Davide Bragagna

Davide Bragagna

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Non è facile stare dietro a tutte le notizie che escono riguardo gli sport invernali, soprattutto durante l'inizio della stagione. Inauguriamo da oggi il nostro "Blob" per cercare di tenere i nostri affezionati lettori sempre informati con una rubrica di news in breve.

La squadra di biathlon del Kazakistan è stata azzerata per doping. Si trattarebbe di sospensione provvisori ai sensi dell art. 7.9 del codice internazione della WADA. Si parla di mancata reperibilità (whereabouts) e anomalie del passaporto biologico. Il caso dovrebbe essere connesso alle perquisizioni operate ai Mondiali di Hochfilzen (Austria) del 2017. Questi i nomi degli atleti: Galina Vishnevskaya, Alina Raikova, Darya Klimina-Ussanova, Olga Poltoranina, Yan Savitsky, Maxim Braun, Anna Kistanova, Anton Pantov e Vassiliy Potkorytov.

Sebastian Samuelsson, giovanissimo talento del biathlon svedese, capace di portare a casa l'oro in staffetta e l'argento nell'inseguimento da PyeongChang, è stato inserito fra gli ambasciatori per la candidatura di Stoccolma 2026, ormai unica rimasta a contendere i Giochi Olimpici a Milano-Cortina. Il 21enne, celebre per le sue prese di posizioni contro il doping, ha parlato del tecnico Wolfgang Pichler: "Ha lavorato con i russi ma mi fido di lui. Sono convinto che non sia mai stato a conoscenza del sistema doping."

Laura Dahlmeier è tornata ad allenarsi sulla neve. Non è ancora chiaro quale sia il suo programma di rientro ad alti livelli. La bicampionessa olimpica aveva avuto un incidente in bicicletta a luglio con una ferita e conseguente infezione alla coscia.

Intanto a Lenzerheide (Svizzera) si sono tenute delle gare sprint valide come test prestagionali. Justine Braisaz non ha partecipato per un problema alla spalla, ma sarà regolarmente al via fra una settimana a Pokljuka (Slovenia) per l'apertura di Coppa del Mondo. Questi i risultati:

Donne

1. Anais Bescond (Francia) - 23.26.5 (0 + 0) 
2. Olena Pidhrushna (Ucraina) - 27.9 (0 + 0) 
3. Celia Aymonier (Francia) - 33.2 (0 + 1) 
4. Paulina Fialkova (Slovacchia) - 34.5 (1 + 0) 
5. Vita Semerenko (Ucraina) - 37.7 (0 + 0) 
6. Anais Chevalier (Francia) - 40.9 (0 + 1) 
7. Enora Latuilliere (Francia) - 42.1 (1 + 0) 
8. Elisa Gasparin (Svizzera) - 48.0 (0 + 1)

Uomini

1. Mario Dolder (Svizzera) - 26.14.7 (1 + 0) 
2. Fabien Claude (Francia) - 7.2 (1 + 2) 
3. Jeremy Finello (Svizzera) - 16.7 (0 + 1) 
4. Simon Fourcade (Francia) - 28.9 (1 + 1) 
5. Serafin Wistner (Svizzera) - 35.1 (1 + 0) 
6. Jean Houllier (Francia) - 1.01.8 (0 + 0)

 

Cosa ci vuole per vincere la Coppa del Mondo? Ne abbiamo parlato esaustivamente ieri nella nostra analisi. Andiamo quindi a scoprire le favorite, le outsider e le azzurre. Si comincia sabato 24 novembre con la sprint in tecnica classica di Ruka-Kuusamo (Finlandia), seguita domenica dalla 10km a cronometro.

FAVORITE

Therese Johaug ha una gran voglia di riscatto e nell'esordio ufficiale di Beitostølen si è già messa in mostra con due prove di forza sia in tecnica libera che in tecnica classica. La FIS ha costruito un calendario che le è ostico con ben 12 sprint, quello che è stato sempre il suo tallone d'achille. Alla 30enne serviranno diverse prove di forza nei tour per raccogliere più punti possibili. Le 9 gare a cronometro sono invece dalla sua parte. L'obiettivo, non facile, sarà quello di evitare più arrivi in volata possibile perché non ci sarà più Marit Bjørgen ma le rivali sono cresciute durante la sua assenza.

Nata sprinter ma cresciuta sulla distanza negli anni, la 28enne Ingvild Flugstad Østberg è una delle atlete più complete del circuito. Viene da tre stagioni sempre concluse sul podio della classifica generale e ha proprio tutto per vincerla. Nei test della settimana scorsa è stata l'unica in grado di rimanere nell'orbita della connazionale. Il cambio di materiali, inoltre, è il segnale che c'è grande voglia di migliorarsi ancora.

Dopo due norvegesi, un'americana. Jessica Diggins viene dal prestigiosissimo oro olimpico nella team sprint con la ritirata Kikkan Randall, ammalatasi di tumore, alla quale auguriamo una pronta guarigione, e dall'aver insidiato Weng nella conquista della sfera di cristallo lo scorso anno. Kikkanimal vinse tre coppe sprint consecutive, ma quella generale non è mai stata vinta da un'atleta stars and stripes. Bill Koch, fra gli uomini, ci riuscì ai tempi della guerra fredda. La 27enne proveniente dal Minnesota, dalla sua, ha un calendario fitto di sprint e gare in tecnica libera, che possono compensare le sue carenze in classico. Nei binari è però cresciuta notevolmente rispetto alle origini e potrebbe aver scalato un altro gradino in previsione di questa stagione.

E' stato un decennio di dominio “kowal-norvegese”, ora la Finlandia ha sulla carta l'atleta per vincere la sfera di cristallo e seguire le orme di Virpi Kuitunen, doppietta 2007 e 2008. Krista Pärmäkoski, nata Lähteenmäki, viene dalla stagione della maturità: le tre medaglie individuali di PyeongChang l'hanno trasformata in uno degli sportivi finlandesi più importanti e ora manca solo quello step per passare da atleta pluridecorata a vincente. La 27enne di Ikaalinen fa della completezza la sua forza, con qualità nelle sprint superiori a Johaug. Deve solo imparare a vincere di più. Semplice, no?

OUTSIDER

La Coppa del Mondo 2018/19 femminile potrebbe quindi essere decisamente più avvincente di quella maschile, competizione che ha un favorito (e mezzo con Bolshunov) su tutti. Attualmente sono ben 7 le atlete con potenzialità più o meno equivalenti e peculiarità differenti in grado di alzarla a marzo. Tuttavia, in questa stagione, per una questione di scelta tecnica, ci limitiamo alle 4 citate.

Le svedesi stanno a guardare. E' probabile che Charlotte Kalla punti all'unico trofeo che le manca in bacheca nella prossima stagione 2019/20, quando non ci sarà di mezzo una manifestazione con medaglie in palio, il suo terreno di caccia preferito che le ha fruttato 9 medaglie olimpiche e 12 iridate. Esplosa da enfant prodige vincendo il Tour de Ski appena 20enne, la veterana svedese non è mai stata una fondista in grado di tenere la condizione per tutta la stagione. La sua erede Stina Nilsson, oro nella sprint di PyeongChang, ha caratteristiche diverse ma il talento per arrivare all'obiettivo. Fra le big dello sci di fondo è la più giovane con i suoi 25 anni. Quindi perché escluderle entrambe a priori? Hanno già comunicato che non prenderanno parte al Tour de Ski.

E' quasi blasfemo non mettere fra le favorite Heidi Weng, vincitrice delle ultime due edizioni. La 27enne norvegese ha vissuto una stagione 2017/18 agrodolce: la Coppa del Mondo è arrivata lottando con il coltello fra i denti nel finale, quando la condizione era ormai lontana dallo splendore del Tour de Ski; l'Olimpiade è stata disastrosa, senza medaglie e con l'amarissima esclusione dalla staffetta. Weng è arrivata stremata al momento di ricominciare la preparazione e ha deciso di partire più cauta. Probabile quindi che imiti le svedesi e punti tutto su Seefeld 2019.

Una menzione la meritano Maiken Caspersen Falla, norvegese, detentrice della coppa sprint che però non ha le caratteristiche per fare la differenza nelle distance, la russa Natalia Nepryaeva, leader di un movimento che ancora non riesce a tornare ai fasti del passato, Ebba Andersson, 21enne stellina svedese in rapida ascesa, e Teresa Stadlober, austriaca figlia d'arte in possesso di un motore notevole.

ITALIANE

Rifondata con un progetto concreto da quest'anno, alla squadra azzurra si chiede solo di crescere. La veterana Elisa Brocard guiderà una squadra che ha tutto da guadagnare rispetto alle ultime opache stagioni. L'obiettivo è uno solo: mostrare di poter essere competitive in Coppa del Mondo e marcare piazzamenti a punti quanto più possibile. Persa per strada con ritiro polemico Gaia Vuerich, Greta Laurent è attesa al salto di qualità nelle sprint, Lucia Scardoni è apparsa pimpante in tecnica classica nei test di Davos, Ilaria Debertolis deve cancellare una stagione costellata di problemi fisici, Anna Comarella e le altre giovani devono fare apprendistato.

Conseguentemente le condizioni di caldo degli ultimi giorni, le piste di Ruka-Kuusamo (Finlandia) sono state riadattate per le gare a cronometro di domenica 25 novembre. 4x4.75km per gli uomini e 3x3.3km per le donne. Il format della gara rimane invariato con una 10km per le donne e una 15km per gli uomini a cronometro in tecnica classica.

Si va formando una starting list decisamente interessante per il Trofeo Val Formazza, gara FIS in programma il 24/25 novembre sulle nevi della Val Formazza, più precisamente sulla pista di Riale Formazza, che nel 2013 ospitò una spettacolare edizione dei Campionati Italiani. Lo staff di Formazza Event, che organizza l’evento in collaborazione con lo Sci Club Formazza, sta lavorando alacremente per assicurare agli atleti che arriveranno a Riale Formazza le condizioni ideali per gareggiare.

Ricordiamo che il programma prevede sabato 24 novembre le prove della 15 km individuale per i Senior maschili, della 10 km individuale Senior femminile, della 10 km individuale Junior maschile e della 7,5 km individuale Junior femminile, tutte in tecnica classica; domenica 25 sarà la volta della tecnica libera, sulle medesime distanze: 15 km Senior maschili, 10 km per Senior femminile e Junior maschile, 7,5 km per Junior femminile. Le gare inizieranno alle 9.30, sia sabato, sia domenica.

Tra le squadre che hanno già dato la loro adesione quella del Centro Sportivo Esercito, del Centro Sportivo Carabinieri, delle Fiamme Oro, e diversi team del Comitato Alpi Centrali, tra cui Sci Club Alta Valtellina, Sci Club 13 Clusone, Sci Club Gromo, Sci Club Val Vigezzo, Under Up Ski Team Bergamo, Sci Club Antigorio, Polisportiva Team Brianza.
Tra gli atleti nel giro della Nazionale Azzurra saranno al via Mirco Bertolina, Stefan Zelger, Elisa Brocard, Sara Pellegrini, Ilaria De Bertolis, Anna Comarella; tra gli Under 23, saranno a Riale anche Lorenzo Romano, Chiara De Zolt Ponti, Paolo Ventura, Martin Coradazzi, Martina Bellini, Cristina Pittin, Simone Daprà e Michael Hellweger.

Alcune curiosità: sarà al via anche un atleta portoghese, Filipe Cabrita. Esordirà poi sulle nevi dove il padre ottenne nel 2013 il record di campionati italiani vinti (25) anche Martina Di Centa, figlia del grandissimo Giorgio.

Ulteriori informazioni sul sito www.formazzaevent.com.

Fonte: FISI

Si avvia alla conclusione il lungo raduno della durata di due settimane sulla pista norvegese di Sjusjoen del gruppo élite di Coppa del mondo. Agli ordini delll'allenatore responsabile Andreas Zingerle e del all'allenatore Andrea Zattoni sono presenti fino a giovedì 22 nvoembre Dominik Windisch, Lukas Hofer, Lisa Vittozzi e Dorothea Wierer, che per l'occasione si sono allenati anche con i compagni della squadra A composta da Nicole Gontier, Alexia Runggaldier, Federica Sanfilippo, Thierry Chenal, Giuseppe Montello, Thomas Bormolini e Saverio Zini. Il team ha svolto alcuni test che serviranno a definire i partecipanti alla prima tappa della stagione, in programma Pokljuka (Slo) dal 2 al 9 dicembre con staffetta singola, staffetta mista (entrambe domenica 2), individuale maschile (mercoledì 5 dicembre), individuale femminile (giovedì 6), sprnt maschile (venerdì 7 dicembre), sprint femminile (sabato 8 dicembre) pursuit maschile e femminile (domenica 9). Lisa Vittozzi sarà fra le attese protagoniste dopo il sesto posto conclusivo in Coppa del mondo della passata stagione, ed è la più giovane del primo gruppo. "In Norvegia l'allenamento sta andando nella maniera giusta - racconta la 23enne carabiniera forestale - finora non ci sono stati intoppi. All'inizio siamo stati un po sfortunati con il meteo, abbiamo preso tanta acqua ma la pista per fortuna era sempre nel modo migliore, per lavorare bene. Le nostre giornate prevedono un allenamento dalle 8 alle 10, dove sfruttiamo la pista libera per fare i lavori importanti, mentre il pomeriggio prevede una sessione di recupero, oppure in palestra. Mi ritengo soddisfatta, sono contenta che tra poco inizino le gare, ne sento proprio il bisogno. I miei obbiettivi quest'anno abbastanza chiari: partire bene fin da subito in coppa fra Pokljuka, Hochfilzen e Nove Mesto, mantenendo costanza nei piazzamenti per puntare alla classifica generale. E poi ci sono i Mondiali di Oestersund, anche se quelli saranno nella seocnda metà di marzo e avremo tempo per pensarci...".

Fonte: FISI

Cosa ci vuole per vincere la Coppa del Mondo? Ne abbiamo parlato esaustivamente ieri nella nostra analisi. Andiamo quindi a scoprire i favoriti, gli outsider e gli azzurri. Si comincia sabato 24 novembre con la sprint in tecnica classica di Ruka-Kuusamo (Finlandia), seguita domenica dalla 15km a cronometro.

FAVORITI

Uno su tutti. Johannes Høsflot Klæbo ha 22 anni e il futuro dalla sua parte. Viene da una stagione da record con 11 vittorie e 14 podi su 19 gare disputate. E' riuscito nell'impresa senza precedenti di vincere la Coppa del Mondo senza prendere parte al Tour de Ski. E' venuto un po' meno, per così dire, in occasione dei Giochi Olimpici dove ha vinto l'oro nella sprint, nella team sprint e nella staffetta, ma nelle gare sulla distanza non ha toccato palla, lasciando la strada spianata a connazionali, russi, Cologna e Niskanen. Avrà modo di fare razzia di punti nelle 12 sprint stagionali garantendosi il favore nei pronostici finanche non dominando le gare sulla distanza. Tutti sono curiosi di vedere come se la caverà al Tour de Ski, sempre che vi partecipi. La fame di successi sarà il suo carburante.

Giusto per essere magnanimi, aggiungiamo un altro nome: Alexander Bolshunov. Il russo è coetaneo di Klæbo (compirà 22 anni il 31 dicembre) e può vantare nel suo repertorio qualità allround eccellenti. Dotato forse anche di un motore superiore, più forti in tecnica classica che in skating, la grande speranza dell'est è argento e bronzo olimpico in carica di sprint e 50km. 5° posto nella classifica generale, 9 podi con 2 vittorie, prestigiosa quella delle Finali di Falun, è stato questo il suo ricco bottino nel 2018. Non sarebbe il primo russo a vincere la Coppa del Mondo, ci riuscì due volte Alexander Savjalov battendo però bandiera sovietica. Con Ustiugov fermo ai box nelle prime tappe, la Russia punta decisamente su di lui.

OUTSIDER

Gli anni passano ma loro sono sempre ai vertici. Dario Cologna e Martin Johnsrud Sundby, 7 Coppe del Mondo (4+3) in due, però hanno già messo le mani avanti dicendo che si concentreranno soprattutto sul Mondiale di Seefeld 2019. L'elvetico vuole rimpinguare il suo bottino iridato, molto più scarno rispetto a quello olimpico tutto dorato arrivato a 4 successi. L'agile norvegese punta a conquistare il suo primo titolo individuale e ha già detto che ci sono troppe sprint in calendario per puntare al coppone.

Ultimo treno. A 30 anni, Alex Harvey potrebbe decidere di chiudere la carriera con le Finali in casa a Quebec City del prossimo marzo. Non è mai stato un dominatore, ma ha saputo ritagliarsi uno spazio di prestigio negli anni salendo due volte sul podio della classifica generale. Per il canadese c'è poi il titolo della 50km di Lahti 2017 da difendere.

Emil Iversen, figlio dell'allenatore della squadra norvegese, non è uno dei nomi più noti al pubblico. Il 27enne non ha mai vinto una medaglia olimpica o iridata e ha sempre dovuto lottare nel mare magnum di talento norvegese per emergere. Vanta 5 vittorie in Coppa del Mondo e le caratteristiche per farsi valere in tutte le distanze. La settimana scorsa nei test di Beitostølen ha dimostrato di essere in eccellenti condizioni.

Campione olimpico in carica della 50 (e della team sprint nel 2014) e iridato della 15km, Iivo Niskanen è sicuramente il più talentuoso fondista classico da distanza. Il 26enne finnico sa essere un killer nella gara secca, finora non ha però mai esplorato la sua competitività sul lungo periodo. Ha il suo tallone d'achille nel pattinaggio e qualità discrete nelle sprint. Le molte gare skating non depongono a suo favore.

Sergey Ustiugov sarà fermo ai box nelle prime tappe dopo la caduta sugli skiroll in Val Senales nel mese di ottobre. La conseguenza è stata una frattura al pollice, mentre è stato scongiurato il rischio distorsione alla caviglia. Dopo l'esclusione dai Giochi di PyeongChang da parte del CIO, non è stato facile per l'ex leader della squadra russa rilanciare le proprie motivazioni. Più probabile si concentri esclusivamente nella ricerca del colpo a effetto ai Seefeld.

Ritirato Marcus Hellner, la Svezia spera di ritrovare ai massimi livelli l'ex promessa Calle Halfvarsson, 3° della generale nel 2015. La Norvegia, che può puntare sul più grande serbatoio di talenti fondistici, potrebbe riscoprire anche Finn Hågen Krogh, ancora 27enne, 3° nella generale del 2016. Non si può non citare Alexey Poltoranin, uno che vanta 11 vittorie in tecnica classica in Coppa del Mondo. In una stagione fortemente connotata dalla presenza di competizioni in skating, si trova però penalizzato.

ITALIANI

La FIS ha fatto un bel regalo a Federico Pellegrino, riservandogli 9 sprint su 12 in skating. Il valdostano, d'argento ai Giochi Olimpici in classico, avrà tempo e modo di studiare per entrare nella storia: nessuno è riuscito a vincere due titoli mondiali consecutivi nella gara più breve. In Coppa del Mondo può ampiamente puntare a entrare nei primi 10 della generale, magari avvicinando il quinto posto.

E' un'Italia a trazione valdostana. Francesco De Fabiani fu 12° nella generale del 2016. Il 25enne, altra indiscussa punta della squadra guidata da quest'anno dal CT Marco Selle, deve cercare di completare quella crescita che si è arrestata nelle ultime due stagioni. Nel periodo post olimpico erano arrivati bei segnali con il podio a Falun. Diventare stabilmente uno dei primi 10-15 al mondo è un obiettivo realizzabile.

A Maicol Rastelli, Dietmar Nöckler e Giandomenico Salvadori si chiede continuità, avere prestazioni medie nei primi 30 e qualche picco magari entrando nei 10, saper stare regolarmente vicini ai migliori e sfruttare l'occasione per fare risultato.

Il calendario 2018/19 della Coppa del Mondo ha visto la Federazione Internazionale dello Sci fare delle scelte che sono un misto di recupero della tradizione dello sci di fondo del passato (ben 9 cronometro, azzeramento dello skiathlon presente solo in sede iridata) e il sacrilego confinamento della tecnica classica in un ruolo minoritario.

Non c'è mai stato uno sbilanciamento così radicale verso la tecnica libera e, opinione personale, per quanto possa sembrare squilibrata la scelta della FIS, vedremo la stagione di Coppa del Mondo più bella da anni a questa parte. 

La presenza di 13 gare a cronometro e inseguimento diminuirà il numero di banali arrivi in volata per la vittoria. Chi ama gli sprint sarà accontentato dalla presenza di ben 12 gare brevi. Certo, qui lo sbilanciamento di 9 a 3 a favore della tecnica libera pare eccessivo, ma possiamo essere contenti per Federico Pellegrino. 

Ottima, infine, la scelte di lasciare spazio alla sola più selettiva tecnica classica nelle partenze in linea. 

Il calendario prevede 29 gare individuali (32 considerando Tour de Ski, Triple di Lillehammer e Finali di Quebec City) così distribuite:

  • 9 Sprint TL                                       
  • 3 Sprint TC 
  • 6 Distance cronometro TL
  • 3 Distance cronometro TC
  • 3 Distance pursuit TL
  • 1 Distance pursuit TC
  • 4 Distance Mass Start TC

Così nel 2017/18:

  • 6 Sprint TL                                       
  • 5 Sprint TC 
  • 2 Distance cronometro TL
  • 4 Distance cronometro TC
  • 4 Distance pursuit TL
  • 1 Distance pursuit TC
  • 3 Distance Mass Start TL
  • 2 Distance Mass Start TC
  • 1 Skiathlon

E' la vincitrice delle ultime due edizioni della Coppa del Mondo, ma la batosta delle Olimpiadi coreane, esclusa dalla staffetta e zero medaglie, ha convinto Heidi Weng a seguire un percorso diverso. Lo scorso anno è partita come una scheggia, portando a casa il secondo Tour de Ski della carriera, però nel finale di stagione ha rischiato addirittura di perdere la coppa a favore di Jessica Diggins.

L'allenatore Ole Morten Iversen, padre del fondista Emil ed ex allenatore della Svezia, ha deciso di frenare la sua atleta: nei test di Beitostølen sono arrivate delle sonore mazzate da Therese Johaug; fa tutto parte di un piano che prevede una graduale crescita della forma per fare bene a Seefeld 2019.

La 27enne aveva vinto da outsider nella squadra norvegese il bronzo nello skiathlon di Sochi 2014, che confermava quello dei Mondiali di Fiemme 2013. Campionessa mondiale di staffetta per tre volte consecutive (2013, 2015, 2017), a Lahti 2017 si era aggiudicata l'argento nella 30km e l'oro anche nella sprint a squadre.

La fondista di Enebakk ha faticato a riprendersi psicologicamente dal disastro coreano, ma arriverà pronta questa volta al grande appuntamento. Contro Johaug, Kalla, Parmakoski, Oestberg e Diggins, ci sarà veramente da divertirsi.

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