Ultimo banco di prova nella 15km maschile prima di decidere quartetti e strategie per le staffette in programma giovedì (donne) e venerdì (uomini). Andiamo a vedere lo stato di salute delle squadre pretendenti al podio.
NORVEGIA
Dopo aver preso due medaglie d'oro e aver sofferto particolarmente nello skiathlon, Klæbo ha deciso di rinunciare a una 15 che si preannuncia massacrante date le condizioni di caldo e neve difficile. Nella gara femminile i materiali hanno fatto una significativa differenza e oggi potrebbe essere anche peggio.
Subentra così il vincitore dello skiathlon Røthe, leggero e dotato di grandissimo motore, adatto alle condizioni previste. Convenevoli fra i due campioni del mondo delle prime gare individuali: Røthe ha ringraziato Klæbo dell'opportunità.
La Norvegia gode di un'abbondanza persino eccessiva sia al maschile sia al femminile. Ah! Se penso all'Italia di Torino 2006, avevamo 4 atleti capaci di vincere 11 medaglie individuali fra Olimpiadi e Mondiali, ma tutto doveva girare alla perfezione per centrare l'obiettivo.
L'allenatore della squadra femminile Ole Morten Iversen, padre di Emil, ha detto che nel gioco della staffetta potrebbero rientrare anche Falla, Haga e Slind. Intendiamoci, Falla è un po' come Pellegrino: la specializzazione nelle sprint è legata alla sua percentuale di successi/podi per partecipazioni, ma sulla distanza sa come difendersi e lo ha dimostrato nello skiathlon dei Campionati norvegesi dove è stata 4^ dietro alla più talentuosa delle sorelle Slind, Kari. Potrebbe essere questa la carta per contrastare le svedesi in ultima frazione? Possibile. Haga è pur sempre la campionessa olimpica della 10 e il suo impiego in terza frazione è un'opzione interessante. Le quotazioni di Weng sono decisamente scese dopo la gara di ieri, ma anche Jacobsen non è stata brillantissima. Inamovibili solo Johaug e Østberg.
La situazione al maschile è ancora più intricata. Non è escluso che Emil Iversen rimanga fuori dopo aver preso parte finora a tutte le gare del programma. Klæbo è il nuovo Northug nello scacchiere norge, Sundby e Røthe vengono da due medaglie in una 30 durissima e oggi avranno la 15 (come Iversen, alla 4^ gara in 6 giorni!), Tønseth ha puntato tutto sulla prova di oggi. La scelta dovrebbe ricadere su questi cinque con all'occorrenza Krüger e Holund, già proiettati sulla 50.
RUSSIA
Affollata pretesa a un posto anche in casa Russia. Bolshunov e Ustiugov saranno le colonne portanti della staffetta. Possibile seconda e quarta frazione rispettivamente per i due. La 15 servirà a selezionare l'altro frazionista in classico (in lizza Larkov, Bessmertnykh, Vylegzhanin), mentre Melnichenko dovrebbe essersi guadagnato il posto nello skiathlon, ma le alternative non mancano con Belov, Spitsov, Chervotkin (previsto il suo impiego solo nella 50km) o Maltsev, uomo vittoria di Russia 2 a Ulricehamn.
Il giovane team femminile ha sicuramente tre pedine inamovibili. Belorukova è l'ideale "lancista", Nepryaeva e Sedova sono i jolly, più veloce la prima, più resistente la seconda, ma intercambiabili in classico e skating. La 3^ frazione dovrebbe andare a Istomina, campionessa mondiale U23 in skating. Diverse le alternative, ma tutte a livello di riserva.
SVEZIA
La Svezia maschile non passa una fase storica di particolare abbondanza. Il quartetto è stato indebolito dal ritiro di Marcus Hellner, ma ha scoperto in questa stagione il classe 1996 Viktor Thorn, polivalente di grande prospettiva. Jens Burman e Daniel Richardsson hanno trovato una buona condizione proprio a Seefeld. Halfvarsson solito ultimo frazionista. Alternativa in classico con Svensson, ottimo nella team sprint dove ha sostituito un Thorn ammalato.
Nel giorno della caduta delle sue capitane Kalla e soprattutto Andersson, la Svezia è stata salvata dalla junior Karlsson che è riuscita a far soffrire fino alla fine Johaug. Non male per una 19enne che a gennaio neanche era sicura di andarci a Seefeld. Dopo il 5° posto nello skiathlon, si pensava a un'altra prestazione da prime dieci, non certo allo show d'argento che ha messo in pista! Therese Johaug ha detto "sono colpita ma non sorpresa, conoscevo le sue qualità".
Al netto di medaglie che non sono arrivate dalle due "veterane" ( in realtà Andersson è del 1997, ma ha già l'esperienza di valore di PyeongChang 2018 dove fu 4^ nello skiathlon e medagliata in staffetta), appaiono loro le donne da battere. Stina Nilsson in ultima frazione è difficilmente battibile, per questo la Norvegia potrebbe opporle la rivale sprinter Falla. Andersson dovrebbe fare il lancio, Karlsson la seconda frazione contro Johaug e Kalla la delicata terza. Alternative ne abbiamo? Certo. Settlin, Dahlqvist e Ingemarsdotter, con caratteristiche diverse, su 5km possono essere competitive.
ITALIA
Gli azzurri, a meno di prestazioni fuori scala di Stefan Zelger nella 15 di oggi pomeriggio, sembrano avere il quartetto comandato. Sarà necessario fare un bel piano strategico nel giorno di riposo e capire come affrontare la gara e su chi fare la gara (Francia e Svezia). I quartetti possibili dovrebbero essere quattro:
Rastelli-Pellegrino-Salvadori-De Fabiani
Pellegrino-Rastelli-Salvadori-De Fabiani
Rastelli-Salvadori-De Fabiani-Pellegrino
Rastelli-De Fabiani-Salvadori-Pellegrino
La scelta ruota attorno alle sicurezze di Pellegrino e Salvadori: Chicco deve caricarsi la squadra sulle spalle e dire se si sente all'altezza di competere contro i distance in quarta frazione, altrimenti potrebbe mettersi al servizio in classico, dove ha più certezze in stagione; Giando ha dimostrato di avere condizione in classico sull'uomo e in skating dovrebbe essere equivalente. Rastelli, dopo il capolavoro olimpico, è l'ideale atleta in apertura di staffetta ma se dovesse mettere in mostra una condizione da top 15 nella gara di oggi, potrebbe essere dirottato in seconda con Pellegrino al lancio. De Fabiani può fare da cerniera con i battistrada in seconda o terza frazione, ma anche chiudere la staffetta con il suo temibile finale, superiore a quello dei francesi e più o meno equivalente a Halfvarsson.
Per le donne, invece, speranze di medaglia pari a zero, ma la possibilità di trovare il miglior risultato in staffetta dall'annus horribilis 2011, quando la squadra perse tutti i suoi riferimenti in seguito al ritiro simultaneo di Follis, Longa e Genuin. Importante rimanere in alto già dalla prima frazione, magari con Comarella al lancio e Brocard "sacrificata" in seconda frazione. Il quartetto più offensivo dovrebbe essere Comarella-Scardoni (o Ganz)-Brocard-Debertolis. Obiettivo? Un 6° posto sarebbe un risultato splendido.
FINLANDIA
I finnici vivono sul rendimento del fuoriclasse Niskanen, buono per ricucire in seconda frazione. Hakola e il veterano Heikkinen sono fondisti competitivi in entrambe le tecniche. Manca un quarto frazionista all'altezza.
Le donne partono dalle certezze di Pärmäkoski e sperano di ritrovare una Niskanen sui livelli di Cogne. Fra giovani e veterane, ovunque le metti, sembra una squadra destinata ad arrivare ai piedi del podio.
FRANCIA
In casa Francia, dopo aver saltato lo skiathlon per un malanno, Manificat è pronto all'esordio nella 15, con lui ci saranno Chauvin, ultimo convocato dopo il bel 13° posto di Cogne, e Lapierre, il talentuoso campione mondiale U23 della 15 skating. Non ci saranno quindi Gaillard, tornato già a casa a seguito di un malanno, Parisse e Backscheider, i quali sono già proiettati su staffetta e 50. La 15 servirà a selezionare il quarto frazionista e non sarà facile trovare la quadra dopo le influenze che hanno perseguitato la squadra nei giorni scorsi.
La Francia femminile partecipa per onor di firma.
STATI UNITI
Uomini fuori dal gioco delle medaglie, le donne devono ritrovare feeling e fiducia. Nella 10 classica gli sci erano lentissimi ma alcune certezze ci sono. Bjornsen in classico, Diggins a chiudere in skating, Brennan al lancio o in terza. La frazione rimanente dovrebbe andare a Kern, brava nello skiathlon.
GERMANIA
La Germania maschile ha perso qualche atlete per infortunio prima del mondiale e vanta un quartetto da piazzamento e basta. Diverso il discorso per le donne, alle quali manca una vera stella ma presentano atlete dalle caratteristiche polivalenti. La migliore soluzione è Gimmler-Hennig-Carl-Ringwald, una squadra non da podio ma capace di rimanere attaccata alle prime a lungo.
SVIZZERA
Cologna non sembra aver mai trovato la condizione per trascinare i compagni di squadra e i compagni non hanno alzato l'asticella. Le donne hanno scoperto una Fähndrich superba nelle gare in classico su distanza, ma senza la miglior versione di Von Siebenthal e Van der Graaff non ci sono grandi possibilità.