravissimo in spaccata a battere Brandsdal. Quinto posto per un ottimo Bolshunov, capace di arrivare in finale, dove si è battuto contro tutti norvegesi. Il russo resta ovviamente il grande favorito per la Coppa del Mondo, ma oggi è stato costretto a piegarsi a uno specialità vero di questo format.

È rimasto deluso, invece, Federico Pellegrino, eliminato nella batteria dei quarti di finale, battuto nella spaccata finale per il secondo posto da Teodor Peterson. L’azzurro ha anche gestito bene la sua gara, attaccando quando doveva, ma nel rettilineo finale con grande sorpresa lo svedese è riuscito a recuperarlo fino alla spaccata finale, forse sfruttando una corsia con neve più veloce rispetto a quella dell’azzurro. Un peccato per Pellegrino, che avrebbe potuto approfittare dell’assenza di Golberg e dell’eliminazione di Chanavat in qualificazione, con i quali si gioca il podio. In ogni caso, con i 18 punti conquistati, l’azzurro arriverà allo Ski Tour americano al quarto posto, ad un solo punto da a Golberg e +12 su Chanavat.

Nei quarti di finale, dove Pellegrino è stato eliminato da Valnes e Peterson, come detto in precedenza, bel gioco di squadra di Klæbo e Skar, qualificati insieme davanti a Halfvarsson e Jouve, rientrati in semifinale da lucky loser. Nel primo quarto di finale. Out anche Tefre, Haeggstroem ed Iversen nella terza batteria, vinta senza problemi da Brandsdal davanti a un buon Bolshunov. Sono passati senza problemi Taugboel e Terentev, facendo fuori Stadaas e uno Young che in qualificazione era piaciuto. Come previsto nell’ultima batteria, invece, si sono qualificati Retivykh e Arnese, facendo fuori Even Northug e Marcus Grate.

Un campionato norvegese, invece, è stata la prima semifinale vinta con grande maestria tattica da Klæbo, che ha beffato tutti i connazionali nel finale, chiudendo davanti a Valnes. Dietro di loro Brandsdal e Skar, rientrati poi in finale da lucky loser. Sfortunati i due stranieri, Jouve e Petterson, con il primo penalizzato dalla rottura del bastone e il secondo caduto. Nella seconda semifinale Bolshunov è andato subito in testa a fare ritmo, chiudendo poi alle spalle di un ottimo Taugboel, andando così in finale con cinque norvegesi.

CLASSIFICA FINALE
1° J. Klæbo (NOR)
2° H.S. Taugboel (NOR)
3° E. Brandsdal (NOR)
4° S.B. Skar (NOR)
5° A. Bolshunov (RUS)
6° E. Valnes (NOR)
7° G. Retivykh (RUS)
8° A. Terentev (RUS)
9° C. Halfvarsson (SWE)
10° R. Jouve (FRA)
L’italiano
14° F. Pellegrino

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