Pellegrino lancia l'allarme: "I numeri del fondo sono in crisi, servono nuove idee"

24 Marzo 2019
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Federico Pellegrino si è esposto in prima persona parlando della crisi complessiva che sta vivendo lo sci di fondo. La punta di diamanate del movimento azzurro vorrebbe che la FIS intervenisse per cambiare rotta.

"E' sotto gli occhi di tutti come i numeri di pubblico stiano calando per lo sci di fondo a livello globale. Abbiamo bisogno di nuove idee, modi per rendere lo sci di fondo più interessante al fine di creare uno spettacolo televisivo migliore."

Il vice-fenomeno dello sprint mondiale parla dalla sua camera d'albergo al 22° piano con vista sulle piste del Plains Of Abraham di Quebec City. E' qui che si  è conclusa oggi la Coppa del Mondo con il mini-tour delle Finali.

Alex Harvey oggi ha detto addio allo sci di fondo arrivando 2° nelle Finali, togliendosi la soddisfazione di vincere l'ultima tappa. La sua città natale lo ha accolto con calore e affetto, ma è fondato il timore che questa sia la fine di un'epoca per il Canada, mentre non si vede un ricambio generazionale in arrivo.

Indiscutibilmente, i numeri in televisione dello sci di fondo stanno calando vistosamente. Con questo probelma, l'interesse a investire in questo sport da parte di tanti Paesi sta venendo meno.

Sono in molti a vedere il fulcro della questione nel predominio norvegese, ma Pellegrino la pensa diversamente.

In primis, secondo il valdostano il fatto principale sarebbe l'assenza strategica in tappe di Coppa del Mondo di molte delle stelle del circuito, finendo per abbassare il contenuto tecnico delle competizioni.

Pellegrino ha riflettuto molto sulle decisioni da prendere per il futuro e questa settimana ha condiviso i suoi pensieri con diversi rappresentati dei vari Paesi in un meeting a Quebec. Una prima mossa da portare avanti sarebbe quella di ridurre il numero di località e di tappe presenti nel circuito, facilitando la logistica e i tempi di recupero degli atleti.

"Non è facile per gli atleti competere ai massimi livelli nelle condizioni date, gli impegni durante l'inverno non consentono un adeguato riposo e allenamento fra una tappa e l'altra." 

I piani di Pellegrino non gli consentono di essere sempre presente in Coppa del Mondo. Spesso sfrutta i fine settimana senza gare sprint per rifiatare, ma in questa stagione non si è tirato indietro quando c'era la possibilità di correre anche sulla distanza. Quest'inverno molte delle donne di punta come Therese Johaug, Ebba Andersson e Charlotte Kalla hanno snobbato il Tour de Ski. Johannes Høsflot Klæbo, come molti altri membri dell'élite mondiale, ha rinunciato alla Coppa del Mondo di Cogne. Questo ha privato i conterranei di Chicco della supersfida con il fenomeno norvegese.

Pellegrino sottolinea che meno tappe significherebbero un abbattimento dei costi di viaggio, venendo incontro alle nazioni con meno risorse economiche. Il circuito di Coppa del Mondo verrebbe vissuto con ritmi più umani da atleti e staff.

"Tutto questo agevolerebbe la vita degli skimen. L'anno prossimo saranno impegnati per nove weekend consecutivi, poi un fine settimana di riposo seguito da sette impegni consecutivi. Così non si può svolgere il proprio lavoro sempre al meglio, soprattutto nelle squadre più piccole che non hanno la possibilità di ruotare i membri dello staff di supporto."

22 location, 41 gare. Il calendario di Coppa del Mondo per il prossimo inverno sarà ancora più fitto di quello di quest'anno. Solo il primo settimana di febbraio permetterà di rifiatare un istante e molti atleti saranno comunque impegnati per i campionati nazionali.

Pellegrino si rende conto che è difficile fare cambiamenti con i piani ufficiali già delineati per la prossima stagione. A lungo termine, il valdostano vorrebbe avere almeno tre fine settimana di pausa durante la stagione: uno prima del Tour de Ski, uno dopo e uno prima di Mondiale o Olimpiadi.

Tra coloro che sostengono la proposta di Pellegrino c'è Therese Johaug.

"Quando il calendario è così intenso, è ovvio che bisogna dare la priorità ad alcune gare sacrificandone altre. Non si può essere sempre in forma se si gareggia sempre."

Johaug immagina una soluzione con meno weekend e tappe da più gare.

"Per esempio si può cominciare a gareggiare il giovedì con una gara distance, fare la sprint il venerdì, un'altra distance sabato e chiudere il weekend con la staffetta o la team sprint."

Le fa eco Johannes Høsflot Klæbo. 

"Serve più equilibrio e duelli che sviluppino interesse."

Mari Eide, che ha preso il bronzo nella sprint mondiale a Seefeld, è più scettica.

"Da una prospettiva norvegese, è importante essere visibili ogni fine settimana in modo che ci sia spazio per i tanti atleti delle nostre squadre. Non condivido la visione di Pellegrino, ma capisco il suo punto di vista. Se vogliamo riportare interesse in tutto il mondo, serve avere al via sempre i migliori atleti."

La Norvegia è il Paese che ha più da perdere se si arrivasse a una riforma dello sci di fondo. Pellegrino si rende conto che non sarebbe una soluzione ottimale per la Norvegia.

"E' un prezzo che però deve essere disposta a pagare per rafforzare la qualità del prodotto televisivo a livello internazionale. In Italia, lo sci di fondo è forse il 15°-20° sport per popolarità. Abbiamo meno da perdere, ma se si dovesse continuare con questo sistema, alla lunga verrebbero colpiti anche loro."

Vegard Ulvang, uomo di riferimento della FIS nello sci di fondo, è incuriosito dal punto di vista di Pellegrino.

"Sono anni che si parla di queste cose. Uno degli argomenti forti è l'importanza di essere presenti sugli schermi televisivi ogni fine settimana. Potrebbe essere arrivato il momento di cambiare, forse "less is more". E' meglio avere al via sempre tutti i migliori fondisti."

Ulvang non sembra particolarmente soddisfatto del calendario per la prossima stagione.

"La commissione FIS sta affrontando queste sfide al suo interno. Ci sono 17 nazioni che vanno messe d'accordo. Gli organizzatori delle tappe di Coppa del Mondo non vogliono mollare i loro eventi. Bisognerà fare dei compromessi e non è detto che il risultato migliori."

Il confronto con il biathlon è difficile: l'International Biathlon Union è padrona esclusiva del prodotto della Coppa del Mondo. La FIS è un organismo più ampio che comprende tutti gli altri sport della neve e non è facile trovare equilibrio con le altre discipline. Ulvang però sembra favorevole all'apertura al cambiamento.

"Se gli atleti vogliono cambiare e si accorderanno, i vari Paesi dovranno ascoltarli."

Cambiare il sistema di punteggio?

Oltre a rivedere la struttura del calendario, Pellegrino propone di cambiare il sistema di punteggio di Coppa del Mondo e adottare quello del biathlon. Questo spingerebbe gli atleti a sacrificare meno gare per rimanere in alto in classifica.

"Nel biathlon una vittoria dà tanti punti quanto due 11' posti. Per non perdere terreno in classifica, sei costretto a gareggiare anche se non sei al top della forma. Se la tua forma non è sufficiente per entrare nei primi 10 nello sci di fondo col punteggio attuale, tanto vale restare a casa ad allenarsi."

Questa proposta non fa parte dei cambiamenti dei quali si sta discutendo, ma sembra essere interessante. Tuttavia, è ancora più difficile da attuare rispetto ai cambiamenti nel calendario.

"Anche questo è stato discusso in passato e ci sono buoni argomenti per cambiare. Nessuno però vuole farlo nello sci alpino, nel salto e nelle altre discipline. E' molto complesso" dice Ulvang.

Pellegrino è interessato dagli sviluppi futuri.

"Ho detto la mia opinione e mi sono confrontato nelle riunioni. Mi concentrerò come sempre sul mio lavoro, guarderò alle decisioni delle FIS e come sempre costruirò il mio calendario dentro il calendario della Federazione. Mi piacerebbe essere un fondista completo e prendere parte a tutte le gare, ma in queste condizioni non posso perché devo gestire le mie energie."

Fonte: NRK

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